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Mentre la notte lentamente assonna
la barbara contrada rumorosa,
la luna alla finestra, silenziosa,
mostra il profilo d'un volto di donna.
Intabarrata nella buia gonna,
cela la testa e il corpo. Generosa
di luce, il viso ne sparpaglia a iosa
dal Brahmaputra fino alla Garonna.
Disteso lungo sul sudato letto,
l'ammiro e penso a un arcano lontano,
incomprensibile al nostro intelletto
e quando il sonno giunge, fatto strano,
si fa sensuale, manda un sorrisetto
la cheta luna conquistata invano.