TERMINATOR 3 - LE MACCHINE RIBELLI
Sugli schermi, Arnold Schwarzenegger torna a essere il vecchio e rassicurante Terminator. Vecchio e rassicurante sono le parole giuste per questo Terminator 3, in cui il feroce cyberorganismo ideato quasi 20 anni fa da James Cameron -e riprogrammato in versione benevola nel 1991, con Terminator 2- torna sulla Terra per salvare il pianeta dal controllo del megacomputer Skynet. I 20 anni del T101 si sentono tutti: lo spiega lui stesso al leader della resistenza John Connor (Nick Stahl, che rimpiazza Ed Furlong): questo Arnold/Terminator -con l'abituale completino di pelle e l'occhiale nero, recuperati sul palcoscenico di un gay bar- è un modello decisamente superato di robot, che poco può contro lo smagliante T-X, una fortissima bionda (Kristanna Loken) dotata del potere di trasformarsi in metallo liquido e di far scaturire dalle sue estremità le armi più micidiali, un po' come un cartoon giapponese. Ma il T101 è tutto quello su cui John e la sua futura moglie (Claire Danes) possono contare, in un plot apocalittico che fa pensare a un T4 tra il classico I am Legend di Richard Matheson e George Romero. Diretto da Jonathan Mostow -che al titanismo di James Cameron contrappone un'efficace, inventiva, economia d'immagini - Terminator 3 è action movie ma anche parodia. Quasi tutto giocato su un inseguimento, ha il sapore semplice di un vecchio serial, ad alta tecnologia, ovviamente.
GIUDIZIO:  (Appetitoso)

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