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*   Glossario

 

§ Bonno : sono le passioni, sono le illusioni, sono il bello della vita.

 

§ Buddha : qualcuno a cui gli è suonata la Sveglia..

 

§ Cloche (pronuncia : closssccc) : la classica campana giapponese che si usa per ritmare i tempi nel dojo o per pilotare aerei.

 

§ Clochette (pronuncia : closcet): campanellina che viene suonata per annunciare che il Maestro è nei paraggi e che è meglio gettare la sigaretta e fare i monaci seri, per un momento.

 

§ Dharma : è il suono della Sveglia dopo che è suonata.

 

§ Dhyana : Zen in sanscrito.

 

§ Dojo : dove si fa zazen e si sonnecchia.

 

§ Gaki : piccole bestioline simpaticissime e pelose, voracissime e con una piccola bocca che non gli permette di saziarsi mai. L’asse messo di traverso all’entrata del dojo è troppo alto perché riescano a sorpassarlo, e ci piantano infinite nasate contro.

 

§ Godo : è il Responsabile dell’Insegnamento, oltre che un’esclamazione pronunciata in bei momenti.

 

§ Guen Mai : tradizionale minestra di riso e verdure, che come tutte le minestre di riso e verdure si mangia la mattina verso le otto, prima del té o del caffé.

 

§ Kapok : è quella cosa bianca che ha la tendenza a uscire di continuo dallo zafu.

 

§ Karma : è l’azione e la conseguenza dell’azione.

 

§ Kesa : l’abito monacale che il Buddha cucì raccogliendo stoffette disgustose e che adesso si fa con squadra, compasso e tecnigrafo.

 

§ Kito : cerimonia assai sobria e raccolta che invia energie positive con la posta prioritaria.

 

§ Kolomo : il grande kimono nero del monaco, nelle cui maniche si potrebbe nascondere il Fujiyama.

 

§ Kusen : ciò che viene detto dal Maestro durante lo zazen. Non va ascoltato con il cervello, ma con le papille gustative.

 

§ Kyosaku : grosso randello con cui si colpisce i praticanti che lo desiderano. In genere questi ultimi hanno anche la mutanda in latex nero e collarino in pelle borchiato e amano farsi sodomizzare con il medesimo.

 

§ Maestro : i bambini non riconosciuti dal padre sono « bastardi », e i Maestri non riconosciuti, pure.

 

§ Mokugyo : u’ pesce di legno che dà il tempo al canto dei sutra.

 

§ Mondô : domande-risposte, è il momento in cui normalmente il discepolo può porre una domanda al Maestro, ma anche viceversa.

 

§ Patriarca : un grado sopra al Roshi.

 

§ Rakusu : kesa formato bonsai. Alcuni eretici lo trovano simile a un bavaglino.

 

§ Roshi : un grado sopra al Maestro.

 

§ Samu-e : vestito sporco che si usa per il lavoro (samu).

 

§ Sensei : nome rispettoso per indicare il proprio Maestro, ma solo il proprio.

 

§ Sesshin : giornate dedicate alla pratica dello zazen, al samu, al contatto con il proprio spirito e alla concentrazione. Durante le sesshin è sconsigliato avere rapporti sessuali, perché fanno arrivare in ritardo allo zazen.

 

§ Skanda : i 5 aggregati che costituiscono l’uomo e altre stupidaggini.

 

§ Shoko : incenso in polvere che si brucia su un carbone o si sniffa con un biglietto da 100 dollari.

 

§ Sutra : discorso del Buddha, tramandato per via orale o digitale.

 

§ Tabi : eleganti calzine bianche giapponesi con alluce separato dalle dita ordinarie usato dai monaci in particolari cerimonie e dalle geishe in particolari situazioni..

 

§ Tenzo : il capo della cucina di un Tempio zen. In genere esercita potere assoluto e instaura un regime del Terrore perché tutto funzioni.

 

§ Zafu : tondo cuscino nero, su cui si fa zazen e un sacco di altre cose.

 

§ Zazen : meditazione zen.

 

§ Zendo : vedi dojo.

 

 

    

 

VdG