CORSO DI FOTOGRAFIA 
by Betelgeuse

Lezione 1

INTRODUZIONE

Il fascino della fotografia non si limita al solo ricordo di un momento caro immortalato che ci sembra poi rivivere semplicemente sfogliando l’album di famiglia. Va ben oltre. E’ un fascino straordinario che si rivela in tutta la sua potenza quando la fotografia “dice “ qualcosa a chi la guarda. Una foto fatta da te può apparirti bellissima, ma vista da un’altra persona magari no. Allora sarà veramente bella o no? La bellezza di una foto è soggettiva o oggettiva? Se in una foto è pienamente individuabile il soggetto e di conseguenza fa capire a chi la guarda il messaggio che il fotografo voleva comunicare, allora la foto è ben riuscita e quindi bella. Non è tanto importante la tecnica quanto il rendere l’immagine equilibrata, piacevole allo sguardo, priva di confusione, che guida immediatamente l’occhio dell’osservatore al soggetto che il fotografo aveva individuato. Saper vedere e rendere nella foto visibile ciò che si vuole, sfruttare la luce e i suoi effetti, comporre armoniosamente l’immagine creando un gioco di forme e applicare una buona tecnica fotografica sono gli ingredienti che fanno la differenza tra una foto e una bella foto. 
Esistono delle regole per quanto riguarda la tecnica sia per quanto riguarda la composizione. Anche se alcune di queste regole possono essere trasgredite per una certa voglia di creatività (purché la foto resti piacevole allo sguardo), altre relative in particolare alla tecnica sono indiscutibilmente ferree. Così se un soggetto che si estende in orizzontale, ad es. il mare, lo si vuole inquadrare in verticale in quanto ci dice qualcosa proprio perché messo così, lo si accetta, ma se lo stesso soggetto ci appare sulla foto troppo scuro o troppo chiaro con perdita di dettagli, mosso o sfocato, non risulta tecnicamente ripreso bene; non si capisce niente o si vede male e provoca un senso di fastidio in chi guarda. L’impiego di una buona tecnica permette la realizzazione di foto di qualità. La qualità si esprime in termini di nitidezza, definizione, resa dei colori e dei toni, corretta esposizione, assenza di distorsioni e aloni. Non sempre qualità significa costo. Non è vero che la fotografia è un hobby costoso. Basta accontentarsi. La fotografia diventa costosa quando si pretende il massimo e quando si vuole spaziare in ogni suo campo. La mia passione è diventata costosa proprio in questi ultimi anni. L’attrezzatura che io possiedo va ben oltre il normale equipaggiamento di un semplice appassionato. Per alcuni aspetti supera anche quello di un professionista. Si può spendere venti volte meno di quello che ho speso io e la maggior parte di chi osserva le foto non noterebbe la differenza! Ci vuole un occhio ben allenato per notare un’ottima foto fra tante belle foto. Tieni però sempre presente che non è la macchina fotografica a fare belle foto, ma è l’occhio di chi fotografa che è importante.


 “ Il merito della bellezza di un'immagine risiede tutto nell'occhio e nella sensibilità del fotografo. Si può avere il miglior obiettivo del mondo, la miglior pellicola del mondo, e far stampare il negativo dalla reincarnazione di Ansel Adams; ma se la foto è banale, rimane una foto banale. Purtroppo l'occhio e la sensibilità non si comprano nei negozi di fotografia, ma si possono esercitare. E si esercitano non solo fotografando e confrontandosi con le fotografie degli altri, siano essi colleghi fotoamatori o grandi maestri, ma più in generale cercando di arricchirsi in maniera globale. Se la fotografia si produce con l'occhio e con il cuore, allora migliora coltivando l'occhio ed il cuore. E l'occhio ed il cuore si coltivano non solo con altre foto, ma anche con poesie, film, quadri, sculture, conversazioni, sensazioni e quant'altro. “


In fotografia non si finisce mai di imparare e per questo quando mi è possibile frequento corsi di fotografia. Generalmente non imparo quasi niente di nuovo riguardo la tecnica che ormai riesco a padroneggiare abbastanza bene, ma imparo tanto sulla composizione, sulle foto da realizzare e tutto questo grazie allo scambio di idee e opinioni con gli altri appassionati.
E’ davvero importante allenare l’occhio. Riuscire a vedere quello che normalmente sfugge. Quando non ti sfuggirà più niente il mondo ti apparirà più vero e sarai pronta ad immortalarlo in tutte le sue manifestazioni. La macchina fotografica finirà per diventare il tuo occhio e con essa riuscirai addirittura a vedere cose che normalmente non potresti mai vedere. Col tempo riuscirai a creare immagini che l’occhio non può neanche immaginare….ecco allora che la fotografia diventa un mezzo estremamente creativo. Tieni sempre presente che la fotografia non è solo mera rappresentazione della realtà come si è portati a credere. Può liberamente sfociare nella creazione di un’immagine astratta, ma che dice qualcosa di profondo. La fotografia è quindi un grande mezzo di comunicazione. Prova a immaginare un mondo senza immagini, giornali senza fotografie, un mondo senza cinema (il cinema non è altro che un susseguirsi rapido di diapositive). La fotografia per me è più che altro un mezzo di comunicazione rivolto a me stesso. Appassionandomi ad essa sono riuscito a vedere il mondo con altri occhi, a vedere cose che prima mi sfuggivano, a vedere cose che erano li da tempo e che non avevo mai notato. Mi sono appassionato soprattutto alla natura in tutte le sue manifestazioni. Per quanto riguarda la composizione si può fare riferimento alle regole della pittura che portano alla realizzazione di immagini armoniose ed equilibrate.
Per l’uso della fotocamera non preoccuparti e non spaventarti nel vedere tanti pulsantini di qua e di la. La maggior parte di essi non servono e le operazioni essenziali per ottenere foto soddisfacenti sono poche e abbastanza semplici.

 

FOTOGRAFARE

La machina fotografica, che chiamo fotocamera per semplicità, è quella scatola magica che ci permette di scattare fotografie, cioè impressionare la pellicola contenuta nel rullino. Per fare foto è necessario che ci sia luce, come esprime appunto il termine foto-grafia. L’immagine che noi vediamo di un soggetto non è altro che luce e fotografare significa appunto catturare questa luce e impressionare la pellicola. Una volta scattata la foto la prima fase, cioè quella della RIPRESA è terminata. Ora la pellicola è impressionata, ma su di essa non appare ancora l’immagine. La seconda fase, cioè quella che ci permette di ottenere un’immagine negativa sulla pellicola si chiama SVILUPPO. Esso avviene immergendo la pellicola al buio completo in due acidi distinti per un certo periodo di tempo. E’ una operazione che viene solitamente affidata al laboratorio. Lo sviluppo permette di ottenere un’immagine che però è inutilizzabile così com’è in quanto i colori appaiono invertiti, il bianco appare nero e il nero appare bianco. Ecco allora che si giunge all’ultima fase che è quella della STAMPA con la quale l’immagine del negativo viene invertita e stampata sulla carta ottenendo un’ immagine reale, cioè la foto vera e propria. Sembra complicato ma in effetti non lo è. Quando portiamo il nostro rullino al fotografo gli diciamo di sviluppare le foto, ma non è proprio corretto dire così. In effetti il fotografo è abituato a questo comune modo di dire e dopo qualche ora ci consegna i negativi e le foto su carta. Ogni volta che noi portiamo il rullino “a sviluppare” esso viene prima sviluppato (ottenimento dei negativi) e poi vengono stampati i negativi su carta (ottenimento della foto vera e propria). Quindi le fasi per giungere alla foto sono due e ben distinte: 1)SVILUPPO -  2)STAMPA. Ma quello che interessa a te è come scattare delle foto e poi come scattarle bene. Al resto penserà il laboratorio.

 

LA FOTOCAMERA

Le più diffuse fotocamere tra la gente normale sono quelle cosiddette compatte. Diffuse perché semplici,  si pensa che sono migliori di quelle grosse perché fanno tutto loro senza dover regolare niente. Le fotocamere grosse sono mal viste perché pesanti, ingombranti ed è difficile far foto buone perché bisogna regolare tutto. Questo è quello che si crede comunemente. Niente di più falso! Le vere e buone fotografie non si ottengono certo con quelle scatolette che danno foto accettabili solo se sono presenti particolari condizioni (luce forte, soggetto non troppo vicino, ecc.). A parte poi il fatto che alcuni tipi di foto sono impossibili da realizzare con le compatte (foto notturne, ravvicinate, architettoniche, ecc.) e la creatività preclusa, bisogna dire che tra di esse ce ne sono alcune che, per fare un po’ di più, costano un sacco di soldi, a volte più di una buona macchina grossa. Il giusto termine per indicare questa macchina grossa è REFLEX. E’ molto importante capire cosa comporta l’uso di una reflex anziché di una compatta: tutto ciò che vediamo nel mirino verrà riprodotto sulla foto! Pensa un po’……Puoi inventarti quello che vuoi, puoi girare intorno al soggetto, allontanarti o avvicinarti, zoomare e sulla foto verrà riprodotto il soggetto proprio come ti appare visto nel mirino! Ora passo alla parte più tecnica dove ti illustro le parti fondamentali di una fotocamera reflex: CORPO MACCHINA e OBIETTIVO.

-  CORPO MACCHINA

E’ la scatola che contiene il mirino, la pellicola, il meccanismo di caricamento e scatto, l’esposimetro e una tendina, che copre e tiene al buio la pellicola scoprendola solo durante lo scatto, chiamata otturatore.

-  OBIETTIVO

E’ un oggetto generalmente di forma cilindrica composto da un certo numero di lenti e da un foro di apertura variabile detto diaframma. La funzione dell’obiettivo è quella di raccogliere la luce che proviene dal soggetto e proiettarne l’immagine sulla pellicola situata nel corpo macchina. La funzione del diaframma è quella di far passare più o meno luce. Si può paragonare la fotocamera all’occhio umano dove il globo oculare è il corpo macchina, il cristallino l’obiettivo, la retina la pellicola, l’iride il diaframma e l’otturatore è situato nel cervello. Il cristallino è una lente che raccoglie la luce e proietta l’immagine che noi percepiamo sulla retina dopo che è passata attraverso l’iride che, aprendosi e chiudendosi fa passare più o meno luce. 

 

COME SI FORMA L’IMMAGINE

Abbiamo detto che l’immagine è luce. Una luce particolare, con i suoi lineamenti, toni e colori. Ma come fa un obiettivo a trasformare la luce che riflette il soggetto in un’ immagine con tutti i suoi particolari?

Si tratta del principio del foro stenopeico. Che cosa è?
In poche semplici parole tutte le volte che la luce passa attraverso un foro minuscolo, dalla parte opposta rispetto al soggetto questa luce si trasforma in una immagine vera e propria rimpicciolita rispetto alla realtà e capovolta!
E’ una magia? Direi proprio di si, soprattutto se si ha la fortuna di vederlo dal vivo….! Prenderemo un cartoncino possibilmente nero, praticheremo un foro piccolo su di esso, lo punteremo verso una finestra illuminata, magari con un bel panorama dietro e, dalla parte opposta, su un foglio di carta bianco possibilmente all’oscuro vedremo tutta l’immagine della finestra e del panorama rimpicciolita e capovolta. Se ora potessimo sostituire il foglio bianco con la pellicola fotografica e tenerla ben ferma per un periodo di tempo abbastanza lungo, la foto è fatta! Il foro stenopeico costituisce l’obiettivo della macchina fotografica, con il solo problema di essere così piccolo da far passare pochissima luce e quindi è necessario esporre la pellicola per molto tempo. Se al posto del foro mettessimo una lente di ingrandimento otterremmo un’immagine molto più luminosa, perché la lente ha un diametro molto più grande del foro stenopeico e quindi per fare la foto basterebbe un tempo di esposizione molto più breve. Le fotocamere moderne usano un obiettivo (un insieme di lenti) al posto di una sola lente perché una sola lente, pur essendo luminosa, crea un’immagine con tanti difetti (aberrazioni). Inserendo tante lenti (anche più di 15), diverse per forma e tipo di vetro, l’immagine che si proietterà sulla pellicola sarà perfetta, quindi la foto sarà molto più simile alla realtà.