Bobby Fischer, campione tra mito e realtà.

 

Bobby Fischer

Raramente nella storia degli scacchi sono girate tante dicerie quanto su Bobby Fischer, ammirato per la sua eccezionale bravura, criticato da alcuni e amato da altri per i suoi comportamenti e le opinioni a dir poco singolari. E il grande giocatore americano, con il suo ritiro improvviso dall’arena scacchistica una volta vinto il titolo di campione del mondo, il suo clamoroso ritorno alla ribalta nel 1992 in Yugoslavia in un match di commemorazione per il ventennale della sfida mondiale con Spassky, e tanti altri colpi di scena clamorosi, ha fatto di tutto per costruire attorno a sé un alone di mistero se non addirittura di leggenda. In questo articolo, cercheremo di dipanare un po’ questo alone per cercare di delineare alcuni degli aspetti tecnici principali del gioco di Fischer, mettendo da parte per un momento le sue stramberie che lo hanno reso celebre al grande pubblico: e vi assicuro che ne verranno fuori delle cose molto interessanti!

La formazione scacchistica di Fischer: un altro sovietico?

La leggenda vuole che il piccolo Bobby si facesse notare da alcuni scacchisti newyorkesi all’età di 8 anni, che cominciò a frequentare i circoli della Grande Mela fino ad arrivare in breve tempo ad un livello tale da potersi permettere di sbaragliare prima gli avversari in patria, poi in tutto il mondo fino alla conquista dello scettro mondiale: nulla si dice della sua formazione scacchistica, lasciando intendere che possedesse quasi una sorta di scienza infusa mai appresa. In realtà, spulciando tra le varie pubblicazioni scacchistiche, si possono scoprire cose molto interessanti sulla sua educazione agli scacchi, per certi versi clamorose.

Ad esempio, sebbene Fischer sia noto a tutti per il suo acceso odio anticomunista, si potrebbe affermare che, scacchisticamente parlando, fosse pure lui un….. sovietico!

Fin da bambino, comprese il valore della scuola sovietica, e cercò di accedere ai suoi insegnamenti: perciò decise di imparare il russo, si abbonò alle riviste scacchistiche sovietiche e si fece importare i più importanti manuali di scacchi. In questo modo, la sua cultura scacchistica crebbe a dismisura, e divenne una componente fondamentale dei suoi successi. Ne possiamo dare un esempio pratico mostrando una delle sue prime celebri vittorie, nel campionato USA 1958 contro il Grande Maestro Reshevsky:

 

Fischer,R - Reshevsky,S Difesa Siciliana [B35]
USA Championship New York City, 1958
1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 g6 5.Ae3 Cf6 6.Cc3 Ag7 7.Ac4 00 8.Ab3 Ca5 9.e5 Ce8 10.Axf7+ Rxf7 11.Ce6 dxe6 12.Dxd8 Cc6 13.Dd2 Axe5 14.00 Cd6 15.Af4 Cc4 16.De2 Axf4 17.Dxc4 Rg7 18.Ce4 Ac7 19.Cc5 Tf6 20.c3 e5 21.Tad1 Cd8 22.Cd7 Tc6 23.Dh4 Te6 24.Cc5 Tf6 25.Ce4 Tf4 26.Dxe7+ Tf7 27.Da3 Cc6 28.Cd6 Axd6 29.Txd6 Af5 30.b4 Tff8 31.b5 Cd8 32.Td5 Cf7 33.Tc5 a6 34.b6 Ae4 35.Te1 Ac6 36.Txc6 bxc6 37.b7 Tab8 38.Dxa6 Cd8 39.Tb1 Tf7 40.h3 Tfxb7 41.Txb7+ Txb7 42.Da8 10

 

La spettacolare combinazione vincente non la trovò sulla scacchiera, ma semplicemente la ricordò da una partita Bastrikov-Shamkovic dello stesso anno, pubblicata alcuni mesi prima sullo Shakmatny Bullettin! Il povero Reshevsky era all’oscuro di tutto ciò, ma non l’informatissimo Fischer, che diede prova della sua erudizione anche in un altro episodio. Invitato a partecipare ad una trasmissione scacchistica yugoslava, il presentatore del programma gli chiese di illustrare e spiegare al pubblico alcune delle più famose partite Botvinnik; Fischer invece preferì mostrare alcune partite   giocate quando questi era adolescente, assolutamente sconosciute fuori dall’URSS.

I suoi rapporti con i giocatori sovietici erano abbastanza ambigui e controversi, cosa del resto inevitabile per gente che si sfida a così alto livello. In URSS si rendevano conto che il giovane Fischer era sì un talento di grandissimo valore, ma notavano era anche quanto fosse pompato dalla stampa e dai media occidentali, che altro non aspettavano se non uno scacchista capace di misurarsi alla pari con i temutissimi sovietici, cosa che prima non era stata possibile nonostante fossero stati fatti cospicui sforzi in questo senso.

Spassky e Petrosjan lodarono spesso Fischer  per la sua dedizione e passione nei confronti del nobil gioco, e lo stesso fece Fischer nei loro confronti, mentre invece sembrava non nutrire grande ammirazione per altri campioni del passato, come ad esempio Lasker, che definì addirittura un “giocatore da caffè”.

Del resto, Bobby amava tutto degli scacchi tranne una cosa: perdere, cosa che, nei primi anni di carriera, contro i giocatori sovietici più rappresentativi (Tal, Petrosjan, Spassky, Geller), gli capitava abbastanza spesso, a causa delle sue conoscenze strategiche non ancora abbastanza solide, e anche della sua cocciutaggine. Contro Tal, noto per la sua straordinaria abilità tattica, invece di cercare di condurre la partita su schemi posizionali, tentava continuamente di mostrarsi superiore sul piano combinativo, con il risultato che arrivò ad avere con l’estroso giocatore lettone un imbarazzante score di 4-0 in suo sfavore all’interzonale di Bled 1959; contro Petrosjan ricorse spesse volte a dubbie novità teoriche, che gli furono demolite seduta stante; e contro Spassky utilizzò invano la Difesa Gruenfeld, che notoriamente il sovietico amava giocare con il Bianco. Forse anche così il giovane Fischer cominciava a misurare i suoi limiti.

 

Il giovane Fischer: una micidiale macchina tattica

Sebbene già da ragazzino fosse dotato di buone abilità nel gioco posizionale, ci sentiamo di affermare che la caratteristica saliente del suo gioco in quel periodo fosse una capacità tattica ed una abilità di calcolo fuori dal comune, con la quale riusciva ad imbrigliare anche alcuni tra i più esperti Grandi Maestri.  Il suo gioco di quel periodo ricorda da vicino quello di Alekhine (per il quale, a dire il vero, non nutriva molta stima) e la partita che vi presentiamo, forse la sua prima gemma in assoluto, lo testimonia in pieno. E questa volta potete stare certi che non l’aveva letta prima da nessuna parte!

 

Byrne,D - Fischer,R  Difesa Gruenfeld[D97]
Rosenwald Memorial New York City, 1956
1.Cf3 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.d4 00 5.Af4 d5 6.Db3 dxc4 7.Dxc4 c6 8.e4 Cbd7 9.Td1 Cb6 10.Dc5 Ag4 11.Ag5 Ca4 12.Da3 Cxc3 13.bxc3 Cxe4 14.Axe7 Db6 15.Ac4 Cxc3 16.Ac5 Tfe8+ 17.Rf1 Ae6 18.Axb6 Axc4+ 19.Rg1 Ce2+ 20.Rf1 Cxd4+ 21.Rg1 Ce2+ 22.Rf1 Cc3+ 23.Rg1 axb6 24.Db4 Ta4 25.Dxb6 Cxd1 26.h3 Txa2 27.Rh2 Cxf2 28.Te1 Txe1 29.Dd8+ Af8 30.Cxe1 Ad5 31.Cf3 Ce4 32.Db8 b5 33.h4 h5 34.Ce5 Rg7 35.Rg1 Ac5+ 36.Rf1 Cg3+ 37.Re1 Ab4+ 38.Rd1 Ab3+ 39.Rc1 Ce2+ 40.Rb1 Cc3+ 41.Rc1 Tc2# 01

 

La partita di Re: quasi come un comandamento!

Con il Bianco, per tutta la durata della sua carriera, Fischer aprì 1.e4, e le eccezioni furono rarissime: in alcune simultanee era addirittura possibile vederlo spingere il Pedone di Re di due case contro tutti gli avversari!

Del resto, il suo repertorio di aperture era piuttosto limitato, anche se lo conosceva alla perfezione: in particolare gli si deve il perfezionamento della Difesa Siciliana, e si può dire che nel trattamento di questa forse il solo Kasparov ha fatto di meglio in tutta la storia degli scacchi.  Fischer diede grande impulso alla sviluppo della teoria sulla discussa variante detta del “Pedone avvelenato”, che prima di allora veniva considerata alla stregua di una trovata dilettantesca, suscitando fiumi di discussioni ed analisi che non hanno ancora oggi emesso dei verdetti definitivi.

Fischer rimise in auge anche la variante di cambio della Partita Spagnola, da decenni caduta in disuso, alle Olimpiadi dell’Avana del 1966, ottenendo immediatamente dei grandi successi, e ancora non sono chiari i metodi difensivi con cui il Nero deve opporsi all’iniziativa avversaria. Contro i giochi chiusi, era solito impostare la Difesa Est-Indiana o la Gruenfeld, aperture offensive che prevedono contrattacchi immediati, a dimostrazione della sua propensione offensiva e della tendenza a creare posizioni dinamiche ricche di combinazioni e possibilità tattiche.

Quella che presentiamo è una serie di partite che illustrano sommariamente il repertorio di aperture adottato dal campione americano:

 

Fischer,R - Portisch,L  Partita Spagnola (var. cambio)[C69]
Havana Olympiad Final, 1966
1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Axc6 dxc6 5.00 f6 6.d4 exd4 7.Cxd4 c5 8.Cb3 Dxd1 9.Txd1 Ad6 10.Ca5 b5 11.c4 Ce7 12.Ae3 f5 13.Cc3 f4 14.e5 Axe5 15.Axc5 Axc3 16.bxc3 Cg6 17.Cc6 Ae6 18.cxb5 axb5 19.Ca7 Tb8 20.Tdb1 Rf7 21.Cxb5 Thd8 22.Tb4 Axa2 23.Cxc7 Tbc8 24.h4 Td2 25.Ab6 f3 26.Ae3 Te2 27.Cb5 Ta8 28.h5 Ce5 29.Tf4+ Re7 30.Td1 Tc8 31.Te4 Rf6 32.Td6+ Rf5 33.Tf4+ Rg5 34.Txf3+ 10

 

 

Parma,B - Fischer,R  Difesa Siciliana (var. Pedonone avvelenato)[B97]
Zagreb, 1970
1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ag5 e6 7.f4 Db6 8.Dd2 Dxb2 9.Tb1 Da3 10.Axf6 gxf6 11.Ae2 Ag7 12.00 f5 13.Tfd1 00 14.exf5 exf5 15.Cd5 Cc6 16.Cxc6 bxc6 17.Ce7+ Rh8 18.Cxc8 Tfxc8 19.Dd3 Dc5+ 20.Rh1 Te8 21.Dc4 Dxc4 22.Axc4 Te4 23.Axf7 Tf8 24.Ah5 Txf4 25.Tb6 Ae5 26.Txa6 Th4 27.Af3 Txh2+ 28.Rg1 c5 29.Ta8 Txa8 30.Axa8 Th4 31.Ac6 Tb4 32.a4 Tb2 33.c4 Rg7 34.Td3 Ta2 35.Rf1 Rg6 36.Te3 h5 37.Te2 Ta3 38.Td2 h4 39.Re2 Af4 40.Td3 Ta2+ 41.Rd1 Rf6 42.Tf3 Ae5 43.Td3 Re7 44.Td2 Ta3 45.Re2 Ac3 46.Td3 Ta2+ 47.Rd1 Ad4 48.Th3 Af6 49.Te3+ Ae5 50.Td3 Rd8 51.Td2 Ta1+ 52.Re2 Rc7 53.Ab5 Af4 54.Tc2 Ta3 55.Tb2 Ae5 56.Td2 Tg3 57.Rd1 f4 01

 

Larsen,B - Fischer,R  Difesa Est-Indiana [E97]
Match Denver (4), 1971
1.c4 g6 2.Cf3 Ag7 3.d4 Cf6 4.Cc3 00 5.e4 d6 6.Ae2 e5 7.00 Cc6 8.d5 Ce7 9.Cd2 c5 10.Tb1 Ce8 11.b4 b6 12.a4 f5 13.a5 Cf6 14.Da4 Ad7 15.Da3 Ah6 16.Ad3 Dc7 17.bxc5 bxc5 18.exf5 gxf5 19.Ac2 a6 20.Cde4 Axc1 21.Cxf6+ Txf6 22.Tfxc1 Taf8 23.Tb6 Ac8 24.Ce2 f4 25.Ae4 Cf5 26.Tc6 Dg7 27.Tb1 Ch4 28.Dd3 Af5 29.Rh1 f3 30.Cg3 fxg2+ 31.Rg1 Axe4 32.Dxe4 Cf3+ 33.Rxg2 Cd2 01

 

 

Garcia,R - Fischer,R  Difesa Gruenfled [D85]
Capablanca Memorial, 1965
1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 d5 4.cxd5 Cxd5 5.e4 Cxc3 6.bxc3 Ag7 7.Ae3 c5 8.Ac4 Da5 9.Dd2 00 10.Tb1 cxd4 11.cxd4 Dxd2+ 12.Rxd2 Cc6 13.Cf3 e6 14.Re2 b6 15.Thc1 Ab7 16.Ad3 Tac8 17.Tc2 Tcd8 18.Tc4 f5 19.e5 Ca5 20.Ta4 Td7 21.Cg5 Ad5 22.Ad2 Cc6 23.Ab5 Tc8 24.Re1 h6 25.Ch3 g5 26.f3 Af8 27.Cf2 Tdc7 28.Aa6 Td8 29.Tc1 Tdd7 30.Ab5 a5 31.Cd3 Tf7 32.h4 Ca7 33.Ac4 f4 34.Re2 Tc6 35.Cf2 Tfc7 36.Axd5 exd5 37.Tb1 Ae7 38.hxg5 hxg5 39.Rd3 Td7 40.Cd1 Rf7 41.Cc3 Ab4 42.a3 Ae7 43.Cxd5 Txd5 44.Re4 Tb5 45.Th1 Rg6 46.Th8 Tb2 47.Ab4 Axb4 48.axb4 Cb5 49.Ta1 Txb4 50.Rd5 Cxd4 51.Tah1 Tc5+ 52.Rd6 Cf5+ 01

 

Per finire, si deve segnalare che con il Bianco Fischer riuscì ad ottenere vittorie convincenti contro tutte le difese, eccetto una: la Difesa Francese, che per tutta la carriera si rivelò un osso talmente duro al punto che non riuscì in qualche modo a demolirla, ma gli costò addirittura diverse cocenti sconfitte. Quella che riportiamo qua sotto fu particolarmente clamorosa, perché ottenuta nel 1970, cioè quando Fischer era il numero uno al mondo indiscusso, contro un avversario di modesto valore:

 

Fischer,R - Kovacevic,V Difesa Francese [C15]
Zagreb, 1970
1.e4 e6 2.d4 d5 3.Cc3 Ab4 4.a3 Axc3+ 5.bxc3 dxe4 6.Dg4 Cf6 7.Dxg7 Tg8 8.Dh6 Cbd7 9.Ce2 b6 10.Ag5 De7 11.Dh4 Ab7 12.Cg3 h6 13.Ad2 000 14.Ae2 Cf8 15.00 Cg6 16.Dxh6 Th8 17.Dg5 Tdg8 18.f3 e3 19.Axe3 Cf8 20.Db5 Cd5 21.Rf2 a6 22.Dd3 Txh2 23.Th1 Dh4 24.Txh2 Dxh2 25.Cf1 Txg2+ 26.Re1 Dh4+ 27.Rd2 Cg6 28.Te1 Cgf4 29.Axf4 Cxf4 30.De3 Tf2 01

 

L’Alfiere delle case chiare, inseparabile amico di tutta la carriera.

Una delle principali qualità di Fischer, che dimostrò non appena cominciò a giocare, concerneva l’abilità nell’uso degli Alfieri: in particolare, si possono trovare parecchie partite in cui forzò l’ingresso in finali con il proprio Alfiere delle case chiare opposto ad un Cavallo avversario, dimostrando come vada usata la maggior gittata di questo pezzo nei confronti del meno agile collega equino. Qui riportiamo tre esempi molto significativi:

 

Fischer,R - Unzicker,W Partita Spagnola [C97]
Zurich, 1959
1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6 5.00 Ae7 6.Te1 b5 7.Ab3 d6 8.c3 00 9.h3 Ca5 10.Ac2 c5 11.d4 Dc7 12.Cbd2 Ad7 13.Cf1 Tfe8 14.Ce3 g6 15.dxe5 dxe5 16.Ch2 Tad8 17.Df3 Ae6 18.Chg4 Cxg4 19.hxg4 Dc6 20.g5 Cc4 21.Cg4 Axg4 22.Dxg4 f6 23.gxf6 Axf6 24.a4 Cb6 25.axb5 axb5 26.Ae3 Ta8 27.Ted1 Rh8 28.b3 Ag7 29.Dh4 Af6 30.Ag5 Axg5 31.Dxg5 Txa1 32.Txa1 Cd7 33.Ad1 Cf6 34.Ta7 Dd6 35.Ae2 Te7 36.Txe7 Dxe7 37.Axb5 Rg7 38.Ae2 Dc7 39.De3 Da5 40.g3 Da3 41.Rg2 Da5 42.Dd3 Db6 43.Dc4 Dc6 44.Ad3 Db6 45.b4 cxb4 46.cxb4 Cg4 47.Dc5 Dxc5 48.bxc5 Rf7 49.f4 Re7 50.Rf3 Cf6 51.Ab5 Re6 52.Ac4+ Re7 53.c6 Ce8 54.fxe5 h6 55.Re3 Cc7 56.Rd4 h5 57.Re3 g5 58.Ae2 h4 59.gxh4 gxh4 60.Ac4 Ce8 61.Rf4 Rd8 62.Rg4 Rc7 63.Af7 Cg7 64.Rxh4 Rxc6 65.Rg5 10

 

Uhlmann,W - Fischer,R  Difesa Est-Indiana [E79]
Leipzig Olympiad Final, 1960
1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.e4 00 5.Ae2 d6 6.f4 c5 7.Cf3 cxd4 8.Cxd4 Cc6 9.Ae3 Cg4 10.Axg4 Axd4 11.Axd4 Axg4 12.Dd2 Cxd4 13.Dxd4 e5 14.fxe5 Dh4+ 15.Df2 Dxf2+ 16.Rxf2 dxe5 17.Tac1 Tad8 18.Cd5 Ae6 19.Thd1 f5 20.exf5 gxf5 21.Td2 Rf7 22.Tcd1 Td7 23.Cc3 Tfd8 24.Txd7+ Txd7 25.Txd7+ Axd7 26.b4 b6 27.a4 Ae6 28.c5 bxc5 29.bxc5 Re7 30.Rg3 Rd7 31.Rh4 Rc6 32.Rg5 e4 33.g4 fxg4 34.Cxe4 a5 35.Rf4 Ab3 36.Re3 Axa4 37.Rd2 h6 38.Cf6 Rxc5 39.Cxg4 h5 40.Ce3 Rd4 41.Cf1 Re5 42.Re3 Ab3 01

 

Fischer,R - Taimanov,M  Difesa Siciliana [B44]
Match Vancouver (2), 1971
1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 e6 5.Cb5 d6 6.Af4 e5 7.Ae3 Cf6 8.Ag5 Da5+ 9.Dd2 Cxe4 10.Dxa5 Cxa5 11.Ae3 Rd7 12.C1c3 Cxc3 13.Cxc3 Rd8 14.Cb5 Ae6 15.000 b6 16.f4 exf4 17.Axf4 Cb7 18.Ae2 Ad7 19.Td2 Ae7 20.Thd1 Axb5 21.Axb5 Rc7 22.Te2 Af6 23.Tde1 Tac8 24.Ac4 Thf8 25.b4 a5 26.Ad5 Rb8 27.a3 Tfd8 28.Axf7 Ac3 29.Ad2 d5 30.Td1 d4 31.Axc3 Txc3 32.Rb2 d3 33.Rxc3 dxe2 34.Te1 Cd6 35.Ah5 Cb5+ 36.Rb2 axb4 37.axb4 Td4 38.c3 Th4 39.Axe2 Cd6 40.Td1 Rc7 41.h3 Tf4 42.Tf1 Te4 43.Ad3 Te5 44.Tf2 h5 45.c4 Tg5 46.Rc3 Rd7 47.Ta2 Rc8 48.Rd4 Rc7 49.Ta7+ Rd8 50.c5 bxc5+ 51.bxc5 Ce8 52.Ta2 Cc7 53.Ac4 Rd7 54.Tb2 Rc6 55.Ab3 Cb5+ 56.Re3 Rxc5 57.Rf4 Tg6 58.Ad1 h4 59.Rf5 Th6 60.Rg5 Cd6 61.Ac2 Cf7+ 62.Rg4 Ce5+ 63.Rf4 Rd4 64.Tb4+ Rc3 65.Tb5 Cf7 66.Tc5+ Rd4 67.Tf5 g5+ 68.Rg4 Ce5+ 69.Rxg5 Tg6+ 70.Rxh4 Txg2 71.Ad1 Tg8 72.Ag4 Re4 73.Rg3 Tg7 74.Tf4+ Rd5 75.Ta4 Cg6 76.Ta6 Ce5 77.Rf4 Tf7+ 78.Rg5 Tg7+ 79.Rf5 Tf7+ 80.Tf6 Txf6+ 81.Rxf6 Re4 82.Ac8 Rf4 83.h4 Cf3 84.h5 Cg5 85.Af5 Cf3 86.h6 Cg5 87.Rg6 Cf3 88.h7 Ce5+ 89.Rf6 10

 

Fischer,R - Taimanov,M  Difesa Siciliana [B47]
Match Vancouver (4), 1971
1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Dc7 5.Cc3 e6 6.g3 a6 7.Ag2 Cf6 8.00 Cxd4 9.Dxd4 Ac5 10.Af4 d6 11.Dd2 h6 12.Tad1 e5 13.Ae3 Ag4 14.Axc5 dxc5 15.f3 Ae6 16.f4 Td8 17.Cd5 Axd5 18.exd5 e4 19.Tfe1 Txd5 20.Txe4+ Rd8 21.De2 Txd1+ 22.Dxd1+ Dd7 23.Dxd7+ Rxd7 24.Te5 b6 25.Af1 a5 26.Ac4 Tf8 27.Rg2 Rd6 28.Rf3 Cd7 29.Te3 Cb8 30.Td3+ Rc7 31.c3 Cc6 32.Te3 Rd6 33.a4 Ce7 34.h3 Cc6 35.h4 h5 36.Td3+ Rc7 37.Td5 f5 38.Td2 Tf6 39.Te2 Rd7 40.Te3 g6 41.Ab5 Td6 42.Re2 Rd8 43.Td3 Rc7 44.Txd6 Rxd6 45.Rd3 Ce7 46.Ae8 Rd5 47.Af7+ Rd6 48.Rc4 Rc6 49.Ae8+ Rb7 50.Rb5 Cc8 51.Ac6+ Rc7 52.Ad5 Ce7 53.Af7 Rb7 54.Ab3 Ra7 55.Ad1 Rb7 56.Af3+ Rc7 57.Ra6 Cc8 58.Ad5 Ce7 59.Ac4 Cc6 60.Af7 Ce7 61.Ae8 Rd8 62.Axg6 Cxg6 63.Rxb6 Rd7 64.Rxc5 Ce7 65.b4 axb4 66.cxb4 Cc8 67.a5 Cd6 68.b5 Ce4+ 69.Rb6 Rc8 70.Rc6 Rb8 71.b6 10

 

Gli anni della maturità e lo sviluppo della comprensione strategica: perfezione capablachiana.

L’arco di anni che va dal 1959 al 1968 fu particolarmente importante per la crescita scacchistica di Fischer, e vi trovarono posto numerose vittorie ma pure diverse sconfitte che lo lasciarono profondamente turbato, anche se non lo scossero mai fino al punto di farlo desistere. I migliori giocatori sovietici, Tal, Petrosjan e Spassky, erano ancora più forti di lui e non esitarono a dimostrarlo sul campo: spesso non si è riusciti a rendersene conto perché si trattava dell’unica speranza occidentale contro i sovietici, e non era il caso di dare eccessivo risalto sia alle sconfitte sia a certi suoi ritiri dalle maggiori competizioni che lasciavano molto perplessi.   Quando abbandonò il torneo interzonale di Sousse (1967) e disertò le Olimpiadi  di Lugano (1968), ufficialmente Fischer lo fece per protesta contro gli organizzatori, che non avrebbero ottemperato agli standard qualitativi sufficienti per giocare ad alto livello, ma gli esperti degli scacchi sapevano che si trattavano di espedienti per cercare di evitare sconfitte probabilmente inevitabili: nonostante si presentasse alla stampa con aria superba e arrogante, dentro di sé sapeva di non aver ancora colmato il divario con i migliori giocatori, e si impegnò al massimo per raggiungere questo scopo. Possiamo solo immaginare lo sforzo titanico a cui si sottopose: secondo Petrosjan, Fischer dedicava alla preparazione scacchistica l’equivalente del tempo impiegato da tutti i componenti della squadra sovietica messi insieme! Per lui gli scacchi erano quasi una religione, si concesse ben poche distrazioni nella vita.

In ogni caso, i frutti di questi sforzi si videro molto presto, e consegnarono agli scacchi un giocatore dotato di una comprensione strategica decisamente fuori dal comune, che in alcuni casi faceva pensare ad una specie di reincarnazione di Capablanca, da quanto erano “perfette” le sue creazioni. In gran parte delle partite successive al 1968, troviamo dei suoi capolavori per i quali è difficile esprimere una qualche critica, autentiche prestazioni da manuale. Se all’inizio della carriera il suo gioco era teso alla ricerca di complicazioni, ora invece tutto sembra dettato dall’armonia e dalla semplicità. Ho scelte tre partite significative in tal senso, che forse il profano non apprezzerà particolarmente, in quanto non sono presenti vistose combinazioni, ma che faranno rimanere estasiato chi ha una certa dimestichezza con il gioco di posizione.

Ecco il primo esempio: per sfruttare una imprecisione in apertura, Fischer sacrifica un Pedone ottenendo una pressione posizionale tale da condurlo alla vittoria:

 

Smyslov,V - Fischer,R  Partita Inglese [A36]
Palma de Mallorca, 1970
1.c4 g6 2.Cc3 Ag7 3.g3 c5 4.Ag2 Cc6 5.b3 e6 6.Ab2 Cge7 7.Ca4 Axb2 8.Cxb2 00 9.e3 d5 10.cxd5 Cxd5 11.Ce2 b6 12.d4 Aa6 13.dxc5 Df6 14.Cc4 Cc3 15.Cxc3 Dxc3+ 16.Rf1 Tfd8 17.Dc1 Axc4+ 18.bxc4 Dd3+ 19.Rg1 Tac8 20.cxb6 axb6 21.Db2 Ca5 22.h4 Cxc4 23.Df6 Df5 24.Dxf5 gxf5 25.h5 Td2 26.Tc1 Tc5 27.Th4 Ce5 28.Txc5 bxc5 29.Ta4 c4 30.h6 Rf8 31.Ta8+ Re7 32.Tc8 Txa2 33.Af1 Tc2 34.Rg2 Cg4 35.Rg1 Txf2 36.Axc4 Tf3 37.Rg2 Txe3 38.Th8 Cxh6 39.Txh7 Cg4 40.Ab5 Tb3 41.Ac6 Tb2+ 42.Rg1 Ce5 43.Aa8 Tb8 01

 

In quest’altra dà una dimostrazione pratica di come si debba giocare contro i cosiddetti “pedoni sospesi”:

 

Petrosian,T - Fischer,R  Partita Inglese [A37]
USSR-World, 1970
1.c4 g6 2.Cc3 c5 3.g3 Ag7 4.Ag2 Cc6 5.Cf3 e6 6.00 Cge7 7.d3 00 8.Ad2 d5 9.a3 b6 10.Tb1 Ab7 11.b4 cxb4 12.axb4 dxc4 13.dxc4 Tc8 14.c5 bxc5 15.bxc5 Ca5 16.Ca4 Ac6 17.Dc2 Cb7 18.Tfc1 Dd7 19.Ce1 Cd5 20.Cb2 Ab5 21.Ced3 Ad4 22.Db3 Cxc5 23.Cxc5 Txc5 24.Txc5 Axc5 25.Cd3 Axd3 26.Dxd3 Td8 27.Af3 Dc7 28.Ag5 Ae7 29.Axe7 Dxe7 30.Dd4 e5 31.Dc4 Cb6 32.Dc2 Tc8 33.Dd3 Tc4 34.Ag2 Dc7 35.Da3 Tc3 36.Da5 Tc5 37.Da3 a5 38.h4 Cc4 39.Dd3 Cd6 40.Rh2 Rg7 41.Td1 Ce8 42.Dd7 Dxd7 43.Txd7 Cf6 44.Ta7 Cg4+ 45.Rg1 Tc1+ 46.Af1 Ta1 47.e4 a4 48.Rg2 Ta2 49.Txf7+ Rxf7 50.Ac4+ Re7 51.Axa2 a3 52.Rf3 Cf6 53.Re3 Rd6 54.f4 Cd7 55.Ab1 Cc5 56.f5 Ca6 57.g4 Cb4 58.fxg6 hxg6 59.h5 gxh5 60.gxh5 Re6 61.Rd2 Rf6 62.Rc3 a2 63.Axa2 Cxa2+ 64.Rb2 Cb4 65.Rc3 Cc6 66.Rc4 Cd4 01

 

Infine, l’ultima perla: la paradossale ventiduesima mossa del Bianco, con la quale apparentemente cambia un forte Cavallo centralizzato in cambio di un Alfiere passivo, è il marchio di fabbrica di un campione del mondo e vale a mio parere come una complessa combinazione:

 

Fischer,R - Petrosian,T Difesa Sicialiana [B42]
Match Buenos Aires (7), 1971
1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 a6 5.Ad3 Cc6 6.Cxc6 bxc6 7.00 d5 8.c4 Cf6 9.cxd5 cxd5 10.exd5 exd5 11.Cc3 Ae7 12.Da4+ Dd7 13.Te1 Dxa4 14.Cxa4 Ae6 15.Ae3 00 16.Ac5 Tfe8 17.Axe7 Txe7 18.b4 Rf8 19.Cc5 Ac8 20.f3 Tea7 21.Te5 Ad7 22.Cxd7+ Txd7 23.Tc1 Td6 24.Tc7 Cd7 25.Te2 g6 26.Rf2 h5 27.f4 h4 28.Rf3 f5 29.Re3 d4+ 30.Rd2 Cb6 31.Tee7 Cd5 32.Tf7+ Re8 33.Tb7 Cxf4 34.Ac4 10

 

Questo nuovo Fischer fece faville, al punto che nel torneo dei Candidati del ciclo 1970-72 distrusse Tajmanov e Larsen nelle eliminatorie con un perentorio 6-0, e liquidò l’ex-campione e bestia nera Petrosjan per 6,5-2,5. Non per ridimensionare la portata di queste eccezionali affermazioni, tuttavia, per amore della verità storica, bisogna riportare il fatto che questi match, per il modo in cui erano stati organizzati, erano chiaramente favorevoli a Fischer: ad esempio, si disputarono tutti nel continente americano (a Vancouver, Denver e Buenos Aires) costringendo così i suoi avversari, non più nel fiore degli anni, a viaggi intercontinentali estenuanti, cosa che in qualche modo si ripercosse sulla qualità del loro gioco. In ogni caso, Fischer avrebbe vinto comunque, ma almeno i suoi sfidanti non ne sarebbero usciti così ridicolizzati.

Significativo è anche un altro aneddoto, riguardante il cosiddetto “match del secolo” USA-Resto del mondo, giocato a Zagabria nel 1970. Si pensava che la prima scacchiera del Resto del mondo fosse di diritto assegnata a Fischer, che poteva vantare in assoluto il miglior punteggio Elo, ma Larsen insistette per averla lui, e l’americano, che generalmente non gradiva affronti di ben minor entità, stranamente acconsentì. Questo perché in quel momento era sicuro dei proprio mezzi, e non c’era bisogno di accampare alcun tipo di scusante, come dimostrarono i fatti: opposto a Petrosjan in un mini-match al meglio di 4 partite, vinse comodo 3-1.

La finale di campionato del mondo di Reykjavik 1972 fece capolino sui media a causa del suo contenuto politico, che Fischer ribadì più volte; Spassky invece, che non era iscritto al Partito Comunista e che qualche anno dopo avrebbe abbandonato l’URSS per la Francia, patì probabilmente questa politicizzazione del match. Scacchisticamente parlando, invece non ci fu storia: nonostante si presentasse in ritardo alle partite e subisse una squalifica che gli costò una vittoria a forfeit, l’asso americano vinse facilmente il titolo diventando così l’undicesimo campione del mondo. Allora sarebbe stato molto difficile   pronosticare che il suo regno, appena sorto, non avrebbe di fatto mai visto la luce.

 

L’esilio dagli scacchi.

Si possono fare innumerevoli supposizioni sui motivi che hanno spinto Fischer a ritirarsi dall’attività scacchistica dopo aver vinto il titolo mondiale, e si tratta di un’impresa ardua visto anche il suo carattere piuttosto eccentrico e imprevedibile. Si possono però formulare alcune ipotesi piuttosto sensate, che vale la pena proporre.

Innanzitutto, lo sforzo fatto per perfezionarsi e giungere al livello di gioco espresso nel triennio 1969-72 deve essere stato enorme, e una volta raggiunta la meta probabilmente ha fatto capolino una certa stanchezza che può aver influito sulle sue decisioni. Smyslov, Petrosjan e Spassky prima di lui, avevano subito una certa flessione dopo la vincita del titolo, con relativi alti e bassi nelle loro prestazioni, che però accettarono serenamente, continuando così a giocare. Per Fischer era diverso, in quanto non solo detestava perdere, ma voleva anche spadroneggiare come indiscusso dominatore della scena.

L’ascesa del nuovo asso sovietico Anatoly Karpov, poi, può aver complicato ulteriormente le cose: sebbene meno ambizioso, il giovane Karpov era quantomeno altrettanto determinato e stava già ottenendo ottimi risultati, facendo capire che l’URSS aveva finalmente un nuovo alfiere da contrapporre al campionissimo americano.  Impegnandosi ancora, Fischer avrebbe ottenuto sicuramente  nuovi successi, e probabilmente mantenuto il titolo per diversi anni, ma era chiaro a tutti che l’epoca delle vittorie facili era finita; come sarebbe evoluta la sua carriera nel caso avesse continuato, possiamo solo immaginarlo.

Una cosa invece è praticamente certa, con buona pace dei suoi più sfegatati fans: se avesse accettato di difendere il titolo contro Karpov nel 1975, avrebbe sicuramente perso, perché sarebbe stato impensabile affrontare un così forte avversario dopo 3 anni di assenza dai tornei. Abbandonando l’attività scacchistica, ha potuto costruire tutto il  ben noto mistero intorno alla sua assenza, dietro al mito del “campione imbattuto”, come ama spesso definirsi; finita l’epoca in cui faceva parlare per le sue imprese scacchistiche, è riuscito ad ottenere ogni tanto la prima pagina con dichiarazioni anti-ebraiche o pro-Bin Laden, o con fantomatiche riforme scacchistiche ma nulla di più; e anche il re-match con Spassky, disputato a Sveti Stefan nel 1992, mentre nel resto della Jugoslavia  infuriava la guerra, non ha alcuna rilevanza scacchistica, ma ha solo dimostrato che entrambi i campioni sono inevitabilmente declinati.

Meglio davvero lasciare da parte questo Fischer “campione” in favore di quello che ha fatto entusiasmare gli scacchisti di tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 


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