
da “la
Repubblica” del 27 maggio 2001
Avevano tamponato la macchina d’un anziano
mentre andavano a preparare le coreografie dell’Olimpico
Picchiano i
vigili, poi piangono per la partita
Arrestati due
“boys” giallorossi ubriachi. “Noo, perdiamo Roma-Milan”
“A MARESCIA’, per favore, nun
c’arresti”, le voci di Massimiliano e Alex si spezzano. Ma ritentano “Dovemo
annà a vede la Roma”.
Troppo tardi loro allo stadio
non ci saranno. Dovevano pensarci prima di guidare con più vino che sangue
nelle vene. Prima di tamponare un’auto e menare tre vigili.
Il processo, la galera, il
rischio di un anno e mezzo di cella. Ma a Massimiliano D.A., 31 anni, e Alex
O.,21 anni, niente fa più paura di quella prospettiva agghiacciante: perdere
Roma-Milan di oggi, non poter andare nella Curva Sud dell’Olimpico che per loro
è come il grembo materno. Già, perché questi due ragazzi sono tra i capi dei
boys, i super-tifosi della Roma.
E per nulla al mondo perderebbero la partita che potrebbe
incoronare la Roma campione d’Italia. Il risultato però lo sapranno dai
secondini, perché questa volta l’hanno fatta grossa.
Sono le nove di ieri mattina:
Massimiliano e Alex sono a bordo di una Lancia Y, affittata da Paolo
Zappavigna, capo dei tifosi giallorossi. Ed è proprio da lui che gli amici
stanno andando, devono portargli il materiale per la coreografia della partita.
Ma alla guida c’è Massimiliano; accelera, inchioda,zigzaga, le sue palpebre
sono pesanti, si chiudono. Finchè non arriva all’incrocio tra via Rovigo e via
Bari dove tampona una Citroen guidata da un uomo sulla settantina.
Massimiliano, un colosso di un
metro e novanta, scatta fuori dall’auto, in mano ha ancora una bottiglia di
birra. E quando l’anziano signore tenta di far valere le proprie ragioni,
riceve una risposta piuttosto eloquente: “So uscito l’altro ieri de prigione,
c’ho tre omicidi, uno in più non è un problema”, ruggisce Massimiliano.
Per fortuna in un attimo
arrivano i vigili del III gruppo. Subito si accorgono che Massimiliano è
ubriaco fradicio. Così arriva anche l’etilometro. “No, l’esame nun me lo fate”,
dice Massimiliano e appena un vigile gli ritira la patente scoppia il
finimondo. “No, quella mi serve per lavorare, mi rovini”, urla l’uomo e si
attacca al collo del vigile, Giampiero L.,35 anni.
Tentava di strozzarlo?
”Macchè lo abbracciavo come si
fa con gli amici”, giurerà Massimiliano più tardi. Intanto arrivano altri
equipaggi della municipale, otto uomini. Tutti cercano di difendere il collega,
ma interviene Alex (cintura nera di tae
kwo ndo) e con un pugno spacca il naso ad un vigile, Marco C., 40 anni (“E’
stato operato al S. Giovanni, ne avrà per almeno 20 giorni”, racconta il
comandante del III gruppo, Antonio Di Maggio, il Kojak dell’Esquilino, che è
andato a trovarlo all’ospedale).
E’ il parapiglia: vigili,
aggressori, arriva anche la volante della polizia. Alla fine in un modo o
nell’altro, i due Boys vengono ammanettati, ma sono riusciti ad ammaccare tre
vigili. Oltre a Marco C., sono rimasti contusi Giampiero L. (3 giorni di
prognosi) e Angelo D.A. (5 giorni).
E adesso? Tra i vigili, vittime
ogni anno di decine di aggressioni, si riaccende la polemica sugli armamenti
per la difesa personale. Gli aggressori invece dovranno rispondere di minacce,
lesioni e resistenza. Rischiano un bel po’ di mesi di galera, soprattutto
Massimiliano che oltre una sfilza di furti ha già due precedenti per
aggressione a pubblico ufficiale. Ma i due non se ne curano. E con gli occhi ancora
gonfi di alcol e di sonno chiedono : “Vabbè, ma in cella ce sta er televisore
co’ Stream?”.
Ferruccio Sansa
