PROTOCOL #83 - Last heroes

L’unica cosa da fare era stata far saltare il ponte, altrimenti le sentinelle sarebbero riuscite di nuovo a penetrare a Zion ed allora nessuna resistenza avrebbe più retto.

L’impulso aveva fatto in modo di disattivare sia le macchine che i sistemi di difesa della città, ma così facendo sarebbero presto arrivate altre seppie ed avrebbero trovato la roccaforte completamente scoperta.

Lock era pesantemente contrariato, non poteva certo permettere che Morpheus l’avesse vinta, soprattutto avendo lui stesso in mano il comando dell’esercito. Aveva permesso che entrambe le barriere fossero abbattute, ma il prezzo da pagare era stato dannatamente alto. Troppi cadaveri giacevano già tra coloro che ancora resistevano, oramai in trepidante attesa di un momento che non sarebbe mai dovuto giungere. Tutti tremavano all’idea che quella momentanea tregua potesse finire da un momento all’altro, ma lui sapeva bene quanto tempo sarebbe occorso.

Due ore e tutti sarebbero morti. Tutti quanti. E Zion rasa al suolo.

Non avevano più difese, l’unica cosa da fare era prepararsi con onore al capitolo finale e sperare che l’Eletto raggiungesse la città delle macchine in tempo per fermare il massacro.

Ciò di cui il resto dell’umanità superstite era all’oscuro era che la Logos si era appena schiantata contro un’immensa lamiera, riuscendo però a penetrare la coltre di sentinelle, oltrepassando le nuvole.

Neo si era gettato al fianco di Trinity, entusiasta dell’operato della compagna e pilota, ma aveva appena scoperto che il suo bel corpo era trapassato da un enorme e tagliente cavo di metallo.

La disperazione più totale si fece largo nell’animo dell’uomo, chino e sofferente accanto a lei. L’amore, la ragione della sua vita stava lasciando a poco a poco il mondo, e stavolta non si sarebbe trattato di una dipartita verso Matrix, ma di un definitivo addio.

Nessun angelo poteva scendere a salvarla, non di nuovo. Aveva giocato la sua ultima carta quando quel ragazzino si era offerto in sacrificio per lei ed ora... ora era tutto finito, senza di lei nulla avrebbe avuto più senso.

Gridò il suo nome diverse volte tra le lacrime, dopo che lei gli ebbe sussurrato le ultime parole a fior di labbra. Ora quel volto fiero e dignitoso pareva così lontano... così freddo. La dea Atena aveva combattuto la sua ultima battaglia, aveva permesso di raggiungere la vetta all’eroe ed ora... ora si stava lentamente facendo da parte, come giusto doveva essere.

Ma il dolore torceva ogni vena nel corpo di Neo, che stringeva i pugni fino a farsi male, incurante di ogni altra cosa, il cuore squarciato dalla disperazione. Non poteva finire così... non in quel momento, non dopo essersi resi conto d’essere così vicini alla fine della guerra.

Avrebbero potuto vivere giorni felici, ricostruire l’umanità insieme; Trinity gli aveva dato mille speranze ed ora tutto era piombato in un baratro di tenebra.

La sua mente non riusciva più a considerare l’opzione di uscire vivo e vittorioso dalla battaglia, ma quasi pensava che ogni cosa sarebbe caduta, che avrebbe inesorabilmente fallito, che Zion sarebbe stata inevitabilmente devastata e che tutta la fatica e l’affanno sopportati fino ad allora fossero state soltanto visioni vuote e prive di significato.

Fu quando la donna gli sussurrò di nuovo quelle ultime frasi a fior di labbra che il suo cuore quasi annientato dal dolore si spalancò, stordito. Erano parole che nessun altro sarebbe stato degno d’udire, rivolte al suo spirito e senza il minimo suono.

D’un tratto comprese la vastità del cammino che avevano percorso insieme, che si erano lasciati alle spalle... e l’importanza di non mollare proprio in quel momento, dopo l’interminabile viaggio che li aveva condotti sino a dove si trovavano in quell’istante.

Trinity stava morendo felice, consapevole di aver sfruttato a fondo la sua ultima occasione per stare accanto all’uomo che amava con tutto il cuore, per fare di lui un eroe e per salvare l’intera umanità.

Erano parole più grandi di lui, più grandi d’ogni pensiero e per questo ne rimase turbato quando la sua mente le elaborò, ma subito dopo si rese conto che doveva agire nell’immediato per rendere grazie al sacrificio della vita della sua donna e di qualsiasi altro essere umano perito fino ad allora nella cruenta lotta senza fine contro le macchine.

Quando fu certa che Neo ebbe compreso, Trinity poté chiudere serenamente gli occhi al mondo.

E Moloch con lei.

 

>Protocol#84<