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Bambino fissavo la luna
dal cortile incantato
al di sopra del fieno.
Quasi a sfiorarla
pių lontana di Milano
forse prima di New York.
L'umile luce di luna
scrutava severa
l'antica sapienza
dei moli celesti,
mentre bruciava la sera
di tormenti e d'amore.
Lenta la luna
appare e scompare
nei tocchi ineffabili
del meccanismo cosmico,
luce di cristallo riflessa
da una stella amica.
Sorride la luna
del nostro moto inquieto,
di noi
in cerca di splendore
fra i monti della terra,
confusi nella polvere.