LA REGINA DI DANNATI
Una prima precisazione e’
necessaria: i romanzi di Anne Rice (e di conseguenza i film tratti da essi) non
sono da catalogare nel classico genere Horror.
Questo film, come il precedente “Intervista col Vampiro”, tratta della
complessa psicologia del mondo dei vampiri, dei loro desideri e dei loro
tormenti.
Come condensare i capolavori di Anne Rice in 98 minuti? Mettendo in primo piano
la figura sensuale del protagonista assoluto, Lestat de Lioncourt, trascurando,
a discapito di una migliore comprensione dell’insieme, le figure degli Antichi
e prendendosi qualche licenza qua’ e la’ rispetto agli intrecci del romanzo.
La figura carismatica di Marius e’ stata relegata in secondo piano toccando
solo la superficie della sua intensa vita. L’interpretazione di Vincent Perez
risulta senz’altro piu’ convincente del suo aspetto che é completamente
dissonante con quello indicato dall’autrice che lo indica come un uomo dai
capelli biondissimi e dai glaciali occhi azzurri.
Figure importanti come Armand e Pandora avrebbero meritato un piccolo cammeo.
Brevi e scarse notizie si ricevono sulla vita della regina Akasha e del suo
legame con Maharet, rendendo particolarmente difficile la chiave di lettura di
questo film per chi non avesse mai letto i romanzi della Rice.
Una Aalyah decisamente sensuale anche se un po’ troppo marcata
nell’interpretazione.
Senza nulla togliere alle capacita’ interpretative di Tom Cruise che ha dato
vita a Lestat nel precedente film, Stuart Townsend risulta decisamente piu’
appropriato.
Il “suo” Lestat incarna perfettamente il complesso personaggio di Anne Rice,
con i suoi tormenti e con la giusta carica di sensualità, di narcisismo,
ecogentrismo e presunzione tipica di un grande protagonista qual è.
La colonna sonora rappresenta un ingrediente fondamentale, dura e sensuale
quanto i protagonisti. Esaltante e coinvolgenti le scene del concerto. Stuart
Townsend si muove sul palcoscenico come una vera rock-star.
Gli intrecci e le complesse psicologie dei vampiri, avrebbero davvero meritato
piu’ tempo. Si spera in un sequel piu’ approfondito che possa rendere un
migliore omaggio ai romanzi unici di Anne Rice.
SABRINA NATALI