Confidenze
ad un Morto
di
Morgane (tradotta da Aeris)
“Fratello…”
Kaori camminava lungo il fiume, una rosa bianca in mano.
I suoi occhi erano vacui e fissavano senza muoversi lo scintillio dell’acqua
scurita dalla notte nera. Quella sera nemmeno una sola stella brillava.
”Nemmeno una sola stella brilla per te stasera, Hideyuki…”
*sì,
tu*
La
falce di luna, invece, era luminosa e
schiariva flebilmente gli alberi che scortavano maestosamente il fiume. Ma quel
novellino era freddo, freddo come la morte.
Kaori rabbrividì.
"Credo che diventerò pazza”
Improvvisamente
cadde.
In ginocchio, appoggiata sulle proprie braccia, la testa bassa, Kaori singhiozzò.
*Detesto
vederti infelice*
Le lacrime si placarono a poco a poco. Allora si sedette vicino al fiume calmo e
osservò il proprio riflesso. I suoi occhi erano gonfi per le lacrime.
“Hideyuki,
mi manchi, lo sai?…” sospirò. “E’ un anno che non sei più qui, ed è
la prima volta che piango così tanto… E’ strano non averti più al mio
fianco. Sai, adesso la mia vita è diversa. Infatti, è sicuramente molto vicina
a quella che conducevi un tempo…” sorrise nervosamente. “Sono sicura che
se andassi da uno psicologo, mi direbbe che se faccio questo lavoro, è per
ritrovarti in me… Chi lo sa, questa potrebbe essere la verità… In ogni
caso, sarebbe senza dubbio la prova che sono realmente impazzita!”
*Sei
la ragazza più sana del mondo*
“Infatti,
quello che è strano, è che non ho più famiglia, vedi… Nessun fratello
maggiore a vegliare su di me senza sosta, come prima.. Ma d’altra parte… non
mi sento di dire che questo è quello che mi manca. E’ come se questo vuoto
non fosse mai esistito. E’ senza dubbio a causa di Ryo.
*sì*
“Però,
lui non è che il mio partner… Non vedo come possa sostituire il fratello che
sei stato”
*io
nemmeno*
Kaori
mise un dito nell’acqua fresca e lo spostò lentamente.
“
E Ryo… provo delle cose strane quando penso a lui… tu lo conosci bene,
meglio di me, senza dubbio…”
*non
necessariamente*
Sorrise
flebilmente.
”Sapevi che conoscendolo meglio mi sarei… mi sarei innamorata di lui?”
*no*
I
suoi occhi divennero più tristi.
”In ogni caso, se lo sapevi, sei un vero bastardo!” assunse un’aria
falsamente arrabbiata.
”Se tu sapessi com’è duro provare questo genere di cose… Sono stanca,
sai. Ne ho abbastanza di farmi del male da sola. Soprattutto perché alla fine
dei conti, ne soffrirei ancora di più se non fosse reciproco... E’ non vi è
alcuna ragione che lo sia.
*invece
sì, e tu lo sai molto bene*
“Mi
piacerebbe tantissimo che tu fossi qui ad aiutarmi… e mi piacerebbe tantissimo
che tu fossi qui… solo per esserci… mi manchi!!! Non me ne sono mai fatta
una ragione della tua morte e non me ne farò mai!!! Ho un odio feroce contro
quei tipi che ti hanno ucciso, che ti hanno portato via da me!!! Ti prometto che
li seguirò in capo al mondo per finirli!!”
*no,
Kaori, non voglio*
“Li
ucciderò, li ucciderò!!!!”
Kaori serrò i pugni, e le spine della rosa bianca che teneva in mano
penetrarono nella sua carne tenera. Emise un gridolino, di sorpresa e di furia
più che di dolore. Prese la sua mano e la guardò sanguinare. Kaori tremava.
Mosse la propria ferita verso il fiume per lavarla, ma l’immagine che vide
dentro l’acqua la pietrificò.
Il suo riflesso; il viso di una Kaori sconvolta, sola, le lacrime che le
attraversavano le guance; e quello stesso viso, tutto d’un colpo macchiato da
una goccia di sangue candente sul riflesso e diluitasi nell’acqua come un
bagno di veleno mortale.
“No!!!!”
gridò, più disperata ancora.
E, con un urgenza folle, immerse la testa sotto l’acqua.
L’acqua
fredda, ma così pura. Si sentiva rinfrescata, e stranamente si svuotò di
tutto, di tutti gli errori. Si sentiva bene in quel mondo ghiacciato e
silenzioso, un mondo di solitudine dove essere se stessi e soffrire non è più
grave. Perché non rimanerci più a lungo? Perché non passarci la propria vita
(la propria morte)?
*Per
me*
I
suoi muscoli si rilassarono, si lasciò andare per un’eternità di serenità.
Ma inaspettatamente, qualcosa la tirò fuori da quel silenzio gentile. Quel
qualcosa fu così brusco che due lacrime di rabbia scapparono dai suoi occhi.
Il suo spirito era ancora inghiottito dal freddo dell’acqua e dalle sue
meditazioni. Ma lentamente, un viso si dipinse davanti a lei, un calore cominciò
a farsi sentire lentamente.
E
quello fu un bene folle per Kaori. Cosa preferiva? La serenità e il freddo, o
il rumore e il calore?
L’uomo
che era venuto a tirarla fuori – a salvarla – dal fiume era infatti Ryo.
*Evidentemente…*
Percepì il suono della sua voce. Era agitato. Aveva paura. Era arrabbiato. Con
me?
"Ryo..."
Realizzò
improvvisamente, in una frazione di secondo, che cosa fossero stati gli ultimi
minuti che aveva passato.
Si
aggrappò al collo di Ryo gridando, cosa che lo fece tacere immediatamente, di
stupore.
Aveva pianto di paura, e anche di sorpresa.
E ora singhiozzava tutta contro di lui, esorcizzando tutto il dolore e il
malessere che provava in quel momento.
Ryo la cullava teneramente tra le braccia, tentando di calmarla e accarezzandole
dolcemente i capelli.
*Makimura,
sei tu che l’hai messa in uno stato simile?*
*io,
o tu?*
FINE
30
agosto 2000
m.o.r.g.a.n.e@wanadoo.fr
http://escape.to/dregon
Nota
dell’autore
: alcuni elementi di questa fanfic sono ispirati a “cold” di Aria, una
fanfiction molto bella di Lady Oscar, da leggere sulla pagina personale
dell’autore :
http://www.oocities.org/Tokyo/Highrise/5486/
disclaimer: Non utilizzate questa fanfic senza aver prima avuto l’autorizzazione dell’autore.