INES SITZIA

 

 

QUEL 11 SETTEMBRE

 

Atmosfera grave,

colma di moltitudini

dall'effimero presente

sovrasta questa terra,

apparentemente felice.

Mani abili sbriciolano

i maestosi grattacieli.

Prima dell'ultima preghiera

trascinando mille e mille vittime

in un polveroso vortice di follia

é un attimo...

lo sguardo attonito

di passeggeri distratti

cattura l'immagine

dapprima spettacolare ed irreale

poi rovinosa e dolorosa.

Fra fuoco e polvere,

uno spaventoso boato

si innalza nel cielo

che si apre pietoso.

La bramosia di potere.

Uccide in nome di Allah

Profanando un Dio

che vuole solo la pace.

Vittime innocenti.

E lacrime amare

Sono il prezzo da pagare.

Un mondo povero e antico

Si scontra con l'altro

Opulento e moderno,

elevando un unico grido di vendetta.

Gli occhi sgranati di un bimbo

Dalle membra lacere e

Il pianto sconsolato di una madre

Si chiudono in un muto perché...

Dove vai pianeta azzurro

Con i tuoi giardini incantati,

le tue foreste e i tuoi mari?

Dove porti i tuoi figli più cari?

Bin Laden!

il tuo popolo

Chiedeva solo pane e acqua

E tu l'hai condotto al macello

In nome di una "guerra santa".

A che giovano le tue ricchezze

Seppur riuscirai a conquistare il mondo?

giammai l'oblio potrà cancellare

lo strazio dei bimbi mutilati

e il dolore delle madri che chiedono giustizia.

 

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