VERONA ALTERNATIVA

DOCUMENTI ANTICHI

Versus de Verona (Ritmo Pipiniano)

 


Fu scritto durante il regno di Pipino, figlio di Carlo Magno, dopo la vittoria sugli Avari (796). L 'autore, anonimo, va ricercato nella cerchia degli ecclesiastici , considerando le  conoscenze degli antichi vescovi della diocesi veronese.  Il Versus de Verona celebra la bellezza della città e delle mura  dalle quali si innalzano quarantotto torri; loda l'antico foro romano, i castelli ed i ponti. Ma il vero motivo d'orgoglio sono i santi vescovi, primo fra tutti San Zeno e le numerose reliquie dei santi. Non manca neppure l'elogio a re Pipino.

(P.S. Mi scuso con i puristi del latino per la traduzione un po' "naif": i tempi del liceo classico sono lontani...)

Magna et preclara pollet urbis in Italia
in partibus Venetiarum, ut docet Isidorus,
que Verona uocitatur olim antiquitos.
Grande ed illustre sorge una città in Italia, nelle Venezie, come insegna Isidoro, che fin dall'antichità  si chiama Verona.
Per quadrum est compaginata, murificata firmiter;
quaranta et octo turres fulget per circuitum,
ex quibus octo sunt excelse qui eminent omnibus.
Di forma un quadrata, difesa da possenti mura; quarantotto torri risplendono in questa cortina, di queste otto superano  le altre in altezza.
Habet altuin laberintum magnum per circuitum,
in qua nescius ingressus non ualet egredere
nisi igne lucerne vel a filo glomere;
Ha un alto labirinto, che forma un grande anello : chi vi entra senza conoscerlo, non può uscirne, se non a lume di candela o con il  filo di un gomitolo;
foro lato, spatioso, sternato lapidibus,
ubi in quatuor cantus magnus istat forniceps;
plàteas mire sternate de sectis silicibus;
C'è una piazza larga e spaziosa, lastricata in pietra: su ciascuno dei quattro angoli sorge un grande arco; meravigliose strade lastricate con pietre squadrate:
fana, tempora, constructa a deorum nomina,
Lunis, Martis et Mineruis, Iouis atque Veneris,
et Saturnis siue Solis, qui prefulget omnibus.
Vi sono templi in stile antico dedicati agli dèi; Luna, Marte e Minerva, Giove e Venere, e Saturno, e il Sole che splende su tutto.
Et dicere lingua non ualet huius urbis scemeta:
intus nitet, foris candet circumsepta luminis;
in ere pondos deauratos metalla communia;
Nessuna lingua potrebbe narrare le bellezze di questa città: dentro brilla, fuori risplende, avvolta da un'aurea lumisosa; il bronzo ricoperto con l'oro è il metallo più diffuso;
Castro magno et excelso et firma pugnacula;
pontes lapideos fundatos super flumen Àdesis,
quorum capita pertingit in orbem in oppidum.
Ci sono un grande ed eccelso castello e poderosi bastioni; ponti di pietra su pile che poggiano sull'Adige, le cui estremità uniscono la città e la cittadella fortificata.
Ecce quam bene est fundata a malis hominibus,
qui nesciebant legem Dei nostri atque uetera
simulacra uenerabantur lignea lapidea.
Ecco come si presenta:, ben fondata da uomini pagani, che non conoscevano la legge del nostro Dio e veneravano  vecchi idoli di legno e pietra.
Sed postquam uenit ergo Sacer, plenitudo temporum,
incarnauit diuinitatem nascendo ex Virgine,
exinaniuit semetipsum, ascendit patibulum;
Ma dopo che finalmente venne il Santo, nella pienezza dei tempi, che incarnò lo Spirito divino nascendo dalla Vergine, umiliò se stesso, salì al patibolo;
inde depositus, ad plebem Iudeorum pessimam,
in monumento conlocatus ibi mansit triduo;
inde resurgens cum triumpho sedit Patris dextera.
quindi fu deposto, fra la cattiva plebe dei giudei e collocato nel sepolcro in cui rimase tre giorni; quindi, risorto, siede trionfalmente alla destra del Padre.
Gentilitas hoc dum cognouit, festinauit credere
quare erat ipse Deus celi terre conditor,
qui apparuit in mundo per Marie utero.
I Gentili, saputo ciò, subito credettero che Egli stesso era Dio, creatore del cielo e della terra, che venne al mondo dal seno di Maria.
Ex qua stirpe processerunt Martyres, Apostoli,
Confessores et Doctores et Vates sanctissimi,
qui concordauerunt mundum ad fidem catholicam.
Da quella stirpe vennero martiri e apostoli, Confessori e Dottori e santissimi profeti, che portarono il mondo alla fede cattolica.
Sic factus adimpletus est sermo Dauiticus,
quod Celi clariter enarrant gloriam Altissimi
ad summo celorum usque terre terminum.
Così si compì la parola di Davide: "i cieli esaltano la gloria dell'Altissimo dall' alto dei cieli ai confini della terra ".
Primum Verona predicauit Euprepis episcopus,
secundum Dimidrianus, tertius Simplicius,
quartus Proculus confessor pastor et egregius;
Per primo predicò a Verona  il vescovo Euprepio, per secondo Demetriano, per terzo Simplicio, per quarto Procolo, grande confessore e pastore;
quintus fuit Saturninus et sextus Lucilius;
septimus fuit Gricinus doctor et episcopus;
octauus pastor et confessor Zeno martyr inclitus:
quinto fu Saturnino e sesto Lucillo; settimo fu Cricino, dottore e vescovo; ottavo fu, pastore e confessore, Zeno, glorioso martire;
qui Verona predicando reduxit ad baptisimo,
a malo spiritui sanauit Galieni filiam,
boues cum homine mergentem reduxit ad pelago,
il quale, con i suoi sermoni, portò Verona al battesimo; liberò dal maligno la figlia di Gallieno; salvò i buoi con un uomo che affogava  nell'acqua alta;
et quideni multos liberauit ab hoste pestifero,
mortuum resuscitauit erepto ex fluuio,
idola multa destruxit per crebra ieiunia.
 ma anche liberò molte altre persone  dal nemico distruttore; risuscitò un morto tirato fuori dal fiume; distrusse molti demoni per mezzo di frequenti digiuni.
Non queo multa narrare huius sancti opera,
que ad Syriam ueniendo usque in Italiam
per ipsum omnipotens Deus ostendit mirabilia.
Non posso raccontare le molte opere di questo santo, le meraviglie che, venendo in Italia dalla Siria, Iddio onnipotente mostrò attraverso Lui.
O felicem te Verona ditata et inclita,
qualis es circumuallata custodes sanctissimi,
qui te defendet et expugna ah hoste iniquissimo.
Felice te, o Verona ricca e gloriosa, poiché sei cinta da una corona di santissimi custodi che ti proteggono e liberano da un cattivissimo nemico. 
Ab oriente habet primum martyrem Stephanum,
Florentium, Vindemialem et Mauro episcopo,
Mammam, Andrònico et Probo cum Quaranta martyribus:
Ad oriente c'è  Stefano protomartire, Fiorenzo, Vendemmiale e il  vescovo Mauro, Mamma, Andronico e Probo coi Quaranta martiri;
deinde Petro et Paulo, Iàcobo apostolo,
precursorem et baptistam Iohannem, et martyrem
Nazarium una cum Celso, Victore, Ambrosio;
quindi Pietro e Paolo, Giacomo apostolo,  il precursore Giovanni il battista; e il martire Nazario insieme con Celso, Vittore e Ambrogio; 
inclitus martyr Christi Geruasio et Protasio,
Faustino atque Iovitta, Eupolus, Calòcero,
Domini mater Maria, Vitale, Agricola.
il glorioso martire di Cristo Gervasio e Protasio, Faustino e Giovita, Eupolo, Calogero;  la madre del Signore, Maria, Vitale e Agricola.
In partibus meridiane Firmo et Rustico,
qui olim in te susceperunt coronas martyrii,
quorum corpora ablata sunt in maris insulis.
 A mezzogiorno vi sono Fermo e Rustico, che un tempo in te ebbero le corone dei martir,; i cui corpi erano stati portati via nelle isole del mare.
Quando complacuit Domno regi inuisibili,
in te sunt facta renouata per Annonem presulem,
temporibus principum regum Desiderii et Adelchis.
Quando piacque al Signore, invisibile re, in te furono di nuovo onorati dal vescovo Annone, al tempo che Desiderio e Adelchi erano a capo del regno.
Qui diu morauerunt sancti nunc reuersi sunt
quos egregius redemit cum sociis episcopus
Primo et Apollenare et Marco et Lazaro:
Quei santi che erano rimasti nascosti per lungo tempo, ora sono ritornati: li riscattò l'egregio vescovo , coi compagni Primo e Apollinare e Marco e Lazzaro:
quorum corpora insimul condidit episcopus
aromata et galbanen, stacten et argòido,
myrra et gutta et cassia et tus lucidissimus.
sui loro corpi il vescovo cosparse aromi, e galbane e statte e argòido e mirra e ambra e cassia e incenso purissimo.
Tumuluni aureum coopertum circumdat preconibus;
color sericus fulget, mulcet sensus hominum,
modo albus modo niger inter duos purpureos.
Ricopre e avvolge l'altare d'oro con le effigi degli araldi della fede; lo splendore della seta brilla ed incanta i sensi degli uomini; un listello bianco ed uno nero si alternano tra due di  porpora.
Hec ut ualuit parauit Anno presui inclitus:
per huius cinus flama claret de bonis operibus
ab austro, finibus terre, usque nostri terminus.
Annone, glorioso vescovo, stabilì di rendere questi onori nel modo più solenne; dalla sua cenere risplende la fiamma delle buone opere, dall'austro ai confini terrestri, fino alle nostre terre. 
Ab occidente custodit Systus et Laurentius,
Ypolitus, Apollenaris, Duodecim Apostoli
Domini, magnus confessor Martinus sanctissimus.
A occidente proteggono  Sisto e Lorenzo, Ippolito, Apollinare, i Dodici Apostoli del Signore,  il grande confessore Martino il santissimo.
Iam laudanda non est tibi, urbis in Auxonia
splendens pollens et redolens a sanctorum corpora
opulenta inter centum sola in Italia.
Infine non c'è città che più degna di lode, in Ausonia, splendida, potente e redolente per le reliquie dei santi, ricca tra le cento città d'Italia.
Nam te conlaudant Aquilegia, te conlaudant Mantua,
Brìxia, Papia, Roma insìmul Ràuena;
per te portus est undique usque in fines Ligorie.
Infatti ti onora Aquileia, ti onora Mantova e Brescia, e Pavia e Roma insieme con Ravenna. Da te passano tutte le strade fino ai confini della Liguria.
Magnus hahitat in te rex Pipinus piissimus,
non oblitus pietatem aut rectum iudicium,
qui bonis agens semper cunctis facit prospera.
Un grande sovrano in te dimora , il piissimo Pipino, che mai trascura pietà e buon senso e che, ben agendo, fa il bene di tutti.
Gloria canemus Domno regi inuisibili,
qui talibus te adornauit floribus mysticis,
in quantis nites ct resplendes sicut sol irradians.
Cantiamo gloria  al Signore, re invisibile, che ti abbellì di questa mistica ghirlanda che ti rende bella e splendente come il sole sfolgorante.
Sancte Zeno, ora pro me et cunctis mortalibus. San Zeno, prega per me e per tutti i mortali