- Cenerentola in città: il ritorno-
-
Perché non assumi ancora una volta le sembianze di “Cenerentola”? – era
saltata fuori Eriko. Ed ora lei si trovava imprigionata tra le grinfie di
quattro ragazze che la pettinavano e la truccavano con esagerata efficienza.
Quella mattina aveva per caso incontrato l’amica, cosa che succedeva di rado
vista la mole di impegni che la tenevano inchiodata alla scrivania, così si
erano fermate a prendere un caffè. Eriko, impicciona com’era, aveva subito
voluto sapere come procedesse la storia con Ryo e aggirando abilmente gli
ostacoli posti da Kaori, l’aveva convinta a travestirsi nuovamente:
- Come ha potuto l’orecchino che avevi perso essersi rimaterializzato nella
tasca dei tuoi jeans? – l’aveva stuzzicata – Fidati, Ryo sicuramente ha
fiutato qualcosa! Credo che gli serva solo una piccola spinta! Coraggio…fidati!
– a quel punto Kaori era inevitabilmente capitolata.
***
-
Ecco, sei perfetta! – batté le mani soddisfatta Eriko. Le labbra colorate
dell’amica si storsero in una smorfia. – Avanti, sorridi e sii sicura di
te stessa! – la incitò ancora la stilista- E’ questo il trucco: se credi
in te, avrai tutto il mondo ai tuoi piedi, soprattutto Ryo!– si infervorò.
Kaori sorrise dell’animosità dell’amica:
- D’accordo – la accontentò, ben sapendo che però non avrebbe concluso
niente con Ryo, in quel modo.
1
- Ehi, bellezza! –
la apostrofò un tipo per la strada – Sei sola? – le chiese. Maledizione,
così avrebbe fatto tardi! Eriko quel pomeriggio era andata a scrivere un
messaggio alla stazione, così lei aveva mandato Ryo a controllare la lavagna,
certa che avrebbe accettato senza parlargliene. L’appuntamento era per le
nove alla fontana del parco. Si voltò, decisa a mandare quel maleducato al
diavolo, ma si sentì prendere per un braccio:
- Tesoro, ti va di fare quattro salti a letto? – la insidiò. Kaori si
preparò a rifilargli una bella ginocchiata in mezzo alle gambe, ma qualcuno
la precedette, stendendo con un destro quel tipo.
- Non sta bene che una ragazza del tuo stampo colpisca un uomo. A questo ci
pensano quelli come me. – le disse una voce ben conosciuta, bassa e
profonda, che la fece girare di scatto. L’espressione da seduttore dell’uomo
scomparve immediatamente, lasciando il posto ad un’espressione di puro
sgomento:
- C-Cenerentola…sei tu? – le chiese in un soffio.
Kaori
si perse nelle due pozze scure dei suoi occhi e le ci volle qualche istante
per recuperare la voce e le proprie facoltà mentali:
- Ah, Ryo!! – gridò fingendo un immenso stupore, poi gli si gettò addosso,
abbracciandolo come fosse una delle sue tanti clienti – Che bello rivederti,
mi sei mancato tanto! – recitò alla perfezione. Era così abituata a vedere
le moine di tutte quelle sciocche donne che gli ronzavano intorno! Per lei era
un gioco da ragazzi imitarle…
Ryo
la abbracciò a sua volta e per un attimo ebbe la sensazione che lui la stesse
stringendo con più sentimento del dovuto, con tristezza…ma quel momento fu
così fugace che si convinse di esserselo immaginato. L’uomo la lasciò e
assunse la sua solita aria da maniaco:
- Cosa ti ha riportato in Giappone? Dimmi, volevi rivedere il piccolo Ryo? –
cinguettò prendendole le mani tra le sue.
Kaori arrossì, fissando la strada:
- No…ecco…veramente…ho terminato gli studi all’estero e quindi… -
spiegò, ma lo sweeper non la lasciò finire:
- Ti va di passare un altro pomeriggio in mia compagnia? – le propose con un
sorriso disarmante. Quel sorriso le fece improvvisamente ricordare chi fosse;
lui si stava rivolgendo a Cenerentola, non a lei…flirtava e scherzava con
lei…voleva la sua compagnia…ma di chi? Non certo la sua. Realizzò, e
ancora una volta quel pensiero le fece male. Si staccò da lui, dandogli le
spalle e si perse nei suoi pensieri…
-
Cenerentola… - il modo in cui lo disse, così tormentato e intriso di
sentimento, la fece girare di scatto. Doveva dirglielo. In fondo, era per
questo motivo che Eriko l’aveva fatta travestire di nuovo, no? Aprì la
bocca per parlare, ma Ryo le prese nuovamente le mani:
- Purtroppo ho un incarico da svolgere, oggi! – le disse con un’aria
esageratamente contrita, quasi comica. Kaori abbassò gli occhi, ferita; non
solo lei, ma anche Cenerentola passava in secondo piano di fronte al pensiero
di una (bella) donna da proteggere, pur non avendola mai vista. Decise di
farsi forza e di reagire:
- Preferisci un’altra a me? – gli disse da sotto le ciglia – Immagino
che sia molto più bella ed…esperta – bisbigliò. Dopotutto lui la credeva
una ragazza di buona famiglia, estranea alle cose del mondo ed era così che
si sarebbe comportata. Ryo sgranò gli occhi per qualche secondo, ma si
riprese in fretta:
- Ma nooo…ehehe…certo che no! E’ da tanto che volevo rivederti!! –
Kaori lo abbracciò stretto, di slancio:
- Allora resta con me, stasera… - bisbigliò – Per una volta dimenticati
delle altre… - si morse la lingua non appena ebbe pronunciato quelle parole.
Aveva dimenticato la finzione ed aveva parlato col cuore… Rimase in ascolto,
attendendo la reazione di Ryo; l’uomo, però, non diede alcun segno di
intelligenza e dopo un brevissimo attimo di silenzio la prese per le spalle e
la scostò da sé, guardandola intensamente negli occhi:
- Sì – lo disse così piano che il vento minacciava di portare via quella
parola prima che le orecchie di Kaori potessero percepirla.
2
Ryo e Kaori
camminavano a braccetto da quasi un’ora, ormai. La ragazza, dal canto suo,
si sentiva al settimo cielo e si era imposta di non pensare al fatto che Ryo
non sapesse chi lei fosse in realtà; le piaceva moltissimo stringerlo ed
accoccolarsi sul suo braccio, osservarlo, bearsi del suo sguardo amorevole…parlare
con lui del più e del meno e sentirlo rispondere con voce ridente, dolce…senza
venir offesa dai suoi soliti commenti sarcastici. Si chiese perché si
comportasse in modo così diverso…dopotutto lei, nonostante l’aspetto, era
sempre la stessa persona e anche il suo carattere ed il suo modo di fare erano
gli stessi… Certo, si comportava da ragazza di buona famiglia ma in realtà,
si rese conto, era veramente simile alla ragazza sognatrice e ingenua che
rappresentava.
Lanciò
un’occhiata di sottecchi a Ryo che la ricambiò con uno sguardo dolcissimo e
un sorriso che gli faceva brillare gli occhi, spesso freddi e indagatori, che
non lasciavano spazio ai sentimenti, Arrossì e inciampò in una piccola
irregolarità del terreno; se Ryo non l’avesse prontamente sostenuta sarebbe
finita sicuramente a terra…
-
Attenta… - la ammonì piano. Kaori si aggrappò meglio al braccio che Ryo le
teneva attorno alla vita e sentì la pelle sotto gli eleganti vestiti
formicolare al suo tocco. Lo sweeper la avvicinò più a sé, accentuando
impercettibilmente la stretta ma Kaori, troppo spaventata dalle sensazioni che
il suo tocco le causava, si liberò in fretta. In quel momento si accorse che
i piedi le facevano un male terribile. Come aveva fatto a non accorgersene
prima? Facile. La presenza di Ryo accanto a lei aveva annullato tutto il
resto, perfino il dolore…ma ora i suoi piedi doloranti, costretti dentro le
scomode scarpe col tacco, reclamavano attenzione. Mentre Interrogava se stessa
sul da farsi, si sentì sollevare da terra:
- Ehi! Che cosa credi di fare? – chiese a Ryo sulla difensiva.
- Ti fanno male i piedi – le disse semplicemente. Kaori diventò bordeaux
per l’imbarazzo. Evidentemente al suo socio non era sfuggita la sua
involontaria smorfia di dolore. Bella figura!
- Ma…ma… - balbettò – Tutti penseranno male se…sì, insomma, se mi
tieni in braccio… - farfugliò – Ci farai una brutta figura… –
aggiunse poi ricordandosi quanto Ryo si fosse vergognato di farsi vedere in
giro appiccicato a lei quando erano rimasti ammanettati insieme. Ryo sorrise,
gli occhi che guardavano lontano…
-
Già… - sussurrò piano, poi si riprese e si schiarì la voce – Comunque
non puoi camminare ancora. Ti si potrebbero rovinare i piedi… - disse, poi
ammiccò – E noi non vogliamo che il famigerato piedino di Cenerentola
soffra, vero? – scherzò – E poi, come potrebbe riconoscerti il tuo bel
principe se la scarpetta di cristallo non ti entra più? – disse.
- Se il principe ama davvero la sua principessa la riconoscerà tra mille
altre – sussurrò piano, con una voce carica di mestizia. Kaori, che evitava
il suo sguardo, non poté vederlo, ma gli occhi di Ryo si colorarono per un
attimo di miriadi di emozioni contrastanti… L’uomo aprì la bocca per
parlare, ma poi la richiuse, ricacciando indietro ogni emozione,
***
- Eccoci qua! –
esclamò Ryo poco dopo con la sua solita espressione scanzonata. Kaori alzò
gli occhi, riemergendo dai suoi tristi pensieri e aspettandosi di vedere la
facciata di uno dei soliti alberghi ad ore, ma non fu così:
- Un negozio di scarpe? – chiese sgranando gli occhi. Ryo sorrise e le
appoggiò l’indice sulla fronte, spingendole la testa all’indietro:
- Che cosa credevi? – la prese in giro. Kaori arrossì per l’ennesima
volta e si affrettò a scendere a terra. Spinse la pesante porta di vetro e un
campanellino tintinnò allegramente; una signora di mezza età dall’aria
molto affabile si affrettò a raggiungerli:
- Benvenuti da Cinderella’s –
Kaori guardò Ryo, che le fece l’occhiolino:
- Vorremmo un paio di scarpe da abbinare a quest’abito, possibilmente comode
– annunciò lo sweeper.
***
- Grazie di tutto! –
li salutò la signora. Kaori fece per aprire la porta, ma Ryo richiamò la sua
attenzione
-
Tu aspettami fuori, io arrivo subito – le disse. La ragazza assunse un’aria
interrogativa, così Ryo aggiunse:
- Sai, devo chiedere a quella signora se ha per caso una nipote, possibilmente
bella che… - *TONK* - Ehi, cos’è stato? – chiese Ryo rialzandosi da
terra frastornato, mentre Kaori faceva velocemente sparire il martellone.
- Ehmm…mi è sembrato di vedere un ufo piombarti sulla testa! –
improvvisò spudoratamente lei. Ryo sembrò accettare la sua spiegazione e
massaggiandosi la testa ritornò dalla commessa peraltro un po’ scioccata
dalla visione appena avuta. Kaori uscì e lo attese per circa dieci minuti,
dopodiché lo prese sottobraccio e continuarono la loro passeggiata,
Si fermarono nei pressi di una grande fontana: era molto elegante e bella,
realizzata in marmo bianco. Kaori si staccò da Ryo e, affascinata, si
avvicinò. L’uomo la imitò ed in pochi passi la raggiunse; lei si voltò
verso di lui ed i loro sguardi rimasero allacciati per diversi secondi, poi,
negli occhi della ragazza apparve una luce birichina, insieme ad un sorriso
della stessa natura…. Lo sweeper la vide sollevare una gamba e togliersi una
scarpa facendo lo stesso anche con l’altra, poi la osservò stupito
immergere i piedi nell’acqua cristallina e la ammirò giocare come una
bambina con questa. La ragazza gli sorrise radiosa, con il viso che appariva
ancora più bello così illuminato dal sole e tante minuscole goccioline d’acqua
che le danzavano intorno… Kaori lo vide tossire brevemente per poi sedersi
accanto a lei sul bordo della fontana.
- Mi dispiace, ma avevo bisogno di rinfrescarmi i piedi – rise la sweeper
– Perché non lo fai anche tu? – gli propose poi, angelica. Ryo le sorrise
teneramente, ma scosse la testa.
Rimasero lì per svariati minuti, a godersi la compagnia reciproca in un sacro
silenzio, interrotto soltanto dall’allegro canto degli uccellini e dal
malinconico scorrere dell’acqua.
3
- Dove vuoi andare
adesso? – le chiese Ryo. Quel pomeriggio non aveva mai smesso di sorriderle
e lei era al culmine della gioia.
-
Veramente avrei un po’ di fame… - azzardò lei, mentre lo stomaco le
brontolava rumorosamente, facendola arrossire. Lo sweeper rise, poi le offrì
il braccio e la condusse fino ad un negozietto poco lontano, da cui proveniva
un profumino delizioso.
- Mmm… – mugolò Kaori appena entrati, poi si fiondò sulle varie
prelibatezze.
Alla fine, benché la scelta fosse stata difficile, optarono entrambi per una
crêpe alla nutella e si sedettero ad uno dei tavolini del locale. Kaori
addentò affamate la sua crêpe e solo dopo che si fu gustata liquida bontà
di quel boccone si accorse che Ryo stava ridendo di lei:
- Be ’? – lo apostrofò con sguardo truce. Il sorriso dell’uomo si
allargò ancora di più:
- Hai un sacco di zucchero a velo sul naso – le disse. La ragazza si portò
una mano al viso, per toglierselo, ma Ryo gliela bloccò con una delle sue:
- Lascia, faccio io – le sussurrò piano, poi le posò la bocca sul naso e
lo ripulì con estrema lentezza da tutta la polvere dolce. Kaori era viola
fino alla radice dei capelli e non osava muoversi; solo quando lo sweeper si
staccò da lei osò respirare di nuovo. Ryo le sorrise, enigmatico, dopodiché
si dedicò alla sua crêpe. La ragazza, però, non avrebbe più osato
guardarlo in faccia, così, per spezzare la tensione e vendicarsi dell’imbarazzo
che le aveva procurato, spostò la sua crêpe verso Ryo e vi soffiò sopra,
cospargendo anche lui di zucchero a velo, persino nei capelli. Lui la guardò
sorpreso, poi, rendendosi conto dell’accaduto, fece la stessa cosa con
Kaori. Si guardarono per qualche attimo, poi scoppiarono a ridere.
***
- Per poco non ci
sbattevano fuori! – esclamò Kaori con la voce ancora ridente.
- Già – convenne Ryo, anche lui divertito – Però la crêpe era davvero
buona! – aggiunse. Kaori guardò un attimo il cielo, poi lo prese per un
braccio trascinandolo in una corsa folle:
- Ma che diavolo… - riuscì a dire prima di essere interrotto:
- Zitto e corri! Siamo in ritardo!! – gli gridò. Lo sweeper riuscì solo a
prenderla per mano, in modo da agevolare la corsa ad entrambi.
Finalmente la ragazza si fermò e Ryo, ancora con il fiatone, poté constatare
dove fossero. Al porto!
- Guarda, Ryo! – esclamò lei estasiata indicando il cielo. Lo sweeper
sgranò gli occhi alla vista del meraviglioso tramonto che si vedeva quella
sera… Il cielo era rosso fuoco ed il sole, all’orizzonte, regalava calde
sfumature all’acqua… L’uomo ripensò a quando erano stati lì la prima
volta…
-
Te ne andrai di nuovo? – le chiese.
Kaori si voltò, gli occhi che le brillavano; lo guardò, poi annuì
lentamente. Era meglio non dirglielo. Decise. Ryo non avrebbe capito o sarebbe
rimasto deluso da lei…dopotutto, se l’amava, avrebbe dovuto riconoscerla…
Persa
com’era nella malinconia dei suoi pensieri, non si accorse che Ryo le si era
avvicinato, ma lo realizzò quando si sentì stringere la vita da due braccia
forti.
- Cenerentola…hai imparato a baciare? – le chiese in un soffio. Lei
sbarrò gli occhi e arrossì. Ryo dovette fare due più due, perché le
sorrise:
- Naturalmente…di solito è il principe azzurro a rubare il primo bacio a
Cenerentola… - le sussurrò, poi si scostò da lei. Le pareva che si fosse
improvvisamente intristito.
- Io non cerco il principe senza macchia… - riuscì a bisbigliare prima di
correre via, come l’ultima volta. Corse a perdifiato lungo le strade allegre
e chiassose di Tokyo, mentre il cuore piangeva a rifiutava di staccarsi dall’uomo
che amava, mentre la mente le diceva di andarsene. Mai, più, mai più!
Continuava a ripersi in continuazione. Lei sarebbe tornata la vecchia Kaori…non
poteva fingere di essere quel che non era… non per farsi amare a tutti i
costi da Ryo.
4
Kaori,
struccata, senza parrucca e con i suoi soliti vestiti, riagganciò il
ricevitore del telefono, sospirando. Aveva telefonato ad Eriko e le aveva
spiegato che travestirsi una seconda volta non era servito a nulla, poi aveva
liquidato in fretta le sue domande. Avrebbe potuto parlarle con più calma un’altra
volta, quando si sarebbe sentita meno a terra. Accantonò ogni pensiero triste
e consultò l’orologio: ormai era ora di preparare il pranzo. Si diresse in
cucina, dove uno strano oggetto posto sul tavolo richiamò la sua attenzione.
***
Un
uomo, appoggiato alla balaustra della terrazza, sospirò:
- Cenerentola… - bisbigliò con lo sguardo rivolto agli alti grattacieli di
Shinjuku.
L’uomo sentì dei passi alle sue spalle e voltandosi focalizzò due piccoli
piedi nudi; piano piano alzò lo sguardo, fino a realizzare che quella era la
sua socia, con una scarpetta di cristallo in mano,
- E questa? – gli chiese piano, emozionata. Lui sorrise tra sé. Non era
più il momento di fingere, era il momento di oltrepassare il bivio e
scegliere, senza nascondersi dietro inutili scuse o paure…quella donna era
perfetta per lui, era fatta per lui,
- Quella è la scarpetta che ti è rimasta. – le disse – Su, indossala –
la invitò con dolcezza. Kaori obbedì, un po’ confusa. Ryo aspettò che la
socia riportasse l’attenzione su di lui poi, magicamente, tirò fuori dalla
giacca un’altra scarpetta di cristallo:
- E questa è quella che hai perso ieri sera, Cenerentola… - le sussurrò
con voce piena d’amore, Kaori si portò le mani alla bocca e gli occhi le si
riempirono di lacrime; solo quando Ryo si chinò ai suoi piedi per infilarle l’altra
scarpetta, ritrovò la parola:
- Io non cerco il principe senza macchia… - disse come il giorno prima, al
porto - …io desidero stare con lo sweeper del mio cuore – finì in un
soffio. Ryo alzò immediatamente la testa e le regalò un sorriso così
meraviglioso da farla star male: la sollevò agilmente in aria e la osservò
per qualche istante stagliarsi contro il cielo azzurro, poi, senza un attimo
di esitazione, la attirò contro le sue labbra.
Fine
Piccola
nota dell’autrice: Ryo ha comprato le scarpette di cristallo da Cinderella’s,
il negozio di scarpe dove si erano fermati. Infatti, nei minuti che passa
dentro il negozio senza Kaori, non chiede alla commessa se ha una nipote
carina, bensì compra le simboliche scarpette.