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Le recensioni 

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Pulp, Bukowski, copertina

Pulp

Una storia del XX secolo

di Charles Bukowski

Feltrinelli Editore

Collana: Universale Economica

2002



"Dedicato alla cattiva scrittura", questa e' la dedica che Charles Bukowski ha fatto del suo ultimo romanzo "Pulp" pubblicato postumo e che in Italia Feltrinelli pubblica nella sua Collana Universale Economica (costo 6.2 Euro). In esso, Bukowski ci presenta un investigatore volutamente somigliante a quelli generati dal modello del Marlowe di Chandler, ma che e' tratteggiato, facendo sapiente uso delle caratteristiche peculiari di questi classici investigatori, in maniera ironicamente dissacrante, cosi' da attaccare il mito di questa tipologia di eroe. 

Il protagonista di Pulp e' Nick Belane, un investigatore privato che, come ogni investigatore nato con i giusti attributi, opera e vive a Los Angeles. Il personaggio di Belane e' uno stereotipo del genere: solo, alcolizzato, dalla battuta facile e tagliente, lesto con la pistola e con i pugni. Particolare inconsueto per un eroe di questa risma e' il copricapo: una bombetta marrone. Questo rappresenta un primo indice del carattere ironico-grottesco riservato a Belane ed alle sue vicende nel romanzo di Bukowski. Belane e' fondamentalmente un fallito, ma ha dalla sua parte un cristallino sentimento di autostima che gli fa sostenere di essere "il piu' dritto di L.A.". A sua discolpa bisogna ammettere che la sua latente professionalita' viene messa a dura prova dagli strani casi che, letteralmente, gli cadono addosso nel corso della storia. Belane, infatti, si trova a dover rintracciare per conto di una tale "Signora Morte" un certo Celine, che a detta della donna e' proprio Louis Ferdinand Destouches nato nel 1894 e che, nonostante risulti scomparso nel 1961, non si e' ancora presentato al cospetto della suddetta signora. 
Il secondo caso in cui Belane "incappa" e' la ricerca del fantomatico Passero Rosso. Essa gli viene commissionata da un filantropico Mr. John Barton che ripone una fiducia sconfinata nelle capacita' di Nick e che lo aveva raccomandato anche alla Signora Morte. L'identita' del Passero Rosso, ricercata costantemente lungo tutto la storia, diverra' chiara a Belane, e non solo a lui, solo alla fine. 
Il terzo caso per Belane e' un classico per un investigatore privato: indagare sulla fedelta' di un'attraente bionda tutto pepe che, nel corso del romanzo, arrivera' ad offrire il suo bel corpicino allo sdrucito Belane, che, nel piu' classico stile Chandleriano, si sentira' in dovere di ringraziare e ovviamente rifiutare. 
Il portafoglio di clienti di Belane si completa con il caso di un impresario di pompe funebri che vuole togliersi dalle costole una aliena che, intrufolatasi nel corpo di una bomba sexy, non gli da' piu' pace. 

Non vi sembra abbastanza per un romanzo intitolato Pulp (pasticcio)? Bene, allora sappiate che tutte le vicende sono tutt'altro che slegate tra loro nella trama. In questo romanzo Bukowski costruisce una serie di incredibili intrecci sostenuti dall'assoluta assurdita' dei personaggi e puntellati da alcune delle caratteristiche peculiari di quei romanzi polizieschi in cui il protagonista e' lo stereotipo dell'investigatore privato di L.A.: gli abiti sdruciti, il vizio della bottiglia, l'abilita' di far quadrare le cose con spallate alle porte e di convincere le persone con la filosofia della pistola spianata, la battuta facile e bruciante. 

Cosi' in Pulp, Nick Belane, sempre convinto di avere il controllo di una situazione follemente ingarbugliata ("Palle al vento. Ero Nick Belane, investigatore superdritto."), tira avanti seduto alla sua scrivania da dove, a seconda della necessita', tira fuori la bottiglia di vodka o la fedele Luger calibro 32. Da quella posizione Nick si vede arrivare in ufficio uno zoo di personaggi strampalati che vogliono sempre qualcosa da lui: soldi, nomi di cavalli vincenti, prestazioni lavorative o solo un drink. 
Ma Belane, tra un'indagine strampalata ed una sosta in un bar, riesce a venire a capo dei suoi casi agendo in maniera assolutamente scoordinata, ficcandosi in situazioni assurde che si risolvono spesso con l'aiuto dei suoi stessi clienti che, apparsi casualmente o letteralmente piovuti dal nulla, lo aiutano a tirarsi fuori dagli impicci. 

La trama di Pulp si dipana solidamente tra giornate piene di colpi di scena e giornate in cui Belane, preso dalla depressione di una vita squallida, ossessionato dalle corse e dai creditori, se ne rimane in casa in compagnia della bottiglia. La storia, nella sua follia, risulta paradossalmente credibile tanto da portare il lettore ad affezionarsi a questo sdrucito ubriacone.

Pulp e' un "pasticcio" ben riuscito in cui l'autore inventa un personaggio e delle situazioni incredibili che stanno saldamente in piedi nel complesso assurdo della storia. Gangster, strozzini, invasori alieni, informatori, mariti traditi, baristi e cameriere popolano uno zoo multicolore tinto di disperazione, di solitudine e punteggiato dai colori forti della vita reale e da quelli tetramente incombenti della morte. 
Bukowski, con un tocco da maestro, riesce a dare al contenuto ironico di questo romanzo una profondita' esistenziale che lo rende un libro da non perdere.



L'incipit:

"Stavo in ufficio, il contratto d'affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi. Era una giornata infernale ed il condizionatore d'aria era rotto. Sul piano della scrivania sta camminando lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo aperto della mano e la spedii all'altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillo' il telefono."



Un po' di citazioni dal testo:

"Lei e' un bell'uomo, in un certo senso deve saperlo. Ha l'aria vissuta. Le sta molto bene. La maggior parte degli uomini non vivono affatto bene, semplicemente si logorano."

"Cominciai a guardargli su per le gambe. Mi sono sempre piaciute le gambe. E' stata la prima cosa che ho visto quando sono nato. Ma allora stavo cercando di uscire. Da quel momento in poi ho sempre tentato di andare nell'altra direzione, ma con fortuna piuttosto scarsa."

"Controllai la fondina. C'era. Nascosta. La migliore erezione che possa avere un uomo."



Claudio Palmieri, Settembre 2002



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