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Monsieur Ibrahim e
i fiori del Corano
di Eric-Emmanuel Schmitt
Editore: e/o
Anno: 2003
Collana: Dal mondo
Pagine: 111
Costo: 9,50 Euro
Ci sono, in libreria, libri che non comprerei. Non parlo ovviamente di quelli indubbiamente brutti o di quelli che non incontrano i miei gusti, ma di quelli che, pur destando una qualche curiosit�, guardo, soppeso e, alla fine, lascio nello scaffale. Sono ad esempio le prime uscite di libri troppo brevi e troppo cari. Forse riuscirei a comprarli trovandoli su di una bancarella di libri a met� prezzo, ma visto il costo di copertina, sono pi� invogliato a spendere quei soldi per acquistare uno dei classici che la mia biblioteca, sempre affamata e piena di lacune, sta da lungo tempo aspettando.
Per questo, sono particolarmente felice quando un amico mi regala proprio uno di questi libri "scartati". Questo e' accaduto per "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano" di Eric-Emmanuel Schmitt edito da e/o, che un caro amico mi ha messo sotto l'albero di Natale.
Il libro contiene il racconto che gli da' il titolo e, come riempitivo, un saggio di Goffredo Fofi. A guardarlo bene, nella sua copertina gialla con il disegno di un'auto in viaggio, mi sembra proprio un libro adatto ad essere regalato e, una volta letto, la sensazione si trasforma in certezza visto che quella raccontata da Schmitt � una bella storia che lascia in bocca un sapore gradevole.
Siamo a Parigi, quella Parigi anni '50-'60 dove ciascun quartiere � un piccolo paese, dove la gente si conosce, si parla e si aiuta; la Parigi dei piccoli negozi e delle baguettes, quella delle biciclette e dei baschi blu scuro, la Parigi dove le prostitute, oltre alla loro professione, hanno un cuore. La storia � quella di un'amicizia tra Mose', un ragazzo di undici anni e monsieur Ibrahim, un commerciante "arabo", dove "arabo significa aperto dalle otto a mezzanotte, sabato e domenica inclusi". Questo rapporto di amicizia nasce per caso e diviene, con il tempo, un legame fortissimo tra due persone sole. Mose' vive con il padre, un avvocato depresso e capace unicamente di umiliarlo paragonandolo ad un fantomatico fratello maggiore simbolo di perfezione, e monsieur Ibrahim � un commerciante proprietario di una drogheria all'angolo tra Rue Bleue e Rue du Faubourg-Poissonni�re che siede dietro alla cassa dal mattino alla sera, tutti i giorni, festivit� incluse.
L'amicizia tra i due si costruisce a piccoli passi, cadenzati dalle visite giornaliere di Mose' alla drogheria che contemplano, ogni volta, un piccolo furto da parte di Mose' e una perla di saggezza elargita dal commerciante. Monsieur Ibrahim, giorno dopo giorno, un fiore del Corano dopo l'altro, aiuta l'undicenne Mose' a crescere e a superare anche l'avvenuto l'abbandono da parte del padre. Ma ogni vera amicizia � uno scambio equo, uno spontaneo dare e avere. Cos� Mose', che tanto ha avuto da monsieur Ibrahim, lo ricambia riempiendo la solitudine del commerciante lontano dalla sua terra d'origine: la Mezzaluna D'oro.
Con un viaggio in auto attraverso l'Europa, monsieur Ibrahim e il suo figlio adottivo Mose', ora soprannominato Momo, varcano i confini d'oriente e fanno rotta verso la Mezzaluna D'Oro. In quella terra lontana entrambi troveranno qualcosa: monsieur Ibrahim trover� la morte e Momo l'inizio di una nuova vita.
"Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano" � un bel racconto, una storia piena di sentimenti caldi e confortanti come un pullover di cashmere. Un racconto con bei personaggi che si muovono in uno scenario di vita rassicurante, dove tutto � intessuto di bont� e anche gli emarginati sono belli.
L'incipit:
" A undici anni ho rotto il porcellino e sono andato a puttane."
Alcune citazioni dal testo:
"Il lusso � cos�, Momo. Niente in vetrina, niente in negozio. Tutto nel prezzo."
"[...] Per quanto esistono modi di pensare che sono anche malattie, come diceva spesso monsieur Ibrahim."
"Sai, Momo, l'uomo a cui Dio non ha rivelato la via direttamente, non trover� certo la rivelazione in un libro."
Claudio Palmieri, Gennaio 2004
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Pagina pubblicata il 12 Gennaio 2004 - Modificata il 13 Gennaio 2004
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