CAPITOLO 3
"Nami...secondo te, Zoro, aveva ragione?"
"Eh?" Nami si rigirò nel suo letto e si voltò verso la ragazza che ora divideva la stanza con lei "In che senso?"
"Quello che ha detto.... pensi davvero che io stia solo scappando dal mio passato?"
"Ah, Daniel, lascialo perdere..." Nami sbadigliò "Non ti conosce, come non ti conosco io e non ti conosce Usop. A quanto ho capito le uniche persone che ti conoscono veramente bene sono Rufy e Sanji... Hai sentito cos'ha detto oggi Sanji no?" Sbadigliò di nuovo "Ha detto di non preoccuparti, che è Zoro quello che non capisce niente....non fartene un problema, non sei l'unica che non vuole avere troppo a che fare con il suo passato..."
"Oh, ma non è così" Daniel si drizzo a sedere "Io non voglio dimenticare affatto il mio passato....tutti i miei ricordi più belli risalgono a quando stavo con papà... è solo che...beh, la cosa strana è che non ho nessun rimorso nemmeno verso mia mamma"
"Eh? In che senso.... insomma, a quanto hai detto, ti ha fatto capire chiaramente di non volerne sapere di te...e tanto meno di tuo padre!"
"Lo so..ma vedi, se lei mi avesse tenuta on se...forse mio padre non l'avrei mai conosciuto. É un pirata e viaggia molto...." un ombra di malinconia si posò sui suoi occhi "troppo...Non so come sarebbe stato vivere normalmente con mia madre....ma di sicuro non sarebbe stato meglio della vita che ho fatto con papà... Se mia mamma mi avesse tenuta con se....non sarei la persona che sono....non avrei conosciuto Ben, Lucky, Yasop...non avrei conosciuto Rufy, e nemmeno Sanji... e non avrei conosciuto te, Zoro e Usop...mi sarebbe dispiaciuto..."
Anche Nami si sedette, sorrise e prese le mani della ragazza "Sai Daniel, Ti aiuterò a trovar tuo padre!" sorrise "anche Rufy sarà d'accordo!"
"Ne sono sicura...Anche Rufy ha un buon motivo per voler trovare papà!" Questo cappello... te lo presto volentieri...verrai a restituirmelo quando sarai diventato una bravo pirata
Era notte fonda ormai, la nave procedeva lentamente, e Daniel dormiva, cullata dalle onde. Ma il suo non era un sonno tranquillo...
"Papà! Papà! Dove sei finito! Papà! Vieni qui un momento! Perché te ne stai andando!!!" Era buio, Daniel riconosceva a stento la figura del padre diversi metri più lontano, si allontanava "Papà, aspettami un momento! Voglio rivederti papà!"
Ma lui non si girava, sembrava non sentirla nemmeno. Cominciò a corrergli dietro "Spiegami almeno perché fai finta di non vedermi!!!"
Fu facile raggiungerlo, più facile del previsto, gli arrivò accanto "Papà, hai visto! Ho mantenuto la promessa!!!"
Shanks si girò, Daniel strillò di terrore. Il volto tumefatto, coperto di sangue, gli occhi vitrei che la fissavano e allo stesso tempo non la vedevano. "Papa!!! Che ti è successo!!! Chi è stato!!!"
Ancora nessuna risposta. Il pirata procedeva lentamente, mormorando parole senza senso "É pericoloso....la rotta maggiore....il cimitero dei pirati....Rufy sta lontano...."
Daniel cercò di fermarlo per un braccio "Papà! Ascoltami!"
Il pirata sguainò la spada, lo stesso sguardo senza vita. Tentò di colpirla una, due, tre volte. Daniel schivò i colpi del padre, si ritrovò improvvisamente in mano la spada, quella con l'impugnatura in avorio. Ma era troppo pesante per lei "Non posso colpirti papà...." nello stesso istante la lama della spada la colpì in pieno ventre. Shanks continuava a colpire, colpire, con quello sguardo di vetro, ignorando gli urli di dolore della ragazza. "Fermati papà! Fermati!"
"Daniel! Daniel che ti succede!" Nami non riusciva a calmarla, la sua compagna di camera continuava a dimenarsi nel letto, urlava, chiamava suo padre, gli diceva di smetterla. La porta si spalancò, arrivarono Zoro, Usop, Rufy e Sanji, quest'ultimo abbracciò immediatamente la ragazza, cercò di calmarla e di farla svegliare. "Daniel....Daniel sono Sanji, mi senti? Che ti succede?"
Improvvisamente l'immagine di Shanks svanì, svanì il sangue, svanì il dolore...Daniel si sentì protetta da un caldo abbraccio. Le lacrime e le gocce di sudore le rigavano il viso "Papà...sei tu?"
"No dolcezza, sono Sanji...." la stava ancora abbracciando.
La ragazza alzò lo sguardo. Ancora confusa, con la vista un po' appannata riconobbe la sagoma familiare di Sanji. Chiuse di nuovo gli occhi appoggiandosi al suo petto. Sentiva distintamente il battito del suo cuore Sanji, ti ho fatto spaventare eh?
Rufy fu il primo che azzardò qualche parola "Daniel....ma che è successo....hai sognato Shanks?"
Daniel tirò su col naso e annuì. Sanji che la teneva ancora stretta tra le bracca le scostò una ciocca di capelli rossi, appiccicati su una guancia "Daniel hai voglia di raccontarci cos'è successo, o vuoi che ti lasciamo sola?"
"No....tu resta con me..." gli disse con la voce ancora tremante, gli occhi ancora lucidi di lacrime. Nessuno osò ancora dire qualcosa. Zoro e Usop se ne andarono. Nami fece cenno a Rufy di uscire, ma il giovane capitano non voleva andarsene. Alla fine rimasero in tre, Sanji, che ancora abbracciava Daniel e Rufy, in piedi di fronte al letto della ragazza, in silenzio.
Sanji prese ad accarezzarle i capelli, lei si rilassò, pian piano tutto il terrore che aveva provato sparì, lasciando spazio a qualche ricordo un po' sbiadito.
"Rufy....papà mi avrebbe mai fatto del male?"
Lui sbarrò gli occhi, Shanks che faceva del male a sua figlia....no, impossibile, avrebbe fatto qualunque cosa per difendere quella bambolina che si ritrovava assieme "Non scherzare....tuo padre ti adora..."
Sul viso della ragazza comparve un piccolo sorriso "Lo sapevo...non era papà...non poteva essere lui..." Allontanò il volto dal petto di Sanji e si passò il dorso della mano sugli occhi "Grazie Sanji..."
Lui per tutta risposta fece un sorriso e le carezzo il volto.
FUORI DALLA CAMERA DELLE RAGAZZE
"Ma cosa le è preso?"
"Non lo so...." Nami non sapeva darsi spiegazioni "dormiva tranquillamente, poi dopo un po' ha cominciato a chiamare suo padre, poi ha cominciato a strillare, sembrava che suo padre le stesse facendo del male... eppure....prima di addormentarci mi ha parlato di lui....ha detto che gli vuole bene, che gli è grata per tutto ciò che ha fatto...che non rimpiange nemmeno un attimo della sua vita trascorsa con lui... non capisco perché abbia fatto quel sogno..."
"Uhm...ho sentito molto parlare di suo padre...Shanks il Rosso è davvero un pirata molto famoso....e anche molto forte...ma non ho mai sentito che abbia fatto grandi malvagità..." Usop era seduto per terra a gambe incrociate, pensieroso. "Anche mio padre è sulla nave di Shanks...."
"E QUESTO COSA C'ENTRA?????" Lo rimproverò Nami
"Niente....però sono sicuro che mio padre non entrerebbe mai in una ciurma di persone malvagie! Quindi non credo che Daniel abbia davvero paura di suo padre!"
"Genio! E allora perché avrebbe fatto quel sogno!!!"
"Non lo so! Ma sono certo che Shanks non farebbe mai del male a Daniel....Rufy mi ha detto che da piccolo lo conosceva bene...e mi ha detto che è una bravissima persona....quindi, non credo che ci sia da preoccuparsi!"
"Sarà....se lo dici tu...."
Zoro non aveva più detto nulla, se ne stava in disparte, sembrava pensieroso.
"Dolcezza, vuoi qualcosa di caldo da bere?" chiese premurosamente Sanji.
"No, grazie...sto meglio adesso...davvero..."
"Beh...." intervenne Rufy, in vita sua non era mai stato tanto preoccupato "io esco....gli altri sono fuori..."
"Rufy...mi dispiace se vi ho fatti preoccupare..."
Il giovane capitano esibì un 32 denti impressionante "No problem!" poi uscì.
"Dolcezza ti va di raccontarmi cos'è che ti ha spaventata tanto?" Sanji accese una sigaretta e si sedette meglio sul letto.
"Ho sognato papà..." Daniel allungò le gambe nel letto e fissò il lenzuolo "Ma non era davvero papà...io lo chiamavo e lui si allontanava, allora ho corso verso di lui e l'ho guadato in faccia...sembrava che un carro armato gli fosse passato sopra....era tutto pieno di sangue e parlava della rotta maggiore..."
Sanji sospirò, poi si accorse che Daniel stava per ricominciare a piangere. si avvicinò un po', poi la strinse a se come aveva fatto prima, lei continuò a parlare "poi ho cercato di fermarlo e lui ha sguainato la spada...anch'io avevo la mia....quella che mi ha regalato lui...ma non volevo combattere...non potevo colpire papà..."
"Basta adesso..." sussurrò lui "L'hai detto, quello non era tuo padre, tuo padre non ti farebbe mai del male no?!"
Lei annuì, poi chiuse gli occhi, si addormentò ascoltando il battito regolare del cuore di Sanji, proprio come un bambino cullato dalla propria madre.
La mattina successiva si svegliò presto, si accorse che Sanji era rimasto accanto a lei, seduto a terra, con la schiena appoggiata al bordo del letto. Lei non si mosse, osservò i piccoli fili di fumo che si alzavano dalla bocca di Sanji, era sveglio...sembrava non aver chiuso occhio tutta la notte. Lui non si era accorto che lei era già sveglia. Daniel continuava ad osservarlo. Provò un profondo senso di gratitudine verso di lui. Roteò gli occhi fino a vedere il letto di Nami, lei era li, dormiva...
Si sedette velocemente e prima che Sanji potesse accorgersene lo abbracciò e gli schioccò un bacio sulla guancia.
"Sei sveglia? É presto, dormi ancora..."
"Non scherzare...piuttosto, perché non ci vai tu a letto....sarai stanco, sei stato sveglio tutta la notte..."
"Per te dolcezza, questo ed altro"
Daniel sorrise poi lui si alzò in piedi "Fame?"
"Uhm...si, mi manca una delle tue colazioni!"
"Allora non muoverti da qui, arrivo subito..."
"Neanche per sogno!" obbiettò lei "Non sono mica malata! E poi non vorrai mica che svegliamo Nami no?" poi si alzò e lo seguì in cucina.
Daniel si sedette al tavolo, poi Sanji le chiese "Altri sogni?"
"No...fortunatamente...nemmeno un sogno...però... la cosa strana è che è la prima volta che sogno papà..."
"Davvero?"
"Si....è da dieci anni che non lo vedo ed è da dieci anni che non lo sogno...Non so come mai..."
"Non pensarci troppo" le disse lui servendole la colazione "É stata una casualità, io non ci darei troppa importanza fossi in te..." poi si sedette accanto a lei.
"E se invece fosse successo qualcosa a papà? Cioè, quando mi ha lasciata dalla signora Kasumi mi ha detto che quello sarebbe stato un viaggio pericoloso....non vorrei che..."
Sanji la interruppe prendendole una mano "Dolcezza, quel sogno non vuole dire niente....dimmi...." con l'indice percorse la cicatrice che Daniel aveva sul palmo della mano "Cosa hai promesso a tuo padre?"
"Che quando sarei stata capace di usare quella spada sarei andata a cercarlo..."
"E pensi che si lascerebbe scappare l'occasione di rivedere sua figlia per colpa di qualche piratello idiota? É fuori discussione... specialmente se sue figlia è diventata così bella..." concluse, baciandole la mano.
Daniel sorrise "Ti voglio bene Sanji...davvero..."
"Non ne dubitavo" rispose baciando nuovamente la piccola mano che teneva stretta tra le sue.