Tutti i personaggi sono di proprietà di Tsukasa
Hojo, Sunrise, Jump Comics e degli aventi diritto. Meg, Seth, Alì, Abdur,
Samir, Soichiro e Takeshi Izumoto sono personaggi di pura fantasia (e pertanto
non contestabili :P N.d.Aeris).
Vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno
sostenuto prima dopo e durante la stesura della ff. Grazie a Tati-san che mi
ha dato il via, a Julie-chan per i consigli, Melany e Baraz per averla letta,
a Ste che se l’è sorbita pur
non avendo idea di chi fossero Ryo e Kaori, a Chilavert, Maggie e grazie anche
a tutti quelli che non ho menzionato. In particolare vorrei dedicare questa ff
alla dolcissima Saeko-chan, che mi ha particolarmente seguita e spronata fino
alla fine. SMAAK!!
Per la lettura di questa ff è consigliata la
supervisione di un adulto (o di un’esperta come Melany ^__-), data la
presenza di scene non proprio candide, anche se evitate il più possibile (non
ve la prendete, sto scherzando ^____^ ). E’ inoltre sconsigliata la lettura
a coloro che non sopportano il romanticismo, perché ce n’è anche troppo.
Si prega inoltre di non uccidere l’autrice per come si è sviluppata la
storia, xché ne è solo parzialmente responsabile (infatti la storia doveva
essere completamente diversa…Cosa ci posso fare se Ryo e Kaori mi
costringono a scrivere ciò che loro vogliono?
Non ho idea di quando si svolga ma…facciamo alla
fine del manga, senza che però Ryo abbia accennato nulla del suo amore a
Kaori. Dopo tutte queste stressanti raccomandazioni non mi resta che augurarvi
buon divertimento^____^
P.S. non
fermatevi dopo aver letto le parti iniziali, che mi rendo conto siano orribili
-____-
“Ryo
e Kaori genitori perfetti”
Capitolo I°: “Ciao mamma!”
Dlin
dlon, dlin dlon, dlin dlon !!!
-Basta!- sentenziò Kaori. – Stavo facendo un sogno
stupendo! Al diavolo il campanello e Ryo, che non sente neanche le
cannonate!!- Kaori, con ancora in testa questi pensieri e con lo sguardo
assonnato si alzò di malavoglia e si diresse verso la porta. –Ma, ma….Saeko!-
esclamò meravigliata –che diavolo ci fai qui?- poi, notando un piccolo
fagotto tra le sue braccia disse: - Hai qualcosa per noi?- Saeko non rispose,
si limitò ad entrare poggiando delicatamente il fagotto sul divano. Kaori,
incuriosita, si avvicinò al fagotto: - Saeko! Ma è…è una BAMBINA!!!-
Saeko le fece segno di parlare piano, poi disse: - Kaori, voi DOVETE aiutarmi!
Questa bambina non ha nessuno.- poi abbassò lo sguardo – è rimasta sola.
Sua madre è morta partorendola, mentre suo padre è scappato all’estero -
dopo una breve pausa Saeko continuò – Adesso vive con suo zio, che però è
un importante testimone e…
- E voi non potete permettere che sua nipote venga
uccisa, rapita o chissà cos’altro per causa sua –s’intromise Kaori -
giusto?- Aveva colpito nel segno – Già, ma ….sapete com’è, con il mio
lavoro e tutto il resto non avrei tempo per badare a lei e poi….non vado
molto d’accordo con i bambini….lei già mi detesta!!!- Saeko guardava
Kaori con aria supplichevole –Le ho detto che tu sei sua madre-
- COSA? Ma non è morta partorendola?- Kaori sembrava
“leggermente” alterata – Si, ma lei non lo sa. Ah, un’altra cosa, lei
è alla ricerca di suo padre, quindi non contraddicetela se per strada non
esita a chiamare “Papà” gli uomini che incontra!- Saeko si trattenne dal
ridere, già se la immaginava alle prese con quella bambina.
-
E quanti anni avrebbe questa bambina così perspicace?-
-
Cinque e mezzo, il 22 ottobre saranno sei-
-
Hm - fece Kaori pensierosa- Come si chiama?-
-
Megan, ma le piace essere chiamata Meg –
-
D’accordo, io le farò da mamma e Ryo da guardia del corpo- poi aggiunse a
bassa voce - anche se non ne sarà molto entusiasta-
-
Non preoccuparti Kaori, tu digli che lo pagherò con dieci colpi, ma diglielo
solo se scopre la verità….ci siamo capite?-
-
Ceeerto – disse Kaori con uno sguardo d’intesa. Così dicendo salutò
Saeko che, silenziosamente, uscì.
Kaori
sollevò dolcemente la bambina osservandola: - Sei proprio carina, Ryo non ci
crederà mai che sei mia figlia. Non preoccuparti, adesso ci siamo noi a
proteggerti, piccola mia.- Kaori scrutò pensierosa la sala in cerca di un
orologio. Diavolo! Sono le tre! Pensò. – Andiamo a nanna, tesoro?- per
tutta risposta la bimba sorrise e mormorò qualcosa, che probabilmente era un
“Ti voglio bene mamma”. A Kaori si strinse il cuore, ripensando alla sua
storia. Si incamminò verso la sua stanza e, silenziosamente, si rimise sotto
le coperte con accanto a se Megan.
Qualche
minuto dopo, un leggero rumore di passi turbò il sonno della bimba; era Ryo.
Entrato in camera, si mise a guardarle con aria rapita, insieme. Totalmente
assorto nei suoi pensieri, non si accorse che Megan si era svegliata: - Chi
sei tu?- disse con una dolcissima vocina – Sei forse il mio papà?-
continuò – Mamma Kaori sta dormendo, guarda com’è bella!- Ryo si riebbe
e prese tra le sue calde braccia la bimba: - Hai proprio ragione, è molto
bella quando dorme!- Ryo abbozzò un sorriso che però era piuttosto amaro
–
Signore, sei triste?-
-
No, piccola, è tutto a posto - La rimise sul letto e rimboccò le coperte ad
entrambe. Fu come se Kaori avvertisse la sua presenza, perché, quando lui si
chinò su di lei per rimboccarle le coperte, le sue braccia si strinsero forte
a lui. Ryo ne fu molto stupito e, per rispondere a quel gesto affettuoso, le
diede un bacio fra i capelli. Poi con un cenno salutò la bimba e se ne andò.
L’indomani,
quando Kaori si svegliò, sentì una strana sensazione alla testa, come un
brivido caldo che la attanagliava. – Che strano – pensò. Poi si voltò
dolcemente verso Megan, che dormiva ancora. Sembrava un angioletto disceso dal
cielo apposta per lei…..che dolce…..Si alzò dal letto preoccupandosi di
coprire la bimba in modo che non avesse freddo. Decise di farsi una doccia per
svegliarsi un po’, non sapeva perché ma le sembrava di vivere su una nuvola
rosa quella mattina –Chissà cosa mi è successo – mormorò. Intanto che l’acqua
bagnava la sua pelle fresca pensava: - Cosa dirò a Ryo? Conoscendolo avrà
origliato e saprà già tutto! Se fosse per me glielo direi, ma proprio non mi
va giù quella storia dei dieci colpi, però…..se non gli dico così non
accetterà mai!- ad un tratto i suoi pensieri furono interrotti. Una voce
gridava:- Mamma, Papà, dove siete?- era Megan. Kaori in fretta e furia chiuse
il rubinetto della doccia, si mise addosso un telo e corse verso Megan: - Meg,
Meg, sono qui!- Sulla porta, attratto da quelle urla apparve anche Ryo: -
Insomma, che succede qui?- La bimba piangeva, sembrava spaventata. Kaori la
strinse forte a se: - Meg, che succede, sono qui, la mamma è qui! Non
piangere più…ti prego…- Meg a quelle parole smise di piangere e strinse
Kaori ancora di più, con tutta la forza che aveva in corpo. – Mamma, ho
sognato che un uomo ti portava via e che non tornavi più-
-
Non dire sciocchezze, guarda, sono qui. C’è anche Ryo che mi protegge, non
aver paura tesoro!- disse Kaori con dolcezza. Detto ciò guardò Ryo che
assentì: - E poi Meg, non c’è da preoccuparsi, quella lì da tante di
quelle martellate che nessun uomo oserebbe avvicinarla!- Ah, si? Te le do io
le martellate!!!- Detto ciò agitò il suo possente martellone da 1200t e…KABOOM!!
Ryo si trovò spiaccicato contro il muro:
- Visto, che ti avevo detto?- disse. Poi pensò: - Scusami
Kaori, ma era l’unico modo per trattenermi…non avrei resistito a lungo con
quella scena davanti agli occhi, eri troppo….- Assorto in questi pensieri
non si accorse che Meg aveva cominciato a ridere a crepapelle dimenticandosi
del suo incubo. A vederla sorridere, Kaori si era calmata ed era tornata in
bagno per finire la sua doccia. Meg allora si accostò a Ryo e gli sussurrò
in un orecchio: - Voglio che sia tu il mio papà, però non fare più
arrabbiare la mamma – poi se ne tornò in camera da Kaori. Ryo rimase
visibilmente scosso da quelle parole.
Meg
osservava con perplessità Kaori: - Perché non ti metti un vestito da mamma?-
le chiese
-
Un vestito da mamma? Questi jeans non vanno bene?- domandò stupita Kaori.
-
No, le mamme si vestono tutte per bene per far fare bella figura alle figlie e
poi si truccano, me l’ha detto lo zio!!- La piccola aveva l’aria di
saperla lunga sul comportamento che doveva avere una madre.
-
Bah, come vuoi tu!- Kaori cominciò a frugare nell’armadio –eppure ci deve
essere qualcosa…- l’espressione del suo viso andava via via deprimendosi
– Mi dispiace, tesoro, non ci sono vestiti da mamma, qui- Kaori trattenne a
fatica le lacrime – Né da donna- si disse. –Avevo dimenticato che
lui...per lui non sono una donna, tantomeno una delle sue affascinanti
clienti; sono solo un peso affidatogli da Hideyuki!! Già…..Hideyuki…lui
è…è…morto…sono un peso, un pesante fardello….me l’ha fatto capire
tante volte…Bloody Mary aveva ragione…restando qui metto in pericolo la
sua vita, e questo non deve succedere…- corse via dalla stanza correndo e
trattenendo a fatica le lacrime. Durante la sua “fuga”, però, andò a
sbattere contro Ryo, che passava di lì per caso (^_^;; N.d.Aeris). – Ma, ma…Kaori!?-
esclamò stupito. Kaori, non ebbe il coraggio di guardarlo in faccia; le
lacrime le scendevano copiose sul volto: - Scusami…- fu l’unica parola che
riuscì a pronunciare. Detto ciò corse via. Allora Ryo, preoccupatissimo, la
rincorse e, prima che Kaori riuscisse ad uscire di casa la bloccò
trattenendola per un braccio: - Kaori…- la sua voce tradì le sue emozioni.
-
Ryo, lasciami andare, liberati di un peso, ti prego…ormai hai mantenuto la
tua promessa...non c’è più bisogno che tu rischi la vita per me…- Urlò
tra le lacrime
-
Kaori…non dire così…io..- s’interruppe – Se vuoi andartene…non ti
posso obbligare…hai ragione…- fece un grosso respiro per accumulare tutta
la sua fermezza e il suo coraggio – Finalmente l’hai capito che sei solo
un PESO, un FARDELLO per me. Vattene! – la sua voce si ruppe. Un lampo
attraversò gli occhi di Kaori che si divincolò dalla sua stretta e corse
via; Ryo si accostò alla finestra seguendola con lo sguardo mentre si
allontanava.
Megan, che da un angolino aveva visto tutto uscì allo
scoperto piangendo: - Perché tratti così la mia mamma? Sei cattivo! Non sei
il mio papà, ti odio!- la piccola Meg cominciò a battere i pugni contro le
forti gambe di Ryo che la prese in braccio, dicendo: - Ci sono cose nella vita
che non possiamo controllare, piccola Megan, nemmeno i nostri sentimenti. E’
giusto che sia così- Ryo aveva pronunciato quelle parole tristemente quanto
dolcemente – Sai, Megan, hai lo stesso profumo di Kaori…a forza di stare
con lei è diventato come il suo…- disse –Ma io non ho messo il profumo!-
esclamò la bimba imbronciata.
–
Piccola, intendevo il profumo della sua pelle- così dicendo avvicinò di più
la bimba a sé stringendola.
-
Già, profuma di mamma. Tu profumi di papà, sai?- disse sorridendo.
-
Credimi, se ho questo profumo è merito di Kaori…- Cercò di sorridere.
-
Vedrai che ritorna-
-
Lo spero-
Intanto,
su una spiaggia isolata c’era Kaori. Non era sola, tutt’altro. Con lei c’era
Mick. Uscendo di casa l’aveva incontrata, in lacrime e si era offerto di
portarla in spiaggia con la macchina. Erano lì, uno accanto all’altro,
soli.
–
Tutto bene Kaori?-
-
Credo di si, ora. Se non ci fossi stato tu…-
-
Shh - Mick le mise un dito sulla bocca- non dire niente, è tutto ok - Kaori
gli si posò dolcemente sulla spalla. Rimasero lì tutto il giorno, fino al
tramonto, così, finché Kaori non si addormentò.
Dopo
poco arrivò Ryo, era sicuro che l’avrebbe trovata lì: - Kaori, Kaori, Kaor…-
era stupitissimo – Mick! Che le hai fatto?- chiese con voce alterata.
-
Tu piuttosto, che le hai fatto? – ribatté Mick.
Ryo,
rassegnato, gli raccontò tutta la storia.
-
Adesso dov’è la piccola?-
-
E’ con Miki e Umibozu, al sicuro-
-
Bene, adesso riporta la tua principessa a casa, è tardi- sentenziò Mick
-
Ma…
-
Niente ma! Quando si sveglia ti scusi con lei e guai se la fai soffrire
ancora! CHIARO?-
-
OK Mick!- Ryo sorrise, prese in braccio Kaori e si allontanò.
-
Buona fortuna Ryo! Hai trovato una ragazza meravigliosa, pensaci…- mormorò
Mick.
L’indomani
Kaori si risvegliò nel suo letto. Accanto a lei c’era Ryo, addormentato. Si
mise a sedere sul letto osservandolo incuriosita: - Che ci faccio qui? Dov’è
Mick?- pensò. – Ryo…mi hai riportata a casa?- mormorò. Dopo qualche
minuto Ryo si svegliò: - Kaori…?- Kaori era lì, accanto a lui. Si voltò
di scatto:
-
Ryo…- disse dolcemente – Perché? Perché fai così?-
-
Kaori…perdonami!- per la prima volta aveva ceduto alle sue emozioni,
piangeva – Potrai mai perdonar..- Ryo s’interruppe, vedendo Kaori
guardarlo così, fra le lacrime e la tristezza…senza rancore, solo con una
profonda angoscia, un profondo dolore che le lacerava il cuore…- Non fare
così, è tutto finito…- disse infine lei. – Non è finito un bel niente!-
sentenziò – io ti ho ferita, ti ho fatto star male…non potrò mai
perdonarmelo!-
-
Non preoccuparti, non è un problema…- Ryo a quelle parole non resistette
più, la abbracciò cercando di trasmetterle tutto il suo affetto
sussurrandole all’orecchio:
-
Kaori, noi staremo sempre insieme, sempre. Andiamo da Miki, Megan è ansiosa
si rivederti-
Kaori rimase spiazzata da quelle parole, ma si riprese subito:
- Megan eh? Non mi sembra di averla mai chiamata così davanti a te! Non è
che hai origliato?-
-
Io? Ma quando mai! Certo che dieci botte non sono poche! WOW!!!-
Ecco
che un mega martellone da 2120t con etichetta “Pace è fatta” prendeva il
volo per “posarsi” sulla testa di Ryo che si ritrovò due piani più
sotto.
Capitolo V°: “Lo sparo”
Kaori,
vedendolo spiaccicato per terra scoppiò in una fragorosa risata, ma si
riprese subito; doveva sembrare ancora arrabbiata: - Spero che a forza di
botte ti venga l’ernia!- disse cercando di non guardarlo. Detto ciò uscì
dirigendosi verso il Cat’s Eye.
Giunta
a destinazione si accorse che c’era qualcosa di strano: - Troppo
silenzio- pensò. Il bar era immerso nel buio, tutto taceva. Kaori si inoltrò
nell’oscurità cautamente, cercando di non far rumore. Ad un tratto avvertì
alle sue spalle un leggero rumore di passi; come se avvertisse il pericolo si
girò di scatto. Una mano le si strinse attorno alla vita; un brivido le
percorse la schiena irrigidendola: - Kaori, sei tu vero? Ti ho riconosciuto
dalla vita larga!- esclamò la nera figura. –Ryo!- fece allora Kaori –quando
la smetterai di fare lo str…- Shh! Le intimò allora lui. C’è qualcuno
molto vicino a noi…Rimani qui, io vado a vedere- così dicendo sparì nel
buio. Kaori rimase in silenzio cercando di percepire ogni più piccolo rumore,
ma senza risultato: era tutta rintronata, forse aveva preso freddo - o forse
è solo stanchezza- pensò.
Intanto,
non molto lontano, Ryo perlustrava le altre stanze minuziosamente – eppure…-
mormorò- non posso essermi sbagliato, qui C’E’ qualcuno- come un lampo un
terribile pensiero gli balenò in testa – Kaori!- prese a correre verso di
lei, quando si accorse che la porta che conduceva alla stanza dove l’aveva lasciata era sbarrata. Prima che potesse fare qualsiasi cosa
ecco che…BANG! Uno sparo echeggiò nel buio. Ryo cadde a terra, lo sguardo
perso nel vuoto: - Ka…Kaori!- non poteva finire così, forse non l’avevano
colpita, non era uno sparo normale, quello!. Ryo prese a calciare e a spingere
la porta, fino a che essa non si spalancò. Improvvisamente le luci si
accesero: Ryo vide Kaori a terra, il viso pallido. Accanto alla sua testa si
era formata una macchia rossastra: - Mio Dio Kaori!- fece lui. Le corse
accanto con il volto sfigurato dall’angoscia cercando la ferita tra i suoi
capelli. – Com’è possibile?- mormorò dopo qualche secondo. Non ci sono
ferite, niente di percettibile a occhio nudo! Che ti hanno fatto?- Ryo
continuava a cercare segni, contusioni, nulla. – Kaori…svegliati…ti
prego… - disse infine. Gli occhi di Kaori si aprirono di scatto, come se
stesse rispondendo ad un comando. –Dio, ti ringrazio!- esclamò Ryo con gli
occhi colmi di lacrime. Kaori si alzò con un gesto meccanico: - Megan è in
cantina-
-
Come fai a saperlo?- chiese Ryo stupito
-
Anche Miki è là – rispose fredda. Ryo, sempre più stupito, decise di non
farle altre domande e si diresse verso la cantina.
Capitolo VI°: “Kaori sei strana”
Megan,
correndo, chiamava Kaori a gran voce: - Mamma, mamma! Sapevo che saresti
venuta!- disse raggiungendola. Kaori ritornò in se stessa per un attimo,
abbracciando forte la bimba, poi, come richiamata da qualcosa si irrigidì
ritornando fredda. Ryo notò che il suo sguardo perse di colore e i suoi occhi
ora sembravano guardare qualcosa di inesistente all’orizzonte; erano vuoti.
– Cosa ti è successo?- pensò Ryo – Sei strana – Ryo sperava dal
profondo che Meg non si fosse accorta del comportamento di Kaori, ma sembrava
si fosse accorta di qualcosa, tanto che scoppiò a piangere. Kaori sembrò
molto frustrata da quella visione ma non si mosse. Aveva un’espressione
addolorata quanto impotente. Sembrava volesse fare qualcosa, ma era ostacolata
da una forza superiore alla sua. Ad un tratto dai suoi occhi cominciarono a
sgorgare lacrime…si, lacrime calde…intrise del suo dolore. Meg ne fu così
stupita che smise all’istante di piangere accennando un debole sorriso: -
Mamma, lo so che mi vuoi bene – disse e dolcemente si strinse a Kaori. Ryo,
invece, più che stupito sembrò turbato da quella visione. Il suo sguardo si
incupì a tal punto da confondersi con il buio di quella triste notte.
Capitolo VII°: “Kaori, torna in te!”
I
tre, passato lo spavento, salutarono Miki e Umibozu e si diressero verso casa.
Ryo teneva in braccio Megan, silenzioso. Kaori camminava accanto a loro,
guardandoli di tanto in tanto. Meg sembrava molto scossa dall’atteggiamento
di Kaori; non l’aveva voluta prendere in braccio e la guardava freddamente
quanto tristemente. Ad un tratto Megan ruppe il silenzio: - Mamma, papà?-
disse. – Si?- risposero all’unisono i due. – Posso rimanere a dormire da
zia Miki e da zio Umi-chan per stanotte?- Ryo disse a Kaori di andare avanti
da sola per un po’; Kaori annuì meccanicamente e se ne andò. Quando furono
soli cominciarono a parlare:
-
Perché?- chiese Ryo
-
La mamma sta male e tu devi curarla, papà! Io starò bene, si occuperanno di
me gli zii!-
-
Ma non potrai più vederla per qualche giorno…-
-
Non preoccuparti, sarò più contenta se la vedrò sorridere un giorno solo
piuttosto che vederla così sempre…-
-
Hai ragione…allora ti accompagno?-
-
Si!- esclamò sorridendo la bimba.
Dopo
averla accompagnata e dopo aver parlato con Miki e Umibozu fece dietro front e
corse a più non posso cercando di raggiungere Kaori che sembrava svanita nel
nulla. Ad un tratto la vide sbucare da un viottolo secondario: - KAORI?-
-
Si?- fece lei con noncuranza.
-
Dove sei stata?- continuò lui.
-
A fare due passi-
-
Si, in un viottolo buio! Ma fammi il piacere!-
-
E anche se fosse? Cos’è, ti devo avvertire anche quando vado in bagno?-
fece lei per la prima volta alterata
Ryo
rimase stupito – Kaori?- era da prima dell’incidente che non la vedeva
così alterata.
-
Oh, scusami..- fece lei- Non so cosa mi sia preso- Kaori arrossì
violentemente, dopodiché riprese il controllo e i suoi occhi tornarono
spenti.- Torniamo a casa, è tardi- la sua voce era ritornata fredda come
prima. Poi si voltò verso Ryo e si sforzò di sorridere: - Coraggio, torniamo
a casa!- disse infine. Ryo non poté far altro che assecondarla, rimanendo in
silenzio. Il suo cuore però non voleva tacere; Ryo lo sentiva gridare per la
disperazione ma cercava di non farci caso. Non doveva cedere, se avesse ceduto
sarebbe stata la fine. Poi si decise e sussurrò: - Kaori…torna in te…-
Kaori si voltò di scatto: - Come?-
-
Cosa?- fece Ryo distrattamente.
-
Intendevo dire COSA HAI DETTO-
-
Io? Niente, non ho aperto bocca-
-
Umh…non ti credo- continuò lei calmandosi un poco. Ryo ormai non si stupiva
più delle strane reazioni di Kaori anzi, studiava attentamente ogni sua più
piccola mossa; aveva capito che Kaori non era del tutto soggiogata da quel “qualcosa”
che lui stava disperatamente cercando di capire cos’era…- Forse ho qualche
possibilità- si disse infine. – Ryo Saeba, mi stai ascoltando minimamente o
la tua testolina è altrove?- ormai Kaori era del tutto sfuggita a ogni
controllo, aveva bisogno di sfogare tutta la rabbia che aveva in corpo e ci
stava riuscendo, aggredendo Ryo (anche se lo avrebbe fatto sentire un po’
meglio una martellata -__- N.d.Aeris). Ryo rimase ferito dalle sue accuse
(meglio non scriverle, sarebbe tutta una censura -___-;;;;;;; N.d.Aeris), più
che da mille mega-martellate e altrettanti Kompeito giganti, ma cercò di non
darlo a vedere.
Capitolo VIII°: “Il Microchip”
Finalmente
giunsero a casa. Ryo, scuro in volto estrasse la chiave della porta e
distrattamente la infilò nella serratura; la porta si socchiuse lentamente,
ma Ryo non entrò. Kaori, alle sue spalle, si irrigidì e meccanicamente tirò
fuori la pistola dalla borsetta (chissà chi gliel’ha data!? ^_^ N.d.Aeris)
puntandola alla schiena di Ryo che, contrariamente a quanto si aspettasse, non
si mosse.
-
Avanti! SPARA!- urlò poi.
-
Ryo…aiutami…- la sua voce era appena percettibile, quasi un alito di
vento, ma abbastanza forte perché Ryo la sentisse.- VOLTATI!- continuò poi
– Voglio vedere in faccia la persona che uccido!!!- ringhiò. Non fece in
tempo a dire altro che Ryo si era già voltato e le aveva preso la pistola di
mano. Kaori svenne all’istante.
Il
suo sonno fu tormentato di incubi: qualcuno la inseguiva, la tormentava…la
sua testa impazziva per il dolore…continuava a gridare, a chiedere aiuto…gridava
il nome di Ryo…Ryo…si svegliò di soprassalto, la testa tra le mani…le
scoppiava…poi si accorse che stava piangendo…
Una
mano le si posò dolcemente sul capo e improvvisamente si sentì al sicuro.
Quella mano la stringeva forte…teneramente…si trovò tra le braccia di
Ryo, in un istante le sue paure cessarono e ritornò lucida; poteva
chiaramente sentire il battito del suo cuore, convulso, agitato…era con lui,
ora.
Lo
abbracciò forte e sentì i suoi muscoli contrarsi (*^_^* N.d.Aeris); sorrise
e sussurrò: - Perdonami per tutto il male che ti ho fatto- fece per
continuare, ma Ryo le mise un dito sul naso:
-
Non dire altro, basta così…non è colpa tua…- lo sguardo di Ryo era
dolce, e anche la sua voce. Kaori si sciolse e scoppiò a piangere di nuovo.
Ryo le asciugò le lacrime e con un dito le fece alzare il mento, le loro
labbra erano vicinissime; potevano percepire chiaramente l’uno il respiro
dell’altra. Ryo, a voce bassa le sussurrò: - La mia vita è nelle tue mani,
decidi tu che farne- così dicendo la baciò teneramente. Mille emozioni si
insinuarono nella mente di Kaori come un fiume in piena…Dio quant’era
felice… Ryo, continuando a baciarla, le passò una mano tra i capelli, fino
a sfiorarle l’orecchio; ecco che allora percepì qualcosa…ma appena tentò
di toccarlo Kaori lo spinse violentemente giù dal letto.
-
Ma, ma…Kaori! Che c’è?- fece lui stupito.
-
Eh?- i suoi occhi avevano perso di colore- No, nulla…non so cosa mi sia
preso, scusami.-
- Vabbé, ho capito- rispose Ryo rassegnato- stasera non è aria, me ne vado…buonanotte
socia!- così dicendo se ne andò. Kaori rimase immobile per una decina di
minuti, poi, come rispondendo ad un ordine, si rimise sotto le coperte e si
addormentò.
Qualche
ora dopo:
-
Diamine, devo fare qualcosa!- disse Ryo a bassa voce- devo riuscire a capire
che cos’è quella cosa che ha Kaori in testa! Purtroppo non sono riuscito
nemmeno a vederlo! Tutta colpa delle mie emozioni! Devo controllarmi di più
la prossima volta!- s’interruppe, sorridendo- Va al diavolo Ryo! Lei mi
direbbe così. E’ proprio per lei che devo mantenere la calma, ma dov’è
il famoso sangue freddo di City Hunter? Sto ancora ribollendo per quello che
è successo prima…Però, adesso che non è più lei potrei riuscirci…non
mi beccherei martellate e riuscirei ad agire con la massima calma (ma a chi la
dai a bere, Ryo ^_^!!) Ok, è ora di agire- così dicendo fece un bel respiro
e con passo felpato si diresse verso la camera di Kaori.
GNEEEK
- Porc.…taci stramaledetta porta!- sibilò. Si avvicinò al letto e la vide…era
così dolce nel sonno, così attraente, sensuale…Basta! Non era il momento
per dar retta all’istinto, era il momento per agire!
-
Ehm ehm!!- fece lui. Kaori aprì gli occhi: – Hm?-
-
Ciao Kaori-chan…eh eh, scusa se ti disturbo ma…sai…ecco…non riesco a
dormire- (una scusa più decente non potevi inventarla, vero Saeba? ^____^;;)
-
Ah – Kaori arrossì di colpo, poi, non riuscendo a dire altro, sollevò la
coperta facendogli cenno di accomodarsi accanto a lei. Ryo notò che Kaori, in
quel momento era se stessa. Chissà come mai lo assecondava…strano da parte
sua. Con questi pensieri si avviò verso il letto, stendendosi al suo fianco.
Kaori appoggiò la testa contro il suo possente torace e si accoccolò accanto
a lui. Ryo sudava freddo: - Oddio, e adesso?- pensava – Riuscirò a
resistere?- Dopo qualche minuto passato a dare indicazioni al suo
autocontrollo si decise e la prese tra le sue braccia (*^__^* N.d.A.). Ryo si
aspettava di sentire Kaori agitata, molto agitata, ma non lo era affatto, anzi
si rese conto che quello ad essere più agitato era lui – Ma cosa mi sta
succedendo?- pensò – Mi sento come un bambino. Ho bisogno di lei, come
fosse aria che respiro, ma allo stesso tempo mi voglio allontanare dalla mia
ragione di vita…-
-
Ryo…- fu
come se Kaori avesse percepito i suoi pensieri – non aver paura di quello
che provi…- continuò- Non avere paura di me – sussurrò infine, dopo una
lunga pausa.
-
… - Ryo questa volta non riuscì a risponderle. Si limitò a stringerla più
forte, ma non fece altro. – Se mi lascio andare non capirò mai che cos’ha
Kaori, devo resistere- si disse. Rimase immobile fino a che non fu sicuro che
Kaori dormisse, poi, con un gesto rapido ma delicato si mise a sedere sul
letto; sollevò dolcemente la testa di Kaori, appoggiandosela sulle gambe.
Quando si fu accomodato le appoggiò due dita dietro l’orecchio, cercando di
ricordare il punto esatto in cui aveva sentito…poi, che cosa aveva sentito?
Non se lo ricordava neanche più, era troppo emozionato. Preso nei suoi
pensieri fu riscosso proprio da quel “qualcosa” che stava cercando: - Ti
ho trovato!- pensò (^_^;; N.d.Aeris). Con un gesto fulmineo estrasse una
minuscola lucina dalla tasca dei pantaloni e si apprestò ad osservare ciò
che gli si prestava davanti: -UN MICROCHIP!-
Capitolo
IX°: “?”
In
quello stesso momento Kaori sobbalzò: - Che stai facendo con quella
micro-pila?- disse nel sonno.
-
Io?…Ah, no, niente, rimettiti a dormire, da brava….- rispose Ryo con voce
suadente
-
…Appena sarò andata in bagno ci tornerò, sono ancora vestita…- Era ormai
chiaro che Kaori non era affatto cosciente, era come se la realtà fosse un
sogno e lei voleva gestirlo a suo piacimento, senza inibizioni, senza paure,
tanto era un sogno! Ryo capì e decise che lui sarebbe entrato a far parte di
quel sogno, ora anche lui era libero da qualsiasi freno: - Ora scoprirò tutto
quello che nascondi, porterò alla luce il tuo io nascosto Kaori Makimura !!!-
pensò.
-
Perché non ti svesti qui? In bagno c’è la finestra aperta, potresti
prendere freddo…-
-
Siamo in piena estate-
-
Non ti vergognerai mica di me?-
-
Perché dovrei vergognarmi di una persona dai gusti sessuali dubbi? (vedi CH
n°59 e 60)-
-
Guarda che a me piacciono solo le donne!-
-
Si…si, va bene- così dicendo Kaori voltò le spalle a Ryo.
-
Sicura?- chiese lui.
-
Che c’è prima mi provochi e poi ci ripensi?- sorrise – Io mi fido di te-
Ryo sorrise a sua volta e si mise anche lui di spalle. Kaori allora si diresse
verso il bagno, chiudendo la porta dietro di se. – Che Kaori si sia resa
conto che non è un sogno?- pensò Ryo rimettendosi sotto le coperte. Attese
per una ventina di minuti che Kaori uscisse dal bagno, ma fu un’attesa
invana. Sospirando chiuse gli occhi e si addormentò. Pochi minuti dopo Kaori
uscì. Indossava una canotta piuttosto scavata color panna, con sotto abbinati
dei pantaloncini elastici dello stesso colore. Aveva aspettato che Ryo si
addormentasse appositamente per non farsi vedere; di solito, in estate, non
dormiva con il pigiama, si limitava a dei completini di biancheria intima,
solo che invece del reggiseno metteva un top (il suo completo preferito era
color azzurrino con tanti martellini da 100t disegnati sopra {^__^;;;
N.d.Aeris}, carino vero?). Purtroppo, quella sera i programmi erano
leggermente variati; non poteva certo farsi vedere così da Ryo!!! Così aveva
messo un vecchio “pigiama” che utilizzava quando Hideyuki era ancora vivo.
Con il viso arrossato per l’imbarazzo (era così striminzito!!) si sedette
sul letto. Presa dai suoi pensieri non si accorse che Ryo la stava osservando
da tempo. Un sorriso ironico si dipinse sul suo viso appena Kaori gli si
avvicinò:
-
Che stupido sono! Kaori non ha capito che non è un sogno, è solo che lei è
VERAMENTE una ragazza per bene…si, caro Makimura, le hai insegnato proprio
come si deve!!!- pensava. Kaori, ancora seduta, era intenta a spalmarsi sulle
gambe una lozione apposita per renderle più morbide; non che lei ne facesse
uso abitualmente, ma Miki gliene aveva regalato un flacone e si era fatta
promettere di usarlo. Ryo, incuriosito, rimase a guardarla ancora per qualche
minuto, poi, non resistendo più all’impulso di abbracciarla le cinse la
sottile vita con le sue braccia muscolose, stringendosi a lei. Kaori
sobbalzò:
-
Ryo!? Ma…ma…non stavi dormendo?- disse avvampando.
-
Dettagli…- rispose lui.
-
Tu sei pazzo – commentò lei sorridendo.
-
Si, pazzo di te! Adesso ti mangio…*GNAM*- disse tirandola verso di se.
-
Ryo, ma che fai? - Kaori si ritrovò distesa sul letto; l’imponente figura
di Ryo la sovrastava. Le loro labbra si stavano avvicinando lentamente, quando
Kaori, ridendo esclamò:
-
Non mi avrai!!- così dicendo scivolò rapidamente sotto il corpo di Ryo,
riuscendo a liberarsi dalla presa. I due si guardarono e scoppiarono in una
fragorosa risata.
Ripresitisi
ritornarono seri. Allora Ryo disse:
-
Dì, Kaori, tu dormi senza reggiseno, vero?-
-
Ma c-che razza di domande fai, pervertito!!!- Kaori brandì il suo pesante
martello.
-
No, Kaori, cos’hai capito!!! Non è per te, è che quasi tutte le nostre
clienti dormono CON il reggiseno, e io vorrei tanto sapere perché non se lo
tolgono!!! Non puoi provare a convincerle?-
*STONK*
(cosa sarà mai sto’ rumore? ^_^;; N.d.Aeris)
-
St***zo! Non provare mai più a farmi certe domande!!-
-
Aspetta, HO CAPITO!!! Quelle dalla “terza” in su lo portano, altrimenti il
pigiama gli va stretto!! Che genio sono!!! Ecco perché tu dormi senza,
porterai una prima!!!-
*KABOOM*
Kaori,
con un kompeito enorme lo aveva spiaccicato contro il muro:
-
Brutto porco!! Solo a quello sai pensare!! Poi chi t’ha detto che porto la
prima?-
Allora
Ryo (con qualche dente in meno):
-
Ma dai, porterai una seconda, da bambina, però!!!-
Questa
volta Kaori lo prese a mani nude, lo avvolse nel futon e lo scaraventò dalla finestra.
-
Questa notte rimarrai fuori!!! Buonanotte Ryo!- così dicendo lo salutò con
la mano e ritornò sotto le coperte.
-
DOVEVO farla arrabbiare, però forse ho esagerato un po’- mugugnava intanto
Ryo.
I
minuti passavano, lenti…Kaori ancora non riusciva a capacitarsi di quello
che le era successo…poi, mossa dalla pietà, si alzò affacciandosi alla
finestra:
-
Ryo!!! Dai vieni su, puoi tornare dentro se vuoi!!!- non ottenne risposta. –
Vuoi vedere che quel pervertito è scappato per andarsi a divertire con
qualche ragazza?- questo pensiero la rendeva infinitamente triste. Una lacrima
bagnò il bel viso di Kaori che intanto andava dirigendosi verso il letto. La
stanza era immersa nel buio. Procedendo a tastoni Kaori riuscì a localizzare
il letto e a reinfilarsi sotto le coperte. Appena si fu accomodata sentì uno
strano brivido alle gambe, come se qualcuno la stesse toccando…
-
Wow Kaori, non sapevo che avessi una pelle così morbida!- quella voce le era
familiare.
- RYO! Che ci fai lì sotto?- chiese avvampando.
-
Nulla, ti stavo aspettando!!-
-
Chi ti ha dato il permesso di liberarti? – ribatté lei imbarazzatissima.
-
Tu!!-
*STONK*
-
Va bene, lo ammetto……nessuno -
*STONK*
-
Giuro che non lo faccio più, dai!!! -
*STONK*
-
Mi perdoni? -
-
OK – Kaori pronunciò quella semplice parola con un sorriso così dolce che
Ryo per poco non si sciolse…
-
… - Ryo non sapeva più cosa dire…
Kaori,
come per rassicurarlo, gli diede un leggero bacio sussurrandogli
gentilmente – Ti amo –
-
Anch’io, non sai quanto…- rispose lui a sua volta stringendola.
Passarono
alcuni minuti così: teneramente abbracciati. Poi, controvoglia , si sciolsero
dall’abbraccio, rimettendosi a dormire l’uno al fianco dell’altra.
CAPITOLO X°: “La scomparsa”
Disturbato
da una forte luce, Ryo aprì leggermente gli occhi; abituatosi alla solare
luce del mattino si volse verso Kaori…ma…dov’era?
-
Kaori?- Non ottenne risposta. Diede una rapida occhiata all’orologio e si
alzò di scatto.
Era
mezzogiorno meno venti e di Kaori nessuna traccia.
-
Sarà andata a fare la spesa – pensò.
Si
diresse in cucina a passo spedito: sul tavolo vi era una abbondante colazione.
Ryo sorrise e si sedette…un particolare risaltò però ai suoi occhi: un garofano rosso.
Gli
occhi di Ryo si spalancarono in preda al terrore, dopodiché si alzò di
scatto precipitandosi al Cat’s Eye.
-
E così quando ti sei svegliato non c’era più – conclusero Miki e Umibozu
all’unisono.
-
Già…. – Ryo era preoccupatissimo.
-
Ma dai, forse te la vuole solo far pagare perché non l’hai soddisfatta
abbastanza, sai come siamo fatte noi donne, no? – provò a scherzare Miki.
Ryo sembrò non sentirla. Miki e Umibozu si scambiarono una rapida occhiata:
-
Cos’è che ti spaventa tanto, Ryo?-
-
…….. -
-
Avanti, parla!! Come diavolo facciamo ad aiutarti se non lo fai?-
-
Un garofano…..-
-
Di che colore?- lo interruppe Miki di scatto.
-……..Rosso.-
-
Oh mio Dio…..-
-
Ma di cosa parlate?- Umibozu non riusciva proprio a capire.
-
Nel linguaggio dei fiori, il garofano rosso indica “addio per sempre”-
spiegò Miki
-
….. -
Ryo,
sentendo quelle parole, se ne andò.
-
Povero Ryo, è davvero distrutto……cosa possiamo fare per lui, Falco? -
-
Indagare Miki, possiamo solo indagare…-
CAPITOLO XI°: “L’attesa”
Ryo
passò tre mesi d’inferno, tra lavori sporadici e ricerche estenuanti, ma
niente. Proprio nessuno sapeva dove poteva essersi cacciata Kaori. Eppure…quel
garofano bianco (era nascosto sotto quello rosso) che lei gli aveva lasciato
come segno del suo amore doveva pur significare qualcosa….forse c’era un
messaggio nascosto…. “Cercami”. Era strano, ma Ryo da ormai troppo tempo
aveva questa sensazione. Poi in quei tre mesi Ryo si era reso conto che Kaori
aveva per lui di gran lunga un’importanza superiore a quanto credesse…..
Dopo
qualche settimana Saeko si fece viva, incaricando Ryo di recarsi in Arabia
Saudita, a Jedda; al contrario di quanto si aspettasse lei, Ryo né si oppose
e né fece domande, ma si limitò a restare in silenzio. Fu allora Saeko ad
entrare nel dettaglio:
-
Dovrai infiltrarti nel palazzo dello sceicco che si fa chiamare Mohamed Alì e….
-
MOHAMED ALI’? Vuoi farmi credere che non sapete il suo vero nome?-
-
Esatto. E per ora non è cosa che ti riguarda.-
- Umpf!!-
-
Stavo dicendo che sospettiamo faccia parte di un’organizzazione di
compravendita di donne.
-
Donne??-
-
Si, pare che per la maggior parte il suo harem sia composto di ragazze, in un
certo senso, comprate dalle famiglie.
-
Bene, adesso i genitori si mettono anche a vendere le figlie!!
-
Non essere così leggero, Ryo, la cosa è molto più grave. Essendo un uomo
potentissimo Mohamed riduce in rovina le famiglie e poi le ricatta, “promettendo”
un po’ di soldi in cambio della figlia….
-
Altrimenti?-
-
La morte-
Passarono
alcuni attimi in silenzio, quando Ryo si decise:
-
Accetto-
-
Lo sapevo. Però dovremo prendere l’aereo -
-
Capisco. In questo caso dovrai procurarmi qualcosa che mi calmi -
-
Consideralo già fatto -
Così
dicendo Saeko se ne andò. – Uhm, Jedda, è?- Se non ricordo male è una
città piuttosto grande e inoltre si affaccia sul Mar Rosso… Forse…
CAPITOLO XII: “Il nuovo incarico”
Dopo
un lungo viaggio durato parecchie ore, ecco che il nostro Ryo stranamente solo
e assonnato “approda” finalmente all’aeroporto di Jedda. Qui lo
attendono due servitori di Mohamed Alì; questi, pur essendo Arabi, lo
capiscono alla perfezione e parlano un Giapponese esemplare. Ryo, molto
stupito, si ritrova addosso un minuscolo apparecchio che, miracolosamente, gli
fa comprendere e parlare qualsiasi lingua.
-
Prego, ci segua -
Ryo
si limitò ad annuire. I due ragazzi lo bendarono e lo condussero, con una
macchina, qualche miglia fuori città, in un posto che probabilmente doveva
essere conosciuto da pochissime persone. Appena la macchina si fermò Ryo
avvertì un delizioso profumo di spezie e di fiori che lo fece sentire in
Paradiso, con la sua Kaori. Già Kaori…Ryo inizialmente pensava che sarebbe
tornata ma poi, quando aveva visto che in camera sua l’anello lasciatole da
Hideyuki era scomparso…
Tristemente
Ryo si mise una mano in tasca, stringendo a se la custodia di quell’anello.
I due gli tolsero la benda e quello che vide lo lasciò senza fiato: un enorme
palazzo rifinito in oro con tutt’intorno un giardino rigogliosissimo insieme
a cascate meravigliose… e… dulcis in fundo, sotto la scogliera (anche se
le scogliere sul Mar Rosso sono pressoché assenti, qui c’è ^_^;; Che ce
volete fa’? N.d.Aeris) su cui si ergeva il palazzo, il mare…lo stupendo
Mar Rosso con la sua misteriosa barriera corallina e il suo azzurro intenso…
Dio
come avrebbe voluto che Kaori fosse lì con lui…
-
Prego, il capo la sta’ aspettando – gli comunicò uno dei due
-
Ah, certo, scusatemi, ero soprappensiero – si scusò con un sorriso forzato
Subito
i due lo condussero all’interno del sofisticato palazzo, conducendolo come
fosse un bambino, tra quegli immensi corridoi e a tratti interrompendo il
silenzio con qualche spiegazione. Quando Ryo si trovò al cospetto del
famigerato sceicco si rese conto dei suoi gusti “non troppo” raffinati e
delle sue immense manie di grandezza. Ryo si trovò a disprezzare una persona
che nemmeno conosceva… - Mah – si disse – forse ormai ho una specie di
avversione contro gli uomini belli, ricchi e potenti – dopodiché sorrise
pensando alla reazione che avrebbe avuto Kaori nel vedere lo sceicco e nel
sentire le parole di Ryo.
-
Dunque lei è il signor…? – esordì Mohamed con indifferenza
- Saeba, Ryo Saeba –
-
Ah, è dunque lei l’uomo che tanto aspettavo? – lo sceicco si mostrò
QUASI interessato
-
Immagino di sì – rispose Ryo freddo
-
Da oggi lei non sarà più il sig. Saeba, praticamente nessuno le darà del
“lei” e si chiamerà semplicemente “Alì”- Ryo spalancò gli occhi
-
ALI’?- poi riprendendosi aggiunse ironicamente:
-
Oh, quale onore per me portare il VOSTRO illustrissimo nome!- Mohamed non
sembrò accorgersi del tono ironico e proseguì:
-
Esatto. Lei sarà il servitore personale nonché guardia del corpo della donna
più importante del mio harem e naturalmente sarà responsabile per tutte le
sue azioni- concluse soddisfatto lo sceicco
-
E chi sarebbe costei, di grazia?- Ryo pareva incuriosito
-
Presto la vedrai. Cambiati velocemente e raggiungici nel salone principale,
Samir e Abdur ti mostreranno la
strada – così dicendo Mohamed si alzò e se ne andò.
Ryo
rivolse lo sguardo ai due e si accorse che erano gemelli:
-
Come farò a riconoscervi?- disse guardandoli accigliato
-
Facile, quello con la casacca blu è Samir mentre io, che ho la casacca dorata
sono Abdur- i due sorrisero divertiti
-
OK, dove andiamo adesso?- continuò Ryo
-
Ti devi cambiare – esclamarono insieme
Ryo
si limitò ad annuire, seguendoli. Giunti in una piccola stanza colma di
vestiti e accessori vari i due gemelli gli porsero ciò di cui aveva bisogno e
mentre Ryo si cambiava Abdur gli disse:
-
Sai Alì che hai avuto una fortuna sfacciata?-
-
E perché?- chiese Ryo stupito
-
Hai ottenuto la ragazza più bella di tutto l’harem!-
-
Sul serio?-
-
Certo, è…è…- si interruppe e guardò il fratello, annuendo. Poi
ripresero, all’unisono:
-
Celestiale – conclusero con un sospiro
-
Siete proprio cotti, eh?- riprese Ryo con un sorriso
-
Beh, tutti lo sono qui – ripresero arrossendo
-
Tranne me – aggiunse Ryo
-
Lo sarai presto anche tu, coraggio, andiamo, è ora -
Così
dicendo uscirono dalla stanza e si diressero verso il salone principale.
Quando
Ryo entrò rimase ammaliato da tutta la bellezza che lo circondava; si guardò
intorno cercando di dominare i suoi istinti più profondi, anche se era
facilitato in questa ardua impresa, perché solo Kaori riusciva a fargli
perdere completamente il controllo. Ci saranno state più di cento ragazze in
quella sala, tutte disposte su cuscini di raso, seta e velluto. Al centro
della sala vi era un altro cuscino, il più bello di tutti, rifinito in oro e
argento. – Sarà per Mohamed – pensò Ryo, impegnato a cercare questa
famigerata ragazza. Mohamed arrivò, completamente vestito di bianco; i suoi
occhi azzurri risaltavano più che mai…una ragazza lo accompagnava…era
molto bella, vero, ma non lo attraeva più di tanto. Ryo rimase un po’
deluso:
-
E così sarebbe quella?- ma i due non risposero, qualcosa li incantava,
ammutolendoli. Ad una tratto Ryo sentì un silenzio di tomba e voltandosi
rimase pietrificato.
CAPITOLO XIII°: “Ryo è in panne”
Ciò
che stava vedendo lo lasciò senza fiato impedendogli di respirare per alcuni
secondi: là, davanti a lui, c’era una ragazza, stupenda, con indosso un
morbido abito di seta color avorio che si appoggiava sul suo corpo dalle forme
perfette come un’opera d’arte e numerosi riflessi di luce dorata
spiccavano su di esso. Ad incorniciarle il viso vi erano due raffinatissimi
orecchini che brillavano quasi quanto i suoi occhi di un azzurro così intenso
e provocante da farli sembrare pietre preziose. Ryo rimase incantato
soprattutto da questi che, pur avendo un’espressione dolce facevano
trasparire una nota di malinconia e di tristezza, quasi chiedessero di
liberarla da tutto quello che rappresentava. Ryo rimase a leggerle negli occhi
ancora un po’, fino a che i suoi occhi non si posarono guizzando su di lui…ma
ci fu una cosa che Ryo notò: quando i suoi occhi lo videro, come un lampo li
attraversò, quasi fosse una persona conosciuta per loro. Ryo, non staccandole
gli occhi di dosso continuò ad “esaminarla”; il suo vestito aveva una
scollatura a cuore non troppo generosa, ricoperta sapientemente da una cascata
di pietre preziose simili ai suoi orecchini. Ryo, continuando a percorrere la
sua figura snella, ma piena, si soffermò un attimo sul seno, esitando, quasi
gli ricordasse qualcosa…poi si riprese e notò le sue bellissime gambe,
lunghe e affusolate, un poco abbronzate (come del resto lei stessa) che si
lasciavano intravedere attraverso
il lungo ma celato spacco sul davanti; Ryo ebbe un’altra esitazione. Aveva i
piedi nudi, si vede che lo sceicco preferiva così, forse era il simbolo della
purezza delle ragazze del suo harem… Improvvisamente la ragazza si girò
verso di lui, avvicinandosi piano piano; man mano che si avvicinava Ryo poté dapprima scorgere la sua capigliatura castano
scuro, lunghissima e raccolta da mani sapienti…le uniche cose che parevano
ribelli a Ryo erano i suoi occhi e la frangetta
che la ragazza portava…era uguale a quella di Kaori. Ryo si
intristì, ma quando poté finalmente esaminare meglio i lineamenti del suo
volto, la bocca dolce e aggraziata e quella sua espressione così familiare
per lui, non poté fare a meno di vedere in quella ragazza Kaori che gli
sorrideva dolcemente…
-
Alì?- una voce calda e sensuale improvvisamente gli scaldò il cuore. Ryo si
riprese e cercò di mettere bene a fuoco l’immagine che aveva davanti. Era
proprio lei!! Ma quella ragazza era Kaori o forse una ragazza che le
somigliava a tal punto da farlo star male?
-
Sì?- rispose lui ancora un po’ sconcertato dopo un attimo di riflessione.
-
Immagino che sia lei la mia guardia del corpo – la ragazza gli regalò un
sorriso dolcissimo.
-
Ehm…- disse Ryo cercando di non cedere – perché mi da del lei
principessa? E perché non mi dice sei
tu il mio servo?- chiese un po’ ostile. I begli occhi della ragazza si
intristirono:
-
Per me lei non è il mio servo e se non fosse per Mohamed non la chiamerei
nemmeno Alì, ma lui non vuole dirmi come si chiama…mi dispiace di non
esserle simpatica…-
-
… - Ryo non sapeva come risponderle, ma provava il forte impulso di
abbracciarla, e per trattenersi girò i tacchi e se ne andò. Al contrario di
quanto si aspettasse però la principessa non rimase né scandalizzata né
ferita da quel suo comportamento, ma si limitò a scuotere la testa
intristendosi ancora di più.
-
No, non può essere lei Kaori…lei non ha né gli occhi azzurri, né i
capelli lunghi né un carattere così calmo e docile…- pensava dirigendosi
chissà dove – eppure non mi sono mai sbagliato in fatto di donne…anche
lei riesce a farmi perdere l’autocontrollo così come Kaori. Beh, ho fatto
cilecca. Forse il desiderio di rivederla, di farla mia per sempre, è troppo
radicato in me – concluse con un sorriso amaro.
Ryo
senza accorgersene si ritrovò in giardino…aveva vagato per circa una mezz’ora
e l’istinto lo aveva portato lì. Stava
ancora ammirando lo splendore di quel posto quando sentì un leggero
fruscio di passi alle sue spalle e prontamente si nascose; appena vide
spuntare un’armoniosa figura dal sentiero serpeggiante capì di chi fosse.
La sua protetta era amareggiata ed era uscita da sola per chissà quale
motivo. Ryo stava per uscire dal suo nascondiglio quando ad un tratto la vide
tuffarsi proprio sotto la spumeggiante cascata che sprofondava in un bel
laghetto variopinto, colmo di pesciolini piccoli piccoli. L’ho giudicata
male: quella ragazza è selvaggia e nasconde una grande passionalità e
sensualità, oltre ad un grande segreto. Sorrise e si avvicinò alla sponda
del laghetto per recuperarla ancora ansante per la lunga nuotata. Quando lei
lo vide sobbalzò arrossendo vivacemente:
-
Adesso lo dirà a Mohamed, vero?- disse preoccupata
-
Niente affatto – le sorrise. Il viso della ragazza si dipinse di gratitudine
e simpatia per Ryo.
-
Non mi hai ancora detto il tuo nome…- riprese lui
-
Veramente non conosco il mio vero nome…però credo di essere originaria del
Giappone. Mohamed mi chiama con un nome Russo…Maša (il suono š
va letto “sc” {scusate se non è
così, ma facciamo finta che lo sia^^;;;} ^_^ N.d.Aeris), se non sbaglio.
-
Maša hai detto? E’ un bellissimo nome…all’inizio non lo sembra ma poi
lo è così tanto che non te ne puoi staccare…- disse serio - proprio
come te – aggiunse sottovoce.
-
Grazie – rispose Maša sorridendo – e il tuo? Intendo dire, qual è il tuo
vero nome?-
-
Il mio nome non ha importanza, per ora. Puoi chiamarmi Alì – e sorridendo
le porse una mano per uscire e le procurò (non si sa da dove) un accappatoio
per asciugarsi e coprirsi.
Maša
gli diede un leggero bacio sulla guancia ringraziandolo prima di sparire di
nuovo.
CAPITOLO XIV°: “Il sospetto”
Ryo sentiva il cuore
battere all’impazzata e ne capiva benissimo il motivo: sia per il bacio che
per la trasparenza e l’aderenza che l’abito aveva acquisito dopo essersi
bagnato…quella ragazza gli ricordava sempre più Kaori.
Dopo essersi ripreso Ryo
decise di tornare nel palazzo, da Samir e Abdur, i suoi unici “amici”; con
sua grande sorpresa, mentre si avviava nel salone principale conscio di aver
capito come doveva orientarsi in quel dedalo di corridoi, ogni servitore che
lo incontrava gli rivolgeva un piccolo inchino insieme ad un grande sorriso…chissà
perché!
Nel salone era rimasto
tutto come quando era uscito, nessuno si era mosso – A parte Maša- ricordò
Ryo. Appena i due gemelli lo videro gli corsero incontro:
- Ma sei pazzo Alì?- gli
disse Abdur agitato. Ryo sembrò non capire, così si spiegarono meglio:
- Per come ti sei
comportato nei confronti della principessa potresti essere decapitato, lo
sai?-
- Ma io ho già fatto pace
con Maša!!- rispose Ryo comprendendo la loro preoccupazione.
- Maša?? Tu la chiami
Maša?? Se ti sentisse Mohamed ti ucciderebbe…lui solo può chiamarla per
nome, che sia il suo oppure no e si dice che la chiami Maša nei momenti di
INTIMITA’- continuò Samir
- Eh?- urlò Ryo perdendo
il controllo
- Sssst!!! Non alzare la
voce. Per ora lasciamo perdere. Noi non ti tradiremo, stanne certo. Quando la
principessa se n’è andata per ritirarsi nelle sue stanze aveva dipinto
sulle labbra un sorriso molto dolce…e noi crediamo che sia merito tuo,
quindi d’ora in poi avrai tutto il nostro appoggio- finalmente Ryo riuscì a
capire quanto a tutti i servitori stesse a cuore la sorte di Maša e sorrise a
Samir e Abdur, con lo sguardo pieno di gratitudine. Fece per andarsene quando
gli venne in mente una cosa:
- Scusate, ma perché
quando passo io tutti si inchinano e mi fanno un gran sorriso?- i due
sembrarono divertiti da quella domanda.
- Guarda il colore della
tua casacca -
- In effetti vestito così
sembro Aladdin – protestò lui
- E’ viola, e ciò
significa che tu sei il capo di tutti noi- Ryo rimase a bocca aperta
- Quelli con la giacca
dorata sono subito sotto di te e sono a guardia delle ragazze più importanti-
disse fiero Abdur facendo notare a Ryo la sua casacca
- E quelli con la casacca
blu come me sono a guardia delle ragazze un po’ meno belle- concluse Samir
con una smorfia
- Quindi io sarei il
guardiano del fiore tra i fuori, giusto?- sorrise divertito Ryo
- Sì, e non dire che non c’è
qualcuno lassù che ti vuole bene!!- protestarono all’unisono
Ryo scoppiò a ridere:
- E cosa dovrei fare oltre
che proteggerla?-
- Stare sempre al suo
fianco ed essere disponibile per OGNI cosa…-
- Per esempio se mi vuole
frustare la dovrei lasciar fare?- protestò lui
- Beh, se fossi in te
spererei in qualcosa di diverso tipo dormire insieme, lavarle la schiena,
badarla mentre fa la doccia, aiutarla a vestirsi o a svestirsi…- disse Abdur
con uno sguardo ammiccante. Quelle parole avevano evocato in Ryo le immagini
più disparate e così la cavò con un – Bah!- e decise di recarsi da Maša.
- Però tu prometti di star
buono – disse ammonendo il suo “amico” (^^;;;; Questa me la potevo
risparmiare!!
- Alì?- la ragazza sembrò
avvertire la sua presenza.
- Si?- rispose lui con il
cuore in gola scostando un poco la tenda
- Scusa se non ti faccio
entrare, ma mi sto’ vestendo- riprese lei. Ryo vedendola arrivare si
affrettò a richiudere a tenda, ma fece in tempo a scorgere qualcosa di
rotondo che brillava sul suo petto privo di gioielli che le ricordò qualcosa…ma
cosa?
Ryo era ancora assorto nei suoi pensieri quando Maša
lo fece entrare: era stupenda, fasciata in quel leggero abito dai bordini
dorati. Questa volta era priva di gioielli e teneva i lunghissimi capelli
raccolti in una lunga treccia.
- Se Mohamed mi vedesse così
credo che mi ucciderebbe - esclamò
notando lo sguardo perplesso di Ryo.
- Ma tu Alì non mi
tradirai, vero? Sei la prima persona che mi capisce da quando…- s’interruppe,
intristendosi lievemente.
- Che cosa ti è successo?
– le chiese Ryo preoccupato.
- … -
- Guarda che se non ne vuoi
parlare non è un problema -
- No, mi fido di te. Ormai
sono due anni che vivo qui, ma circa tre mesi fa…-
- Tre mesi fa?- chiese Ryo
stupito dalla coincidenza
- Si, tre mesi fa la mia
guardia del corpo a cercato…di…di…di…- s’interruppe, scossa dai
singhiozzi. Ryo allora la abbracciò forte invitandola a continuare.
- …di violentarmi –
concluse Maša amareggiata.
- Quel bastardo…chi è
stato? – fece Ryo furioso
- Ora non se ne sa più
niente, pare che sia fuggito. Non so nemmeno se ci sia riuscito perché, mi è
stato detto, sono svenuta per lo shock. E da allora…ho perso completamente
la memoria. – ci era riuscita, lo aveva raccontato a qualcuno.
- Mi dispiace tanto…-
fece Ryo amareggiato anche lui, con però qualcosa che gli attanagliava lo
stomaco…una sensazione…
- Non importa, ormai è passato – riprese
staccandosi da lui e sforzandosi di sorridere – Però ti prego di non
parlarne con nessuno…solo io, Mohamed e te siamo a conoscenza di questo
fatto.
- Sarò una tomba – le
rispose allora Ryo facendole l’occhiolino. Maša arrossì leggermente e come
per giustificarsi gli disse:
- Sai Alì, ogni volta che
sto con te, ho una strana sensazione di deja
vu e sento di conoscerti già da molto tempo…non è strano?-
Ma allora anche lei provava
le sue stesse sensazioni!! E forse lei era davvero…no, era impossibile,
perlomeno fisicamente.
- Principessa, la cena è
servita. Desidera che gliela porti in camera? Oh, c’è anche lei capitano?
Desiderate cenare insieme? – un ragazzo magrolino era appena entrato un po’
imbarazzato. Maša lo aveva accolto con un caldo sorriso, che avrebbe fatto
arrossire chiunque:
- Grazie, molto volentieri.
Ah, per favore, potresti dire al piccolo Seth di raggiungerci?-
- C-certo, glielo dirò
subito – così dicendo sparì dalla loro vista.
- Che onore cenare con voi
principessa – fece Ryo ridacchiando. – Non fare lo scemo, non è mica un
invito ad infilarti nel mio letto!! – Ryo rimase non poco stupito da quella
frase che giudicava tipica di Kaori, ma prima che potesse ribattere una voce
squillante gridò:
- MAŠA!!!!? – quasi all’istante un bimbetto che
pareva avere una decina d’anni si avventò sulla “sua” (come siamo
possessivi, eh Saeba? N.d.Aeris) Maša strisciandosi a lei dappertutto. Questo
scatenò la sua gelosia e anche uno dei pensieri più consueti quando
proteggeva la maestrina e il “moccioso”, ovvero:
- Come vorrei essere al suo
posto!!- Maša intanto sorrideva e lo coccolava e lui faceva le fusa come
fosse un gatto!! Dio, come lo avrebbe ucciso volentieri!!
- Ehi Maša, chi è sto’
tipo? – fece ad un certo punto il bambino.
- E’ la mia guardia del
corpo, si chiama Alì – rispose dolcemente lei osservando Ryo.
- E dimmi, quanto ci
metterai a cacciarlo?- Maša trasalì e Ryo, accorgendosene, la punzecchiò:
- Dimmi Maša, quanti
uomini hai cacciato finora?- Seth sembrò scandalizzarsi:
- Come osi chiamare la MIA
Maša per nome?- Ryo lo guardò con aria di sfida.
- Maša, dimmi che non è
vero, dimmi che non l’hai accettato!!- fece il bambino fingendo una
lacrimuccia.
- Ebbene si, caro Seth, ho
trovato la persona giusta!!-
- No…a-allora gli
permetterai di fare il bagno, di dormire con te e lo coccolerai anche come fai
con me? Gli sussurrerai parole dolci di conforto e guarderete insieme la
luna?- questa volta Seth sembrava piangere sul serio. Il cuore di Ryo aveva
cominciato a battere all’impazzata per il solo pensiero e non osava
proferire parola per paura di tradirsi.
Maša invece era prima
impallidita e poi arrossita, ma aveva quasi subito ripreso il controllo.
- Vedi Seth, lui è adulto
e non credo proprio che avrà le stesse libertà che hai tu - cercò di
confortarlo
- Ah, quindi solo io posso…ehm,
vederti… così??-
- Così come?-
- Beh, nuda - Con queste
parole sia Ryo che Maša avvamparono, facendosi andare di traverso il cibo che
nel frattempo era arrivato.
- SETH!!!!-
- Ma Maša, è vero!!-
- E’ evidente che al
nostro piccolo amico piaci molto, ma lo devo deludere. C’è qualcun altro
che può fare tutto quello che vuole con te e anche più con te- s’intromise
Ryo.
- E chi sarebbe? –
ribatté Seth curioso. Intanto Maša era sbiancata.
- Mohamed Alì – concluse
Ryo gravemente, con un odio sempre più profondo per quell’uomo. Seth c’era
rimasto malissimo e per poco Maša non era svenuta.
- Scusate, ma non ho più
fame. Vado a farmi una doccia – Ryo non riuscì a capire lo strano
comportamento della ragazza, ma subito Seth lo illuminò:
- Non ci avevo pensato.
Però non avresti dovuto dire quelle cose-
- Ma che c’è di male? Maša
probabilmente già stata a letto con lui (ma ti sembrano discorsi da fare ad
un bambino, Ryo? ^^;;
N.d.Aeris)!! -
- Non ancora, o perlomeno,
nell’arco degli ultimi tre mesi si è sempre rifiutata, ma ho notato che
Mohamed sta’ perdendo la pazienza e, credimi, non è migliore di quel tipo
che ha cercato di violentarla -
- Che cosa ho fatto!!- Ryo
si sentì invadere da una forte rabbia mista a gelosia, ma non poté far altro
che serrare i pugni.
Pochi
minuti dopo Seth se ne tornò a svolgere i suoi compiti e Ryo andò verso il
lussuoso bagno in cerca di Maša, ma non vi era traccia di lei. Ryo allora
corse subito verso la terrazza che si affacciava sul mare e notò che alla sua
sinistra c’era un grosso albero. Intuendo quello che aveva fatto
precedentemente Maša, scese servendosi dell’albero e seguì l’appartato
ma bellissimo sentiero che si
profilava di fronte a lui. Inoltratosi fino a buon punto nella foresta udì il
rumore di una cascata e, seguendolo, ci arrivò. Quello che si profilava
davanti a lui lo incantò era un magnifico paradiso naturale, atto proprio a
rifugiarvisi nei momenti di maggior tristezza e sconforto. Restando nascosto
tra la vegetazione si avvicinò e notò subito una veste arrotolata per terra.
No, non era possibile!! Poco distante Maša faceva il bagno completamente nuda
e immersa fino alla vita nell’acqua. Aveva i lunghissimi capelli che
danzavano sul suo corpo sinuoso creando un suggestivo effetto vedo - non vedo,
ma Ryo si ammonì: - Controllati, lei non è Kaori!!- Restò ancora un poco in
quella posizione, dopodiché si decise e uscì allo scoperto. Maša, appena lo
vide sussultò, arrossendo vivacemente.
- Che ci fai qui?- gli chiese dopo un attimo di
incertezza.
- Che domande, sono venuto a prenderti!! Adesso
capisco perché tutti desiderano saltarti addosso!! Immagino che quel figlio
di buona donna ti avesse vista in questo modo-
- Non sei affatto spiritoso- ribatté lei
- Dai, scherzavo. Su, esci – rispose Ryo con uno
sguardo rassicurante.
- Se, domani. Mi hai preso per scema? Voltati –
ancora una volta Maša l’aveva stupito, parlando come Kaori.
- Ok, ok. Pensavo non ti vergognassi di me – fece
Ryo con tono un po’ offeso.
- Infatti- si limitò a rispondere la bella “ninfa”,
sorprendendo non poco Ryo.
Poco tempo dopo Maša si era ricomposta, ma aveva
ancora i capelli sciolti e bagnati, era davvero bellissima. A Ryo ogni volta
che la guardava mancava il fiato. Per non farsi scoprire decisero di ritornare
a palazzo utilizzando l’albero e così fecero. Arrivati nella camera di Maša,
dove avrebbe dormito anche Ryo per vegliarla, la ragazza cominciò a
prepararsi, ma quando fu il momento di pettinarsi vennero i dolori. Così Ryo,
amorevolmente si offrì di aiutarla (mai successo in vita sua), ma la spazzola
si andò ad impigliare in una catenella finissima. Cercando di disimpigiarla,
però, vide che alla sua
estremità vi era un anello. – Un anello!! Ma è uguale a quello di Kaori!!
- pensò Ryo. No, non può essere…ma…se fosse?
Capitolo
XVII°: “Rivelazioni (parte2)”
Cercando
di non pensare a quello che aveva appena visto finì di spazzolarle i capelli
e le augurò la buona notte. Ma era inutile cercare di dormire quando si
rimuginava su una cosa del genere…Maša poteva essere veramente Kaori, anche
se razionalmente ciò non era possibile. Dopo quasi un’ora di ripensamenti
si decise, avviandosi verso il grande letto a baldacchino si Maša , anche
perché era sicuro che fosse sveglia, dato che aveva sentito dei rumori.
Arrivato in prossimità del suo giaciglio, scostò leggermente la sottile
tendina e Mio Dio! Maša giaceva in un bagno di sudore, lacrime copiose le
scendevano dagli occhi serrati. Aveva i pugni stretti e parlava…inizialmente
cose incomprensibili, ma poi, quando Ryo le si era avvicinato prendendole la
mano e appoggiandosela sul suo cuore, la ragazza si era calmata un poco e si
riusciva a quasi a capire cosa dicesse:
-
Grida, Maša, grida!! Dillo chi c’è dentro di te!! Ricorda chi sei!!
Liberami, libera anche te stessa, torniamo da lui
insieme! Io lo so che te ne sei innamorata Maša, anche se cerchi di
convincerti che i tuoi sogni sono
irreali!! Ma noi due, insieme, siamo la stessa entità, convincitene!!
Possiamo fare tutto insieme!! Realizzeremo i nostri sogni…Mio Dio, che ci
hanno fatto…Maša, ti prego…- Ryo era sconcertato da quelle parole e non
solo, a pronunciarle era stata la voce di Kaori, la sua Kaori…allora anche
lei lottava per ritrovarlo…ma…sembra che in lei ci siano due persone
diverse…devo fare qualcosa!! Fece per andarsene, ma vedendo Kaori (o Maša
che dir si voglia, anche se credo che lui si stesse preoccupando per Kaori ^.^
N.d.Aeris) in quelle condizioni tornò indietro e sovrastandola le prese
entrambe le mani appoggiandole al cuscino, dopodiché la baciò, a lungo e con
calore, nel tentativo sia di farla calmare (ehm, io non mi calmerei tanto^^;;
N.d.Aeris) che di cercare di farla tornare in sé. Sentì il suo corpo aderire
al proprio, dopodiché Kaori cominciò a ricambiare il bacio, pronunciando il
suo nome in continuazione, ma ogni cosa che diceva o aveva intenzione di dire
veniva soffocata dall’intensa emozione e da Ryo, che quasi non la lasciava
respirare, tanta era la foga di riaverla tra le sue braccia (mamma, sembra la
descrizione di un romanzo Harmony!! ^_- N.d.Aeris). Finalmente, dopo un po’, Ryo riuscì a
calmarsi e si staccò da Kaori (lasciandola libera di respirare ^_^ N.d.ormai
lo sapete) che, un poco ansimante, gli sorrise. Quel sorriso rappresentava per
lui una promessa. Kaori, la sua Kaori, sarebbe tornata, ne era certo.
Capitolo
XVIII°: “Lascia fare a me…”
Passarono
tre giorni, abbastanza tranquilli, in cui Ryo decise di lasciarla in pace, ma
il quarto avrebbe agito!!
Kaori
era ritornata la Maša di sempre (ah ah ah! ^_^), ma lui non riusciva a
vederla sotto occhi distaccati. Lei era Kaori, la sua ragione di vita, e ogni
volta che la guardava desiderava stringerla fra le braccia e gridarle tutto il
suo amore, ma non poteva. Non ancora.
-
Che c’è Alì, volevi parlarmi? – Ryo l’aveva convocata sulla terrazza
per mettere in atto il suo piano.
-
Esatto, Maša. Non ti dispiace, vero?-
-
No, affatto, figurati – nonostante le sue parole lo guardava con aria
sospettosa.
-
Ti dice niente il nome Kaori?- la ragazza vacillò, sbiancando.
-
E’ la ragazza che mi parla nei sogni, il mio alter ego, ma tu come fai a
saperlo?-
-
Semplice, io sono Ryo – Maša non credette alle sue orecchie e rimase
pietrificata da quella rivelazione. La testa cominciò a farle male e se la
strinse forte con le mani, ma fu tutto inutile. Sentiva un dolore lancinante
dietro l’orecchio e cominciò ad urlare. Poi in un momento di lucidità
disse:
-
E’ finita…l’anello, è quella la …chiave, rifugiati insieme a …lui…-
detto questo svenne di botto.
Le
altre guardie giunsero dopo poco, attirate dalle grida della donna:
-
Oh, capitano, c’è lei qui? Cosa è successo alla principessa? – domandò
uno di loro preoccupato, esprimendo i pensieri di tutti gli altri.
-
La principessa si è sentita male, era come se la testa le scoppiasse –
rispose Ryo affannosamente, riprendendosi dallo shock.
-
Ormai è la quarta volta che le succede, lo sceicco saprà cosa fare – s’intromise
Abdur, malinconico – avanti, sapete dove portarla –concluse autoritario.
Rimasti soli Ryo espresse le sue perplessità:
-
La quarta volta? E a cosa pensi sia dovuto? -
-
Non saprei, ma qui c’è qualcosa di strano. Le altre volte le è successo di
notte, ma oggi…le hai detto qualcosa in particolare? – da quel momento Ryo
decise che si sarebbe fidato di quell’uomo:
-
E’ venuto il momento che ti racconti tutto, Abdur. So che posso fidarmi di
te – stranamente Abdur non si scompose:
-
Coraggio, credo che tu abbia bisogno di confidarti con qualcuno -
-
Come avrai capito dal mio aspetto io sono Giapponese, ma non sono qui per il
motivo che credi tu. Circa tre mesi fa la mia socia, Kaori, è sparita
improvvisamente. Ho provato a cercarla per tutto questo tempo, ma senza
risultati, finché non mi hanno affidato questo incarico -
-
Incarico? Di cosa parli? Che lavoro fai? -
-
Mai sentito parlare di City Hunter? – Abdur sbiancò, ma poi si riprese e
sorrisetto ironico si dipinse sul suo volto:
-
Sapevo che eri qualcosa di più di una semplice guardia del corpo, visto il
tipo di pistola che usi (si, perché ogni guardia aveva in dotazione una
pistola, ma Ryo aveva preferito tenere la propria ^_^ N.d.Aeris), ma non avrei
mai pensato che tu fossi proprio City Hunter-
-
Beh, ora lo sai. Pare che il vostro
Mohamed sia implicato in una sorta di compravendita di ragazze -
-
Ah. In effetti ho sorpreso molte ragazze a piangere, ma credevo fosse perché
Mohamed non le voleva nel suo letto -
-
E io sono qui per incastrarlo –
concluse Ryo ignorandolo
-
Solo che?-
-
Solo che, ironia della sorte, Maša è praticamente identica a Kaori
e, in seguito ho scoperto che era lei, ma sembra che le abbiano fatto
il lavaggio del cervello. La sua personalità si è sdoppiata; di notte Kaori
prevale su di lei, cercando di farle recuperare la memoria, ma inutilmente -
-
Devi amare molto questa Kaori per rinunciare alla sua seconda identità -
-
Che vuoi dire? -
-
Che potresti tranquillamente sia portartela a letto che conquistartela ma…-
-
Piantala, non ho bisogno di né di prediche né di osservazioni -
-
Eh eh, ho colpito nel segno, vero? -
-
Sai una cosa? -
-
Cosa? -
-
Sei insopportabile Abdur -
-
E’ una delle mie migliori qualità -
-
Lasciamo perdere. Comunque devi assolutamente aiutarmi!! -
-
E che cosa me ne viene in tasca? -
-
Tutto quello che vuoi, tirchione -
-
Affare fatto – concluse Abdur con un ghigno
-
Cosa significa? Voglio sapere quello che vuoi!! -
-
Te lo dirò quando sarà il momento, sono ancora indeciso -
-
Umpf!! Piuttosto, dove l’hanno portata? -
-
C’è un’ala del palazzo proibita praticamente a tutti, le altre volte l’hanno
portata lì -
-
Grazie mille Abdur, non ti pentirai di avermi dato fiducia!! – Ryo se ne
andò sorridendo
-
Dici? – lo rimbeccò Abdur, dopodiché, non ottenendo risposta lasciò la
stanza.
Ryo
esplorò rapidamente il palazzo, ma non fu difficile né farlo né trovare l’ala
designata, dato che la maggior parte delle guardie erano lì, preoccupati per
la sorte di Maša. Si fece largo tra gli uomini, finché giunse ad una porta
praticamente blindata. Non vi era serratura, ma un pannello di comando. –
M***a!! Ci vuole un codice! – pensò Ryo – e per giunta numerico!!
Proseguì, e notò che tutto il corridoio era pieno di porte che erano
possibili da aprire solo tramite una tessera. Sempre più esasperato giunse
all’unica porta “normale”. Sopra vi era scritto “Doktor
Kipp”. – Sarà tedesco – pensò Ryo. Bussò e un dottore,
contrariamente a quanto si aspettasse, piuttosto giovane e di bella presenza
comparve sulla soglia. Doveva essere rimasto piuttosto sorpreso da quella
visita, ma non si scompose minimamente:
-
Cosa posso fare per lei? -
-
Sono il capo delle guardie e mi occupo della principessa -
-
Crede che questo le dia il diritto di vederla? -
-
No, ma posso farla riprendere. So che lei non c’è riuscito – il dottore
si aggiustò gli occhiali sul naso e dopo un attimo di perplessità gli fece
cenno di entrare:
-
Mi segua, prego, ma la avverto, se non ci riesce la farò giustiziare -
-
Nessun problema – rispose Ryo affatto sorpreso. Il dottore aprì ben tre
porte prima di arrivare. Dall’espressione che assunse il volto di Ryo si
capiva perfettamente che non era preparato a quello che aveva appena visto: la
sua compagna giaceva su un letto, con il volto sofferente e si contorceva dal
dolore.
-
Mio Dio, cosa ti ho fatto!! – esclamò, poi, rivolgendosi al dottore gli
fece cenno di andarsene.
-
Kaori, tesoro, lo so che in questo momento stai lottando per riavere il tuo
posto, ma ti prego, ti stai distruggendo con le tue stesse mani!- una lacrima
bagnò il bel viso della donna:
-
R-Ryo…i-io t-ti…a-amo – fece uno sforzo enorme per pronunciare quelle
parole. Ryo le prese una mano fra le sue e gliela baciò:
-
Se mi amassi lasceresti fare tutto a me – poi si fece coraggio e riprese –
sarò pure egoista, ma se tu non lasci ritornare Maša mi uccideranno – a
quelle parole Kaori aprì gli occhi di scatto, terrorizzata e prima di
andarsene gli disse:
-
R-ricordati di…quello c-che ti ho detto…riguardo…all’anello…-
Pochi
minuti dopo Maša si era completamente ripresa, come se non fosse accaduto
nulla, cosicché Ryo poté andarsene.
Capitolo
XIX°: “Non toccate quella donna!!”
Ryo
se ne andò in giardino rimuginando continuamente su quello che gli aveva
detto Kaori riguardo all’anello: l’anello,
è quella la chiave, rifugiati insieme a lui
-
Dunque, l’anello, fin qui ci siamo. La chiave…ma di cosa? Ho controllato e
non ci sono né iscrizioni né altro, quindi penso che non sia l’anello la
chiave in se…cosa vorrà dire rifugiati
insieme a lui? -
-
Alì, scusami, potresti darmi il sacchettino che hai pestato?- in quella
vocina Ryo riconobbe Seth.
-
Certo, eccola – Ryo gliela porse e vide che il bambino ci metteva una
manciata di palline all’interno.
-
Grazie, non sei poi così cattivo come sembri – così dicendo Seth corse via
ridendo.
Ryo
sorrise senza accorgersene quando…un pensiero gli balenò in testa: - Ma
certo! Come posso essere stato così stupido da non capire a cosa si riferiva
Kaori? – esclamò e con un’espressione vittoriosa dipinta sul volto si
diresse a grandi passi verso la sua stanza.
–
Sono passate circa due ore da quando me ne sono andato, ormai Kaori sarà
tornata – pensò. Si avvicinò in silenzio alla grande stanza da letto,
quando udì la voce di (indovinate un po’?) MOHAMED ALI’!!! Resistendo all’impulso
di correre dalla sua Kaori, si avvicinò sempre di più, quatto quatto,
appiattendosi al muro e quello che vide lo mandò letteralmente in bestia:
Mohamed aveva steso Kaori sul letto e rideva. Malgrado la ragazza scalciasse e
cercasse di divincolarsi, in pochi secondi le era già saltato addosso,
dopodiché le stava strappando le candide vesti pezzo per pezzo. Ryo, con una
calma disumana si avvicinò all’uomo, puntandogli alla testa la sua fedele Phyton.
-
Maledetto,
lasciala! – ruggì infine
-
Calma, mio caro Alì, non lo sai che io posso fare tutto quello che voglio
alle mie donne?- ribatté Mohamed con un ghigno.
-
Lei non si tocca – rispose inflessibile Ryo
-
A, ma bene!! La persona di cui mi dovrei fidare di più si ribella alla mia
autorità!! – poi, guardando Kaori, che giaceva tremante e seminuda sul
letto le rivolse uno sguardo pieno di disprezzo – Brutta puttana, sei andata
a letto con lui, vero? – Ryo a quel punto si preparò a sparargli:
-
Non meriti nemmeno di sapere la verità lurido verme, ma ti dirò una cosa:
hai fatto male a rapire questa donna, mio caro – per un attimo Mohamed
rimase ammutolito
-
N-non dire sciocchezze, Maša è la mia donna. E’ venuta con me di sua
spontanea volontà-
-
Ah, si? Io non so né come hai fatto a cambiarle il colore degli occhi né
come le hai allungato i capelli, ma so una cosa: lei è la cosa più bella che
la vita mi ha dato e la riconoscerei tra mille -
-
E questo cosa significherebbe? -
-
Che lei è Kaori e tu me l’hai portata via. Ora, se lei non tornerà in se,
io ti ucciderò – lo sguardo di Ryo si fece truce e sia Kaori che Mohamed
capirono che stava facendo sul serio.
-
I-io non ne so molto…so che c’è uno speciale enzima che fa prevalere i
caratteri recessivi e, sommato ad altre sostanze permette di far modifiche a
proprio piacimento -
-
Ma questo è impossibile!! -
-
Può darsi, ma i fatti sono questi. Però mi dispiace deluderti, lo scienziato
che lo ha scoperto e modificato è morto -
-
Maledizione! – Ryo decise che avrebbe continuato il suo interrogatorio più
tardi e così, con un colpo ben assestato alla nuca, lo rese innocuo. Dopo
averlo legato ad una delle colonne della stanza corse da Kaori,
abbracciandola:
-
Mio Dio, tesoro, stai bene? – la strinse ancora di più, sentendo che
tremava. Non ottenne risposta – non ti ha fatto nulla quel bastardo, vero?
– la ragazza scosse la testa. Poi accennò un sorriso e una lacrima le scese
sul volto. Ryo capì che se ne stava andando, ma pochi secondi dopo riavvertì
la sua presenza:
-
Maša mi ha lasciato tornare, Ryo. Ma non possiamo andare avanti in questo
modo. Ci sono… - ma Ryo non le diede il tempo di finire; la strinse fino
quasi a soffocarla e poi la baciò sulle labbra ancora tremanti con una
dolcezza inaspettata. Aveva controllato fin troppo le sue emozioni, ma,
evidentemente, ci riusciva ancora.
-
Non ti lascerò più andar via, Kaori, sento che ne morirei – Kaori non
rispose, ma nei suoi occhi si leggevano parole d’amore e cose mai dette –
La mia è una promessa – concluse Ryo trattenendosi a fatica dal riempirla
di baci.
-
Sono tante le cose che vorrei dirti, ma ora non c’è tempo. Maša mi ha già
fatto un grande regalo e non vorrei farla stancare troppo. Stavo dicendo che a
Maša stanno facendo prendere delle pillole che, dicono, le servono per farla
ricordare, ma ho notato che ogni volta che ne prende una io vengo annullata
ancora di più. Ti prego di impedirglielo. Forse, se smetterà di ingerire le
sostanze contenute nelle pillole io e Maša potremo riunirci, finalmente – a
Kaori era servito uno sforzo sovrumano per parlare così a lungo, così non
poté più continuare e si congedò da Ryo con un leggero bacio.
-
Maša? Ci sei? -
-
Si – la voce della ragazza era abbastanza debole
-
Ti ringrazio infinitamente, devi aver fatto uno sforzo sovrumano per
consentire a Kaori di parlarmi – a queste parole la ragazza sorrise, ma
scosse la testa:
-
Ti sbagli – Ryo spalancò gli occhi, certo di aver capito male – ha fatto
tutto Kaori e pur di aiutarti ha scelto di annullarsi. Le serviranno più o
meno due settimane per riprendersi completamente. In questi giorni si è
stancata parecchio – concluse la ragazza sommessamente.
-
Ma…ma…quella lacrima allora era… - Maša annuì mestamente:
-
Credo che non volesse che tu lo sapessi, altrimenti glielo avresti impedito
– Ryo fece uno sforzo immane per non mettersi a gridare. - Dopotutto sono
solo due settimane…- cercò di convincersi, anche se sapeva bene che avrebbe
terribilmente sofferto. Per lui questo significava perderla di nuovo, aveva
infranto la sua promessa e non se lo sarebbe mai perdonato.
Capitolo
XX°: “Non è ancora finita”
-
Coraggio, Maša vai a vestirti e, mi raccomando, non ti muovere. Farò in modo
che non entri nessuno. Ti mando Abdur – così dicendo si avviò verso la
porta dirigendosi verso l’ala proibita del palazzo. Durante il tragitto
incontrò Samir e gli raccomandò di dire ad Abdur di stare di guardia sulla
porta della stanza di Maša. Arrivato davanti al grande portone blindato
esclamò:
-
E’ giunto il momento della verità!! – dopodiché estrasse da una tasca
interna dei larghi pantaloni la custodia dell’anello di Kaori. La aprì e
delicatamente tolse il “supporto” per l’anello. Sotto vi era un
fogliettino ripiegato in più parti e attaccato al fondo della custodia con un
pezzetto di scotch. Lo liberò, facendo attenzione a non romperlo, dopodiché
ne esaminò il contenuto: Kaori gli aveva lasciato un sacco di cose!! Prima di
tutto vi era un numero a otto cifre insieme ad un’impronta digitale,
dopodiché tre microchips della grandezza di un’unghia
e, infine, una piccola pillola. Sul foglietto, la sua Kaori gli aveva
disegnato un cuoricino e poi ci aveva scritto:
“Questo
è il frutto di tre mesi di ricerche. Buona fortuna”
Ryo
sorrise e per prima cosa accese il piccolo computer: “Please enter code”
Digitò
una ad una le otto cifre che componevano il codice: 10242303
Il
computer rispose con un’altra domanda: “Please enter digital imprint”
Capì
a cosa servisse l’impronta digitale, che gli era sembrata una stramberia
tipica di Kaori e la premette nel riquadro indicato dal marchingegno.
Finalmente la massiccia porta si aprì e all’interno Ryo vide una miriade di
aggeggi della più avanzata tecnologia, fra cui riconobbe solo dei computer.
Sul pannello principale di tutta la struttura vi erano tre piccoli forellini e
allora capì a cosa servissero i microchips. Li inserì e come per magia tutto
l’impianto prese vita. Dopo ore e ore di estenuante lavoro riuscì ad
estrapolarne tutte le informazioni necessarie per incastrare lo sceicco.
Spense tutto e si richiuse la grande porta blindata alle spalle. Quando però
udì un forte rumore metallico e si voltò per capire cosa stesse succedendo
era troppo tardi. Tutte le porte del corridoio, tranne quella del dottor Kipp
erano scomparse, ma, come era possibile? Forse era tutto calcolato, magari era
un’ulteriore precauzione! Maledizione, così non poteva provare niente alle
autorità. Quelle informazioni poteva averle prese da qualsiasi posto, o
addirittura essersele inventate!! In quanto alle testimonianze, l’unica che
avrebbe accettato sarebbe stata Kaori, ma anche lei era fuori gioco per almeno
due settimane. E Maša? No, non le avrebbero creduto. Mohamed l’aveva
fregato ancora una volta!!
Tornò
più sconvolto che mai nella stanza di Maša, ma prima di entrare chiese ad
Abdur dove avrebbe potuto trovare un telefono. L’uomo glielo indicò,
dopodiché Ryo si accinse a chiamare Saeko per informarla dell’accaduto e
farsi venire a prendere. La donna non aveva fatto commenti e per questo Ryo le
era riconoscente. Entrò nella camera di Maša, ma il suo umore non ebbe la
reazione che sperava. Di solito, ogni volta che Kaori gli sorrideva si
dimenticava di tutte le preoccupazioni, ma, anche se lei era lì e gli
sorrideva, lui sapeva bene che non era la sua Kaori, ma un’altra. Poi,
rivolto a Mohamed, che si era ripreso, gli lanciò un avvertimento:
-
Non te la caverai così a buon mercato. Io troverò il modo di incastrarti,
non finisce qui!!-
Capitolo
XXI°: “Il ritorno”
Parecchie
ore dopo la telefonata Saeko scendeva da un aereo privato. Ad aspettarla vi
erano Ryo una bellissima donna, due uomini identici e un bambino.
-
Ryo, ti vedo abbronzato!!- provò a scherzare la donna
-
… - Ryo non rispose
-
E questo bel pezzo di ragazza? E’ la tua ultima conquista?? – riprese la
poliziotta
-
Saeko ti presento Maša alias (o aka
che dir si voglia^^) Kaori – Saeko spalancò gli occhi tremendamente
stupita:
-
Kaori?? Questa ragazza dagli occhi cristallini, i capelli lunghi e i modi
affabili è davvero Kaori (mamma mia Saeko, che considerazione che hai di
Kaori!!^^;;;)??? – La ragazza
la guardò con aria interrogativa (immaginate tanti punti interrogativi
intorno ad una Kaori confusissima^^;;). Ryo allora sospirò e le disse
qualcosa in una lingua incomprensibile, dopodiché le premette un orecchino.
Kaori allora sembrò comprendere le parole di Saeko e le rispose con un
sorriso forzato.
-
Ryo? Kaori è Giapponese, come può non capire quello che le ho detto??-
-
In questo momento hai di fronte Maša e lei parla l’Arabo. Tramite uno
speciale apparecchio che però si era dimenticata di accendere riesce a capire
e parlare qualsiasi lingua – le spiegò Ryo con l’aria di chi la sa lunga.
-
Ahhh….ok, mi arrendo. A proposito chi sono questi due?? -
-
Lui è Abdur, la nostra spia. Rimarrà a palazzo per sorvegliare i movimenti
di Mohamed, ma, visto che è stato scoperto fingeremo che sia venuto con noi e
gli faremo prendere il posto di Samir, suo fratello gemello -
-
Aspetta, forse ho capito qualcosa…Samir viene con noi e Abdur resta per
sorvegliare lo sceicco, a cui però faremo credere il contrario – fece Saeko
con aria trionfante
-
Esatto, invece questo bambino non c’entra niente con il piano, è Kaori che
l’ha voluto portare – concluse sbuffando Ryo
-
La prego, Saeko, me lo faccia tenere…è orfano!! – aggiunse Maša\Kaori
notando il disappunto della donna.
-
D’accordo, a patto che tutti i miei “debiti” vengano cancellati…capito
Ryo?? – ribatté Saeko con soddisfazione.
-
No e poi no!! – provò a protestare Ryo – Non rinuncerò di certo ad una
botta per un moccioso! – un grosso martello nelle mani di Kaori gli fece
cambiare idea all’istante – Ok, ok Kaori-chan, hai vinto, non mi picchiare
però….- il martello scomparve dalle mani della ragazza, che non riusciva
ancora a capire come le fosse finito in mano.
-
Se non c’è altro possiamo andare…Ryo, hai memorizzato bene la strada da
qui al palazzo? -
-
Ehm….ecco…veramente…appena avanzato di 200m mi sono voltato e il
castello non c’era più!! – disse Ryo sudando freddo
-
Be’…ma allora Abdur come farà a tornare a palazzo? – chiese la
poliziotta sconcertata
-
Tranquilla, si farà venire a prendere all’aeroporto, dicendo che l’avevamo
preso come ostaggio. Era l’unica soluzione, visto che anche gli autisti (gli
unici due che conoscevano la strada del ritorno N.d.Aeris) sono scomparsi -
-
Bravo Saeba, vedo che nonostante tutto il sole non ti ha dato alla testa!! –
così dicendo Saeko condusse i quattro all’interno dell’aereo che li
attendeva.
Capitolo XXII°: “Le stranezze delle donne con sdoppiamenti di
personalità”
Entrarono
in casa con un silenzio quasi sacro, Ryo arrabbiatissimo per gli sguardi che
per strada erano stati rivolti a Kaori, lei invece per il cambiamento di
ambiente, mentre Seth perché gli andava (^^;;). Poco dopo sopraggiunse Samir
con una decina di pacchi:
-
Principessa, glieli appoggio in camera? – domandò affaticato
-
Dai pure a me, grazie, non sei certo qui per servirmi – Kaori li prese e si
incamminò quasi meccanicamente verso la sua stanza senonché, nel tentativo
di girare la maniglia, perse l’equilibrio e si preparò a cadere. Due
braccia forti, però, le impedirono il contatto con il pavimento, sostenendo
lei e i pacchi:
-
Tutto ok?? – la voce forte e mascolina di Ryo le provocò un brivido lungo
la schiena. Ryo se ne accorse e sorrise:
-
In certi momenti sembri proprio Kaori…sei passionale, decisa e sei capace di
farmi perdere il controllo con un nonnulla…- le bisbigliò Ryo (per la
cronaca: lui avrebbe voluto dire “(…) sembri proprio Kaori…sei
passionale, sexy…e sei capace di eccitarmi in qualsiasi momento” questo
era quello che avrebbe voluto dire, ma è stato fine; poteva però anche
essere grezzo e dire: “(…) sembri proprio Kaori…sei passionale, sexy…e
sei capace di farmelo diventare duro in qualsiasi momento”. Cmq sia delle
tre preferisco la seconda, fatemi sapere voi ^.^ N.d.Aeris). La ragazza sentì l’alito caldo di Ryo sul collo;
non poteva più resistere, ma non poteva nemmeno tradire così Kaori (se
stessa, quindi^^;;).
-
Ryo?? Certe cose dovresti riservartele per Kaori – lo rimproverò in tono
sarcastico. Ryo la lasciò subito. Che Diamine!! Certo che lo sapeva!! Solo
che a volte Maša si comportava come Kaori (per forza!! Sono la stessa
persona^^;;) e per lui era come riaverla con se, come se lei fosse tornata…
Ancora
pensieroso le prese i pacchetti dalle mani
e glieli appoggiò in camera:
-
Si può sapere a cosa ti serve tutta questa roba?- le chiese
-
E’ semplice, conoscendo Kaori e il lavoro che fa, ne deduco che non abbia il
genere di abiti che piacciono a me e perciò me li sono comprati – concluse
Maša cominciando a togliersi il lungo abito bianco che aveva indosso. I
battiti di Ryo accelerarono, ma non lo diede a vedere. Fece per andarsene,
quando Maša lo fermò:
-
Scusa, Ryo, potresti aiutarmi a slacciare questi bottoni? – gli disse
voltandosi di schiena e sollevando i lunghi capelli scuri. Ryo deglutì a
fatica e obbedì, notando che non portava il reggiseno; sentiva la sua pelle
fresca e morbida a contatto con le sue dita…mio Dio come la desiderava…
-
Fatto! – esclamò interrompendo bruscamente il silenzio che si era creato.
Detto questo, uscì.
Circa
mezz’ora dopo Kaori (che non sembrava essere stanca dopo tutte quelle ore di
viaggio), tutta profumata e truccata dopo una doccia tonificante uscì. Era
bellissima, fasciata in un raffinato completino nero. La gonna, decisamente
corta, possedeva uno spacchettino laterale di qualche centimetro e metteva
in risalto le lunghissime e bellissime gambe della ragazza, appena
velate da un paio di calze leggere. Portava una magliettina panna abbastanza
scollata (e sotto aveva un bel reggiseno a balconcino N.d.Ryo)
semi-coperta da una giacchetta a mezzobusto,
il tutto messo in risalto dalla lunghissima treccia sulla destra e da un paio
di scarpe a décolleté piuttosto alte. A Ryo pareva di aver raggiunto il
paradiso, tanta era la bellezza di quella visione:
-
Di un po’, da quando in qua sai truccarti?? – la schernì
-
Da sempre, mio caro, cosa credi (qui ci stava bene una pernacchia :PP
N.d.Aeris) – rispose lei fingendosi offesa.
-
D’accordo, ma non darai troppo nell’occhio vestita così? -
-
Mio caro, la moda cambia e io non posso certo permettere che la bellezza della
“mia Kaori” venga screditata!! – fece una pausa – sai, ha un corpo
fantastico!! – concluse sogghignando.
-
Stai cercando di provocarmi? -
-
Iooo?? Ma nooo!! E’ solo che mi chiedo perché dopo tanti anni di convivenza
tu non le sia ancora saltato addosso - Ryo
si sentì in pericolo e perciò girò i tacchi e se ne andò, notando però
che Maša si stava staccando sempre di più da Kaori, ora a lui apparivano
come due personalità ben distinte (se non in certi momenti ^_- N.d.Aeris).
addirittura Maša parlava di Kaori come se fosse un’altra persona e non lei
stessa.
Maša
si fece vedere anche da Seth (da Samir no, perché era andato da sua zia, dove
avrebbe temporaneamente risieduto N.d.Aeris) che la accolse con un sonoro
fischio di ammirazione:
-
Sei proprio bona tesoro!! – affermò lanciando un’occhiata a Ryo
-
Seth!! Ma come parli? -
-
Guarda Maša che qui a Shinjuku si parla così!! – concluse il piccolo con
aria saccente.
-
Vabbé, usciamo, dai – li interruppe Ryo – dobbiamo andare a prendere
Megan – concluse.
-
Megan? Quella bambina che dovevamo proteggere? -
-
Esatto, quella di cui ti ho parlato in aereo -
-
Ah, ho capito! Mio caro Seth, presto incontrerai una bambina deliziosa, sono
sicuro che ti farà perdere la testa – lo punzecchiò Maša facendogli l’occhiolino.
Seth arrossì e per tutta
risposta le disse:
-
Lo sai che sei speciale per me – poi gli prese una mano e se la appoggiò
sul cuore – Qui dentro tu ci sarai sempre – concluse, dopodiché si alzò
e cominciò ad avviarsi verso il Cat’s Eye. Ryo e Seth, rimasti soli, si
guardarono con aria di sfida:
-
Come mai non mi chiedi niente ALI’?? – gli disse il bambino con un ghigno
-
Semplice, non mi interessa – rispose indifferente, mentre invece un’unica
domanda gli risuonava in testa.
-
Avanti, ti si legge in faccia che lo vuoi sapere – lo rimbeccò Seth. Ryo
non rispose.
-
Geloso, è? – lo punzecchiò ancora una volta (ma ci sarà da essere gelosi,
Ryo?? Seth è un bambino!!^^;;;; N.d.Aeris).
-
Taci e seguimi, marmocchio – rispose secco Ryo avviandosi verso la porta.
Poco
dopo essere uscita Maša\Kaori varcava la soglia del Cat’s Eye sotto lo
sguardo stupito dei due proprietari e dei pochi (ma buoni^^;;) clienti; la
donna notò subito una bambina seduta sul lato destro del bancone, con in mano
un peluche e le corse incontro:
-
Meg!! Piccola Meg, come stai?? – disse abbracciandola. La bambina la guardò
dapprima stupita, poi contentissima:
-
Mamma!! – urlò ricambiando l’abbraccio.
-
Mamma?? – esclamarono all’unisono Miki e Umibozu – Guarda Meg che ti
stai sbagliando…e lei, signora, le sembra il modo questo fare? Voleva per
caso rapire questa bambina? – continuò Miki protettiva. La donna sembrò
accorgersi solo in quel momento di lei e sorridendo le prese la mano:
-
Miki-chan, sono tornata!! – le disse con enfasi – Ciao anche a te
Umi-chan!! -
-
Ka-Ka-Ka….Kaori? – esclamò Miki.
-
In persona, anche se un po’ cambiata – rispose lei. In quel momento entrò
Ryo seguito da Seth. L’uomo si fiondò su Miki, mentre il bambino su Maša\Kaori.
Seth la raggiunse indenne, strisciandosi contro di lei, mentre Ryo dovette
fare i conti con Umibozu che lo fermò con una sonora padellata.
-
Hihao Hihi haha (= Ciao Miki cara) – fece Ryo con la bocca deformata e
qualche dente in meno, mentre il caro Umi-chan (che Dio lo benedica^^
N.d.Aeris) aggiungeva l’ennesima padella riportante “l’effigie” di Ryo
alle altre. Ryo, ripresosi, raccontò tutta la storia a Miki e Umibozu che
erano stati tenuti all’oscuro di tutto, perfino della sua partenza. Durante
il racconto Miki, con le lacrime agli occhi, teneva stretto il braccio di Umi,
il cui testone fumava, Ryo, di tanto in tanto lanciava tenere occhiate a Kaori
che ascoltava con attenzione e rispondeva a queste arrossendo, mentre Seth e
Meg erano seduti su una poltroncina intenti a fare conoscenza (naturalmente
tutti i clienti che c’erano se n’erano andati dopo la padellata di
Umi^^;;).
-
Ora capisco… - esclamò Miki battendo le mani – Certo Kaori che sei
proprio cambiata!! – le disse sorridendo mentre la faceva roteare su se
stessa.
-
Eh, già!! – le rispose lei – sono proprio cambiata! Sapete, posso sentire
chiaramente i sentimenti di Kaori in questo momento e posso dirvi che prova un
affetto veramente profondo verso tutti voi – concluse. Poi vedendo che Ryo
sospirava aggiunse – Voi non lo sapete, ma io posso comportarmi come farebbe
Kaori in questo momento…posso dire le cose che direbbe lei…insomma, posso…come
dire…essere lei… - disse infine. Guardò ancora una volta Ryo che pareva
pieno di speranza:
-
Ma solo per poco – aggiunse sorridendo. Poi chiuse gli occhi e quando li
riaprì pareva veramente Kaori, con il suo sguardo determinato e diretto.
Subito corse incontro a Miki abbracciandola poi regalò un bel sorriso a
Umibozu, dopodiché abbracciò sia Seth che Meg, i suoi “bambini”. Quando
arrivò il turno di Ryo né disse né fece niente, si limitò a guardarlo; ma
Ryo lesse nei suoi occhi qualcosa del tipo: “Per te ho in serbo qualcosa di
speciale” e ricambiò lo sguardo.
-
Forza, andiamo – esclamò con il suo solito tono allegro. Prese Ryo a
braccetto, mentre i due bambini si disponevano uno dalla parte di Kaori e l’altra
dalla parte di Ryo, prendendoli per mano, dopodiché uscirono.
Miki
osservava Ryo e Kaori con attenzione, notando i loro sguardi innamorati e
sospirava. Ad un tratto vide che Kaori prendeva la mano di Ryo stringendola
forte:
-
Guarda, Falco, non sono carini? – commentò trasognata
-
Ma va! Si tengono la mano esattamente come fanno con i bambini! – rispose
lui imbarazzato
-
Guarda bene, le loro dita sono intrecciate…possibile che tu non riesca a
capire certe cose? – lo rimproverò la donna – E’ una cosa simbol….!!
– Miki si interruppe all’istante restando a bocca aperta: non poteva
credere ai suoi occhi! Mentre i due camminavano, si erano guardati in un modo
indescrivibile e, subito dopo, Ryo si era chinato su Kaori dandole un lungo
bacio…un bacio dolce e appassionato allo stesso tempo…
-
ahhhh…- sospirò ancora Miki – Guardalo il nostro Stallone di Shinjuku!! E’
cotto come un bambino!! – disse ridacchiando.
Capitolo
XXIII°: “Kaori e Maša: pro e contro”
Arrivati
davanti a casa Ryo lasciò dolcemente la mano di Kaori per prendere la chiave
di casa, ma la donna lo trattenne:
-
A presto – gli sussurrò sorridendo e prima che Ryo potesse fare o dire
qualcosa se n’era già andata.
-
Mi dispiace, è stata colpa mia…non me la sentivo di essere lei…senti,
quello che ti ha promesso…- farfugliò Maša.
-
Non importa – la interruppe Ryo – hai già fatto tanto – così dicendo
se ne andò dritto di filato in camera sua, scomparendo fino all’ora di
cena.
-
Ryo?? Bambini?? Venite giù che è ora di cena!! – gridò Maša. I tre
sopraggiunsero e tutti insieme cenarono, anche se Maša avvertiva un velo di
tristezza in Ryo.
Trascorsero
gli otto giorni successivi come una perfetta famigliola; Maša, che non
prendeva più quelle pasticche, era cambiata, perlomeno fisicamente…i suoi
occhi stavano cominciando a scurirsi e la sua pelle abbronzatissima a
schiarirsi. Ogni giorno che passava Ryo sentiva che Kaori era sempre più
vicina, lo percepiva, probabilmente perché i loro cuori erano
indissolubilmente legati…
C’era
solo una cosa che gli appariva strana: ogni giorno Maša aveva occhiaie sempre
più visibili e profonde, evidentemente era molto stanca.
-
Maša, per caso hai qualche problema? – gli chiese un po’ preoccupato
-
Io? No di certo, sto’ benissimo, non vedi? – detto questo fece una piccola
giravolta a conferma di quello che aveva detto.
-
Non scherzare Maša, di sicuro le avrai viste anche tu quelle occhiaie…-
disse Ryo serissimo. Maša emise un profondo sospiro in segno di resa:
-
Certo che le ho notate, ma…vedi…ecco…- farfugliò – cioè, ehm…io…non
so a che cosa sia dovuto, ecco – concluse, ma poi sembrò ricordarsi di
qualcosa – potrebbe essere un effetto collaterale delle pasticche…-
azzardò
-
Io penso che qui la domanda sia una sola – rispose bruscamente Ryo – la
notte dormi oppure no?? -
-
Certo che dormo, che domande…che ne so, potrei essere sonnambula! – disse
un po’ imbarazzata
-
Non dire sciocchezze -
-
E perché scusa? – replicò Maša corrucciata
-
Kaori non è sonnambula – le rispose. La donna allora comprese che Ryo non
aveva ancora capito niente, “Possibile che non si sia accorto di ciò che
allo stesso tempo ci divide e ci unisce?” si chiese.
-
Guarda Ryo che non hai capito niente di noi due -
-
E cosa ci sarebbe da capire, se mi è concesso? – la rimbeccò con tono
sarcastico
-
Te lo dico subito! - esclamò con
fare altezzoso – io sono l’opposto di Kaori -
-
Opposto?-
-
Esatto, o meglio, come carattere diciamo di sì, ma per quanto riguarda ciò
che faccio e ciò che mi piace fare non cambia nulla tra noi due - concluse
-
Non mi sembra proprio – commentò Ryo pensieroso. Maša allora si sentì
profondamente delusa da quell’uomo:
-
Pezzo di cretino!!! Allora è vero che non capisci un fico secco !!
(addolciamo le paroline^^;; N.d.Aeris)!!!!!! Sono sette anni che ci vivi
insieme e ancora non hai capito nulla di lei! – lo aggredì, livida in viso.Ryo
non rispose, scuro in volto; questo la incoraggiò a proseguire:
-
Cosa ti credi, che a Kaori faccia piacere girare con quei pigiamoni enormi,
mettere vestiti “da maschio” e non essere considerata da nessuno? Certo
che tu le fai capire chiaramente di non desiderarla, ma lei è pur sempre una
donna!! Tutto quello a cui ha rinunciato, tutto quello che si nega è solo per
colpa tua!! – inveì furiosa, ma subito si pentì di quello che aveva detto,
comprendendo di averlo profondamente ferito – Cerca di capire, Ryo –
riprese in tono raddolcito – Anche lei come tutte ha dei sogni, dei desideri…dei
sentimenti…- Ryo non la lasciò finire e sbattendo un pugno contro la parete
imprecò:
-
Maledizione, Maša, allora perché non mi lascia? Perché si ostina a soffrire
per un uomo come me? – disse infine sopraffatto dal dolore. Maša avrebbe
voluto rispondergli, ma si limitò a dire:
-
Io conosco la risposta Ryo, e in parte la conosci anche tu, ma non ho il
diritto di dirtelo. Siete voi che dovete chiarirvi, io non centro – disse
decisa. Ryo serrò le labbra e i pugni. Dopo alcuni istanti Maša riprese a
parlare:
-
In ogni caso dobbiamo scoprire cosa mi sta’ succedendo – Ryo alzò per un
attimo gli occhi e assentì, dopodiché se ne andò in camera sua. “Non puoi
sempre sfuggire ai problemi Ryo, non basta chiuderti in camera per risolverli…ti
cercano e ti tormentano finché non crolli…”
Finalmente
calò l’oscurità, con il suo manto stellato a nascondere sotterfugi e
inganni, complice di cuori innamorati, ma portatrice di tormento per quelli
sofferenti (eh, sì, questa sera sono proprio poetica^_- N.d.Aeris). Nella
casa regnava il più assoluto silenzio…Ryo percepiva unicamente il suo
respiro…Era lì, solo, abbandonato a sé stesso; più volte aveva pensato di
andare in camera di Kaori/Maša a chiederle spiegazioni…non ci sarebbero
stati problemi, dato che i bambini ultimamente si erano trasferiti in un’improvvisata
camera da letto (che ci sia qualcosa tra quei due??^^;;;; Sto’ scherzando^^
N.d.Aeris). Qualcosa però lo bloccava; sensi di colpa? Forse. Dopotutto aveva
il dovere di parlarne direttamente con Kaori, ciononostante desiderava
conoscere ogni suo più piccolo pensiero e capiva perfettamente che Maša
glielo avrebbe potuto rivelare. Perso nei suoi pensieri fu riscosso da una
sensazione, fugace quanto profonda, c’era qualcuno. Subito concentrò tutta
la sua attenzione sul più piccolo rumore e istintivamente appoggiò la mano
destra sulla sua fedele Phyton. Sentì una porta aprirsi e chiudersi
dolcemente, seguito da un leggerissimo e attutito rumore di passi. Nonostante
tutto Ryo non percepiva pericolo e perciò si rilassò un poco, ritraendo la
mano destra, ma rimanendo attento; i passi si stavano dirigendo verso la sua
camera!!! Lentamente la maniglia si abbassò verso il basso…nella
semioscurità Ryo distinse un’aggraziata e provocante figura femminile a lui
ben nota. La figura entrò, chiudendosi la porta alle spalle e si andò a
raggomitolare di fronte alla finestra che pareva un gioiello, grazie a tutte
le luci di Tokyo. Ryo rimase in attesa per una decina di minuti, dopodiché si
decise, in preda all’impazienza:
-
Maša? – la figura non si mosse, tantomeno rispose. Una speranza sempre più
acuta e penetrante si insinuò nella mente e nel cuore di Ryo, possedendolo
completamente. Con un filo di voce a fatica sussurrò:
-
…Kaori? – la figura si alzò e fece qualche passo. Non essendo più
controluce, Ryo la poteva vedere abbastanza chiaramente: quell’espressione…la
dolcezza infinita che si leggeva nel suo sguardo…forse stava sognando…ma
mentre cercava di convincersi di questo, un unico pensiero e un’unica
realtà esistevano per lui: “Kaori”. Senza pensarci due volte si alzò di
scatto dal letto e le corse incontro abbracciandola possessivamente.
La
tenne stretta a sé, incapace di dire qualsiasi cosa, finché si accorse del
suo pianto silenzioso:
-
Kaori? Che c’è? Mi Dio, ti prego, dimmi!! E’ successo qualcosa?? – la
interrogò sconcertato. Kaori scosse la testa dolcemente, sorridendo. Ryo
allora capì e le posò un leggero
bacio sulla fronte:
-
Lo so, lo so…so cosa stai provando…per me è lo stesso – si interruppe
un istante, asciugandogli le lacrime – Dio come mi sei mancata! – esclamò
poi prendendole il viso tra le mani. Kaori appoggiò le mani sulle sue:
-
Ryo…- con la sua voce, bassa e sensuale, Kaori aveva risvegliato un moto di
eccitazione incontrollabile in lui… Riuscì però a dominarlo, dopotutto
prima doveva parlarle:
-
Kaori…senti…mi dispiace…io…oggi, con Maša… - si interruppe. Se
avesse continuato a parlare a quel modo Kaori non avrebbe capito nulla…non
fece però in tempo a riprendere il discorso che la donna lo fermò:
-
Io sono felice di farlo Ryo, e mi meraviglio che tu non l’abbia ancora
capito – gli disse semplicemente. Ryo inizialmente non comprese:
-
Eh? -
-
So di cosa avete parlato tu e Maša, ricordati che siamo la stessa persona…
- fece una pausa – quella di prima era la mia risposta. E’ vero, come
tutti ho dei desideri, delle aspettative, ma sono felice della scelta che ho
fatto – si fermò, un po’ imbarazzata – Ho scelto di starti accanto, di
prepararti il caffè tutte le mattine, di condividere questo lavoro con te…nel
bene e nel male – gli voltò le spalle.
-
Ma perché? – incalzò lui – perché rinunciare alla tua vita? – Kaori
si voltò di nuovo verso di lui sconcertata:
-
Ryo!! Che cosa stai dicendo? Ho fatto questa scelta perché…perché… –
si voltò nuovamente guardando in basso – …perché ti amo profondamente e
questo dovresti saperlo bene – prese fiato una seconda volta – E non mi
venire a dire che ho rinunciato alla mia vita e a me stessa perché non è
vero!! Insieme a te io mi sento…non so…quando sono tra le tue braccia mi
sento incredibilmente viva…e questa è una cosa non mi può dare nessun
altro, nessuno…- Kaori smise di parlare rendendosi conto che forse si era
esposta un po’ troppo. Rimase in silenzio, aspettando la reazione di Ryo,
una reazione che fu del tutto inaspettata. Kaori aveva atteso per qualche
secondo una sua risposta, ma, non ottenendola si stava lentamente avviando
verso la porta, intristita da quel silenzio.
-
Kaori – la chiamò sussurrando lui e quel che seguì la sua voce fu veloce,
come una lampo, ma lasciò un profondo segno…
Ryo
in pochissimi istanti colmò la distanza che c’era fra loro e con i suoi
forti avambracci le cinse la vita, affondando il viso nell’incavo della gola
di Kaori; inspirò profondamente, quasi per sentirsi parte di lei e poi
sussurrò:
-
Non te ne andare…ti prego…io…io ho bisogno di te – dopodiché le
disegnò una scia di piccoli e dolcissimi baci fino ad arrivare dietro l’orecchio
(non dalla parte del Microchip, xò^^ N.d.Aeris). Kaori fremeva sotto il suo
tocco e allo stesso tempo non riusciva a capacitarsi di quello che le stava
accadendo. Pochi istanti dopo Ryo la fece voltare verso di sé, lentamente,
continuando a riempirla di baci…poi finalmente alzò il capo, andando ad
incontrare le labbra di Kaori, morbide e invitanti…si unirono in un bacio
appassionato, liberi da ogni vincolo e decisi a dimenticare, anche se per
poco, ogni problema…desiderosi solamente di rimanere l’uno nelle braccia
dell’altra.
Ad
un tratto Kaori mise fine a quel bacio, respirando profondamente:
-
Fiuuu – fece sorridendo – è bene respirare ogni tanto – aggiunse,
incrociando lo sguardo un po’ stranito di Ryo, con un sorriso che avrebbe
sciolto chiunque. Ryo allora ridacchiò, con stampata sul volto un’espressione
sorniona e lasciva.
-
Non c’è proprio niente da ridere – disse Kaori incrociando le braccia con
uno sguardo di finto disappunto – Senti…la… – cominciò, ma non ebbe
il tempo di terminare perché Ryo la interruppe con un bacio:
-
Non puoi proprio trattenerti? – le chiese Kaori per niente dispiaciuta di
quel gesto. Ryo le sorrise enigmaticamente, dopodiché appoggiò la sua fronte
a quella di Kaori e le sussurrò:
-
Resta con me questa notte – le disse - …ogni notte – aggiunse poi. Il
battito del cuore di Kaori accelerò in maniera spropositata; avrebbe voluto
gettarglisi al collo e gridargli un immenso “Si” ma non lo fece:
-
Ryo, guardami – gli disse indicando il proprio corpo – questa non sono io,
non è il mio corpo… - cercò di spiegarsi, gli occhi tristi. Ryo capì all’istante
e si rese conto che in un qualche modo poteva averla ferita…dopotutto
avrebbe potuto pensare che lui desiderasse quel corpo che non era il suo, ma
non era così. “In ogni caso aspetterò” si disse. “Dopotutto in sette
anni non è successo niente e non vedo perché non si possa aspettare ancora
qualche tempo”.
-
Hai perfettamente ragione – cominciò – però voglio che tu capisca che Maša
non mi interessa – fece una piccola pausa – né lei né il suo corpo –
concluse. Kaori si illuminò tutta e gli regalò un sorriso dolce e spontaneo,
che però aumentò a dismisura la voglia che aveva di lei (che esagerata che
sono^^;; N.d.Aeris). Kaori si sporse verso di lui e lo baciò a lungo,
dolcemente, poi di malavoglia si sciolse dal suo abbraccio e si avviò verso
la porta, aprendola; prima di andarsene, però, si voltò un’ultima volta:
-
Questo però non vuol dire che non possiamo dormirci, insieme. Domani sera
prepara un posticino per me! – gli disse allegramente, dopodiché gli fece l’occhiolino,
lasciandolo un po’ sorpreso, ma profondamente felice.
Quella
notte il nostro eroe riuscì a chiudere occhio solo per una grazia
concessagli, tante erano le emozioni, le immagini, i pensieri che si
affollavano nella sua mente e nel suo cuore. Il giorno dopo lo passò
completamente sulle nuvole, pensando a
chissà cosa, con grande stupore di Maša che fino al giorno prima lo
aveva visto cupo più che mai (ovviamente lei non sa dell’incontro della
notte precedente, dato che dormiva^^;; N.d.Aeris). E arrivò finalmente la
tanto agognata sera; Ryo tutto pronto (e profumato^^;; N.d.Aeris) se n’era
andato a nanna presto; Kaori, non appena era tornata in sé si era messa
anche lei tutta in ghingheri, con una sorpresina per Ryo. Tutta compiaciuta
per la sua idea si avviò verso la camera del suo boy entrando silenziosamente con il sospetto che se la dormisse già
di grosso:
-
…Ryo? – bisbigliò piano, temendo di svegliarlo. Ryo, che evidentemente
era soprappensiero si riscosse, voltandosi immediatamente verso di lei, ma,
appena lo fece, la bocca gli rimase aperta in un’espressione mista a
sorpresa e ammirazione.
-
…Potresti chiudere la bocca per favore? – gli chiese visibilmente
imbarazzata.
- Scu..scu..scusami…ma…ti sta’ benissimo…sei una favola Kaori,
veramente! – gli disse un po’ impacciato, squadrandola da capo a piedi.
Kaori indossava unicamente (cioè,
non proprio unicamente, Kaori porta anche gli slip^^ N.d.Aeris) una sua (di Ryo, N.d.Aeris) camicia! La portava leggermente sbottonata
sul davanti e sotto di essa si poteva intravedere un seno ancora più pieno
del solito e dei fianchi perfetti. Per quanto riguardava le gambe, sebbene
fosse una delle camicie più lunghe che possedeva, per buona parte erano
scoperte e la nostra Kaori le copriva previdentemente con entrambe le mani.
-
Ecco…pensavo che ti avrebbe fatto piacere se…sì, insomma, avessi messo
una cosa di questo tipo…- fece una pausa, paonazza – …e poi… -
riprese, ma subito si bloccò.
-
…E poi? – la interrogò Ryo piuttosto divertito. Kaori si fece forza e
glielo confessò:
-
…poi è sempre stato il mio sogno indossare una…ehm…camicia… - Ryo
sogghignò:
-
Una mia camicia? – Kaori alzò lo
sguardo indispettita del fatto che Ryo si divertisse a metterla in
difficoltà.
- RYO!!! Non puoi farmi certe domande, maledizione! – esclamò con già *il
martellone della vergogna* in mano. Ryo si fece però subito perdonare
alzandosi, sollevandola per la vita e mettendola sopra il letto con uno
sguardo profondo e intenso, tanto penetrante da annullare qualsiasi resistenza
e intento omicida da parte di Kaori. Si guardarono per qualche secondo,
incapaci di dire o fare qualsiasi cosa, poi Ryo trovò il coraggio di rompere
l’incantesimo:
-
Ahem…non hai sonno? Lo sai che per colpa tua che stai sveglia la notte Maša
ha due belle occhiaie?? – le disse, osservandola, - e anche tu non scherzi,
a quanto pare – concluse sfiorandole con l’indice la parte sottostante l’occhio.
Kaori sospirò:
-
D’accordo, mi arrendo – gli disse, dopodiché si accoccolò sotto le
coperte dandogli le spalle come segno di ribellione. Ryo se ne accorse e
sorrise compiacendosi della sua piccola e combattiva Kaori; anche lui si
sistemò sotto le coperte e dopo qualche attimo di esitazione le cinse la vita
con le braccia, attirandola verso di sé. Il cuore di Kaori accelerò
notevolmente il battito ma la donna non fece nulla, tanto era il calore e il
senso di protezione che le infondeva quell’abbraccio. Ryo, dal canto suo,
desiderava ardentemente poter sentire la pelle di Kaori sotto le sue dita ma
aveva paura…ma poi, paura di cosa? Kaori l’amava e si fidava di lui…gliel’avrebbe
sicuramente permesso…
-
Avanti, sputa il rospo Ryo, cosa ti turba? – gli disse Kaori ad un tratto,
appoggiando le mani sulle sue. Ryo si stupì ancora una volta di come Kaori
intuiva le sue preoccupazioni e strinse impercettibilmente le braccia; un
istante più tardi gli parve che Kaori stesse sorridendo. Dopo qualche secondo
la donna mosse le dita delle mani, alla ricerca delle sue: quando le ebbe
trovate fece in modo che si intrecciassero con le sue. Ryo, sorpresissimo,
fece per dire qualcosa, ma un ulteriore movimento della socia lo fermò; Kaori
sollevò le mani di Ryo, dopodiché le condusse sotto la camicia, permettendo
loro di essere finalmente a contatto con la sua pelle. Lo sweeper rimase
sconcertato sia dall’intuizione di Kaori che dalle sensazioni che il
contatto con la sua pelle calda e vellutata gli aveva prodotto; la donna tolse
le proprie mani, riappoggiandole al cuscino. Ryo allora, come per
ringraziarla, la strinse ancora più forte e le posò un bacio tra i capelli;
si addormentarono così, Kaori profondamente soddisfatta del suo operato e Ryo
gustandosi tutte le meravigliose sensazioni che quella donna e quel contatto
sapevano regalargli.
Capitolo
XXIV°: “Le due Maša”
Ormai
non rimanevano che pochi giorni al “ritorno” di Kaori; le occhiaie di
entrambe erano pressoché sparite e la vita procedeva con più tranquillità.
Meg e Seth, nel frattempo si erano costruiti una vita sociale piuttosto
estesa, stringendo amicizia con altri bambini lì attorno…desideravano
uscire, ma ancora la piccola Meg non era al sicuro…avrebbero potuto tentare
di rapirla o chissà cos’altro per impedire a suo zio di testimoniare. Per
questo quasi ogni giorno la loro stanzetta era piena di bambini, grazie
soprattutto a Kaori/Maša che era riuscita ad entrare nelle grazie delle loro
mamme.
La
mattina del giorno in cui lo zio di Meg sarebbe dovuto andare da loro, reduce
dal processo Kaori si ritrovò parecchio arrabbiata e imbarazzata nei
confronti di Ryo: sentendo una strana sensazione si era svegliata
accorgendosi, suo malgrado, che Ryo (pure congetture, ovvio^^;;N.d.Aeris) era
completamente avvinghiato a lei. L’aveva circondata sia con le gambe che con
le braccia, ma un particolare la fece veramente infuriare: le aveva slacciato
la camicia e tra le mani, quasi in un gesto possessivo (ma dolce), le teneva
il seno. (lo ammetto, sono proprio perversa!! Credo proprio di aver esagerato…ma
non ho resistito…mi censurerete?? -____-;; N.d.Aeris)
-
Magari non l’ha fatto volontariamente – si disse – ma questo non lo
giustifica affatto!! Appena sveglio dovrà cercare una scusa valida per il suo
comportamento!! – Cercò di divincolarsi, ma come risultato ottenne
unicamente un aumento della stretta da parte di Ryo insieme ad un – Mmm…-
Kaori lo esortò a lasciarla andare, sperando che la sentisse anche nel sonno.
Per tutta risposta Ryo le disse lascivamente:
-
Ma perché…abbiamo appena cominciato…- Kaori allora, pur comprendendo che
stesse sognando (anche se evidentemente stava compiendo buona parte delle
azioni sognate^^;;), decise di punirlo; sguainò tutta la sua collezione di
martelli, dal “tonnellaggio” crescente e gridò:
-
Preparati a vivere il tuo incubo
peggiore!! Altro che sogni erotici! Te le do’ io tutte quelle zo***le che ti
fai!! – Ryo nel sonno la implorò di non farlo, perché non era stato lui;
Kaori ebbe un attimo di incertezza e in quel momento Ryo si svegliò,
cogliendola di sorpresa. Aveva l’aria smarrita, di chi non comprendesse né
dove fosse né il perché di quella punizione…il suo sguardo terrorizzato
percorse Kaori, ma si arrestò bruscamente notando lo stato in cui era (ovvero
con la camicia slacciata^^;;). Accidenti, non aveva pensato a riallacciarsela!
Rossa più di un peperone lasciò perdere i vari martelli, si voltò,
coprendosi con le mani e tentando disperatamente di riallacciare quella
maledetta camicia. Ryo dal canto suo era sbigottito per la visione paradisiaca
avuta che, tra l’altro gli aveva completamente sconnesso il cervello,
impedendogli di compiere o pensare anche la più stupida cosa. Impiegò
parecchi minuti a riprendersi, ma non riusciva ancora a cancellare quell’immagine
di Kaori, sexy oltre ogni limite, anche così arrabbiata. Sforzandosi di
mantenere la sua voce normale le disse:
-
Ahem…ecco…qualunque cosa io abbia fatto…anche la più orribile…ecco…non
era volontaria…insomma…vorrei che tu mi perdonassi…scusami… - ora era
lui ad essere imbarazzato al solo pensiero di quello che poteva averle fatto
trasportato da quel sogno… (lascio a voi scoprire chi fosse l’oggetto del
suddetto sogno…^___- N.d.Aeris). Kaori sospirò, in cuor suo sollevata dalla buona
fede del partner (ma quale buona fede, Kaori!!):
-
Be’…diciamo che sei scusato…ma esigo da te una promessa! – disse
girandosi. Ryo notò che aveva allacciato i bottoni in modo disordinato
(sfalsato, diciamo) e sorrise fra sé.
-
Vuoi che ti prometta di non sognare più certe cose?? – le chiese in tono
sarcastico.
-
Be’, perlomeno ti chiedo di non applicare le tue fantasie su di me!! – si
difese colta in fallo.
-
Ma si può sapere cosa ti ho fatto? – le chiese non individuando esattamente
<<quale>>
parte del suo sogno avesse applicato su di lei.
-
Mi sembravi un polipo!! – borbottò Kaori rilassandosi un poco. Ryo
comprese, perlomeno in parte…allora le sensazioni che aveva provato
accarezzando la sua pelle vellutata…stringendosi a lei…sentendola muovere
sotto di sé…
-…Mmm…
- mormorò chiudendo gli occhi, portandosi una mano alla bocca e inumidendosi
questa con la lingua. Furono dei gesti istintivi, che però infiammarono la
povera Kaori la quale a sua volta ricordava le sensazioni che aveva provato e
che l’avevano svegliata, quella mattina.
-
Sarà meglio che vada ora, devo vestirmi, preparare la colazione e darmi da
fare per il pranzo di oggi, per lo zio di Meg… – disse ad un tratto Kaori,
contando con le dita tutto ciò che doveva fare; continuando ancora ad
elencare sottovoce i suoi vari compiti si diresse verso la porta. Una voce a
lei ben nota, anche se un po’ rauca (chissà perché…) la interruppe:
-
…Kaori? – la chiamò Ryo.
-
Si? -
-
Non dovresti lasciare il posto a Maša? – Ryo si pentì subito di ciò che
aveva detto, forse l’aveva ferita. Kaori gli accennò un debole sorriso,
cercando di non far trasparire la sua tristezza:
-
Già – gli rispose in un soffio. Fece per andarsene ma nuovamente Ryo la
chiamò:
-
Kaori? -
-
Che c’è questa volta? – gli chiese Kaori con entrambe le mani sui fianchi
-
Belle quelle mutandine lilla!! Dove le hai comprate? – pur di riscattarsi le
aveva detto una cosa che l’avrebbe fatta infuriare. Kaori si trattenne a
stento:
-
GLICINE – lo corresse contrariata
-
Che? -
-
Sono color glicine e se ti interessano te le vai a comprare! – gli rispose
secca senza dargli la possibilità di replicare. Caspita, la sua intenzione
era di farla sfogare, ma evidentemente aveva sbagliato tattica.
La
mattinata passò velocemente e Kaori, dopo aver cucinato e sbrigato tutti i
lavori di casa (dato che Maša era una vera frana nei lavori domestici),
cedette il posto al suo secondo ego. Ryo era rimasto tutta la mattina in
camera a leggere una di quelle riviste per decifrare i sogni (Ahem!^^;;
N.d.Aeris) e fu richiamato alla realtà solo dalle grida di Meg e Seth che
confabulavano eccitati e da un delizioso profumino che giungeva dalla cucina.
Scendendo notò Maša intenta ad aggiustare la cravatta a Seth e a dare
disposizioni sul comportamento che avrebbero dovuto tenere i due bambini.
Mentre osservava Maša compiacendosi per la scelta di un semplice vestito a
tubino (anche se piuttosto aderente) non troppo provocante si ritrovò a
pensare che Kaori non avrebbe mai badato così tanto al comportamento dei due
bambini; li avrebbe semplicemente lasciati comportare secondo la loro natura e
già se la immaginava sporcarsi il vestito giocando con loro sul pavimento…
Naturalmente Maša non l’avrebbe mai permesso. Ad un tratto il campanello
suonò riscuotendolo dai suoi pensieri non troppo felici. Un uomo distinto e
di bella presenza, sulla quarantina, si presentò come lo zio di Meg,
bloccandosi subito guardando Maša in viso; aveva l’aria di aver visto un
morto! Ryo scese le scale e non tardò a chiedere spiegazioni riguardo allo
sbigottimento dell’uomo:
-
Ha l’aria di aver visto un morto! -
-
C- chi diavolo è questa donna? – chiese senza smettere di fissarlo
-
E’ la mia socia, anche se attualmente ha subito uno sdoppiamento di
personalità… - l’uomo non lo lasciò finire
-
E’ proprio identica a Maša! – esclamò. Ryo rimase senza parole e,
decidendo di non rischiare troppo si limitò a dire:
-
E chi sarebbe questa Maša? -
-
La madre di Megan -
Capitolo
XXV°: “I conti tornano”
Maša
svenne e Ryo dovette fare uno sforzo disumano perché le gambe non gli
cedessero. Allora Kaori era…no, non era possibile, non poteva crederci!
Kaori, la sua
pura e innocente Kaori aveva una figlia…e per giunta questa figlia era
Megan! Gli mancò il fiato e si stupì di riuscire ancora a parlare nonostante
fosse sconvolto:
-
Si spieghi meglio – gli chiese sollevando Maša e appoggiandola sul divano.
-
Oh, si, mi scusi. Maša era sposata con mio fratello, ma al momento del parto
lei morì, o almeno così credevo – concluse guardando la donna priva di
sensi sul divano.
-
Capisco. In ogni caso le non può essere quella
Maša. Il suo vero nome è Kaori, ma è stata rapita e chiamata in quel modo.
Le hanno sdoppiato la personalità tramite esperimenti di non so quale tipo,
modificandola anche fisicamente. Ecco perché ha gli occhi chiari, i capelli
così lunghi ed è così abbronzata…inoltre è quasi tornata normale;
qualche settimana fa questi caratteri erano molto più accentuati – gli
spiegò Ryo.
-
Ma come potevano i rapitori conoscerla così bene? -
-
Direi che dovrebbe spiegarmelo lei – gli rispose secco Ryo.
-
Certo, la capisco, ma…io non sono al corrente di ciò che è successo…forse
sarebbe meglio chiedere a mio fratello, il marito di Maša… - azzardò l’uomo
-
Ma se è scappato! – inveì Ryo
-
Be’, avrà avuto le sue ragioni, no? Comunque per la polizia non dovrebbe
essere difficile rintracciarlo, visto che siamo gemelli, anche se ha cambiato
nome – concluse trionfante l’uomo. Ryo non perse tempo e chiamò subito
Saeko, spiegandole nei dettagli ciò che avrebbe dovuto fare o dire,
dopodiché, prima di raggiungere Maša, gli disse:
-
Non ci resta che aspettare. Che fa, si unisce a noi? –
l’uomo annuì e gli porse la mano:
-
Mi chiamo Soichiro, Soichiro Izumoto – Ryo gliela strinse con forza:
-
Ryo Saeba, piacere di conoscerla –
Soichiro
passò così la notte da loro; Ryo gli cedette la sua stanza e se ne andò in
quella di Kaori, che era intenta a sistemarsi una camicia da notte. Non
bussò, ma quando fu all’interno, Kaori si accorse di lui e, comprendendo
all’istante che qualcosa lo preoccupava, aprì le braccia accogliendolo nel
suo abbraccio. La frustrazione di Ryo era palpabile, così Kaori si limitò a
coccolarlo contro di sé accarezzandogli in modo incredibilmente dolce i
capelli. Piano piano la sua preoccupazione si assottigliò, così alzò il
viso e guardando Kaori negli occhi le chiese:
-
Kaori, sei mai stata con un uomo? – Kaori non fu imbarazzata da quella
domanda, si rattristò chiedendosi se davvero questo per lui avesse
rappresentato un ostacolo. Evidentemente Ryo prese quella sua tristezza
improvvisa come un si perché ne rimase sconvolto; sbarrando gli occhi e
invaso improvvisamente da una rabbia incontrollabile la stese sul letto,
bloccandole i polsi con le mani e immobilizzandola con il peso del suo corpo:
-
Dimostramelo – le disse con una freddezza incredibile. Kaori non era
spaventata dalla sua reazione, perché si fidava di lui e sapeva perfettamente
che non l’avrebbe toccata. In ogni caso fu quasi tentata di accontentarlo,
dimostrandogli che cosa una donna innamorata può fare; capì però che lui,
in seguito, ottenendo ovviamente una risposta inconfutabile alla sua domanda,
si sarebbe sentito un verme.
-
Tu che cosa pensi? – gli chiese con una punta di amarezza nella voce – L’importante
è cosa pensi tu, non quello che ti dirò io –
-
Non è vero! – ruggì Ryo, ma la lasciò, in cuor suo mortificato, avendo
percepito il messaggio. Kaori, dopo essersi alzata, gli prese il viso fra le
mani, guardandolo con una dolcezza che non si sarebbe mai aspettato:
-
Guardami – gli disse – Leggi nei miei occhi la risposta che cerchi e se
non ti basta ascolta i nostri cuori, sono legati indissolubilmente – fece
una pausa – il tuo cuore conosce già la risposta – aspettò qualche
minuto per permettere a Ryo di riflettere, poi riprese – E se non ti basta,
puoi verificare di persona. Come vedi tutto dipende da te. Cosa pensi di me?
– Lui la guardò per un istante che le sembrò dilatarsi all’infinito, le
posò un dolce bacio sulle labbra e poi sul cuore, dopodiché le sorrise:
-
Ti amo – a Kaori sembrò di scoppiare per la gioia di quel momento. Ryo non
avrebbe mai ammesso nulla, ma in questo modo le aveva dimostrato di aver
capito…e di amarla. Gli buttò le braccia al collo, traboccante di
felicità; allora lui si accomodò con le spalle alla testiera del letto, poi,
sollevandola per la vita la appoggiò tra le sue gambe; la sentì accoccolarsi
contro il suo torace, così la cinse con le braccia appoggiando il mento sui
suoi capelli. Kaori si abbandonò contro di lui e il suo calore, sentendosi
incredibilmente bene, protetta e amata. Ascoltarono il respiro l’uno dell’altra
per diverso tempo, quando Ryo ruppe il silenzio:
-
Kaori? – la chiamò. La donna alzò leggermente il capo:
-
Che c’è? – gli rispose calma.
-
Vorrei sentirtelo dire – la sentì inspirare profondamente:
-
No –
Ryo
sorrise gratificato:
-
Ne sono felice – le disse posandole un leggero bacio sul collo. L’espressione
di Kaori si raddolcì ulteriormente:
-
Sai Ryo, non ho sentito molto del discorso di oggi con quell’uomo, dato che
Maša è svenuta, ma so che ti riferivi a quello…potresti spiegarmi il
resto? – gli chiese. Passarono buona parte della nottata a raccontare e fare
congetture sulla possibile soluzione di quel mistero, ma nessuna sembrava
verosimile. Alla fine Kaori si addormentò, invasa dalla pace che lui le
infondeva.
Il
mattino dopo si ritrovò sul letto, sotto le coperte, sola. Si voltò verso la
finestra e vide la figura atletica di Ryo stagliarsi controluce; era bello
come un dio, fiero e potente contro il sole.
Si
alzò, cercando di non far rumore. Quando gli fu dietro gli appoggiò un dito
a mo’ di pistola sulla schiena:
-
BANG! – esclamò. Ryo si riscosse immediatamente dai suoi pensieri,
voltandosi; doveva essere proprio assorto per non accorgersi di lei. La
guardò con uno sguardo indecifrabile e a Kaori si mozzò il fiato in gola:
-
Potevo ucciderti – furono le uniche parole che riuscì a pronunciare. Lui le
sorrise, abbassandosi in modo che i loro occhi fossero alla stessa altezza:
-
Non credo – Kaori trattenne il fiato e le ci volle un po’ per riprendere
il controllo di sé:
-
Vogliamo scommettere? – lo sfidò incrociando le braccia. Ryo le sfiorò una
tempia con l’indice e tracciò una linea immaginaria giù giù, fino al
fianco, dove Kaori lo bloccò. Non le piaceva quel brivido caldo che ogni
volta le percorreva la schiena, le faceva perdere il controllo:
-
Non era questo che intendevo – disse un po’ brusca. Un lampo divertito
attraversò gli occhi di Ryo:
-
Allora lo senti anche tu… - le sussurrò. Kaori prese a guardarsi la punta
dei piedi nudi, imbarazzata; aprì la bocca per dire qualcosa, ma non lo fece;
poi la riaprì e questa volta parlò:
-
Sai benissimo che è impossibile – disse, cercando di convincersi lei
stessa.
-
Per ora -
Ecco
che Ryo immancabilmente si divertiva a metterla in imbarazzo! E lei non era
affatto sicura di potergli resistere a lungo. Preferì cambiare discorso:
-
Oggi Maša se ne starà buona…e non provare a contraddirmi, sai? E’ molto
scossa e in questo momento sia tu che lei avete bisogno di me! – gli disse,
forse con un po’ troppa enfasi. Ryo alzò le mani in segno di resa.
-
Benissimo! – esclamò compiaciuta lei invitando, non troppo gentilmente, Ryo
a lasciarla sola.
Diversi
minuti dopo scese; Ryo era sul divano che guardava Tom & Jerry insieme ai bambini e Kaori ridacchiò, incapace di
trattenersi.
-
Che cos’hai da ridere, tu? – l’apostrofò l’uomo voltandosi (e
compiacendosi perché, nonostante si fosse vestita sullo stile di Maša, aveva
scelto un vestitino discreto).
-
Piuttosto preparami un caffè! – Kaori cercò di non dar peso al tono
decisamente sgarbato del socio, che aggiunse:
-
Tra poco il padre di Meg sarà qui, cerca di preparare qualcosa di decent… -
non fece in tempo a terminare la frase che un super martellone si
materializzò, schiacciandolo contro la parete. Meg si alzò di scatto:
-
Davvero il mio papà verrà qui? -
-
Certo – la rassicurò lui
-
Quello vero? – gli chiese un po’ titubante la bambina. Questa volta fu
Kaori a risponderle, appena entrata con una tazza di caffè fumante in mano:
-
Si, piccolina. Non sei contenta? Presto rivedrai il tuo papà! – le disse
entusiasta.
-
E tu mamma? – quella domanda prese alla sprovvista Kaori – Tu non sei
contenta di rivedere papà? – Kaori guardò Ryo, che la osservava con uno
sguardo imperscrutabile, poi rispose:
-
Non vedo l’ora di rivederlo – si sentì un grugnito da parte di Ryo,
mentre Seth non perse tempo a stuzzicarlo:
-
Te la immagini appiccicata ad un altro? – gli disse con fare sibillino – E
questo non è un bambino…riuscirai a tenerla con te? – sussurrò ancora
– Riuscirai a soddisfarla e a renderla felice più di quanto non possa fare
lui? – aggiunse sottovoce. Ryo finse di non ascoltarlo, ma in realtà ogni
sua parola aveva colpito nel segno. Guardò Kaori, così dolce e disponibile e
ripensò a come l’aveva trattata, non solo in quel momento, ma in tutti
quegli anni:
-
Scusa – le disse, sorprendendola piacevolmente. Kaori gli posò un leggero
bacio sulla guancia, consegnandogli il caffè. A quel punto la donna si
voltò, lasciando Ryo e Seth di stucco: l’abito da lei scelto, sul retro,
aveva uno spacco vertiginoso e l’ondeggiare inconsapevole dei suoi fianchi
per poco non li fece svenire entrambi. *CRASH*, la tazza cadde rovinosamente a
terra, insieme al suo contenuto, ma Ryo non se ne accorse nemmeno, tutto preso
com’era da Kaori, che si girò all’istante spalancando gli occhi:
-
Ryo! Che diavolo combini? – esclamò, ma ottenendo unicamente uno sguardo
ebete aggiunse:
-
D’accordo, ci penso io…ma fai più attenzione la prossima volta… - “Non
capisco cosa gli sia preso” si chiese. Mentre era impegnata nel
rimediare al danno Seth le diede una bella pacca sul fondoschiena e prima che
lei potesse replicare disse:
-
Se non vuoi che quest’uomo ti rompa tutte le stoviglie ti conviene essere
meno provocante, mia cara – Kaori avvampò, ma non ebbe la forza di sgridare
Seth…Quindi Ryo la desiderava? No, non era possibile, eppure… Il flusso
dei suoi pensieri fu interrotto dal campanello. Kaori avrebbe sicuramente
scambiato quell’uomo per Soichiro, se non per una strana luce nei suoi occhi…una
specie di ardua battaglia contro se stesso. Anche lui, pur essendo stato
informato della situazione, impallidì vedendola:
-
M- Maša? – azzardò. Kaori gli sorrise:
-
In un certo senso – rispose tendendogli la mano – Sono Kaori Makimura aka
Maša – si presentò. Il viso dell’uomo di distese:
-
Takeshi Izumoto, è una gioia conoscerla – le disse cortese,
stringendole la mano; forse la tenne una po’ più del dovuto, ma era
comprensibile, almeno per Kaori, visto che era identica a sua moglie, ma per
Ryo no:
-
Salve Takeshi! Lei deve essere il fratello di Soichiro, vero? – esclamò
frapponendosi tra i due – Mi dica, chi dei due è nato prima? – proseguì,
ben sapendo che fossero domande stupide. Avrebbe continuato all’infinito pur
di tenerlo lontano dalla sua donna,
ma lei, come a rassicurarlo gli strinse dolcemente la mano, di nascosto, in
modo da non imbarazzare Ryo davanti a Takeshi. Ryo capì e si sentì uno
stupido per aver agito a quel modo…forse le parole di Seth lo avevano scosso
più del dovuto… In ogni caso si diresse verso la tavola di gran carriera
protestando con Kaori, che non aveva ancora preparato il pranzo. Lei
ridacchiò, poi rivolgendosi al suo ospite lo invitò a sedersi a sua volta,
mentre lei si sarebbe data da fare in cucina. Anche Takeshi sembrò notare e
apprezzare sia lo spacco che il fondoschiena di Kaori, ma si ricompose all’istante,
visto lo sguardo assassino che gli rivolse Ryo. A quel punto arrivò la
piccola Meg abbracciandolo; gli pose un mucchio di domande, ininterrottamente
e smise unicamente perché troppo impegnata a gustarsi il pranzetto delizioso
preparato nel frattempo da Kaori.
-
Visto come cucina bene la mamma? – chiese all’improvviso Meg al padre. Se
rimase sorpreso da quella domanda, non lo diede a vedere e assentì, con un
sorriso. Mangiarono in allegria, ridendo e scherzando, ma quando fu il momento
di dedicarsi ad argomenti ben più seri i due bimbi vennero congedati.
-
Per favore – lo pregò Kaori – Da lei vorremmo sapere come sono andate le
cose…ma non ci menta, la prego – concluse. L’uomo sorrise:
-
Non potrei mai mentire ad una donna che somiglia così tanto alla mia defunta
moglie – Kaori si rilassò e Ryo, che ascoltava attentamente, aggiunse:
-
Cominci dal principio – L’uomo annuì:
-
Circa dieci anni fa, mi venne offerto un lavoro all’estero, più
precisamente in Arabia Saudita… -
-
Ma lei che lavoro fa? – lo interruppe Ryo.
-
Mi occupo di medicina e informatica, ma il mio lavoro non è definibile, in
quanto si ottiene dalla fusione di queste due scienze – rispose Takeshi.
-
Capisco, prosegua pure – lo invitò l’uomo.
-
Non sapevo esattamente che tipo di lavoro fosse, ma mi avevano assicurato che
avrei avuto carta bianca; potevo svolgere ricerche a mio piacimento, però
rispettando i desideri del mio datore di lavoro. Non persi tempo e ben presto
mi ritrovai nel sontuoso palazzo dello sceicco Alì… -
-
La cosa si fa interessante – disse Ryo attento.
-
Vivevo praticamente nel mio studio, dove, su consiglio dello stesso sceicco,
mi dedicai agli studi sui caratteri recessivi negli esseri umani. Ben presto,
però, Alì ebbe bisogno di un medico per le ragazze del suo harem ed io
accettai - si fermò per qualche secondo.
-
Ed è così che conoscesti Maša? – gli chiese Kaori, ansiosa.
-
Esatto. Un giorno dovetti medicarle un taglio al braccio, ma mi accorsi anche
di graffi e lividi sul suo corpo. La spronai a raccontarmi tutto, così lei
scoppiò in lacrime e mi raccontò la sua storia: era stata venduta dalla sua
famiglia e dalla Russia (pur essendo Russa, è per metà Giapponese, dalla
parte del padre. N.d.Aeris) trasportata lì, in quel palazzo. Ben presto era
diventata la favorita di Alì, ma lei provava repulsione per quell’uomo
così meschino; ogni volta che lo respingeva accusandolo di averla rapita lui
diveniva furioso e talvolta la picchiava -
-
Ma è terribile! – esclamò Kaori con un filo di voce, portandosi le mani
alla bocca al solo pensiero di quello che le avrebbe potuto fare quell’uomo.
Ryo, vedendola così sconvolta e tremante non resistette, appoggiandosela
sulle ginocchia. Takeshi non sembrò farci caso, o perlomeno non fece
commenti, così Ryo la strinse ancora di più a sé, riempiendola di coccole,
per calmarla. O forse voleva calmare se
stesso? Si chiese. Forse averla tra le braccia poteva essergli di aiuto…era
troppo spaventato all’idea di saperla nelle mani di Alì…Dio, se le avesse
fatto qualcosa sarebbe impazzito, lo sapeva…
Takeshi,
intanto, aveva ripreso a parlare:
-
…Naturalmente Maša non poteva sempre subire queste violenze, così alle
volte acconsentiva a passare la notte con lui… – Takeshi strinse i pugni
– …facendosi rivelare, nei momenti in cui non le avrebbe negato nulla,
ogni suo piano e aspirazione. Mi confidò così che il fine dei miei
esperimenti era tutt’altro che onorevole: con quel siero messo a punto da
me, avrebbe potuto non solo modificare le ragazze a suo piacimento, ma anche
“cammuffarle”, in modo da non essere riconosciute da parenti, amici,
fidanzati… -
-
In effetti con quel siero ha schiarito gli occhi a Kaori, le ha fatto
allungare i capelli e ha reso la sua pelle più abbronzata…però ora che non
prende più quelle pasticche sta’ ritornando normale… - convenne Ryo.
-
Sbaglia Sig. Saeba, - lo interruppe Takeshi – La sua seconda personalità
rimarrà…ma non si preoccupi, – aggiunse vedendo le facce terrorizzate dei
due – …ho messo a punto un antidoto in questi anni…ma ne parleremo più
tardi - concluse. Ryo e Kaori
smisero di trattenere il fiato e lo guardarono con gratitudine. Takeshi
sorrise e riprese:
-
Subito io Maša ci alleammo e io le giurai di liberarla. Ci incontravamo di
nascosto, per mettere a punto un piano. Finalmente riuscì a farmi dire da
Alì la strada esatta dall’aeroporto al palazzo. Scappammo, ma io mi portai
dietro una boccetta di quel siero, per poter rimediare all’errore fatto
creandolo. Arrivammo in Giappone e decidemmo di sposarci, essendoci innamorati
l’uno dell’altra. Cambiammo nome, in modo che Alì non ci rintracciasse e
intanto Maša rimase incinta – si bloccò per un attimo, gli occhi colmi di
amarezza e dolcezza. Ryo e Kaori si scambiarono un’occhiata. – Quell’uomo
era una pazzo e riuscì a rintracciarci. Voleva uccidere sia me che Maša per
il tradimento subito, ma sapendo che lei era incinta, volle aspettare, per
poter portare con sé la bambina. Eravamo disperati, davvero… – le mani
gli tremavano – Poi, subito dopo il parto Maša morì ed io, più per
salvare mia figlia che me stesso, già morto con Maša, la affidai a mio
fratello che la portò con sé in America. Intanto io fuggii all’estero,
dove ritrovai la voglia di vivere, per rimediare ai miei errori. Tutto
sembrava procedere bene, quando mio fratello è dovuto tornare in Giappone con
Megan, per testimoniare ad un processo. Alì l’ha rintracciata, con l’intenzione
di rapirla ed è questa la vera ragione per cui ve l’ha affidata, per
proteggerla da lui – era stata dura rievocare il passato, ma ora si sentiva
decisamente meglio. Kaori aveva le lacrime agli occhi e anche Ryo sembrava
scosso, ma disse:
-
Ora è tutto chiaro. Grazie mille. Ci resta una sola cosa da capire: perché
invece ha rapito Kaori? – chiese Ryo. Takeshi sembrò riflettere un momento:
-
Tutti al mondo abbiamo almeno un gemello non di sangue…può darsi che Alì,
vedendo Kaori, così simile a Maša, se ne sia infatuato, decidendo di lasciar
perdere Meg, ancora troppo piccola per lui… - si fermò per un attimo –
Oppure ha pensato che tu fossi la vera Maša…dopotutto lui non sapeva che
lei fosse morta e l’amore ossessivo che provava per lei ha sconfitto il
desiderio di vendetta… - non poté terminare le sue riflessioni, perché
Kaori lo interruppe:
-
Ormai non ha importanza il motivo per cui mi abbia rapita… Alì è un uomo
malato, e non riesco ad odiarlo…mi fa tanta pena…Quando mi guardava lo
vedevo così felice…lasciamogli il suo piccolo segreto, d’accordo? – Ryo
la guardò con tenerezza, ammirando sempre di più quella donna fantastica:
-
Affare fatto – approvò – Ma ora pensiamo a quel siero. Maša, prima di
riunirsi a te vorrà salutarci tutti… - Kaori assentì – Io vado a
chiamare i bambini, tu intanto lascia che prenda il sopravvento – così
dicendo scomparì in camera dei bambini. Kaori, con il suo cuore comunicò con
Maša, dandole il suo saluto, dopodiché se ne andò. Sicuramente non era
consapevole della sensualità che emanava comunicando con Maša, ma sia Ryo
(che nel frattempo aveva chiamato i bambini) che Takeshi non vi rimasero
indifferenti.
Capitolo
XXVI°: “Finalmente riunite”
Maša,
con le lacrime agli occhi abbracciò e salutò i due bambini; con parole
affettuose li convinse dell’affetto che nutriva per loro e che non li
avrebbe mai dimenticati. Anche Meg e Seth si commossero, specialmente quest’ultimo,
ma si sforzarono di regalarle un ultimo, sincero sorriso. Fu la volta di
Takeshi, che ringraziò di cuore per tutto l’aiuto dato loro. Alla fine Maša
guardò Ryo, che raddolcì l’espressione:
-
Ci mancherai – le disse
-
Seee… - lo canzonò lei, poi fu nuovamente seria: - Farò un ultimo gesto,
per la mia Kaori – detto ciò prese un paio di forbici e, con un taglio
deciso, eliminò la lunga treccia di capelli (avrei voluto farglielo fare con
la spada, ma come idea non reggeva… ;__; N.d.Aeris) – Eccotela restituita
– gli sussurrò, poi lo baciò, sfiorandolo appena. Alla fine disse:
-
Sono pronta – Takeshi annuì serio e le iniettò, con una piccola siringa,
un fluido azzurrino. Bastarono pochi secondi perché l’antidoto cominciasse
a fare effetto, facendola svenire; fu però prontamente sorretta da Ryo.
Takeshi, lo guardò, poi sospirando disse:
-
Sarebbe meglio che tu te ne andassi. In questi minuti soffrirà terribilmente,
sarà scossa da tremiti, avrà incubi e proverà un dolore acuto e penetrante…Se
fosse la mia donna non riuscirei a sopportare di vederla in questo stato –
concluse. Nemmeno lui ci sarebbe riuscito, maledizione! Non poteva sopportare
di vederla soffrire…ma nemmeno di saperla sola con la sua sofferenza. Gli
avrebbe fatto male vederla in quello stato, lo sapeva, ma lei avrebbe fatto lo
stesso per lui, forse di più… Si decise, l’avrebbe sostenuta,
confortandola; gli avrebbe trasmesso tutta la forza e l’amore che aveva in
corpo. Per lei, per la donna che amava, disperatamente, con tutto se stesso,
senza riserve.
-
Resto – disse con voce ferma.
-
Ma… - provò a protestare Takeshi
-
Niente ma! Lei è la mia donna ed io la proteggerò ad ogni costo! Le starò vicino,
dovessi morire… - la guardò con un amore quasi palpabile, tanto forte da
convincere Takeshi
–
Per favore, lasciaci soli – gli disse infine Ryo. Lui ubbidì, annuendo.
Ryo
la distese sul divano tenendole strette le mani; la fronte di Kaori era già
imperlata di sudore, ma lei resisteva, digrignando i denti e aumentando la
stretta sulle sue mani. Ad un tratto cominciò a tremare, quasi le battevano i
denti. Poi un grido, un grido terribile e straziante. Ryo sentì un dolore
acuto, come se una pallottola lo avesse trapassato da parte a parte…il cuore
cominciò a dolergli, come se si stesse lacerando, ma non se ne andò; la
sofferenza che Kaori doveva affrontare doveva essere triplicata rispetto alla
sua. Un'altra serie di gridi, sempre più disperati e tremendi seguì il
primo, poi lei cominciò a parlare:
-
NO!!! RYO, NON TE ANDARE!! AHHHH!!! NO…PERCHE’? – ansimava per il dolore
– PERCHE’ VUOI UCCIDERMI? NOOOO…TI PREGO, NON ANDARTENE VIA CON LEI!!
– urlò ancora. Ryo le ripeté più volte che non se ne sarebbe andato, che
l’amava…con tutto se stesso, disperatamente… Kaori, dopo le sue parole
accennava quasi un sorriso, ma subito una smorfia di dolore sfigurava il suo
bel volto:
-
PERCHE’ RYO? PERCHE’ PROPRIO CON ME STESSA? – adesso piangeva,
disperatamente – PERCHE’ PROPRIO CON MAŠA?? – gridò terribilmente
scossa. Tremava ancora più violentemente di prima. Per Ryo era sempre più
angosciante la sua vista in quelle condizioni, ma in fondo la ammirava, era
una donna estremamente forte. Continuò a soffrire con lei sussurrandole
dolcissime frasi d’amore, rassicurandola e baciandola per una mezz’ora
buona. Quando finalmente aprì gli occhi, Ryo credette di perdervisi all’interno;
in quegli occhioni nocciola, smarriti e sgranati per la paura, appena lo
riconobbe, di dipinsero una gioia e una dolcezza immensa:
-
Ryo… - mormorò lei sorridendo debolmente. Ryo pensava che avrebbe ceduto al
desiderio impellente di piangere, ma non lo fece.
-
Ti amo – le disse semplicemente. Gli occhi di lei luccicarono:
-
Lo so – gli rispose in un soffio. Ryo la baciò appena, non voleva farla
stancare e prima di andarsene le raccomandò:
-
Ora dormi, parleremo più tardi – lei annuì, chiudendo gli occhi.
Si
richiuse la porta alle spalle, sospirando, dopodiché raggiunse Takeshi:
-
Le hai dimostrato tutto il tuo amore, Ryo. Non se ne dimenticherà – lo
rassicurò con un’amichevole pacca sulla spalla. Ryo era così stanco che
per
poco non cadde, ma si riprese subito:
-
Ora non mi resta che telefonare a Saeko e spiegarle tutto. Poi penserò ad
avvisare Abdur a del nostro arrivo - disse
-
Nostro? – chiese Takeshi
-
Esatto – rispose Ryo – Verrai con noi a Jedda e ci aiuterai a ritrovare il
palazzo dello sceicco. Di nascosto ci infiltreremo nel palazzo e qui dovrai
aiutarmi a ritrovare la stanza che Alì ha fatto scomparire. Ritorneremo a
Tokyo con le prove e, fosse necessario mobilitare tutto l’esercito,
bloccheremo Alì e i suoi scagnozzi – concluse. Takeshi sembrò perplesso:
-
Non esattamente – lo corresse – Posso estrapolare le informazioni di
questi computer da qui, con un aggeggio che ho appositamente creato, così
avremo le prove senza rischiare, poi le consegneremo alla polizia e IO andrò
a Jedda con loro per mostrare la via fino al palazzo – esclamò trionfante.
Ryo sembrò soddisfatto, ma allo stesso tempo contrariato:
-
Io non rimango qui senza far niente – protestò.
-
Oh, si che lo farai! E poi la tua compagna ti terrà sicuramente occupato,
avete bisogno di passare un po’ di tempo insieme, SOLI – disse
sottolineando particolarmente l’ultima parola e strizzandogli l’occhio con
complicità. Ryo arrossì leggermente (guarda Ryo che non è da macho arrossire…^^ N.d.Aeris), ma poi assentì:
-
E Megan? – chiese poi.
-
Be’, lei è mia figlia e una volta che il pericolo rappresentato da Alì
potremo finalmente recuperare il tempo perduto – gli rispose, tranquillo.
-
E Seth? E’ solo al mondo… -
-
Non ti preoccupare, ho già pensato anche a quello. Quando Kaori gridava i due
bambini si sono spaventati, così sono andato da loro e abbiamo fatto una
bella chiacchierata: adotterò Seth – affermò compiaciuto – Ah, sai una
cosa? E’ incredibile, ma Meg sapeva fin dall’inizio che Kaori non era la
sua vera mamma, ma ha accettato di venire qui per la sua straordinaria
somiglianza con Maša, che aveva visto diverse volte in fotografia – Ryo
sorrise:
-
Che dolce –
Ryo
si precipitò a fare quelle telefonate, dopodiché ringraziò nuovamente
Takeshi per tutto quello che aveva fatto per loro.
-
Grazie a voi – aveva risposto lui – per avermi liberato dei fantasmi del
passato e avermi restituito mia figlia – poi estrasse qualcosa dalla tasca e
gliela porse – Ecco, questo è il mio ringraziamento. Questa boccetta
contiene il composto che fa prevalere i caratteri recessivi riveduto e
corretto. Ne basta pochissimo per schiarire gli occhi e allungare i capelli
– concluse sorridendo.
-
Senza sdoppiamenti di personalità? -
-
Senza sdoppiamenti di personalità -
-
Indolore? -
-
Indolore – Ryo prese la boccetta ed entrambi scoppiarono in una fragorosa
risata liberatoria.
Epilogo
Era
davvero finito tutto. La giornata si era conclusa con addii strappalacrime da
parte di Kaori, Takeshi Meg e Seth…anche per lui era stata dura separarsi da
quei due bambini, pensò. Si distese sul letto, cercando di riposarsi per
riprendersi da tutte le fatiche, ma non vi fu modo di prendere sonno. Sentendo
l’acqua scorrere nel bagno, non aveva potuto fare a meno di pensare a Kaori,
nuda, sotto la doccia…e ora era più sveglio che mai.
Dal
canto suo Kaori, finalmente riposata e felice, voleva mantenere la promessa
silenziosa fatta al socio; quella notte sarebbe andata da lui. Gli avrebbe
dimostrato tutto il suo amore... Magari da quella sera l’avrebbe considerata
una donna…o semplicemente sarebbe stato soddisfatto di essersi fatto anche l’ultima
donna sulla faccia della terra, l’unica che non riusciva ad eccitarlo…
Si
infilò l’ormai famigliare camicia; questa volta, però, era lei ad
indossarla e non Maša…non c’erano più quei lunghi capelli a coprirla,
perlomeno parzialmente…e nemmeno quegli occhi blu…sospirò, pregando che
Ryo le avesse detto la verità in merito a quello che pensava di Maša. Entrò
lentamente, ma Ryo non dormiva. Era lì, steso sul letto, le braccia
incrociate dietro alla testa, più bello che mai. Le tese la mano, alzandosi a
sedere, poi se la mise sulle ginocchia.
-
Non posso credere che tu sia qui… - le sussurrò con voce roca. E invece lei
era lì…sua, innegabilmente e irrimediabilmente sua.
-
Voglio sentirtelo dire un'altra volta – gli disse a bassa voce, poi vedendo
la sua perplessità precisò – Quello che mi dicevi oggi, Ryo…quando stavo
male ed ero disperata- Ryo rimase
stupito da ciò che gli aveva detto:
-
V- vuoi dire che mi hai…sentito?? – balbettò
-
Certo che ti ho sentito! E come se oggi io fossi entrata nel tuo spirito…con
quelle parole tu… - cercò di spiegare, ma Ryo non la lasciò finire,
impedendoglielo con un bacio:
-
Ti amo, Kaori Makimura. Ti amo disperatamente, con tutto me stesso, senza
riserve. Non ti farò più soffrire, come ho fatto fino ad ora… - fece per
continuare, ma questa volta fu Kaori a fermarlo, posandogli l’indice sulle
labbra:
-
Mi basta, Ryo – lo rassicurò con estrema dolcezza – Non fare promesse
senza avere la certezza di poterle mantenere…voglio solo che tu mi ami… -
fece una pausa – …quanto io amo te – concluse in un soffio. Finalmente,
nei suoi occhi Kaori poté scorgere tutto ciò che provava per lei e ne fu
felice. Le prese la mano baciandogliela, poi se la pose sul petto; Kaori
sentiva il battito accelerato del suo cuore e, ancora una volta, il brivido
caldo lungo la schiena a lei tento famigliare si fece sentire. Non si sarebbe
fermata, ne era certa.
Lui
la baciò, dapprima dolcemente, poi, a poco a poco, il bacio divenne più
appassionato, deciso, esigente; le sue mani, sicure, ma delicate sul corpo la
tentavano. Ryo aveva la camicia slacciata, così, con la mano, si insinuò all’interno
di essa; lo sentì sospirare di piacere, così incominciò ad accarezzargli il
torace, giocando tra i suoi muscoli scolpiti ad arte. Sentiva la sua pelle
sempre più calda, bollente…da quel contatto si sprigionò un’ondata di
calore particolarmente intensa che invase ogni singola cellula del suo essere
e sembrò risvegliare il suo corpo, sopito in una sorta di intorpidimento
invernale: credeva che si sarebbe sciolta sotto quel piacevole tormento. Ad un
tratto Ryo si scostò da lei, anche lui sconvolto per le tante emozioni:
-
Davvero Kaori, se io ora non mi fermo…poi… - le disse ancora ansimante.
Inspirò profondamente - …poi sarà troppo tardi…tu non potrai più
andartene, saremo indissolubilmente legati… - fece una pausa - …anima e
corpo – concluse, sottolineando particolarmente l’ultima parola. Kaori
rimase qualche istante in silenzio:
-
Non fermarti…non voglio che tu lo faccia… - disse decisa buttandogli le
braccia al collo. Ryo le slacciò la camicia e fece scorrere verticalmente l’indice
dalla gola giù giù, nel solco del seno, fino all’ombelico:
-
Sei così bella… - sussurrò senza fiato.
-
E’ la prima volta che me lo dici – osservò lei con una punta di ironia,
ma, prima ancora che lui potesse replicare, catturò le sue labbra in un gesto
possessivo, quasi a rivendicarne la proprietà.
(traduzione:
“Non mi posso permettere di descrivere certe cose,
anche
se ne ero tentata, a dir la verità^^;
Ma sapete come vanno le cose…già ho esagerato,
ma
se non volevo essere completamente censurata…^^;” N.d.Aeris)
A PROPO, POTETE IMMAGINARVELA STA’ SCENA!! CMQ MENTRE LO FATE VI INVITO AD
ASCOLTARE HEVIA COME SOTTOFONDO, PIU’
PRECISAMENTE L’INIZIO DELLA CANZONE “BUSINDRE
REEL”
Ryo
si svegliò, i primi raggi dell’alba illuminavano il bel volto di Kaori, che
dormiva beatamente, ancora stretta a lui. Si alzò, tormentato dai sensi di
colpa: “Non avrei dovuto farlo”,
si disse “Ora tutto cambierà…”pensò
sospirando “Quello che abbiamo
condiviso questa notte…ha fuso in una cosa sola le nostre anime, ma
soprattutto i nostri corpi…” si disse ricordando con nostalgia la
notte appena trascorsa “Basterà il
mio amore a proteggerla?” Ryo era appoggiato allo stipite della porta
della sua camera da letto (io aggiungerei “nudo e crudo” ^^; N.d.Aeris),
ma fu distratto da un movimento della socia: aveva alzato le braccia
appoggiandole sul cuscino, in alto…il lenzuolo stentava a coprire la
morbidezza delle curve del suo corpo. Ad un tratto, muovendosi sensualmente,
si girò su di un fianco, dando le spalle al nostro povero Ryo, ormai
dimentico di qualsiasi buon proposito; il lenzuolo le scivolò via,
scoprendole la schiena. Questo era davvero troppo, per qualsiasi uomo in grado
di ragionare! Avvicinandosi appoggiò un ginocchio sul letto, insieme alla
mano destra, sul cuscino; perse però un momento l’equilibrio e fu costretto
ad appoggiare sia l’altra mano che l’altro ginocchio al di la del corpo di
Kaori, sovrastandola. La donna, con un altro movimento si rimise supina e
allungò il braccio verso la parte vuota del letto, cercandolo; rendendosi
conto della sua assenza, Kaori aprì gli occhi, sgranandoli quando si rese
conto della sua presenza sopra di lei:
-
C- che diavolo ci fai lì? – balbettò. Ryo stava per rovesciarle addosso
una valanga di scuse per spiegarglielo, ma poi gli parve naturale non dirle
niente, o meglio, una cosa gliela doveva dire…se la meritava:
-
Sai…sei ancora più bella e perfetta di quanto io abbia mai osato immaginare
in tutti questi anni… - le disse tutto d’un fiato. Kaori accolse il suo
complimento con una gioia folle, inaspettata, ma che li inchiodò al letto per
ancora parecchio tempo.
Questa
volta, quando Ryo si svegliò, il sole era alto nel cielo (uffa Ryo, ma non
riesci proprio a fare tutta una tirata? ^^;
N.d.Aeris). I
suoi sensi di colpa erano però quasi del tutto svaniti quando aveva compreso
quanto avesse reso felice Kaori con quel gesto. La abbracciò ancora più
stretta, appoggiando la testa sul suo petto morbido.
Kaori
aprì gli occhi (e no, Kaori, ti ci metti anche tu adesso? -__-; N.d.Aeris),
incredibilmente felice e serena, quando si accorse di un “peso” su di lei:
era Ryo, che le dormiva sul seno come un bambino. Si sentì incredibilmente
protettiva verso di lui, in quel momento e prese ad accarezzargli lievemente i
capelli arruffati… Ryo aprì gli occhi, lentamente e le sorrise; lei
ricambiò il suo gesto e aggiunse:
-
Dormito bene? – riferendosi alla sua “postazione”. Ryo finse di avere il
torcicollo ed esclamò, lamentandosi:
-
Scherzi? Mi è sembrato di dormire sopra una tavola!! -
*STONK*
Il
martello “del buongiorno” lo colpì dritto il faccia:
-
Brutto st@#§zo, bastardo, cre#@no !! Te la insegno io l’educazione!! La
prossima volta ti lascio davvero dormire su un tavolo, poi di dirai dove si
sta meglio!!! – Kaori, infuriata, si alzò di gran carriera dal letto, ma,
prima che potesse allontanarsi Ryo la afferrò per un braccio, costringendola
a voltarsi:
-
Non mi stancherò mai di te – le sussurrò con semplicità, facendosi serio.
La rabbia di Kaori sembrò svanire nel nulla:
-
E io di te – gli disse baciandolo sulla fronte – Coraggio, al Cat’s Eye
ci aspettano!! Non vorrai lasciare tutta sola Miki…Più tempo passi con me,meno ne avrai per provarci con lei!! – le disse cercando di essere il più
allegra possibile, mentre quella consapevolezza la chiudeva lo stomaco.
-
Dovessi passare ogni istante della mia esistenza con te, non sarebbe
abbastanza – bisbigliò, cogliendolo alla sprovvista – Ho bisogno del tuo
sorriso, della tua voce, delle tue carezze…e delle tue martellate – una
lacrima di gioia fece capolino sul bel viso della socia – Ehi, non era
questo l’effetto che speravo di ottenere!! – la schernì lui cancellando
quella lacrima con un dito.
-
Scemo!! – esclamò lei ridendo e fingendo di colpirlo con dei pugni al
torace. Poi si fece seria e lo abbracciò stretto, perdendosi nel suo calore.
-
Non ti permetterò di soffrire ancora a causa mia, Kaori Makimura – le disse
accarezzandole i capelli – Tu sei la mia
donna e in quanto tale preziosa e intoccabile…non permetterò mai che un
altro uomo ti tocchi… - affermò solenne - …che un altro uomo ti porti via
da me… - concluse baciandola un’ultima volta, prima di prepararsi e andare
al Cat’s Eye, insieme.
Fine
Piaciuta
la ff?? Be’, vi prego di non uccidermi, ma avrei una mezza (più che mezza,
direi) idea di scrivere un continuo. Ho la vostra approvazione? Mandatemi un
E-mail.
Un
bacione tutto particolare al mio *boy*, il cui pensiero mi ha aiutato nelle
scene romantiche e alle mie pazze amiche Rossella, Blerina ed Angelica!!