La promessa - capitolo speciale
chi è Yoshiko?
Era arrivato solo da qualche giorno nella mia città, eppure sapevo di esserne già innamorata. Sapete no, il cuore che batte all'impazzata, lo stomaco che prende il volo, il groppo alla gola che ti impedisce di dire qualunque cosa che non sia il suo nome.
La prima volta che lo vidi, stavo camminando sul molo con delle mie amiche, avevamo appena comprato gli abiti che avremo indossato la sera dopo, quando saremmo andate alla festa del paese. Beh, a quella festa non andai, ma andiamo con ordine. come dicevo, stavo camminando con Naoko e Yoko sul molo, quando un uomo muscoloso e abbronzato annunciò con tono solenne che una nave di pirati stava per approdare al nostro villaggio. mi accorsi che Naoko ebbe un sussulto, mentre Yoko mantenne la sua solita impressione impassibile, a volte mi chiedo il motivo per cui una ragazza nel pieno della sua giovinezza possa essere così fredda e indifferente rispetto a ciò che le accade intorno.
Beh, sta di fatto che convinsi le mie amiche ad attendere lo sbarco dei pirati, ero curiosa, ne avevo sentito parlare, ma non credevo che a 25 anni suonati finalmente ne avrei visto uno vero. Attendemmo per circa venti minuti, quando da lontano si fece avanti la sagoma indistinta di una grossa nave, che pian piano si delineò sempre meglio, fino a quando non distinsi chiaramente la sagoma della famigerata bandiera nera con il teschio bianco e le due tibie incrociate. Il cuore prese a battermi all'impazzata. sentii Naoko stringersi al mio braccio, mi volsi verso di lei e vidi il suo groviglio di capelli color paglia attaccati al mio braccio, alzò lo sguardo verso di me e mi disse: "Ehi Yoshiko, forza, andiamocene, non mi hanno mai parlato bene dei pirati!"
"E dai! Non sei curiosa anche tu di vedere come sono questi pirati?"
Mi voltai verso Yoko, teneva lo sguardo fisso all'orizzonte, la luce del tramonto di rifletteva sulla pallida pelle del suo viso e nei suoi occhi scuri, dando un riflesso leggermente ramato ai suoi lucidi capelli corvini. Non mi rispose, non mi rispondeva mai, era sempre persa in chissà quali pensieri.
La nave era vicinissima ormai, riconobbi la sagoma di alcuni pirati a prua. Ero emozionata da morire!!! Mentre vedevo la nave avvicinarsi strinsi più che potevo il sacchetto dell'abito che avevo appena comperato, sentii che la stretta di Naoko si era allentata, ero sicurissima che anche lei era curiosa, se non quanto me ci mancava poco.
La nave era arrivata ormai al molo, osservai i volti dei pirati che la occupavano. Strizzai lo sguardo ma non ne ebbi troppo bisogno, visto che dopo aver gettato l'ancora stavano per dirigersi verso la terra ferma. La mia attenzione fu subito attirata da un uomo alto, con i capelli rossi, dei grandi occhi neri e una vistosa cicatrice sull'occhio sinistro. Portava un mantello lungo e nero, che gli copriva completamente la spalla e il braccio sinistro. Mi portai le mani al petto, sentii il cuore battere velocissimo. La gente del villaggio sembrava intimorita da quelle presenze, si allontanarono un poco, formando praticamente una sorta di corridoio. Il gruppo di pirati l'attraversò lentamente, mi immaginai facce malvagie, credevo che appena arrivati avrebbero fatto qualche assurda strage e avrebbero picchiato donne e bambini per puro divertimento. Non mossi un passo, mi accorsi che Naoko e Yoko non erano più accanto a me, erano arretrate di almeno una decina di metri, e si erano unite al gruppo di gente che li osservava. dopo qualche secondo, quando furono abbastanza vicini, mi accorsi di essere proprio sulla loro strada. Sentii il brusio della gente dietro di me, ma mi sembrava di non riuscire a distogliere lo sguardo da quei grandi occhi neri. Quando realizzai di aver in un certo senso di essere proprio sulla loro linea d'aria mi scostai immediatamente, devo ammettere che per un attimo ebbi davvero paura, ma mi guadagnai soltanto un sorriso di quello che mi sembrava il capitano. Mi accorsi che stavano entrando nell'osteria che gestivo.
L'avevo chiusa, era ormai il tramonto e c'erano altre osterie, ma tutti nel paese sapevano che il sakè che servivo era il migliore del villaggio. Corsi velocemente in direzione del mio piccolo locale e li sorpassai. Cercai nella tasca della lunga gonna che portavo la chiave e aprii velocemente. Era raro che aprissi dopo l'orario di chiusura, era lunedì, e di lunedì chiudevo presto, di solito, invece, l'osteria rimaneva fino a notte inoltrata, erano parecchi i clienti che si trattenevano fino a tardi. Attesi sulla porta e li vidi avvicinarsi, di nuovo non riuscii a staccare lo sguardo dagli occhi del loro capitano. Lo osservai e... beh, fu questione di un attimo, ma mi accorsi che c'era qualcosa che non andava nel suo braccio, pensavo di essermi sbagliata, come ho detto fu un attimo, ma quando quel grosso mantello nero si scostò leggermente vidi che gli mancava il braccio... Ah, che sciocca che sei Yoshiko disse una voce dentro la mia testa ti sei solo fatta impressionare, figurati se hai visto giusto....vai a servirli piuttosto!
Eliminai dalla mia testa il pensiero del braccio e li salutai cordialmente. Poi mi diressi verso il bancone, appoggiai la borsa e presi il grembiule dall'attaccapanni di legno su cui l'avevo appeso prima di uscire con Naoko e Yoko. Mi accorsi che tutti gli altri pirati si erano seduti ai tavoli, solo il loro capitano (almeno credevo che lo fosse, una sorta di sesto senso mi diceva che era il loro capitano) si era seduto al ancone. Con la mano destra (era un particolare che avevo osservato bene) prese un sacchetto che teneva legato alla cintura e lo appoggiò distrattamente al bancone.
"Cosa posso servirvi signore?" gli chiesi mentre il cuore mi batteva fortissimo, ero quasi certa che l'avrebbe sentito.
"Non chiamarmi signore" disse con un sorriso che perfettamente si adattava al suo bel volto "Sono il capitano, Shanks il Rosso, è un vero piacere"
Allungò la mano, di nuovo la destra, osservai Cretina! É normale, non è detto che sia mancino! Di nuovo quella voce nella mia testa. La mandai via e mi presentai.
"Io sono Yoshiko, la padrona dell'osteria"
"Ah, già, ho visto che hai aperto adesso, se per te è stato un problema..."
"Certo che no!" dissi sorridendo "Siete appena arrivati ed è giusto che assaggiate il miglior sakè del paese no?!" e tirai fuori da sotto lo scaffale qualche bottiglia.
Il capitano scoppiò a ridere "Certo, beh.." alzò la voce per farsi sentire dal resto della ciurma "Allora il miglior sakè del paese per tutti!!!"
Ci fu un urlo di approvazione generale e mi diedi da fare per servire a tutti da bere. Presi altre ordinazioni, mi accorsi che avevano una fame allucinante! Preparai quantità industriali di carne e minestra e dopo aver servito tutti tornai al bancone. Con sorpresa mi accorsi che il sakè era pressoché finito. Avevo la strana sensazione che me ne avrebbero chiesto altro. Sospirai e scesi nella cantina a prendere un'altra cassa i bottiglie. Quando salii vidi che il capitano mi osservava mentre con un po' di fatica portavo la grossa cassa di bottiglie verso il bancone. Fece gesto come per alzarsi, ma gli dissi "Nessun problema, ce la faccio!" Vedi cretina? se non avesse un braccio come avrebbe fatto a portarti la cassa?
Andai nuovamente dietro il bancone e lui mi disse: "Hai proprio ragione per quanto riguarda il sakè!"
Sorrisi e nel frattempo cominciai a lavare le pentole che avevo usato per cucinare. Ogni tanto alzavo lo sguardo verso Shanks, ma appena incontravo i suoi occhi lo abbassavo immediatamente, quasi intimorita.
Passò un po' di tempo prima che ebbi il coraggio di cominciare un nuovo discorso "Quanto pensate di trattenervi qui?" gli chiesi.
Lui alzò lo sguardo dal bicchiere pieno per metà di sakè e mi guardò truce per un istante, poi però la sua espressione si mutò in qualcosa che oserei descrivere come freddo e distaccato. "Pensi che potremmo dare fastidio al villaggio? Possiamo cambiare villaggio"
"No, assolutamente no! Restate!" risposi in fretta, penso di essere stata abbastanza convincente, vista la faccia stupita che fece lui. "Non darete alcun fastidio, davvero...." il tono della mia voce si abbassò leggermente "era solo una curiosità, tutto qui..."
L'espressione del suo volto cambiò di nuovo, da quel momento posso assicurare che non vidi mai più quello sguardo freddo e distaccato per tutto il tempo che rimase al villaggio...
"Ah....non lo so di preciso, noi pirati non facciamo mai programmi a lungo termine" mi disse sorseggiando il sakè che era rimasto nel bicchiere. Ci fu un silenzio abbastanza imbarazzante. Mentre cercavo le parole giuste, fui distratta dalla porta che sbatteva violentemente. Alzai lo sguardo e riconobbi la persona che meno volevo vedere.
Conoscevo fin troppo bene quella sagoma ballonzolante con i capelli scuri e gli occhi piccoli e arrossati, le gote arrossate dall'evidente sbronza.
"Ehi Yoshiko..." disse Ken balbettando e interrompendo le parole con mezzi singhiozzi "da quand'è che tieni aperto anche il lunedì sera?"
"Da quando ne ho voglia" dissi acidamente "e adesso sparisci, non vedi che ho dei clienti?"
Come se non avesse udito le mie parole si avvicinò e si appoggiò al bancone. Sentii chiaramente il puzzo di gin nel suo alito, feci una smorfia e lui mi disse "Forza dolcezza, perché non mi offri qualcosa da bere? Sono a corto di soldi oggi"
"Mi pare che tu abbia bevuto già abbastanza" lo rimproverai "e caso strano quando vieni da me sei sempre a corto di soldi!"
"Sbrigati tesoro per piacere, pagherò domani, basta che mi dai qualcosa da bere, dolcezza, ti prego..."
"NO!" risposi seccamente "non ti darò nemmeno una goccia di sakè, nemmeno se lo pagassi con tutto l'oro del mondo, e adesso sparisci! Hai già dato troppo spettacolo!"
Quello che gli dissi lo fece infuriare parecchio, visto che dopo aver accartocciato il volto in una smorfia di rabbia e odio mi tirò dietro uno dei boccali che avevo appena lavato. Lo schivai per un pelo, ma andò a colpire lo scaffale dietro di me rompendo un paio di bottiglie. Diverse schegge di vetro mi schizzarono addosso colpendomi il braccio e facendolo sanguinare.
Stavo per reagire, quando lui prese un nuovo boccale urlando "Brutta puttana! Dammi da bere! Subito!"
Stava per colpirmi con l'altro boccale quando Shanks lo bloccò afferrandogli con forza il polso con il braccio destro "Lo spettacolo è finito, adesso fuori di qui, immediatamente"
"E tu chi cazzo sei?" gli disse Ken e si preparò a sferrargli un centrone in pieno viso. Shanks si difese colpendolo in anticipo, il mezzo alle corna con lo stesso braccio che aveva usati per bloccarlo Non usa il braccio sinistro, non lo usa... mi dissi, ma i miei pensieri furono interrotte dalle risa della ciurma di Shanks "Che babbeo!!! Quel cretino si è colpito da solo!!!" urlò un pirata enorme e grasso tra le risate generali alludendo al fatto che Shanks aveva usato il braccio di Ken per colpirlo.
Con il naso sanguinante, e il polso ancora stretto dalla mano del capitano, Ken cominciò a blaterare qualcosa senza senso, fino a quando Shanks non disse "Vice Capitano, accompagna questo individuo fuori per cortesia!"
Si alzò un omone altissimo e muscoloso che afferrò Ken per la collottola e quasi lo sollevò, dirigendosi verso la porta, poi, con tono brusco lo sbatté fuori, sentii distintamente il rumore del suo corpo piombare sull'asfalto.
Solo in quel momento mi resi conto di avere il braccio tutto sporco di sangue "Che diamine" borbottai cercando uno straccio per pulirmi.
"Tutto bene?" era la voce di Shanks. Alzai lo sguardo e sorrisi cercando di minimizzare la situazione "Si, solo qualche graffio" poi presi uno straccio bagnato e lo passai sulla pelle, notando l'effettivo numero dei graffi che avevo. Niente di grave in confronto a quello che Basta con sta storia! Tu e quel suo stramaledettissimo braccio! Sei proprio cocciuta allora!
"Chi era quello? Lo conoscevi?"
Non risposi, aveva toccato una ferita ancora aperta. Ken non era sempre stato così, prima di cominciare a bere. Se ne accorse.
"Scusa, non sono affari miei..."
Non risposi, non riuscii a rispondere, ero ancora sconvolta da...no, non ero sconvolta, ero arrabbiata, arrabbiatissima! Che razza di figura che mi aveva fatto fare quel deficiente di Ken. Lurido bastardo, me l'avrebbe pagata, me l'avrebbe pagata molto cara...
Dopo circa due ore Shanks si alzò in piedi. Tutti gli uomini della sua ciurma erano ubriachi fradici, ma non mi facevano lo stesso effetto di Ken. Ho sempre diviso gli ubriachi in due nette categorie, gli ubriachi divertenti e quelli bastardi. Ecco Shanks (perché anche lui aveva in corpo la sua bella dose di alcool) e i suoi uomini facevano parte degli ubriachi divertenti, Ken non è nemmeno da chiedere.
Il capitano disse qualcosa ai suoi compagni, poi si rivolse a me, con un sorriso buffo e beffardo, ma che mi faceva tenerezza. "Quanto le dobbiamo signorina?" mi accorsi che quel "signorina" era una presa in giro.
Scoppiai a ridere e gli misi una mano sulla spalla "Mi sa capitano, che siete talmente storditi stasera che se vi dicessi che avete consumato per 30 milioni, voi ci credereste...Facciamo che domani mattina torni e facciamo i conti con calma!"
Shanks scosse la testa per un attimo sorridendo, poi mi prese una mano e me la baciò. "Allora ci vediamo domattina!".
Dopo un'ora ero già a casa nel mio letto. Avevo cercato di dare una ripulita ma il sonno aveva preso il sopravvento. Nel letto mi rigirai diverse volte prima di prendere sonno, il volto del capitano era rimasto impresso in maniera indelebile nella mia mente, non l'avrei mai più dimenticato.
La mattina successiva mi svegliai presto. Indossai un abito bordeaux e mi diressi verso il mio locale. Il cielo era limpido e dal mare soffiava una leggere brezza fresca. Tirai fuori dalla piccola borsa marrone la chiave dell'osteria e aprii. Cavoli....non me la ricordavo così in disordine...proprio per niente! Mi diedi da fare e cominciai a dare una ripulita, quando sentii bussare alla porta. Mi girai e vidi Shanks.
"Salve Capitano!"
Lui alzò una mano in cenno di saluto e si avvicinò al bancone. "Sono venuto a saldare il conto..."
Risi "Non preoccuparti, per sta volta offre la ditta!"
"Non scherzare!"
"Io non scherzo affatto! Che razza di benvenuto sarebbe scusa?"
"Ma così sono in debito!!!"
"Non dire fesserie!"
"Uff..." si sedette su uno degli sgabelli "Se la metti così....però dovrai sopportarci nella tua osteria per molti e molti giorni ancora! Non andremo in nessun'altro locale...ci stai?"
"Certo!"
Sorrisi di gusto, ero davvero contenta.
La sera mi preparai per andare alla festa del paese. Vicino al molo erano state allestite diverse bancarelle, illuminate da lanterne giapponesi multicolore. Indossavo una maglia canottierina azzurra e una gonna blu lunga un po' più su delle ginocchia. Ogni tanto dal mare si alzava un venticello freddo che li scompigliava i lunghi capelli castani. Ero con Yoko e Naoko, ci stavamo dirigendo verso delle bancarelle di dolci tipici di alcuni paesi lontani che ci incuriosivano molto. Mentre camminavo mi accorsi di una sagoma che mi pareva conoscere, seduta su blocco di pietra in riva al mare. Presi diverse qualità di dolci e salatini, erano davvero strani, avevano un sapore esotico e speziato. Pensai che a quei pirati di Shanks sarebbero piaciuti, o magari nei lunghi viaggi che avevano fatto, ne avevano mangiati anche di diversi. Comunque ne comprai in buona quantità e chiesi al ragazzo di Yoko di metterli in macchina, me li avrebbe portati in locanda la mattina successiva. Osservai di nuovo quella figura seduta al molo. Presi un piccolo sacchetti di doli che mi ero fatta confezionare a parte e dopo aver salutato Naoko, Yoko e il suo fidanzato mi diressi in direzione di quella figura.
Quando gli arrivai vicino riconobbi anche la sua espressione. Fissava un punto indefinito nel mare,sembrava che il suo sguardo andasse oltre le piccole imbarcazioni che erano arenate al porto e che vedesse qualcosa che nessun'altro avrebbe mai visto. Forse erano pensieri di paesi lontani, di amici distanti, di amori finiti... Era uno sguardo di immensa tristezza...
"Ciao Capitano, che ci fai qui tutto solo?" gli chiesi
"Eh?" sembrava essersi appena svegliato, lo sguardo confuso, gli occhi leggermente lucidi. "Ah, Yoshiko, sei tu... scusa, non ti avevo sentita arrivare..."
"Nessun problema...ti va?" gli sventolai davanti agli occhi il pacchettino bianco dei dolcetti che avevo comprato.
Sorrise con sincera gratitudine "Che cosa sono?"
"Boh, e che ne so... li ho presi a quella bancarella là!" indicai il piccolo carretto dal quale si levava un sottile fumo bianco.
"Saranno mica avvelenati no?"
"Tranquillo, li ho fatti assaggiare prima al ragazzo di una mia amica, è ancora vivo!"
"Bene...." prese il sacchettino poi mi osservò. Notai il suo sguardo scorrere sulla pelle abbronzata delle gambe nude. Lo sentii accarezzarmi come fa il vento... mi imbarazzai....
"Aspetta, mi siedo anch'io..." presi una grossa cassa di legno e l'avvicinai a lui, mi ci sedetti sopra.
"Allora...vediamo...." Shanks aveva preso a osservare incuriosito quei piccoli dolcetti a forma di tappi di bottiglia e coperti da una glassa lucida. "Questi si chiamano babà! Sono dei dolci tipici di un paese lontano da qui. Sono impregnati nel liquore, ne hai mai assaggiato uno?"
"No, mai..." gli dissi "tu?"
"Si, un tempo, ma ero molto giovane quando vidi l'Italia..." Mangiò uno dei dolci e me ne porse uno "Assaggia!" mi disse.
Ne assaggiai uno "Buono!"
"Vedi? lo sapevo che sarebbero stati di tuo gusto..." poi si guardò un momento intorno "ma...sei venuta sola?"
"No, c'erano delle mie amiche ma..." sentii quel calore al volto che significa che stai arrossendo "ho preferito venire qui..."
Mi sorrise, "Ti ringrazio."
Mi feci coraggio, gli chiesi quello che volevo "A cosa stavi pensando prima? Mi sembravi triste..."
Sul suo volto tornò un velo di malinconia... "A Daniel...la mia piccola Daniel..."
"Ah..." Sciocca! Tornò a farsi viva quella voce nella mia testa pensavi davvero che una misera ragazza come te potesse interessargli? Che illusa, ama già...
"Sono ormai quattro anni che non vedo mia figlia..."
"Eh? Tua figlia?"
"Si!" sorrise con orgoglio "La mia piccola Daniel, non ha che me al mondo..."
"E...." chiesi intimidita "sua mamma? Insomma, la donna che..."
"Non ci amava..." tagliò corto lui, ma senza rabbia o irruenza.... quello era solo dolore...tanto dolore.... "Non voleva che si sapesse in giro che l'uomo con cui stava era un pirata...e non voleva avere una figlia, nata da un pirata..."
"Hai...hai cresciuto Daniel da solo?"
"Si...ma non ho alcun rimpianto..."
Mi sfuggiva qualcosa... "E allora...perché non l'hai portata con te?"
"Era pericoloso...quella volta sarebbe stato pericoloso...e poi..." sorrise, sembrava un bambino che raccontava alla mamma un sogno bellissimo "voglio che diventi una vera donna, non un pirata qualunque, voglio che la mia bambina studi, voglio che diventi una persona per bene. Voglio che ami la vita per com'è. La vita dei pirati per una bambina, non le insegna come sia vivere normalmente, e non va bene..."
"Ma...non ti dispiace di non vederla?"
"Ma io la rivedrò....mi ha promesso che quando sarebbe diventata forte, sarebbe venuta a cercarmi, e so che lei è abbastanza forte per farcela... e poi....c'è anche un'altra persona che rivedrò...credo che lui e Daniel partiranno nello stesso periodo..."
"Shanks...chi è LUI?"
"É un bambino a cui sono molto affezionato...lui DIVENTERà IL RE DEI PIRATI!"
"Wow....quanta enfasi!" risi. Poi mi alzai e andai dietro di lei. Lo abbracciai....non so perché lo feci, ma sapevo che non avrei sbagliato. Quando appoggiai il volto alla sua spalla mi accorsi che il braccio gli mancava davvero. Ma non fu una sorpresa, lo sapevo già... pensai con soddisfazione alla sfida che avevo vinto con quella vocina che continuava ad assillarmi.
"Te ne sei accorta vero?"
"Cosa?"
"Del mio braccio... te ne sei accorta vero?"
"Si, ma non mi interessa..." mi appoggiai a lui con più affetto "mi piaci lo stesso..."
Si alzò in piedi, mi fissò, anch'io mi alzai seguendolo "Dici sul serio?"
Deglutii e lo fissai in quei meravigliosi occhi neri "Non sono mai stata più sincera in vita mia..."
Lui rise un po' "Nemmeno quando mi parlavi del tuo sakè? Allora dovrò trovare un posto migliore!"
Risi anch'io "Ah, già, sul sakè non mento mai..."
Rise ancora un po', poi mi baciò....il bacio più dolce che avessi mai ricevuto in vita mia. Poi si allontanò "Mi considereresti una persona imprudente se ti dicessi che ti amo?"
Il cuore mi saltò qualche battito, poi sorrisi "L'imprudenza giusta per un pirata...anch'io ti amo..."
Passò del tempo, il momento in cui Shanks e gli altri sarebbero partiti era vicino...
"Shanks...non voglio che tu te ne vada..." stavo piangendo, mi sentivo debole, ma era il prezzo da pagare per amare un pirata.
Eravamo sul molo, il sole splendeva nel cielo, intervallato solo da qualche piccola nuvola sottile. Dal mare proveniva solo il rumore delle onde. "Mi dispiace, ma sono...."
Risi tra le lacrime "Sei un pirata, lo so, lo so...ma...mi sembra sbagliato...se tu te ne andassi...mi sentirei inutile..."
Sospirò... "Stamattina....ho parlato a lungo con Ben...avevo bisogno di un buon consiglio...gli ho chiesto....se secondo lui per Daniel era stato difficile vivere con dei pirati...senza una madre....Mi ha detto che noi le volevamo bene, e lei ce ne voleva... è sempre stata felice con noi..."
"Ah..." non capivo, ma stavo per saperlo....
"Allora gli chiesi se una persona che non avesse mai vissuto in mare, avrebbe potuto soffrire o essere infelice... beh, mi ha detto che io ti amo... e questo dovrebbe bastare...."
Era tutto chiaro, ma il mio cervello aveva associato tutte queste cose assieme troppo in fretta, e ora perdeva i pezzi.... "Si...questo basta..."
"Se verrai con me... cioè... io ti amo.... tutti i ragazzi ti vogliono bene... e anche tu mi ami... rimpiangeresti mai la vita qui al villaggio?"
Non avevo ancora smesso di piangere, ma non erano più lacrime di dolore...avevo trovato il mio tesoro "Non rimpiangerò mai nessuna scelta fatta per stare con te..." conclusi, poi lo baciai....
Partimmo dopo qualche giorno.Non sapevo dove fossimo diretti, non sapevo per quanto tempo saremmo stati in mare, ma sapevo che finche ci sarebbe stato lui, non sarei mai stata infelice.