Author: Elisa rrmerlan@rocketmail.com
Rate: PG 13
Summary: In una notte fredda, qualcosa cambia.
Content: romantic
Traduttrice: Eugenia sana75@libero.it
Se volete mettere questa traduzione nei vostri siti
scrivetemi, così posso informare l’autrice su dove si trovano le sue ff.
P A R T N E R
La stanza era scura. Era riempita di ombre
che gli occhi non potevano distinguere. Le spalle di Kaori erano nude, solamente
le due spalline sottili della sua t-shirt su di loro. Lei aveva freddo. Anche se
non aveva voglia di coprirsi. Voleva sentire freddo. Preferiva questo piuttosto
che non sentire niente. Qualche volta aveva paura di non sentire niente.
L'incubo era stato terribile. Non riusciva più a dormire. Non voleva più
dormire, l'incubo sarebbe ritornato. Aveva sognato Hideuki. Lui le aveva
parlato, ma lei non riusciva a ricordare quello che le aveva detto. Forse non
aveva capito la sua voce. Un sentimento di profonda tristezza stava opprimendo
il suo cuore. Si sentiva sola. Aveva litigato con Ryo. La stessa vecchia storia.
Non era davvero abbastanza brava per fare questo lavoro?
Anche il vetro della finestra era freddo. Le sue dita lasciarono un segno
confuso su di lui dove lei lo aveva toccato. Fuori stava piovendo. Una pioggia
dura e spessa. Acqua, secchi di acqua che precipitavano di fronte a lei. Ed il
suono. Le piaceva quel rumore. Era così furioso che poteva far tacere i suoi
pensieri.
Dietro a lei c’era una tavola. E dall'altro lato di quella tavola Ryo
si stava avvicinando a lei. Ma lei non l’aveva visto. La sua figura era così
calma, ora lei non sembrava la donna violenta che era a volte. Sì, violenta, ed
avventata e coraggiosa. Lei era tutto ciò e ancora di più. Lei era come un
gatto selvatico. Donna impulsiva, sensuale, tenera.
I passi di Ryo sul pavimento di legno, sebbene con i piedi nudi, si
avvicinarono e Kaori riuscì a sentirli. Ma non si girò. Lei non era più
adirata con lui, lei non poteva, ma volle essere un po' difficile. Ryo si
sedette sulla tavola, stando in silenzio. Si sedette solamente là, fissandola
da dietro.
Per un lungo tempo nessuno dei due disse niente. Loro combatterono una
lunga battaglia di silenzi. Loro erano stati fatti per combattersi l'un l'altra
eternamente, quello era sicuro, in ogni aspetto della vita.
Infine era troppo per Kaori. Lei parlò tentando di nascondere la tensione.
- Beh, che diavolo stai guardando?
- Te...- lui ripeté con calma.
Kaori tentò con molta fatica di non arrossire. Chiaramente invano. Cosa?! Cosa
aveva appena detto?! Dannato, perché stava scherzando su ciò?
Qualche altro secondo di silenzio, e poi lei poté sentire di nuovo i
suoi passi, finché lui arrivò dietro di lei, toccando il suo torace contro la
sua schiena e lasciando il calore fluire dal suo corpo a quello di lei. Che cosa
stava facendo?
- Mi dispiace… - disse con la sua voce maschile, improvvisamente troppo vicino
per l'autocontrollo di Kaori. L'unica via di fuga che aveva era l'ironia.
- Come è successo, che ora sai come scusarti?
Sebbene si aspettasse una risposta ironica, quello che invece sentì era
solamente un sospiro basso e piccolo. Lei non doveva vedere la sua faccia per
sapere che stava sorridendo.
- Questa è la mia partner. Non ne hai mai abbastanza di lottare, vero?
- E tu?
- Colpito. - fece una piccola pausa.
- Ma stanotte non voglio.
Il corpo di Kaori si rilassò, respirando con calma e profondamente. Il
suono della pioggia, il suo calore dietro di lei ed il confortevole momento di
intimità condiviso le produsse una sensazione meravigliosa di essere viva.
- Io non volevo davvero litigare con te oggi. Solo che io, alle volte,
non riesco a tenere la bocca chiusa.
- Basta, Ryo tu hai ragione. - Ryo stava quasi per rispondere, ma lei
riuscì ad interromperlo.
- No, lasciamo perdere, io non voglio parlare di questo adesso. Forse un
altro giorno.
Poi lei si spostò indietro contro di lui. In risposta lui avvicinò la
guancia alla sua testa e la circondò con le sue braccia.
E per molto tempo stettero così, godendosi quel contatto.
Guardaci, lei pensò, qui, insieme nell'oscurità. Per quanto tempo ho
sognato una cosa come questa. È vero che si erano avvicinati dal quel
meraviglioso giorno del matrimonio di Miki, ma questo era il loro approccio più
intimo.
Beh, cosa poteva chiedere di più. Per ora, questo le bastava, loro
avevano tempo. Lei non voleva affrettare le cose. Lei voleva essere sicura che,
qualunque cosa fosse successa tra loro, sarebbe successa perché entrambi lo
volevano, e non perché qualcuno stava spingendo. Questo era il flusso dei suoi
pensieri.
Riguardo a pensieri di lui, chi lo sa? Questa volta aveva sorpreso Kaori,
che era l’unica che sapeva sempre cosa passava per la sua testa, se qualcuno
mai poteva saperlo. Lui abbassò la sua testa da dove aveva respirato il profumo
dei suoi capelli negli ultimi minuti, alla pelle morbida del suo collo. Fece
scorrere leggermente le sue labbra lungo la pelle dalla testa alla spalla
destra, spostando la sottile spallina per baciare anche lì.
L’aria si bloccò nella sua gola al quel tocco, e diventò tesa. Non
era che non le piaceva, ovviamente no, le piaceva, era stato meraviglioso. Ma
era stato molto strano, troppo dolce e tenero per essere da Ryo. Si doveva
girare per controllare se fosse veramente lui. Era lui. Lui stava in piedi con
un sorriso sulle labbra. La sua reazione sembrò divertirlo. Lei ringraziò
l'oscurità per aver nascosto il fatto che stava arrossendo.
- Cosa c’è? Cosa c’è di così divertente?
Il suo sorriso diventò più largo.
- Nulla. - le sue mani non avevano lasciato la sua schiena.
- Nulla, mia dolce partner. Il mio Sugar boy. - i suoi occhi guardarono
intensamente in quelli di lei, facendo una promessa a lungo desiderata dai due.
Lui la vide rimandargli quella promessa. Baciò la sua fronte ed accarezzò
allegramente la sua testa prima di tornare nella sua stanza.
Il suo cuore stava battendo veloce, tanto quanto quello di lui. Lei non
si sentiva più sola, così come lui. Stasera, loro erano un poco più certi che
si appartenevano l'un l'altra per il resto delle loro vite. E avevano tutta la
vita davanti a loro per adempiere a quella promessa.
Fine