Poesia

[ Alexandra ]

Le poesie di Alexandra parlano d'amore perduto e ritrovato, di luoghi magici e creature mitologiche... ma la vera dote di questa ragazza spagnola, che oltre a saper comporre delle perfette rime in italiano, è di saper trasmettere la malinconia e tutti i sentimenti che animano il cuore di un Elfo e non solo...



L'ULTIMO PENSIERO

Sono stata abbattuta,
sento ancora il calore
dell’arma affilata
che mi ha spezzato come un fiore.
Il sangue che sgorga dalla ferita
si mischia con il mio sudore,
ma ora non sento più niente
solo un inquietante rumore.

Ma non ti preoccupare:
io non temo la morte
e neppure il dolore,
se c’è qualcosa che io temo
è restare senza amore.

Per questo c’è solo una cosa
che io posso fare,
giacché si avvicina la mia fine
e non mi rimane che aspettare.

Chiederò al vento
che tutto può toccare,
che prenda il mio ultimo respiro
e si affretti a viaggiare,
che voli da te,
poiché io non lo posso fare
e sfiorando le tue labbra
ti dia un bacio per non dimenticare
che anche se io muoio
mai ti smetterò d’amare.


RACCONTO D'AMORE

Questo è un racconto vero
Di un’elfa misteriosa
Che con una tragedia alle spalle
Si ritrova in una città gioiosa.

Un umano incontra un giorno
O meglio dire una sera
Che le fa dimenticare
Il triste fatto che a lei pesa.

Dopo qualche settimana
Una cosa gli donò
Niente dai cinque sensi percettibile
Ma che ella felicemente accettò.

La dama gli chiese allora
Come posso ringrazziarti?
E lui rispose semplicemente
Mi basta solo guardarti.

Nel bosco la portò
E gli chiese per favore
Di chiudere le sue iridi lucenti perchè lui
non era degno di ammirare quello splendore.

Poi le disse:
Avrei un altro dono
Se voi lo desiderate
E subitamente un bacio rubò
Alle sue labra inviolate
Che sentendo quel dolce calore
Furono turbate.

Per un attimo barcollò
La barriera del suo cuore
Ed aimè esso bastò
Al cosiddetto gran signore
Per aprire una breccia
E fargli conoscere l’amore.

Ma senza lasciar tracce
Egli svanì nel nulla
E qui restan il cuore infranto
E le lacrime della fanciulla.

Povera elfetta incoscente
Entrare nella trappola infuocata
Dove anche se si cerca eternamente
L’uscita non puo essere trovata.

Ora il suo cuore e circondato
Da tante spine appuntite
Che provocano dolore
Dolore di amarezze infinite
E con ogni battito di esso
Si aprono mille ferite.

E come anima errante
Nella disperazione vagherà
Con corpo sempre presente
Ma mente lontano dalla realtà.

Nessuno però si e accorto
Che quel elfa sfortunata
Sono io e nessun altra
Con la mia anima offuscata.

Ma di una cosa or son certa
Sono stufa di soffrire
E che io sia maledetta
se per amore dovessi morire.

Cento barriere custodiranno il mio cuore
Tutte per bene sigillate
E le labbra non permetteranno
Che siano di nuovo sfiorate.

Duro e severo come non mai
Il mio volto diverrà
E d’ora in poi quel che io provo
Nessuno mai lo scoprirà.



IN UNA TERRA ASSAI LONTANA

In una terra assai lontana
Io vivevo tempo fa
Con quelli della mia stirpe
In armonia e tranquillità.

Di tutto v’era in quel bel posto
Di cui il nome non voglio pronunciare
Perchè tutti quelli che lo conoscono
Una brutta fine han dovuto fare.

Tempi oscuri arrivarono
Tutto intorno si percepiva
E la felicità che ci circondava
Poco a poco nel nulla svaniva.

Il fatidico giorno della tragedia
Io uscii senza permesso
Una persona incontrar dovevo,
al mio cuore l’avevo promesso.

Tornai tutta gioiosa
Ma una strana sensazione mi assalì
Giù ai confini del mio regno
E che qualcosa era successo io capii.

Fu terribile il momento
In cui vidi i soldati
Mentre entravo nella mia dimora
Da un lago di sangue corcondati.

Percorsi tutto da cima a fondo
Ma tutti quanti eran privi di vita
E seppur io ero illesa
Nel cuor mio s’aprì una gran ferita.

Famiglia, conoscenti, amori, amici...
La loro forza vitale era svanita
Giacevano a terra immersi nel sangue
Tutt’ora non so come non sia impazzita.

Da quel momento non ricordo
Più nulla dell’accaduto
Soltanto che mi son svegliata
Fuori da quel posto cupo.

Altri elfi mi avevan salvata
Mi trovavo in un nuovo regno
Ma nessuno a potuto spiegare
Perchè sul mio volto v’era un segno.

Pochi anni io avevo
Quando quella strage ebbe luogo
Da quell’istante io vago
Senza terra, compagno, né nessun sogno.



UNA SEMPLICE RISPOSTA

Mi chiedete cos'è un bacio
si tratta di volere
lo sfiorarsi di due persone
un sospiro di piacere
se pur ora lo ignorate
avvicinatevi di più a me
posate le vostre labbra sulle mie
ed allora saprete cos'è.



QUEI GIORNI D'ESTATE

Ora che son tutta sola
non faccio che pensare a te
non immaginavo che avrei sofferto
quando eri accanto a me.

Sempre vicini siamo stati
E anche se non provavo amore
Più il tempo passava
Più nel cuor mio sentivo dolore.

Ma per me baci non avevi
Per loro invece tutto il tempo
E le lacrime che versavo
Se le portava via il vento.

È stata tutta colpa mia?
Quel sabato sera volevi far sesso
Io invece ti dissi di no
Sapevo che non eri te stesso.

Dopo quel giorno mi hai disprezzata
Non hai accettato la mia risposta
Ma ora son io a chiederti un bacio
Dimmi, darmelo quanto ti costa?

Io non ti guardavo più
Tu dicevi che mi odiavi
Ma io soffrivo e invece tu
Con altre donne te la spassavi.

Mille favori mi hai chiesto
Io sempre ti accontentavo
Per questo quando ti chiesi una cosa
Un “no” tuo non me l’aspettavo.

Ho tentato di dimenticarti
Però non è stato possibile
Perché sapevi come farti desiderare
Sapevi che la mia barriera era frangibile.


E così l’ultima notte
Prima di andare via
Solo una stretta di mano ci ha uniti
Come non son morta di follia?

Una speranza però mi è rimasta
Perché ti ho visto prima di sparire
Ho visto i tuoi occhi osservarmi
Era lo sguardo di chi stava per soffrire.

Il silenzio a vinto la nostra battaglia
Invece del abbraccio s’è aperta una ferita
Ma i giorni con te son stati fantastici
Spero d’incontrarti in un altra vita.

 

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