LADY MARMELADE
(Bey Blade)
Una ragazza cullava una bellissima bimba di cinque mesi tra le braccia. La piccola aveva capelli neri e degli occhi azzurrissimi.
<<E' stupenda>> disse Liv accarezzandole la guancia.
<<Grazie>> disse una donna di circa 25 anni avvicinandosi. Aveva lisci capelli castani e gli occhi chiari <<ha i capelli come i tuoi>>
<<Invece gli occhi sono bellissimi come quelli della madre, come il resto del viso. E' proprio tua figlia, Cristelle>>
<<Già, non si direbbe proprio che suo padre sia Ryan>>
<<Beh, bisogna vedere che carattere ha: spero che non abbia preso da mio fratello>>
<<Lo speriamo tutti>>
Risero di cuore.
<<Allora, avete deciso dove sposarvi?>> chiese Liv posando il più delicatamente possibile la piccola nella sua culla.
<<Oh, beh, ne abbiamo parlato, e Diego ci ha consigliato una stupenda chiesetta su un'isola vicino al Giappone...>>
<<Oh>>
Un attimo di silenzio.
<<Cosa c'è che non va, Liv?>>
La ragazza esitò.
<<Il..il fatto è..il fatto è che io e Lucia non siamo sicure di voler tornare...>>
<<Pensavo che ormai aveste risolto tutto>>
<<Ed invece no. Lucia no ha risolto proprio niente: sono ancora amici...per il momento>>
<<E tu?>>
<<Io..io pensavo di averlo fatto>> Liv fissava le proprie mani <<lui me l'ha detto>>
<<E allora di cosa hai paura?>>
<<Me lo dirà ancora, se tornerò?>>
Cristelle si sedette.
<<Da quello che mi ha raccontato Ryan, non è un tipo comune>>
<<E' un tipo fuori dal comune, decisamente>>
<<E non sembra fidarsi troppo delle persone. Però si fida di te>>
<<Ma sarà vero, oppure vuole solo farmelo credere?>>
<<Io non posso risponderti>> Liv le si sedette accanto <<ma puoi farlo tu>>
La donna posò la mano sul suo petto.
<<Ascolta il tuo cuore...che ti dice?>>
<<Mi dice che mi sta ancora aspettando>> una leggera felicità negli occhi della ragazza lasciò il posto ad una triste tenerezza <<ma il mio cuore mi diceva anche che nessuno mi avrebbe mai tenuto lontano da lui, e sono finita in coma>>
Cristelle si alzò.
<<Vuoi vedere, invece, che lui non sta aspettando altro che te? Il quarto campionato mondiale gli è andato alla grande: l'hai visto, eri lì. Ma hai visto i suoi occhi?>>
Liv scostò i boccoli che le stavano coprendo il viso.
<<Sì>>
<<Gli manca qualcosa. Aspetta qualcosa. E quella cosa sei tu. Come minimo gli prenderà un colpo quando saprà che andrai nel collegio femminile davanti al suo>>
<<Ma è un collegio femminile! Tutte ragazze, non c'è gusto!>>
<<Ryan conosce il vicepreside di entrambi i collegi, che vorrebbe convincere il suo superiore ad unire le due scuole: ha bisogno di qualcuno che smuova le acque>>
<<La schizzata è Lucia: perché non ci mandate lei?>>
<<Se Takao frequentasse quel collegio...e comunque la mandiamo nella sua scuola>>
<<Una volta eravamo noi a far fidanzare le persone>>
<<Ah sì>>
<<Sai Bea e Zeo? Opera nostra>>
<<Beh, sappi che anche i vostri fidanzamenti dovrebbero essere opera vostra, e invece ci pensiamo io, Ryan, Diego e Lizzie>>
<<Sì, sì lo so...>>
<<Allora muoviti! Comincia ad organizzarti con Lucia e Lola, che fra una settimana comincia la scuola!>>
Liv si fermò sulla soglia della porta.
<<Ma è prorpio necessario tornare a scuola?>>
<<Muoviti!>> disse l'altra spingendola di fuori <<a domani>>
Liv uscì dall'edificio. Si diresse a casa sua, dove la aspettava Lucia.
<<Ciao, amore>>
Bacio sulla guancia.
<<Ciao Liv, allora, Josie come sta?>>
<<Una meraviglia. Ogni giorno che passa è più bella>>
<<Allora, novità?>>
<<Indovina>>
Il bey roteava, ma lui non se ne curava.
Fissava il cielo. Fissava le nuvole. Ritornò a fissare il bey, con i suoi occhi color rubino.
<<No, così non va>>
Lo prese. Osservò l'aquila rossa.
<<Devo impegnarmi di più, se voglio migliorare>>
Un ragazzo lo raggiunse.
<<Ciao Kei>>
<<Ciao, Yuya>>
<<C'è un gran movimento di sotto>>
<<E' per questo che sto quassù sul tetto. Come mai tutta questa agitazione?>>
<<Si dice che il vicepreside voglia fondere il collegio maschile con quello femminile>>
<<Che novità>>
<<La novità è che ha quanto pare Mister Young ha un asso nella manica>>
<<E cioé?>>
<<Non ne ho idea. Ma agli altri non importa: non vedono l'ora ti poter andare a scuola con delle ragazze intorno>>
<<Tanto casino solo per delle femmine>>
<<Nella cui categoria rientra Liv>>
Un attimo di silenzio.
<<Scusa, Kei, non avrei dovuto dirlo>>
<<No, non avresti dovuto>>
<<Beh, per la scuola, non ci resta che aspettare>>
<<Ha una bella voce>>
<<Ed è carina>>
<<E' perfetta>>
Una ragazza uscì dalla sala registrazione. Era alta, di carnagine leggermente scura, con i capelli lisci corti, sul castano scuro, e gli occhi neri. Una vera spagnola.
<<Ciao>> Liv si avvicinò sorridente.
<<Tu..tu sei Liv Tyler?>>
<<Sì, molto piacere. Qual è il tuo nome?>>
<<Corazon>>
<<Corazon>> ripeté lei <<questa è Lucia>> indicò la ragazza accanto.
<<Sì, la conosco>>
Corazon sembrava nervosa.
<<C'è qualche problema?>> chiese Liv.
<<No, insomma, sì...non mi prendete come una di quelle fan scatenate che vi salterebbe addosso, il fatto è che ho molta stima di voi. Siete così...>>
<<Perfette?>> ipotizzò Lucia.
<<No, no, nessuno è perfetto. Siete...così forti! Sapete vivere la vita a pieno, senza curarvi di niente e nessuno>>
<<Di' pure che siamo schizzofreniche>> Liv si raccolse i capelli con una pinza <<se non sbaglio, ti devi trasferire in Giappone per l'inizio dell'anno scolastico>>
<<Si, mi vogliono mandare in un collegio femminile>>
<<Dove andrò anch'io. Cercano una scusa per unire il collegio femminile a quello maschile. La scuola a cui andranno Lola e Lucia il sabato della prima settimana verrà ospitata dai due istituti, e dobbiamo far capire che la situazione può degenerare, e..>>
<<E?>>
<<Spagnola bella ed energica quale sei, potresti andare bene come quarta Lady Marmellata...>>
<<Mi piacerebbe molto, ma non ho un fisico come il vostro...>>
<<In che senso?>>
<<Ho un..un po' di pancetta, ecco>>
<<Oh, un po' di pancetta...e che sarà mai! Capirei se avessi anche i fianchi larghi, ma Lil' Kim ha fatto il video di Lady Marmelade con tutta la ciccia di fuori, e pure vestita di bianco!>> disse Lucia.
<<Lei sa esprimere molto chiaramente le sue opinioni>> spiegò Liv riferendosi all'amica.
<<Mi piacerebbe, ma...voi siete molto affiatate, mi sentirei fuori posto>>
<<Ok, ok, so io come risolvere il problema>> la mora si appoggiò alla spalla di Corazon <<io sono Lilly, lei è Lulu, e Lola la chiamiamo Lolly, come quella delle Superchicche>>
La ragazza sorrise.
<<Cory>>
<<Ok, Cory, domani, ore 16.30, al palazzetto dello sport, iniziamo le prove. Questo è il testo: la parte evidenziata è la tua; e queto è il cd per memorizzare il ritmo. Domani proviamo sulla base e vediamo la coreografia, ok?>>
<<Ok!>>
<<Allora ciao>>
A turno, Liv e Lucia la baciarono e l'abbracciarono.
<<A domani>>
Le due corsero via.
Corazon fissò gli oggetti che gli avevano infilato in mano. Sospirò.
<<A domani>>
Primo giorno di scuola in Giappone.
<<Ricomincia la scuola, che barba!>>
<<Sei sempre il solito, Takao>> il prof e Hilary lo seguirono in classe.
<<E poi dovresti essere anche contento, visto che Max e Zeo quest'anno saranno nella nostra classe...>> disse la ragazza.
<<Adesso che ci penso>> disse Takao <<perché Zeo non è venuto a scuola con noi?>>
<<Ha accompagnato Bea: questo per lei è il primo anno>>
<<Sta sempre con lei. Ma dico: si può pensare ad una ragazza quando esiste un gioco come il Bey Blade?>>
<<Veramente tu sei l'unico non pensare alle ragazze, apparentemente. Tutti qua vorrebbero stare con qualcuno, e non per scambiarsi qualche innocente bacetto...>>
Entrò Max.
<<Ciao, ragazzi>>
<<Ciao! A quanto pare staremo insieme per i prossimi due anni!>> esclamò entusiasta il Prof.
<<Se resisterò, con Takao in giro>>
<<Che vorresti dire?>>
Risata generale.
Un ragazzo si intromise.
<<Sta arrivando la prof!>>
Videro Zeo arrivare di corsa. Un secondo dopo, entrò la professoressa.
<<Buongiorno, ragazzi>>
<<Buongiorno, professoressa>>
<<Sono contenta di passare con voi anche quest'anno...>>
<<Sperando che non ci venga a chiedere consulenza per le sue pene d'amore>> bisbigliò Takao a Zeo.
<<...e sono molto lieta di presentarvi due nuove comapagne di classe>>
Entrarono due ragazze. Tutti i maschietti rimasero a bocca aperta.
Una aveva i capelli lisci, corti fino alle spalle, biondi, le cui ciocche davanti erano tenute indietro da due fermagli. La frangetta para le toccava quasi le sopracciglia.
L'altra li aveva rossi, raccolti in due trecce basse. Teneva la riga al lato, e la frangetta scendeva sulla tempia destra.
La prima aveva gli occhi azzurri, la seconda verdi.
Avevano un fisico perfetto. La divisa nera e grigio-azzurra sembravano essersela dipinta addosso.
<<Questa adorabile ragazza bionda è Lolly, e quest'altra, molto seria, è Lulu>>
Lulu, inaspettatamente, fece un pallone con la gomma da masticare.
Mentre vari sussurri si alzarono dalla parte degli alunni, la prof infilò un dito della gomma, facendo scoppiare il palloncino.
<<Naturalmente, poiché sei nuova, non puoi sapere che non tollero che durante le mie ore si mastichi chewing-gum>>
<<Che pronuncia perfetta, e io che pensavo lei sapesse solo blaterare sciocchezze sulla grammatica>>
Silenzio di tomba.
Non capitava molto spesso che qualcuno si mettesse a litigare con la prof chiamata Jeckil, poiché cambiava personalità se si trovava in conflitto con qualcuno, ma finiva sempre per aver ragione lei. Era la prima volta che qualcuno la zittiva.
<<Sputa immediatamente quella gomma, e non provare più a rivolgerti a me con questo tono>>
<<Sì, aspetta e spera>> Lulu fece un altro pallone <<io terrò questa gomma in bocca, che lei lo voglia o no>>
Si andò a sedere seguita da Lolly.
La professoressa tremava di rabbia. Ma la sua attenzione passò ad altro.
<<Attenzione, prego attenzione...>> l'autoparlante informava che la signorina Jeckil era desiderata in presidenza.
<<Scusate ragazzi, mi devo assentare un momento. Mi raccomando>> fissava Lulu <<non fate chiasso>>
Uscì. Dopo qualche secondo, Lulu e Lolly si alzarono in piedi e andarono alla cattedra.
<<Ok, qui c'è spazio>> disse la rossa.
<<Non ho capito questo passaggio>> disse la bionda indicando un punto del foglio che teneva in mano.
<<Qua devi praticamente parlarlo, invece di cantarlo. Sul primo ritornello, invece, devi>>
<<Appunto del primo ritornello, non mi ricordo le mosse>>
<<Allora>> Lucia cominciò a marcare i passi <<la mano destra scivola sul braccio sinistro, poi si cambia fianco così e si ruota il bacino da destra a sinistra>>
<<Sì, adesso ho capito>>
<<Ah, poi stasera dobbiamo telefonare a Lilly>>
<<Sì, deve dirci a che ora ci sono le prove>>
Hilary si avvicinò.
<<Se la prof vi trova quassù, finite nei guai>> disse in tono confidenziale.
<<E capirai, non può permettersi di sospenderci o espellerci. Se non facciamo qualcosa, la scuola verrà divisa in due collegi, uno femminile e uno maschile>>
Un "ohhh" riempì la sala.
<<Opps, non dovevo dirlo>>
<<Brava Lulu, complimenenti davvero>> disse Lolly.
<<Ma...perché vogliono dividere la scuola?>> chiese Hilary.
<<Ah, non lo so, ma noi due abbiamo deciso di trovarci il ragazzo, quest'anno, e Zeo vedrebbe Bea meno spesso>>
<<Ma voi che ne sapete?>> chiese Takao.
<<Mi stai prendendo in giro?>> Lulu si dirigeva cerso Takao <<l'anno scorso, una settimana prima di Natale, Zeo ha chiesto a Bea di uscire con lui?!>>
Takao, come, Max, il prof e Zeo, continuava a non capirci niente.
<<Non ditemi che non le riconoscete?>> Hilary li guardava sconcertata <<Sono Lucia e Lola>>
<<Spero proprio che ci riusciremo a far fondere i due collegi, insomma, è una noia mortale senza ragazzi!>>
Cory e Liv passeggiavano per il giardino durante l'intervallo.
<<Sì, lo so, anche se mi scoccia vederli tutti sbavare per me>>
Si fermarono davanti ad un muro alto circa quattro metri. Vicino vi era un albero, i cui rami si estendevano oltre i mattoni.
Liv fermò una ragazza.
<<Scusa, siamo nuove, che c'è oltre il muro?>>
<<Come che c'è? Quel muro separa il collegio maschile dal nostro>>
<<Ah grazie>>
<<Prego>> la ragazza se ne andò.
Le due fissarono l'albero.
<<Andiamo a fare un giro>> Liv salì sull'albero.
<<Ma sei impazzita?>>
<<Amore, sei bella, intelligente, simpatica, una brava cantante: pere diventare parte integrante del nostro gruppo, ti manca solo di essere pazza>>
Cory si convinse e raggiunse Liv.
<<Santo cielo, l'Inferno>> Liv osservò il prato brulicante di..<<figli di papà, tutti figli di papà>>
<<A parte quello che devi trovare>>
<<E l'amichetto suo. Adesso scendiamo, e parliamo spagnolo>>
<<Ok>>
Con un balzo, giunsero a terra.
<<Allora, dov'è questo Kei?>>
<<Se l'avessi visto, te lo avrei detto>>
<<Deve essere proprio un bel tipo>>
<<E' un pezzo di ragazzo...e bacia pure bene>>
<<Ma, ammettendo che vi mettiate insieme, non comincerà a chiedere di più?>>
<<Cioè?>>
<<Mai sentito parlare di sesso?>>
<<Non può essere così terribile...>> Cory la guardò esterrefatta <<insomma, è normale per un ragazzo di 17 anni pensare a queste cose, o addirittura volerle>>
<<Ah, sì? E per le ragazze?>>
<<E' soggettivo. Nel caso Lucia e Takao si mettano insieme, sarà Lulu ad aspettare a lui>>
<<Ahh...>>
Si voltarono. Un sacco di ragazzi le guardavano con gli occhi che brillavano.
<<Lilly?!>>
<<Via!>>
Corsero via, ma non riuscivano a seminarli. Ma poi, si sentirono afferrate e tirate via, mentre quegli odiosi "figli di papà" continuavano a correre.
<<Le ragazze non dovrebbero circolare da questa parte>>
Liv aveva riconosciuto la voce.
<<Non serve che fai tanto l'educato, Kei, lo sappiamo tutti che per te siamo solo "femmine">> si voltò.
Kei fissava il volto i quella ragazza, con i boccoli neri raccolti in due ciucci alti, che le sorrideva.
<<Liv?>>
<<Liv chi? Mi dispiace, deve aver sbagliato persona...piacere, Lilly>>
Kei abbassò un attimo lo sguardo, poi tornò a guardarla con la sua solita espressione indifferente.
<<Non pensavo ti avrei trovato qui. Mi fa piacere vederti>>
La ragazza sembrò intristirsi, poi con tono tra lo spazientito e l'indifferente:
<<Oh, si vede. Sembra quasi abbia visto il fantasma di tuo nonno>> si voltò <<scusa, Yuya, se non ti ho salutato>>
<<Ma figurati>>
<<Lei è Corazon. Corazon, lui è Yuya>>
<<Piacere>>
<<Piacere>>
<<Bene. E' ora di andare, Cory>>
<<Sì>>
Liv fece per andarsene quando si voltò verso Kei.
<<Io ti avevo promesso di tornare, tu mi avevi promesso di non cambiare da quando sono andata via. Finora l'unica di parola sono io>>
Se ne andarono.
<<Perciò, le opere di...>> la professoressa d'arte continuava a leggere sul libro.
Cory guardava Liv. Era distrutta. Alzò la mano.
<<Mi dica, signorina>>
<<Scusi, credo che la signorina Liv Tyler non si senta bene, posso avere il permesso di portarla in infermieria?>>
<<Sì, certamente>>
<<Grazie>>
Corazon aiutò Liv ad alzarsi e la accompagnò in infermeria.
<<Niente di preoccupante, ma la pressione è un po' bassa. Forse è il caso di avvertire un familiare?>> l'infermiera rimise a posto tutto.
<<No, non si preoccupi, non è così raro>> Liv teneva lo sguardo basso.
<<Va bene, però adesso resti qui>>
<<Scusi, potrei restare con lei?>> chiese Cory.
<<Ma certo, finché non si sentirà meglio>> la donna parve riflettere un attimo <<no, forse è meglio che venga qualcuno a prenderla>>
<<Non posso. Non c'è nessuno che possa venire a prendermi>>
<<Allora resterai qui, con la tua amica>> l'infermiera uscì.
Corazon si sedette sul letto, vicino a Liv.
<<Lilly...tu-tutto bene?>>
Per un secondo l'altra la fissò, ma poi scoppiò a piangere, e lei la abbracciò.
<<Sshh, sshh, va tutto bene...>>
<<No>> Liv si allontanò lentamente <<niente va bene. Io sono tornata per lui, ed è come se non gliene fregasse per niente! Lui mi aveva detto che mi amava. Lo sapevo, lo avevo previsto, ed invece sono tornata! perché sono così stupida?>>
La spagnola la guardava in silenzio. Si poteva soffrire tanto per amore?
<<E sai qual è la cosa peggiore? Adesso farò di tutto per farlo pentire!>> respirò, poi riprese << Hitoshi, il fratello di Takao, ci sarà sabato e ci proverà, so che ci proverà. Ed io ci starò, solo per far rabbia a Kei>>
Liv si sdraiò.
<<Un tempo non ero così meschina, Cory>>
<<E' solo colpa di Kei. Prima ti dice che ti ama e poi è come se vi vedeste solo per la seconda volta. Mi hai detto che è una persona fuori dal comune, ma deve essere comunque una persona. Non ti criticherò se cederai a Hitoshi, anche se per la mia politica è meschino, come dici tu. Da quello che mi hai raccontato, tutto il mondo gira intorno a lui, ma se lui se ne va, che ne è del mondo? E poi dico, come si fa a non volerti bene?>>
Lilly si rimise a sedere.
<<C'è gente che mi odia>>
<<E gente che ti ama>>
<<Ti voglio bene, Cory>>
<<Anch'io te ne voglio, Liv>>
Arrivò sabato. Lucia e Lola non avevano ancora parlato con Takao e Max. Liv e Cory non oltrepassarono più il muro.
Ed ora, era il grande momento.
La festa si svolgeva nell'auditorium dell'edificio che, se i due collegi si fossero uniti, sarebbe stato la nuova scuola.
Le quattro Lady erano quasi pronte.
Cory portava un bustino verde scuro, un gonna nera fino a metà coscia con lo spacco sul lato destro, e le calze a righe rosse e nere.
Lola portava una maglietta scollata sulla schiena blu a maniche corte, una gonna al ginocchio nera e calze a rete blu.
Il bustino a fascia di Lucia era nero e i pantaloncini argentati. Aveva un calza a rete e l'altra autoreggente nera.
Liv indossava un vestito stretto senza bretelline fino a sotto il sedere, autoreggenti nere e una camicia bianca, con delle irregolari macchie rosse.
Tutte portavano degli stivali a punto col tacco a spillo.
<<Forza, Cory, infilati le piume nello chignon>>
<<No, dai Liv, le piume no!>>
<<Ed invece le piume sì>>
<<Liv, dopo me le posso togliere le traccine vero?>>
<<Sì Lucia>>
<<Mi devo fare i ciucci?>>
<<Sì Lola>>
Sì, adesso erano pronte. Liv si era tirata indietro i capelli con un cerchietto nero.
<<Ok. Ryan, ora puoi entrare>>
Il ragazzo eseguì l'ordine.
<<Se siete pronte, andate a prepararvi dietro le quinte>>
Tutte andarono tranne Liv, che venne trattenuta dal fratello.
<<Ehi, tutto a posto?>>
<<No>>
<<Lo so che Kei ti ha ferito lunedì...>>
<<Non è per quello. E' un'altra la cosa che mi preoccupa>>
La ragazza aveva un'espressione terribilemente seria.
<<Ryan, perché mi sembra di non amarlo più?>>
Lui restò senza parole.
<<Piangere per un intera settimana...era solo un capriccio. Forse è meglio così, visto che lui di sicuro non ricambierebbe>>
<<Sei pazza?! Lui è tutta la tua vita...sei andata in coma per lui!>>
<<Si vede che ne sto vivendo un'altra di vita>>
<<Stai dicendo che non lo ami più?!>>
<<No, non sto dicendo che effettivamente non lo amo più. Sono solo confusa...>>
<<Ma Liv...>>
<<Lo sai che vuol dire, no?>>
<<Ma è pericoloso!>>
<<E' l'unica cosa da fare!>>
Udirono la voce del presentatore.
<<Devo andare>>
La ragazza si dileguò.
Ryan restò lì, immobile. Strinse i pugni.
<<Era così felice...>>
Uscì dalla stanza.
La presentazione era finita. La stanza diventò buia, poi delle luci illuminarono quattro ragazze sul palco. La musica riempì la sala.
<<Where's
all mah soul sistas
Lemme hear ya'll flow
sistas
Hey sista, go sista, soul sista, flow sista
Hey sista, go sista, soul sista, go sista
He met Marmalade
down IN old Moulin Rouge
Struttin' her stuff on the street
She said, 'Hello, hey Jo, you wanna give it a go! Oh!
uh huh
Giuchie, Giuchie,
ya ya dada (Hey hey hey)...>>
Tutti guardavano estasiati l'esibizione delle ragazze. Movimenti sensuali, sì, ma non troppo spinti. Sorrisi maliziosi, espressione divertita. Anche Liv.
E' proprio una brava attrice, pensò Ryan. Se solo non lo avesse incontrato...a quest'ora si sarebbe innamorata di tipi a posto, che non l'avrebbero fatta soffrire. Brooklyn. Per lei avrebbe scelto lui. Erano uguali. Talenti naturali...
Se Kei non avesse rovinato sua sorella. Segretamente, non aveva mai approvato ciò che Liv provava. Kei...lui era troppo diverso. Non era quello giusto. Un tipo come lui non sarebbe dovuto entrare nella vita di sua sorella. E lei gli diceva sempre che quel ragazzo era tutto il suo mondo. Bene, Kei aveva ridotto il suo mondo in pezzi. E l'avrebbe pagata cara. Nessuno poteva rovinare la vita di Liv.
Sentì qualcuno alle sue spalle avvicinarsi. Si voltò.
<<Ciao, Ryan>>
Sì ritrovò Kei di fronte.
<<Oh,ma che strano, mi rivolgi la parola>>
<<Cosa?>>
<<Perché hai trattato Liv in quel modo?>>
L'altrò abbassò lo sguardo.
<<Avevo i miei motivi>>
<<Bene, ma renditi conto che quel che è fatto è fatto. D'ora in poi, sarà come se non vi foste mai incontrati. E prova a farle del male -in tutti i sensi- e te la dovrai vedere con me>>
<<Aspetta un attimo, che intendi dire con 'sarà come se non vi foste mai incontrati'?>>
<<Lo capirai presto. Ti confesso che non ho mai avuto molta fiducia in te: adesso non ne ho per niente>>
Ryan se ne andò. Kei rimase lì, quasi pitrificato.
Lo raggiunsero Takao e Max.
<<Ehi, hai visto chi è arrivato?>>
<<Sì>>
<<E non sei contento?>>
<<Lasciami in pace!>>
<<Oh, scusa!>>
Intanto la performance delle ragazze volgeva alla fine.
<<Creole Lady Marmalade Yes-ah.....>>
Dopo un inchino, tutte scesero dal palco e andarono in camerino per
cambiarsi.
Indossarono Bermuda e delle camicette, tenendo le calze e gli stivali dell'esibizione.
Lucia, Lola, Cory e anche Bea, che fino a un momento prima era in giro abbracciata a Zeo, furono chiamate da Ryan.
Raccontò quello che Liv intendeva fare.
<<Ma è pazza!?>>disse Lucia.
<<Non può farlo!>>
<<Ormai ha deciso>> il ragazzo aveva un'espressione rassegnata <<lo farà, non potrà fermarla niente e nessuno>>
La rossa cominciò a cercare tra la folla, e, individuata la vittima, con passo deciso la raggiunse.
Le altre la trattennero, quando Lucia si ritrovò davanti a Kei.
<<Sei un bastardo!>>
<<Ma cosa...?>>
<<Basta, Lucia!>> la chiamò Lola tirandola per un braccio.
Ma lei continuò.
<<Come hai potuto farle questo? Lei ti ha dato tutto!>>
<<Basta, Lucia!>>
<<Nessuno può trattare così Liv, sono vendicativa, Kei, non sai che potrebbe capitarti>>
<<Basta Lucia>> stavolta non fu Lola a parlare.
Si voltarono tutti e videro Liv.
<<Lasciatela>>
Lola e Bea mollarono la presa.
<<Andiamo via>>
<<Ma Liv, ti ha preso in giro!>>
<<Sono problemi miei, Lucia>>
<<Non puoi farlo. Perderesti una parte di te>>
<<La parte che mi fa soffrire di più>> Liv si avvicinò <<sei la mia migliore amica e ti voglio bene, ma questa è una cosa che devo risolvere da sola. La nostra amicizia non ne risentirà...>>
<<Ma tu ne risentirai. Non sarai più la stessa>>
<<Non è quello che penso io...e poi, si può tornare indietro>>
Lucia la fissava.
<<Andiamo?>> ripeté Liv.
Questa volta la ragazza eseguì l'ordine, seguita dalle altre.
<<Sei sicura di quello che fai?>> chiese Cory.
<<Sì, certo, non preoccuparti>> Liv non sembrava per niente sicura.
<<Ci vediamo domani>> Corazon correva via.
<<Sì, a domani>>
Liv sovrappensiero, cominciava ad incamminarsi verso casa.
Sarebbe successo quella sera.
L'ex-laboratorio di Gideon era davvero ridotto male. Ma vi era ancora un macchinario funzionante. Aveva una bizzarra funzione: poteva togliere parzialmente i ricordi di una persona, determinati ricordi di una determinata persona. Il meccanismo era abbastanza complicato, ma lei era riuscita a capirlo ed applicarlo, come fece il fratello quando si risvegliò. E lei aveva un obiettivo preciso: togliere Kei dalla sua testa e dal suo cuore. Era stata una decisione difficile, ma non poteva più continuare così. No. Dall'indomani in poi, avrebbe ricominciato a vivere...senza di lui.
<<Ah, ti giuro: odio la storia e la odierò per sempre>> Lucia e Lola ritornavano a casa.
<<Beh, poteva risparmiarci altre dieci pagine da studiare>> approvò la bionda.
Qualche metro dietro di loro...
<<Avremo un bel po' da fare oggi pomeriggio...>> disse Max.
<<Sì: odio storia e la odierò per sempre. Meno male che ho preso app...>> Takao si fermò.
<<Che c'è?>>
<<No, non è possibile: ho lasciato gli appunti sotto il banco!>>
<<Sicuro di non aver scordato anche la testa sotto il banco?>>
<<E adesso?>>
<<Chiedili a Lucia!>>
<<Sì, ma dopo sabato...>>
<<Sono Liv e Kei ad avere dei problemi, non tu e Lucia!>>
<<Ok. Lucia!>> chiamò Takao.
La ragazza si voltò.
<<Sì?>>
<<Mi presti gli appunti di storia?>>
<<Sei un vero disastro!>> rispose lei tirando fuori gli appunti e porgendoli al ragazzo <<mi sono dimenticata di togliere la modalità silenzioso al cellulare!>>
Appena lo prese in mano, vide che qualcuno la stava chiamando. Rispose.
<<Pronto?>> disse chiudendo lo zainetto <<cosa?>>
Lola e i ragazzi fissarono con espressione interrogativa Lucia.
<<Ma come è successo?..................ma sta bene?..................scherzi? Arriviamo subito!>>
<<Lulu, si può sapere che succede?>>
<<Lola...>>
<<...come? Liv è stata investita?>> Yuya parlava al telefono.
Poco tempo prima guardava Kei allenarsi. Adesso Ryan le diceva che la ragazza stava affrontando una pericolosa operazione.
Kei aveva lo sguardo perso nel vuoto.
Lucia, Lola, Cory, Bea, e anche Takao, Max e Zeo aspettavano vicino alla sala operatoria. Ryan era andato da Cristelle e dalla figlia sotto consiglio di Lucia. A breve sarebbe arrivato Diego.Yuya comparve in mezzo a loro.
<<Come sta?>>
<<E' ancora in sala operatoria>>rispose Cory <<lui è venuto?>>
<<Beh...è fermo davanti all'entrata. Non si decide>>
Silenzio.
<<Basta, vado a comprare le sigarette>> Lucia si alzò, ma Lola la trattenne <<lasciami, Lola!>>
<<No, Lucia>>
<<Ti ho detto di lasciarmi!>>
<<No, fa male!>>
<<Non mi importa, non capisci?>>
<<Non è quello che vorrebbe Liv>>
Inevitabilamente, gli occhi di Lucia, come quelli di tutte le altre ragazze, si riempirono di lacrime.
<<Non doveva andare così>> Lucia si appoggiò al muro, con le mani tra i capelli. Le lacrime scesero sulle gote della ragazza, che si coprì il viso.
E Takao, vedendola così, non poté che rammentare una figura avvolta nel cappotto nero, con il volto rigato di lacrime, la mattina della vigilia di Natale.
E ripetè il medesimo gesto di quella volta. Si alzò, si diresse verso di lei, e le offrì la sua spalla.
Lucia si aggrappò al ragazzo, continuando a piangere.
Max guardava preoccupato Lola.
<<Chicca...>>
Anche lei si coprì il volto conle mani.
E allora, Max le circondò le spalle con un braccio. Lei si appoggiò a lui.
Naturalmente, Bea singhiozzava tra le braccia di Zeo.
Yuya fissava Corazon. Di tutte, pareva quella più calma. Ma anche lei piangeva, tenendo sulle labbra la croce del rosario che portava al collo sempre. Una mano tremava appoggiata sul ginocchio. Il ragazzo si sedette vicino a lei e posò la propria sull sua. Lei né si voltò, né proferì parola, ma gliela strinse.
Dopo un'ora e mezzo, i ragazzi videro la porta aprirsi. Vari medici uscirono, e due infermiere spingevano velocemente il letto dov'era Liv.
Diego fermò un dottore.
<<Per favore, ci dica che è successo>>
<<La paziente aveva un ferita molto profonda, la perdita di sangue era molto elevata, ecco perché ci abbiamo messo tanto. Si è fratturata la gamba, e questo non è un grande problema, si rimetterà. Purtroppo ci sono delle complicazioni nel sistema respiratorio. Adesso è in terapia intensiva, dobbiamo solo sperare che si risvegli. Scusatemi, ma vado di fretta>>
<<Oh, certo, grazie, dottore>>
Il medico passò oltre.
Dopo quella che sembrò un'eternità, poterono vedere l'amica.
Appena entrò, Lucia corse a stringerle la mano.
<<Non ti dovrai più preoccupare di niente. Nessuno potrà farti soffrire. Te lo prometto>>
Scorse sul comodino il ciondolo di Liv. La croce celtica.
<<Lucia>>la chiamò il fratello.
<<Dimmi>>
<<Avrete da fare: i compiti, impegni vari...>>
<<Sì, che loro vadano. Io devo fare una cosa>>
Mentre gli altri si avviavano, lei passando per una strada più breve, giunse velocemente all'entrata.
E vide Kei.
<<Ehi, vieni su, Liv vuole vederti>>
<<Già è sveglia?>>
<<No, ma lo vorrebbe>>
Il ragazzo cedette.
Entrò nella stanza, mentre Lucia restò fuori, insieme al fratello.
<<Hai fatto la cosa giusta>> Diego le posò una mano sulla spalla.
<<Lo spero>>
Kei era ancora sulla soglia, anche se aveva già chiuso la porta.
Dio, com'era pallida. Sembrava talmente indifesa. Casualmente, posò lo sguardo sul comodino. Era la croce celtica!
L'aveva tenuta...nonostante l'avesse trattata come una mezza sconosciuta.
<<Liv...>>
Si avvicinò, e strinse delicatamente la candida mano.
<<Se solo potessi capire perché l'ho fatto>>
<<Lei lo capirà>>
Quella strana voce. L'aveva sentita...dentro di lui.
<<Ti prego, Liv, perdonami>>
Sentì bussare. Diego si affacciò.
<<Kei presto, va via, a momenti Ryan sarà qui. ha giurato che se ti vede ancora vicino a sua sorella ti ammazza>>
Naturalmente Kei non aveva paura, ma lo fece lo stesso. Velocemente scomparve.
L'infermiera, dopo aver messo a posto, uscì.
Nella stanza era ormai tutto calmo, ma in un'altra dimensione, si svolgeva qualcosa di molto, molto interessante.
<<...il tuo posto è con lui. Stai sbagliando. Non puoi importi una cosa del genere. Tu lo ami.E anche lui ti ama>>
<<..ma non mi vuole. Mi ha respinto. E' ovvio che non prova più questo sentimento...>>
<<Se solo gli dessi una possibilità. Tu sei una ragazza straordinaria, puoi perdonarlo, hai il dono del perdono. Lui non aspetta altro. promettimi che lo farai, Liv>>
La ragazza guardò la persona davanti a sé, che sembrava la sua immagine riflessa.
<<Sì, carmen, lo farò>>
<<Sono fiera di te, Lilly. E' ora di tornare>>
<<Ma poi non ti rivedrò più?>>
<<Io sono in te, in tutto quello che farai. Ricordati che ti ho voluto bene da quando eri ne ventre di nostra madre, e te ne voglio anche ora>>
<<Carmen...>>
La Liv del nostro mondo aprì i suoi bellissimi occhi verdi. Si era svegliata.
Continua con "We belong together"