PROTOCOL #84 - Now I see you

Un’atmosfera cupa impregnava l’aria, attribuendole una spettrale colorazione verde.

Il mondo era muto, totalmente ed inesorabilmente muto.

Dovunque, per i milioni di chilometri e bytes che componevano Matrix, si scorgeva il medesimo volto: il volto imbronciato di Smith.

La realtà virtuale era nelle sue mani, nulla oramai poteva cambiare lo stato delle cose. Ogni essere umano, ogni schiavo, era divenuto parte integrante di lui e si era annullato.

Con il potere che possedeva aveva soggiogato quel mondo che tanto odiava, pur essendone stato concepito come servo devoto. Il suo esercito di cloni aveva invaso Matrix ed ora si stava preparando all’ultima battaglia, consapevole che un solo gradino lo separava dalla libertà.

Lucyfer stava silenziosamente immobile fuori dal marciapiede accanto al lato destro della strada, sul quale erano schierate decine di copie dell’ex Agente. Una di queste le poggiò una mano su una spalla, rompendo il perfetto equilibrio della fila di uomini in nero.

- Ci siamo quasi.- annunciò - Combatterai?-

La bionda si voltò indietro, lasciando scivolare le dita dell’uomo dal suo impermeabile. I suoi occhi presero a fissare intensamente un preciso soggetto tra i tanti, che assottigliò lo sguardo e si fece avanti di qualche passo, sino a raggiungerla sulla strada. Lucyfer sapeva sempre riconoscere la sua originale unità gemella.

- Ho smesso di combattere tempo fa.- rispose, mentre lui si avvicinava - Ti sono vicino, non sei solo, ma per quanto possa essere senza vie d’uscita, non chiedermi di combattere: questa è la tua battaglia.-

Prima che potesse fermarsi, Smith ebbe un tuffo al cuore. Le parole dell’Oracolo gli tornarono prepotentemente in mente... “Tu non lotteresti senza di lei. Se la perdessi, la tua battaglia non avrebbe alcun senso, sarebbe solo disperazione”.

- Finora ho lottato per avere Matrix. Siamo a un passo dalla vittoria.- sussurrò, afferrandole le spalle. Una scarica elettrica lo attraversò completamente, ma il volto marmoreo rimase freddo.

- Matrix non è la realtà, Matrix non esiste, Smith.- rispose lei, placida - Controllare Matrix equivale a non controllare nulla.-

Stavolta l’espressione dell’uomo si contrasse, insieme allo spasmo che avvertiva allo stomaco, mentre Lucyfer seguitava a guardarlo dal basso con gli occhi turchini non impediti dalle lenti scure.

- Avevi detto che mi avresti seguito. Perché ti stai tirando indietro...?- le domandò tra i denti, con rabbia. Rabbia verso sé stesso per essersi reso conto di non essere riuscito a capire prima che forse c’erano parole che non erano state pronunciate e per essere stato così accecato dalla smania di successo da non vedere le cose più ovvie.

E di nuovo l’Oracolo aveva avuto ragione: “Il limbo cela le molte sfaccettature di un’univoca scelta, ricordalo. È un luogo che trascende e nasconde”.

- Non ho mai mancato alla mia promessa, come vedi sono qui.- la voce della donna suonò dolce come una carezza, inaspettatamente. Non l’aveva mai udita con quel tono quasi materno, di un’amante dedita e senza pretese. Lui strinse ancora più forte la presa alle sue spalle, tirandola verso di sé, quasi a voler penetrare in quelle iridi di cielo, le uniche cose rimaste che possedessero un colore proprio in quella realtà di carta.

- Ma tu non credi in me.- fece, quasi con affanno - Che senso ha se non ci credi??-

Lucyfer chiuse per un attimo le palpebre, ennesimo attimo durante il quale il silenzio impregnò il mondo intero. Le sole fonti di suono erano concentrate in un univoco punto ed ora i due si guardavano senza parole.

- Nessuno.- rispose poi, la ragazza.

Smith rimase come un equilibrista senza rete sulla sua corda tesa. Immobile e consapevole che l’inerzia l’avrebbe fatto precipitare nel vuoto, verso l’oblio. 

- Ma non ho mai detto che non credo in te.- soggiunse poi la voce cupa ma cristallina della compagna - Solo che non posso agire. So che ti sarai stancato di sentir parlare di scelte, ma è così: io ho scelto. E lo sai.- fece una breve pausa, durane la quale portò una mano su quella dell’uomo, che le cingeva la spalla opposta - Conosco già l’esito di questa guerra, anche senza possedere gli occhi dell’Oracolo. Non me l’ha svelato nessuno, semplicemente... so come si concluderà. E lo so dal momento in cui ho aperto gli occhi in questo mondo, solo che fino a poco tempo fa ero troppo occupata a misurarmi con i ribelli, con te, con le macchine, con ogni cosa, per rendermene davvero conto. È bastato riflettere, è bastato che i miei compagni ed i tuoi spirassero affinché la Verità mi fosse svelata.-

L’altra mano andò a poggiarsi sulla sua guancia, pelle contro pelle, ed un calore avvolgente si sprigionò da quel tocco lieve.

- E così ho operato la mia scelta.- riprese - Io so perfettamente come procedere, per questo non devo intralciarti e devo lasciare che tu combatta la tua ultima battaglia, perché infondo è ciò che desideri anche tu, non è vero?-

Lui deglutì in silenzio, poi schiuse le labbra, ma non ne uscì il minimo suono. La fissava come se tutto quanto ora fosse evidente e di quanto fosse stato palese sino a quell’istante.

- Io sono la tua colonna portante, sono il tuo spirito, sono la metà che ti completa, sono ciò che desideri io sia.- sussurrò di nuovo Lucyfer, alzandosi sulle punte dei piedi per raggiungere la sua bocca - E per questo non ti lascerò mai. Mai. Ho deciso di essere uno con te, di non separarci. Perché così dev’essere, perché non riesco a vedere altra scelta se non questa, quella che ho compiuto. Noi siamo l’assoluto.-

Pochi millimetri ancora e le loro labbra si congiunsero di nuovo, stavolta placide e leggere come piuma.

Di nuovo Smith si trovò a pensare che le parole appena udite erano le medesime che l’Oracolo aveva proferito pochi istanti prima della dipartita e lui stesso aveva ripetuto con convinzione, prima di impossessarsi del suo potere.

Tutto di nuovo divenne chiaro e lampante come il paradiso: Lucyfer era con lui, giaceva all’interno della sua anima e la poteva sentire muoversi e cantare, viva.

Ora lo scontro finale poteva avere inizio, nulla avrebbe potuto allontanarlo dallo scopo.

La bionda si discostò di poco: entrambi avevano avvertito la classica vibrazione che accompagnava l’inserimento in Matrix di un ribelle, anche se stavolta era  stata mille volte amplificata.

- Sta arrivando.- disse, mormorandolo sulla sua bocca.

 

>Protocol#85<