CAPITOLO 10

Addio Vivi

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 13.55

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Ancora scossa, mi precipitai ed inseguii Milena. Mio Dio, non riuscivo neanche ad immaginare come avrebbe potuto prendere una cosa simile! La raggiunsi ansimando sul ponte, dove Zoro, di gran lunga atleticamente + preparato di me, era già lì con lo sguardo fisso su quella ke mi auguravo fosse ancora la mia amica Milena. La mia capricciosa, lunatica, testarda, orgogliosa, prepotente e a volte presuntuosa amica Milena. Ma allo stesso tempo mi auguravo ke fosse rimasta anche la ragazza dolce, sensibile, comprensiva e sicura di sé ke conoscevo.

-         Milena. – tentai di chiamarla. Speravo di cuore ke piangesse, gridasse e si arrabbiasse col mondo intero per quello ke le era accaduto ke, ne ero sicura, l’aveva sconvolta notevolmente. Ero terrorizzata al pensiero ke un fatto del genere le facesse creare un muro tra lei e il resto del mondo, ke la facesse diventare fredda e dura come il ghiaccio.

Lei non mi rispose, d’impulso mi voltai verso Zoro ke, a sua volta, mi fissò di rimando: dovevamo fare qualcosa, lo sapevo bene anche io; solo ke in quel momento non me la sentivo proprio di fare qualunque cosa. Zoro sembrò aver intuito il mio stato d’animo, perkè mi guardò e annuì, poi si avvicinò a Milena abbracciandola.

Ecco ke accadde una cosa ke mi scaldò il cuore. Accadde ciò ke fece scomparire come d’incanto tutte le preoccupazioni ke mi avevano afflitto fino a quel momento: Milena, dopo un istante, si voltò verso Zoro e, affondando il viso nel suo petto, iniziò a singhiozzare. Sì, lo so… solitamente quando uno piange non è carino scoppiargli a ridere in faccia, ma giuro in quel momento mi dovetti trattenere dall’esplodere in una fragorosa risata. Una risata di sollievo, ma ke cmq trattenni e mi limitai a sorridere semplicemente. Poi inizia a provare una sensazione di disagio: c’era qualcosa ke non quadrava in quella situazione… Zoro e Milena teneramente abbracciati e io… il terzo incomodo?! No, decisamente la cosa non quadrava! Così, decisi di lasciarli soli e di tornare in cucina per saggiare l’”altra” situazione, ke, mi immaginavo, non sarebbe stata affatto rosea…

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 14.20

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Cucina

Davanti la porta della cucina, Francesca rimase qualche secondo in piedi, con lo sguardo perso nel vuoto, poi, dopo aver tirato un profondo sospiro, si decise ad entrare e ad aspettarsi il peggio.

-         Dov’è Milena? – le chiese Vivi col volto e le guance bagnati di lacrime, non appena la ragazza entrò.

-         Ah… è… è sul ponte. – balbettò Francesca ancora un po’ scossa: aveva ora un certo timore nei riguardi di Vivi – con Zoro. – precisò, come se volesse dirle inconsciamente ke la sua presenza non era gradita.

Intanto nella stanza c’era un silenzio totale: gli sguardi di Sanji, Nami e Usopp giravano da Francesca a Vivi e viceversa.

-         Come sta? – le chiese ancora con la voce rotta da un profondo nodo alla gola ke stava per sfociare nuovamente in un pianto.

-         E come vuoi ke stia?! – scattò la biondina, incapace di reggere ancora tutta quella pressione – è molto scossa, ma ora cè Zoro a consolarla.

-         Quindi sta meglio? – le chiese abbozzando un sorriso.

-         Certo non grazie a te. – rispose fredda Francesca, al ke la ragazza coi capelli blu abbassò la testa sconsolata.

-         Francesca, vieni un attimo di là? – disse d’un tratto Nami.

-         Naturalmente. – rispose uscendo con la cartografa, mentre anche Sanji le seguì.

Ponte

-         Come facciamo? – domandò la biondina.

-         Era quello ke volevo chiedere a te. – le rispose Nami – tu non hai parlato con Milena? Non sai cosa vuole?

-         No, non ne ho idea. Ma una cosa voglio dirvi: non dobbiamo assolutamente intrometterci nel rapporto tra quelle 2. – affermò Francesca con decisione – se Milena vuole ke Vivi se ne vada, sarà lei a dirglielo, siete d’accordo?

-         Certo.

-         Sicuro. – asserì anche Sanji – aspettiamo ke si riprende.

Ponte (dall’altra parte, dove si trova Milena)

-         Ehi piccola? – Zoro le alzò il volto con due dita e la costrinse a guardarlo negli occhi – non vuoi dirmi come stai?

-         Non lo immagini? – gli chiese, ma senza alcuna emozione.

-         So ke stai male e stai soffrendo. – si strinse nelle spalle – e sei confusa e… nervosa… so ke ora non ti senti sicura e ke hai bisogno di me, perciò…

-         Non ho bisogno di sfogarmi. – scosse la testa sorridendo – per merito tuo, ke mi hai fatto piangere abbracciata a te – sorrise imbarazzata mentre lo disse – ora sto davvero molto meglio e mi sento pronta!

-         Pronta per cosa? – domandò Zoro.

-         Andrò io a parlare con Vivi. – affermò con un sorriso sicuro.

-         Adesso?! – le chiese meravigliato.

-         Oh, no… adesso no…

-         Perkè?

-         Perkè ho sonno!^^

-         Milena. – sospirò scuotendo la testa.

-         Eheh… ^^’

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 17.35

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

-         Vivi! – chiamò Milena mentre si aggirava per tutte le stanze della nave di suo padre. – a proposito, ma dove si è cacciato?

-         Sono qui, tesoro. – le sorrise il padre.

-         Ah. – replicò in tono asciutto – e dove siete stati tu e la tua ciurma finora?

-         Ti siamo mancati, eh?

-         Se devo essere sincera… affatto. Ma la vuoi smettere di rispondere alle mie domande con altre domande?

-         Va bene, tesoro. Dicevi?

-         -____-’’’’ Dicevo… dove sei stato finora?

-         A fare rifornimento. Tra 2 giorni salpiamo.

-         Coooosaaaa?!!!

-         Bèh, ke è quella faccia? – domandò il capitano riferendosi alla figlia ke era rimasta a bocca aperta.

-         Come sarebbe ke è quella faccia?! Mi dai solo 2 giorni per comprare il necessario e salutare tutti, nonché convincere mamma e poi mi chiedi ke è quella faccia?!

Shanks continuava a guardarla senza capire il motivo di tanta agitazione.

-         Ma… tesoro, guarda ke potrai fare spese nei vari porti in cui ci fermeremo: Barcellona, Marsiglia, Venezia, Lisbona, Istanbul, Tunisi…

-         Aspetta, togli le ultime 2 ke è meglio, visto ke lì hanno altro cui pensare invece ke alla moda tanto + ke si muoiono di fame… Ok, mi hai convinta. Io vado a cercare Vivi, l’hai vista per caso?

-         Ah, quella ragazza tanto bella e dolce e gentile e sensibile e carina e affabile e delicata e…

-         … e tutto l’opposto di me, sì, proprio lei. – commentò sarcasticamente la ragazza. – allora?

-         È nella stiva.

-         Grazie. – e se ne andò con un diavolo per capello.

Ke razza di figlia! Commentò Shanks sorridendo e mettendo una mano dietro la nuca.

Ke razza di padre! Sbuffò, invece, Milena mentre si avviava verso la stiva.

 

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 17.40

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Stiva

Nota dell’autrice: dato ke non c’erano così tante camere per le ragazze, Nami e Vivi erano state spostate nella stiva, ecco perkè Shanks ha detto alla figlia di aver visto Vivi nella stiva invece di dire in camera sua.

TOCK! TOCK!

-         Avanti. – si sentì una voce spenta, demoralizzata e decisamente giù di tono.

-         Ciao Vivi, posso entrare? – Milena sporse solo la testa nella stanza e stese le labbra in un largo e allegro sorriso.

-         Cos… ma… - la ragazza era rimasta stupefatta: si sarebbe aspettata ke Milena non l’avrebbe voluta + vedere, ke l’avrebbe cacciata a pedate dalla nave di suo padre entro sera, mai ke sarebbe entrata in camera sua sorridendo come una pasqua.

-         Allora? Guarda ke se hai da fare, ripasso dopo oppure mi fai sapere tu…

-         No, no. – si affrettò subito a dire Vivi – vieni pure. È ke la tua visita mi ha sorpresa non poco.

-         Già, se ci penso ha sorpreso parecchio anche me. – ammise con un’aria seria la figlia di Shanks, poi, guardando le valigie della ragazza, disse ridendo – ehi, ke c’è, volevi levare le tende da qui?

-         Oh, ecco… veramente io… - iniziò la bellissima ragazza arrossendo un po’.

-         Immagino pensassi ke ti avrei sbattuta fuori appena possibile, eh? Non preoccuparti, non sono così vile e meschina.

-         Questo lo so. – le sorrise amorevolmente Vivi.

-         Ehe… - sorrise anche Milena con una punta di terrore.

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 17.35

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

-         KECCCCOOOOOOOOOSAAAAAAAAAAA?????????!!!!!!!!!!!!!! – urlò Zoro.

-         E non urlare così… - disse Nami togliendosi le mani dalle orecchie, così come avevano fatto anche gli altri.

-         Ti spiacerebbe ripetere quello ke hai appena detto?!! – continuò a sbraitare lo spadaccino ma ad un volume un po’ + basso.

-         Non urlare. – disse Francesca sogghignando.

-         Spiritosa! Sai bene a ke mi riferisco!

-         Ho detto ke Milena è in camera di Vivi! – sbottò Nami – l’ho vista ke si dirigeva nella nostra camera e, supponendo ke volesse parlare con Vivi, mi sono dileguata all’istante.

-         Non è possibile! – imprecò ancora Zoro.

-         Ma cosa ci vedi ke non va? – domandò Francesca – un sacco di volte io e Milena ce ne stiamo in camera dell’una o dell’altra per delle ore a chiacchierare. A volte abbiamo pure dormito nella stessa camera!

-         Avete mai fatto il bagno insieme? – domandò Sanji un po’ troppo interessato.

-         No, affatto! Ci teniamo alla nostra privacy. – affermò con risolutezza la biondina.

-         Quindi tu non l’hai mai vista svestita. – dichiarò Zoro.

-         Non esattamente. Quando ci prestiamo i vestiti a casa di una è ovvio ke ci cambiamo nella stessa camera e… oh, ma la finisci?! Ke cosa vuoi ke ci sia di male?! – si spazientì alla fine Francesca.

-         Appunto, cosa vuoi ke succeda se Milena e Vivi sono nella stessa camera? – domandò Nami – lei e Francesca ci si chiudono sempre per parlare o provarsi vestiti…

-         Sì, ma Francesca non è lesbica, Vivi sì! – urlò lo spadaccino.

-         Ma Milena neanche lo è. – gli fece notare Sanji – cosa vuoi ke succe… Fermati Zoro! Dove vai!!!??? – urlò bloccandolo sull’uscio.

-         Lasciami! Devo andare a salvare Milena!!! – continuava lui imperterrito.

-         Ma se non corre alcun pericolo!

-         Questo lo dici tu!

-         Ma sta’ zitto!

-         Zitto tu, ke lo fai solo perkè vedere 2 ragazze ke si baciano di piacerebbe da morire!

-         Ma ke sta dicendo?!

Francesca e Nami, intanto, assistevano indignate a quella patetica scena.

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 17.40

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Stiva

-         Ascolta, Vivi, da come avrai capito, a me non piacciono i giri di parole, tanto + ke non son brava a farli…

-         Mh. – la ragazza si limitò ad annuire.

-         Volevo dirti ke per quello ke è successo prima… ecco io…

-         Devi perdonarmi! Non so ke mi sia preso, io…

-         Quindi non sei lesbica! – la bloccò Milena molto entusiasta – quindi non è vero ke ti piaccio.

Vivi assunse un’aria molto triste e abbattuta e, arrossendo vistosamente, disse d’un fiato.

-         Purtroppo per te no, Milena. Mi dispiace, ma tu mi piaci davvero molto.

-         Ah… bèh, sappi ke sono molto confusa e non so bene cosa dire… ho paura di ferirti dicendo cose sbagliate ke forse neanke penso… ma io non ti odio per questo.

-         Questo mi fa stare davvero bene, lo sai? Il pensiero ke tu potessi odiarmi mi affliggeva in una maniera ke neanke immagini. – seguirono attimi di silenzio, poi Vivi riprese – senti, io… non pretendo ke tu ricambi, solo ke… vorrei… cioè… se non posso avere il tuo amore, se non posso avere te, io… voglio almeno il tuo affetto e la tua amicizia.

-         Impossibile. – replicò Milena voltandosi dall’altra parte.

-         Cosa?! – Vivi si sentì impazzire – io pensavo ke tu fossi venuta qui per fare pace ed essere di nuovo mia amica! Invece sei venuta qui solo per infierire! Io non…

-         È impossibile perkè io non ho mai litigato con te. – si girò nuovamente verso di lei e le cacciò la lingua – è impossibile perkè già hai il mio affetto e la mia amicizia!

-         Da- davvero? – Vivi rimase molto sorpresa, + ke altro, non sapeva mai come prendere quella ragazza.

-         Ma sì, certo. – le sorrise – ora però devo andare a vestirmi. Devo comprare una cosa in centro.

-         Vengo io con te… - iniziò la ragazza coi capelli blu.

-         No, non puoi! – le urlò Milena ke ormai era già fuori dalla stanza.

-         Come? – Vivi rimase spiazzata: ma si può sapere ke cavolo aveva quella ragazza nella testa? Ke cosa voleva dire? Erano manco 15 minuti ke ci parlava e già l’aveva mandata in tilt 2 volte. Caspita, pensò se Zoro decide di rimanere con lei e poi se la sposa anche, avrà un bel da fare con una ragazza così complicata.

 

Luogo indefinito, 5 agosto 2002

ORE 19.20

Mar Mediterraneo

Imbarcazione sconosciuta

Una ragazza bionda, magra, non troppo alta ma decisamente molto graziosa, si stava facendo tranquillamente la doccia. Aveva appena finito di insaponare la sua morbida e candida pelle, ke iniziò a sciacquarsi…

-         Maledizione! Stupida, stupida, dannatissima e stramaledettissima bagnarola e stupido, stupido, dannatissimo e stramaledettissimo Marco! – imprecò la bella ragazza.

Il suddetto personaggio, sentendosi nominare, urlò di rimando.

-         Ke cosa vuoi adesso, Magda?!

-         Sono tutta insaponata e, guarda caso, l’acqua calda se ne è andata via proprio adesso! – strepitò lei andando sul ponte con l’accappatoio.

-         E ke vuoi ke ti dica? – rise quel bel ragazzo dai capelli e gli occhi scuri – non ti sciacquare!

-         Impossibile! Non sai ke fa male alla pelle lasciarla insaponata?! Ma certo, figuriamoci se lo sapevi! Cosa ci si può aspettare da un buzzurro rozzo come te?!

-         Buttati in acqua e sciacquati. – le rispose ignorandola e continuando ad osservare attentamente un foglio di carta.

-         Ancora con quella roba?! – gli si piazzò davanti – Marco, falla finita con questa storia del cacciatore di taglie! Non puoi nulla contro pirati del calibro di Arlong o altri!

-         Guarda qui. – e le sventolò sotto il naso la taglia di un ricercato con un sorriso inconfondibile e tutt’altro ke minaccioso.

-         Eh? Ehi ke faccia da imbecille! Questo scemo quanto vale? 30 milioni di berry?! Ma allora lo puoi tranquillamente catturare! Sai dove si trova?

-         No, ma so da fonti sicure ke la sua nave è ormeggiata nel porto di Napoli. Ci basterà aspettare ke salpi.

-         Potrebbero passare anche delle settimane – gli fece notare la ragazza.

-         Fidati di me, Magda. – Marco le strizzò l’occhio – io ti vado ad aggiustare l’acqua calda. – poi si voltò e le disse solennemente – tu pensa pure a farti la doccia, ke a fare un’immensa fortuna combattendo, ci penso io.

-         Fa’ un po’ come ti pare. – la bionda sospirò e, scrollando le spalle, lo seguì all’interno della nave.

 

Napoli, 5 agosto 2002

ORE 19.55

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Stiva

Vivi era rimasta tutto il tempo in camera a finire di riprendere le sue cose: se ne sarebbe cmq andata, non sarebbe riuscita a sopportare la vista di Milena tra le braccia di Zoro e, almeno per il momento, avrebbe evitato di stare insieme a lei. Come si dice, lontano dagli occhi, lontano dal cuore, no? Pensando a quanto fosse fuori di testa la ragazza ke tanto le piaceva, non si accorse ke qualcuno stava bussando alla porta, finché la persona in questione non entrò dicendo.

-         Ehi Vivi, ma eri morta per caso?

Milena. Milena con la sua solita delicatezza e quel tono con cui diceva cose così “simpatiche”…

-         No, non ti avevo sentita. – le rispose la bellissima ragazza coi capelli blu.

-         A ke pensavi?

-         A nulla di particolare.

-         Ah. Ma perkè prima ridevi da sola?

-         Oh, bèh… ridevo? – domandò la ragazza con il suo tono in falsetto ke la tradiva sempre quando nascondeva qualcosa o mentiva semplicemente.

-         Sì. Allora? Di ke si trattava?

Non poteva certo dirle ke era lei al centro dei suoi pensieri fino ad una attimo fa. Sì, si era già praticamente dichiarata, ma era cmq estremamente imbarazzante.

-         Milena! Un po’ di rispetto per la mia privacy! – esplose alla fine Vivi – se non te lo dico è perkè è una cosa personale. – concluse arrossendo.

-         Quindi adesso stai arrossendo per la stessa cosa cui stavi pensando e ke non mi vuoi dire? – domandò imperterrita la ragazza, testarda come un mulo.

-         Milena! – urlò la ragazza esasperata.

-         Ok, la smetto. – si guardò un attimo intorno ed assunse un’aria triste e malinconica – quindi te ne vai davvero?

-         I–io… - Vivi non sapeva ke dire… Milena sembrava ke stesse piangendo e quella sarebbe stata la seconda volta ke l’avrebbe vista da quando la conosceva. Per causa mia… pensò contemporaneamente Tsk… l’ho già fatta piangere 2 volte… e meno male ke è la persona + importante per me….

-         Cmq Vivi… - le disse con dolcezza e con gli occhi lucidi – prima ero uscita per comprarti questo… sai, è per questo motivo ke non ti ho invitata ad andare con me in centro prima, non potevi venire con me mentre ti sceglievo il regalo! – concluse strizzandole l’occhio.

-         Ma… Milena, non dovevi disturbarti…!

-         Zitta Vivi. – la mise subito a tacere – io spero davvero di poterti incontrare un giorno. Non vorrei ke tu partissi, ma so ke non riuscirei a convincerti a fare altrimenti…

-         Bèh, lasciatelo dire Milena: ci riusciresti eccome. Hai un’innata capacità nel convincere gli altri a portarli dolcemente e astutamente verso le tue decisioni. – rise la ragazza.

-         Ma anche se lo facessi, so ke ti farei del male. – continuò con aria malinconica – ma sarei davvero felice se tu rimanessi qui.

No, non guardarmi con quegli occhi così dolci e tristi Milena…. Lo sai ke se me lo chiederai ancora io resterò qui con te…. Ti prego, è già abbastanza duro. Non rendere tutto così difficile.

-         Apri il regalo e dimmi se ti piace. – la voce stranamente dolce e pacata di Milena interruppe il corso dei suoi pensieri.

-         Ok. – lo aprì e per poco non le venne un coccolone – Milena, ma…! È… è…

-         È un cardigan di Moschino – la precedette ridendo Milena – ti piace? L’ho preso nero perkè si intona col colore degli occhi e con la carnagione.

-         È bellissimo, grazie. Non dovevi disturbarti.

-         Di niente. – e si avvicinò per darle 2 baci sulla guancia, poi, con immenso stupore di Vivi, l’abbracciò a lungo. – Vivi, mi mancherai davvero un casino, lo sai?

-         Anche tu mi mancherai, Milena. Da morire, credimi.

-         Principessa Nefertari Vivi? – esclamò Shanks entrando nella stanza – il suo taxi è arrivato.

-         Papà! – lo sgridò Milena. Possibile ke dovesse fare il cretino addirittura con Vivi?!

-         Grazie capitano. – sorrise educatamente la ragazza.

Porto

Tutti stavano salutando Vivi ke stava partendo, ma l’unica cosa ke la ragazza riusciva a vedere era Milena ke se ne stava zitta, senza dire nulla. Piangeva. Piangeva e guardava Vivi come se le dicesse: “Anche se ora soffro perkè stai partendo, so ke ci rincontreremo e non vedo l’ora ke arrivi quel momento!”. La ragazza dai capelli blu le sorrise, ma il suo sguardo si incupì nel momento in cui Zoro le prese la mano e l’abbracciò. Poi, successe una cosa ke non si sarebbe mai aspettata: Milena si liberò dal contatto con Zoro e, avvicinandosi, le mandò un bacio e continuò ad agitare la mano salutandola. Aveva capito ke le avrebbe dato fastidio vederla attaccata a Zoro, per cui non voleva darle un ulteriore dispiacere prima ke partisse: se la sarebbe ricordata non abbracciata allo spadaccino, ma libera da ogni legame e ke, con un sorriso tenero, dolce e furbetto, la salutava sperando di rivederla presto.

                                                                      

Napoli, 7 agosto 2002

ORE 09.20

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Oramai era giunto il momento di mettersi in viaggio e tutti, a parte un po’ di malinconia, dettata + ke altro dall’angoscia di non sapere ke li aspettava, erano ansiosi di partire.

-         Bene, questa è l’ultima. – disse Milena dopo aver caricato sulla nave l’ultima cassa di fucili – caspita, non immaginavo pesassero tanto.

-         Tesoro, ma ke ti è saltato in mente? – si meravigliò Shanks – perkè hai caricato tu la nave?

-         Bèh, qui altrimenti non si parte +! – rispose scrollando le spalle e sorridendogli allegramente.

-         Anke io glielo ho detto capitano. – s’intromise Ben avvicinandosi alla ragazza – ma sai com’è… sa essere anche + testarda di te…

-         Già – si limitò ad annuire il padre della ragazza, poi si rivolse a lei – ma dove sono Zoro e gli altri membri della ciurma di tuo fratello?

-         Dormono. – replicò in tono asciutto, ma si poteva intuire cmq una nota di disappunto. – qual è la prima meta, capitano? – disse scherzosamente portandosi sull’attenti.

-         Ehm… boh, ke ne so… pensavo di spostarci verso ovest ed arrivare nell’Oceano Atlantico.

-         Ok. Ma cmq, almeno all’inizio, sempre Mediterraneo è, quindi…

-         Non ci conterei troppo, se fossi in te. – la rimproverò Ben. – andando verso Nord–Ovest, ci troveremmo per un breve tratto nel mare della Sardegna e ti assicuro ke è davvero meraviglioso.

-         Se lo dici tu. – rispose Milena stringendosi nelle spalle, poi andò in camera del fratello, di Zoro e di Sanji (Usopp dorme col padre).

Camera di Milena e Francesca

Aprì la porta senza fare troppo caso a non fare rumore. Tanto, la sua amica Francesca aveva un sonno molto pesante, il ke in molto casi si rivelava molto utile. Questa volta, però, non fu così: Milena doveva svegliarla e, ad ogni costo, ci sarebbe riuscita. C’era in ballo qualcosa di troppo grosso.

-         Svegliati Fra!!!!!! – iniziò ad urlare come un’isterica – ALZATI!! ALZATII! ALZATIIIIII!!!!!!!

-         Mmh… - mugugnò la ragazza mettendosi il cuscino sulla testa e coprendosi le orecchie – Milly, va’ a spaccare i timpani a qualcun altro.

-         Scema! Alzati! Non puoi continuare a dormire! Devi aiutarmi a fare una cosa!!!

-         E cosa? – borbottò lei sempre con la testa nel cuscino.

-         Dobbiamo entrare in camera di Zoro e Sanji: adesso.

-         E perkè? – Francesca si decise finalmente a rivolgerle un minimo di attenzione.

-         Te l’ho detto: mi serve il tuo aiuto per fare una cosa. – si sedette a gambe incrociate sul letto dell’amica, di fronte a lei.

-         Non potresti posticipare la cosa, diciamo a quando… sì, a quando le mie facoltà mentali riusciranno a raggiungere livelli normali?

-         Per quello allora dovrai campare altri 300 anni.

-         Simpatica come al solito. – Francesca le fece una smorfia.

-         Senti ki parla…

-         Ke hai detto?! – iniziò ad alterarsi la biondina.

-         Io? Niente, niente. – replicò Milena mostrando il suo classico volto della serie “Sono Dolce e Gentile e Buona Come un Angioletto” e comparve la sua solita aureola di cartapesta sulla testa. Francesca la prese e la gettò in mare dall’oblò vicino alla testata del letto.

-         Tiè, così ora la smetti. Ti sei proprio sprecata in effetti speciali.

-         Sta’ zitta! Sta’ zitta ke è meglio! – Milena iniziava ad arrabbiarsi sul serio e l’amica se ne accorse.

-         Ok, ok Milly. – la prese con dolcezza – ti accontento. Andiamo?

-         Certo.

Camera dei ragazzi

Entrarono di soppiatto, facendo attenzione a non far cigolare la porta.

-         Milena, ma… sei sicura ke non si arrabbieranno? – bisbigliò Francesca.

-         Ovvio ke sia arrabbieranno, anzi. Si infurieranno a morte, ma io mi sto annoiando terribilmente e poi devo fargliela pagare.

Si diressero ognuna vicino al letto dei rispettivi ragazzi. Sanji e Zoro le sentirono arrivare, ma immaginavano tutt’al + un risveglio molto dolce o le loro voci divertite: non si sarebbero mai aspettati ke sarebbe accaduto quello ke in effetti accadde qualke istante dopo.

SPLAAAAAAAAAASHHHH!!!!!!!!!!!!!!!

-         Ma ke diavolo…?!

-         Ma ke accidenti…!!?

I 2 erano stati risvegliati da una secchiata d’acqua gelida ciascuno e, i loro commenti, lasciavano trasparire completamente il loro stupore. Stupore ke lasciò subito il posto alla collera e al desiderio di vendetta.

-         Tornate subito qui! – sbraitò Sanji dalla porta.

-         Milena, esigo una spiegazione! E subito!