Chiara 

di Richard Findegard

 


- Cosi', cosi', ... dai, dai, spingi, daiii !!!

- Ehi, Chiara, ... hei, Chiara, ... amore svegliati ...

- Oh, ... ma, ... o ciao, ma che succede? Che ore sono? 

- Sono le sette, sei a letto e da un po' stavi urlando.

- Oh, si, forse ho avuto un incubo ...

- Ma che incubo, da come sembrava che ti stessi divertendo doveva essere tutt'altro ! 

- Oh, io ...

- Beh, per me e' gia' tardi, esco per andare al lavoro. Nel pomeriggio passo io a prendere i bambini a scuola. Ciao ciao e buona giornata!

- Certo caro, certo, ... ciao.

Chiara ancora intontita si alzo' e ando' in bagno. Scese le mutandine e seduta sul water si trovo' la figa bagnata: "Devo aver fatto un qualche sogno 'sporco', ma era qualcosa di bello perche' oltre a questo, - disse guardandosi due dita umide del suo umore, - sono proprio contenta!


Cosi' Chiara comincio' la sua giornata casalinga: doccia, sveglia ai bambini, colazione per tutti, preparazione dei pargoli per uscire, impacchettamento di tutti in macchina e via a scuola. 


Poi la giornata sarebbe proseguita come al solito con la spesa, le faccende, la cucina e l'attesa del rientro di suo marito con i bimbi al seguito nel pomeriggio. 


Tutto andava cosi' da tempo, anche se era solo da poco a Milano con tutta la famiglia. Anche quando vivevano a Roma era stato sempre cosi': lei si occupava della casa e dei piccoli e il marito tirava avanti la carretta. 


Questa vita la occupava, ma non riusciva a riempirla. Si sentiva sempre piu' vuota. Non riusciva a trovare un lavoro perche' con il marito era stato un continuo spostarsi di citta' in citta' e poi c'erano i bambini. La perdita del giro di amiche che aveva a Roma aveva aumentato il suo malessere. 
Cosi' con questi pensieri che da quelli dolci e maliziosi del primo mattino 
si erano trasformati in amari e malinconici, Chiara se tornava a casa dopo aver consegnato il pacco "bambini" a scuola ed aver prelevato il pacco spesa al supermercato. 


Sul pianerottolo, mentre scaricava le buste della spesa dall'ascensore, vide che accanto alla porta dell'appartamento dio fronte al suo c'era un uomo 
giovane, ben vestito e con una valigetta. Sembrava li' in attesa di qualcuno. 
Chiara saluto' con un "buongiorno" e una volta entrata in casa diede un ultimo sguardo fuori prima di chiudere la porta. L'uomo era ancora li', in attesa. 
La curiosita' crebbe in lei e invece di chiudere l'uscio si sporse e chiese: 
"mi scusi, aspetta qualcuno?" 
"O si' - rispose lui - mia moglie. Sa io dovrei essere al lavoro ora, ma a causa di un contrattempo sono dovuto tornare indietro. Credevo lei fosse in casa, ma purtroppo e' gia' uscita. Cosi', essendo senza chiavi, sono costretto ad aspettarla qui." 
"O mi spiace - replico' Chiara ed aggiunse con genuino interesse - posso aiutarla in qualche modo? 
Lui replico' con un bel sorriso: " No non si preoccupi, aspettero' qui buono buono da fedele cucciolotto."

Chiara a quel punto esito' un istante e poi disse: "Senta, invece di aspettare li' fuori perche' non entra e prende un caffe'? Io a quest'ora lo preparo per me. Se accetta, lei ingannera' l'attesa ed io avro' un po' di compagnia". 
"Se la mette cosi', - disse l'uomo - non posso rifiutarmi di fare una buona azione!" e sorridendo si avvio' verso la porta che Chiara teneva aperta. 

CONTINUA ...

Per leggere il seguito che ha contenuti espliciti e quindi adatti solo a lettori adulti, vi prego di inviare un'email a findegard@yahoo.it indicando solo il titolo del racconto. Ho fatto io questa richiesta a Richard per evitare che il testo fosse letto da chi non dovrebbe. Richard  sara' comunque lieto di inviarvi il racconto per intero.  

 

 


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