
di Richard Findegard

Susan era alla finestra e guardava attraverso i vetri il lento declinare del sole dietro le colline Toscane. La luce era piacevole, quella che avvicina tutti i colori alle tinte pastello ed era tale da rendere il paesaggio, visto dalla finestra a quadri in stile inglese, simile ad un dipinto di un pittore impressionista.
A Susan piaceva stare li' a godersi quel momento del giorno, guardando il cambiamento, il lento avvicinarsi del crepuscolo in compagnia della musica per pianoforte di Bach: le variazioni Goldberg.
Cosi', quando i suoi impegni non la tenevano lontana dalla sua casa in Toscana o quando non era nello studio a lavorare, a quell'ora del giorno prendeva un po' di tempo per se' concedendosi la sua pausa preferita. Se ne stava li' in salotto, immobile in piedi davanti alla finestra quadrettata, con le mani conserte, la testa leggermente inclinata da un lato e su di una spalla i capelli lisci e biondi raccolti con un fiocco di raso in una lunga coda.
Susan era li', con la musica di Bach e la luce del tramonto che si diffondevano nella stanza, ma, come le succedeva ormai da un po' di tempo, era malinconica. Non riusciva piu' a godere pienamente di quei momenti da quando lui, suo marito, l'aveva lasciata. Era stata dura abituarsi a quella solitudine, a cambiare le abitudini, a riorganizzare una vita da sola, ma Susan era sempre stata una donna forte, contrariamente a quanto sembrava guardandola nel suo aspetto esile e minuto. Una donna forte e anche molto bella, di una bellezza elegante che permeava la femminilita' dei suoi atteggiamenti e del suo carattere. Una di quelle persone che ti piacciono a prima vista, che se accidentalmente ti urtano per strada, invece di infastidirti ti strappano un sorriso; anche questa bellezza rappresentava una sua forza.
Eppure, anche se del tempo era passato e molto era stato messo da parte, in questi momenti davanti a quella finestra Susan, nel godere di cio' che guardava attraverso i vetri, sentiva dentro di se' crescere la malinconia che, lentamente, si trasformava in un profondo senso di solitudine.
Quello che la aiutava ad arginare questo sentimento triste, che a volte sembrava tanto forte da poterla schiacciare, era il ricordo, il ricordo di certi giorni, di certe situazioni, che spesso cominciavano proprio nel luogo dove era lei adesso, con il tramonto alla finestra, la musica di Bach in sottofondo e ...
E poi una voce amica dalle sue spalle: "Ciao Susan amore mio. Come stai?" accompagnata dal tocco delle mani calde di lui sulle sue spalle e da un bacio sul collo li' dove i capelli venivano tesi dal nastro di raso rosso scuro:
"Ciao caro, sei tornato. Sto bene, ora che sei qui. Non ti ho sentito rientrare."
"Sono riuscito a farti una sorpresa, allora?"
"Si, amore mio, una gradita sorpresa."
"Sei bellissima con questa luce. Ti prego, non ti voltare, resta cosi' e lasciati abbracciare."
CONTINUA ...
Per leggere il seguito che ha contenuti espliciti e quindi adatti solo a lettori adulti, vi prego di inviare un'email a findegard@yahoo.it indicando solo il titolo del racconto. Ho fatto io questa richiesta a Richard per evitare che il testo fosse letto da chi non dovrebbe. Richard sara' comunque lieto di inviarvi il racconto per intero.
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