La storia di una monaca
- The nun's story -


Belgio, prima metà degli anni '20.
Gabrielle Van Der Mal è una giovane, figlia di un noto e stimato chirurgo, che decide di consacrarsi alla vita religiosa.
La dedizione scrupolosa agli studi di microbiologia, un settore scientifico allora all'avanguardia, e la dolcezza del suo carattere si contrappongono ad una profonda intransigenza nei confronti di se stessa.
E sarà proprio questa intransigenza a minare alla base la sua vocazione


Le scene più belle
Gabrielle e altre ragazze entrano finalmente nel convento come postulanti. E' un momento sacro, tanto atteso e temuto allo stesso tempo. Il colpo d'occhio è maestoso : molteplici file di monache siedono ai due lati della chiesa e in fondo, esattamente al centro sotto una grande croce, siede la superiora generale dell'ordine, Madre Emanuela. Le postulanti si inginocchiano al centro della navata e si coricano faccia a terra.
Madre Emanuela : "Cosa chiedete figliuole?"
il coro delle postulanti : "Di essere ammesse in questa congregazione"
"Alzatevi nel nome di Dio.
Care figliuole, non è facile essere monaca. Non è una vita di rifugio dal mondo : è una vita di sacrificio. In un certo senso è una vita contro natura, è una lotta senza fine per raggiungere la perfezione. Alcune di voi incontreranno più difficoltà delle altre : povertà, castità ed obbedienza sono estremamente difficili. Ognuna di noi può confermarvelo. I sacrifici richiesti a tutte noi sono sopportabili soltanto se fatti con amore.
Proprio come nel mondo esterno si possono fare di buon grado cose impossibili per la persona amata, così avviene quì : riusciamo a sopportare i maggiori sacrifici perchè l'oggetto del nostro amore è Nostro Signore Gesù Cristo.
Al fine di giungere ad una più intima unione con Nostro Signore sarete sottoposte a prove ed esercizi destinati a sradicare i vostri errori, a piegare le vostre passioni e a prepararvi ad acquistare le virtù e la grazia.
Se discutete questi esercizi di umiltà, questi passi fatti verso la più completa unione con Nostro Signore, voi non appartenete al nostro mondo. La vita claustrale è fatta di un'infinità di piccole cose. Dovete cercare di vivere nella Santa Regola non giorno per giorno, ma minuto per minuto, in uno stato di continua vigilanza contro le imperfezioni. La perfetta monaca è colei che per l'amor di Dio ubbidisce in tutte le cose. Fino alla morte. Ricordate figliuole che potrete ingannare facilmente noi o le vostre sorelle ma non potrete mai ingannare voi stesse o Dio


il dialogo con Madre Marcella
"sono in imbarazzo madre : per suor Paolina. La mia coscenza non è tranquilla a causa dei miei sentimenti poco fraterni verso di lei. Alla Casa Madre ci dissero di superare simili sentimenti cercando di aiutare l'altra persona. Per 5 mesi ho cercato di aiutare suor Paolina nello studio, e ha bisogno di aiuto, ma non permette l'amicizia e io non sò cosa fare
"Suor Paolina è già venuta a parlarmi : l'antipatia che mi descrivi è reciproca. Ti ritiene piena di orgoglio, è convinta che non potrai mai raggiungere l'umiltà
"Ho vergogna madre per lei e per me. Tutto questo suona molto infantile a parlarne
"Il suo sentimento è basato sulla paura : si preoccupa di non riuscire a superare gli esami, o se riuscisse di essere molto al di sotto di te in graduatoria il che significa che non verrebbe più rimandata nel Congo.
Ti si offre una grande opportunità di fare un sacrificio a Dio. Mi hai chiesto un consiglio ... sentiamo, suor Lucia, saresti capace di cadere all'esame per dimostrare la tua umiltà?
...
"Madre mia, lo farei volentieri se la Casa Madre lo sapesse e lo approvasse!
"Questa sarebbe un'umiltà condizionata, come si dice, cioè che chiedi una contropartita in cambio del sacrificio. Come, in questo caso, la soddisfazione di sapere che la Superiora Generale ne è al corrente
"Il coraggio ha bisogno di testimoni
"Si, ma la vera umiltà, d'altra parte, scivola inosservata tra Dio e l'anima. Conosci la massima : fà del bene e scordalo
"Come sappiamo quando siamo umili?
"Quando possiamo accettare una vera umiliazione. Come la tua bocciatura
...
"Come posso sapere che Dio voglia questo da me?
"Và a chiederlo a lui. Ma ricordati : è un'opportunità che forse non ti si ripresenterà più. Nel corso della sua eternità Dio sceglie il suo momento per offrire la più perfetta alleanza con ogni singola anima


il dialogo con la Superiora dell'istituto per la cura dei malati mentali
"... mi accuso anche di presunzione per aver pensato di affrontare quella demente da sola, mi accuso di aver usato il mio giudizio personale per non chiamare aiuto, mi accuso di aver voluto fare l'eroina ... Durante i 3 giorni che ho passato all'infermeria mi sono accusata di ogni possibile trasgressione alla Santa Regola : sono sempre mancanze lampanti. Alla scuola di malattie tropicali Madre Marcella mi offrii l'opportunità di mostrare la vera umiltà facendomi bocciare agli esami ...
"Lo sò : Madre Marcella era ben intenzionata, ma ebbe torto nel darti questo suggerimento. Figliola io non sottovaluto neanche per un'attimo la gravità dei tuoi errori, ma tu non devi distruggerti così nella colpa e nel rimorso. Devi imparare a piegarti un pò o ti spezzerai
"Molto prima di entrare nell'ordine avevo una mia regola : tutto o niente. Quindi o sarò una buona monaca o ...
"Sarai una buona monaca suor Lucia
"Pensavo che si potesse raggiungere uno speciale stato d'animo per cui obbedire diverrebbe naturale e cesserebbe la lotta
"Non ti fare illusioni sorella e soprattutto abbi pazienza con te stessa. I santi intolleranti sono perduti sin dall'inizio : chiedi a Dio aiuto e consiglio e sono sicura che pronuncerai i voti


Alcuni commenti
La rivista Life (Numero del 6-8-1959) ha dedicato a questo film un servizio fotografico e critico.
Il film è stato tratto da un libro di Kathryn Hulme che racconta una vicenda realmente vissuta da parte di un'infermiera, ex suora, che conobbe in Germania verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando entrambe erano volontarie della U.N.R.R.A.
E' importante, come chiave di lettura del film, la testimonianza diretta della protagonista, suor Lucia, che Life riporta in un'intervista alla fine dell'articolo :
"La gente dice che non ho sbagliato ad abbandonare il convento.
Non capiscono.
Tante donne si consacrano alla vita religiosa.
Loro possono.
Io non ci sono riuscita ed è per questo che ho fallito

Il vero nome di suor Lucia è Marie-Louise Habets.

I film a carattere religioso sono di un tipo a se stante.
Perchè noi attraverso l'artificio del cinema possiamo entrare in un convento, gettare uno sguardo in vani in cui normalmente ci sarebbe proibito l'accesso, ma non possiamo penetrare i segreti più profondi delle anime che pregano.
Non possiamo condividere le loro motivazioni, anche perchè non possiamo conoscerle.
Potremmo forse conoscerle e condividerle solo a patto di entrare noi stessi in quel convento, non più come spettatori ma come partecipi di un'esperienza religiosa.
Ossia diventare religiosi noi stessi.

Perchè Gabrielle diventa suora?
Lo dice lei stessa verso la fine del film quando chiede alla novizia : sei sicura di non essere quì spinta dalla stima verso un'altra religiosa?
E la domanda rimanda all'inizio del film quando essa, riordinando le cose da restituire al fidanzato, getta uno sguardo compiaciuto a una fotografia appesa alla parete raffigurante una monaca.
Evidentemente nella vita di Gabrielle ci sono due persone che essa stima moltissimo : una è quella monaca.
L'altra è indubbiamente il padre.

Il padre cura i malati nel corpo, attraverso la chirurgia e la microbiologia.
La monaca li cura nello spirito.

Gabrielle vuole essere una sintesi di entrambi in una sola persona : sè stessa.
E così come esegue esattissime diagnosi con il suo precisissimo microscopio, esige che anche il suo animo si conformi alla Santa Regola con la stessa perfezione.
Le altre monache interpretano la Regola e vi si adeguano in una qualche maniera : lei non può.
E' una questione di carattere :
"Figliola io non sottovaluto neanche per un'attimo la gravità dei tuoi errori, ma tu non devi distruggerti così nella colpa e nel rimorso. Devi imparare a piegarti un pò o ti spezzerai
"Molto prima di entrare nell'ordine avevo una mia regola : tutto o niente. Quindi o sarò una buona monaca o ...
"Sarai una buona monaca suor Lucia
"Pensavo che si potesse raggiungere uno speciale stato d'animo per cui obbedire diverrebbe naturale e cesserebbe la lotta
"Non ti fare illusioni sorella e soprattutto abbi pazienza con te stessa. I santi intolleranti sono perduti sin dall'inizio : chiedi a Dio aiuto e consiglio e sono sicura che pronuncerai i voti

Forse Dio non chiede alle monache di essere semplicemente delle stazioni per i pendolari della sofferenza fisica e spirituale, ma qualcosa di più profondo e significativo.
Essere sentinelle dell'infinito.
E ciò rimanda all'obiezione di Madre Emanuela : "sei entrata in convento per fare la monaca, non l'infermiera.