CAPITOLO 6

Anata daisuki!!

 

Napoli, 1 agosto 2002

ORE 9.15

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Tutti sulla nave erano svegli, pronti ad entrare in azione e a liberare la loro “principessa dei pirati”, come l’avevano sempre chiamata Ben e il resto della ciurma di Shanks, compreso quest’ultimo.

-         Ca- capitano!!!! – urlò all’improvviso un pirata – p- presto, venga subito qui!!!

-         Ke succede? – domandò vedendolo tutto trafelato, poi guardò alle spalle dell’uomo e capì. – Ke ci fai qui, Myhawk?

-         Sono venuto qui perkè… - iniziò estraendo la sua spada dalla custodia e alzando leggermente la visiera del cappello, quel poco da lasciar intravedere il suo sguardo da Falco. – ho saputo ke la tua cara figlioletta è stata portata via da un pirata da 4 soldi chiamato Bugy il Clown.

-         E non solo. – disse Ben Beckman ke era appena arrivato. – ora è + forte ed ora ha anke Albida dalla sua parte.

-         Ma come hanno fatto a catturarla? – domandò Myhawk – è molto brava con le spade e, a meno ke non si sia confrontata con Bugy e Albida ke sono i capitani, non avrebbe potuto…

-         Era da sola a combattere. – disse Zoro – aveva detto ke ce l’avrebbe fatta da sola, ed io l’ho abbandonata. – tirò un pugno contro un piccolo albero spezzandolo in 2. – è solo colpa mia!

-         E mia! – annunciò Sanji.

-         Ed anke mia. – si aggiunse Rufy.

-         Pure mia. – dissero insieme Francesca, Nami e Usopp.

-         No. – scosse la testa Ben – io l’ho lasciata andare senza fermarla.

-         Non è stata colpa di nessuno. – sentenziò Myhawk – lo sappiamo molto bene tutti com’è fatta: non l’avremmo potuta fermare. Ma ora dobbiamo andare a salvarla.

-         Sì, noi siamo già pronti. – annunciò Shanks.

-         Ok, andiamo.

-         Aspetta, Myhawk. – lo bloccò Ben.

-         Cosa vuoi…Beckman?

-         Perkè ti sei precipitato qui non appena hai saputo della figlia di Shanks?

-         Non sono affari tuoi.

-         Lo sono invece. Perkè io amo quella ragazza.

A Zoro per poco non venne un colpo, mentre addirittura Myhawk era a dir poco esterrefatto da quell’affermazione.

-         KE COSAAAA????!!!! – gridò Zoro.

-         Hai capito, e ti prego di tacere la cosa. Vorrei ke rimanesse una cosa tra noi. Lo stesso vale per te, occhi di Falco.

-         Ti sei rammollito un bel po’ ultimamente. – commentò Myhawk – da quando hai conosciuto la madre della ragazza…

-         Rispondi alla mia domanda. – disse invece Ben.

-         Milena è molto brava con la spada, molto di + di quanto lo ero io alla sua età. Ma il suo problema è ke è troppo impulsiva e frettolosa nel combattere. Il mio scopo è quello di farle impiegare la stessa calma e fermezza ke ha nella vita di tutti i giorni, anke nell’arte della spada.

-         Devi essere molto amico di Shanks se fai tutto questo solo per un’allieva molto dotata. – disse Zoro – sicuro ke non sei anke tu un pedofilo ke finge di essere amico di Shanks per insidiargli la figlia sotto il naso?

-         Come ti permetti??! – si alterò Ben, prendendo Zoro per il collo della maglia.

-         Ho detto solo la verità. Vuoi forse negarlo?

-         Ma guarda un po’… - commentò Myhawk – il vice del capitano attualmente + grande del mondo e lo spadaccino + in gamba dei 7 mari ke fa parte della ciurma di colui ke aspira a diventare il re dei pirati ke litigano per una frivola ragazzina solo perkè gli ha fatto gli occhi dolci.

-         Non ti permetto di parlare così di Milena – Zoro stava per perdere la calma – sai ke sei piuttosto contraddittorio nelle tue affermazioni?

-         Cioè?

-         Prima la descrivi come un’ottima spadaccina e come una persona fantastica, poi la definisci come un’insulsa ragazzina…

-         Lo facevo solo per farvi rinsavire.

-         Bel modo ke hai di farci rinsavire! – esclamò lo spadaccino, ke si voltò e se ne andò. – ma ti avverto ke la prossima volta te la vedrai con le mie spade. Sono molto migliorato dal nostro ultimo incontro.

-         Sicuro ke sia come hai detto tu? – disse poi Beckman.

-         Perkè?

-         Perkè vedi, Myhawk, io la penso esattamente come Zoro. Non mi fido di te. È troppo poco quello ke hai detto per spingerti a venire fin qui. Per me o anke tu l’ami oppure non ci hai ancora detto qualcosa. Io credo sia la seconda ipotesi, ma potrei anke sbagliarmi.

I 2 si guardarono a lungo, poi Myhawk, non riuscendo + a sostenere lo sguardo indagatorio di Ben, disse.

-         Tsk! – l’uomo dagli Occhi di Falco si strinse nelle spalle – andiamo, è inutile star qui a litigare per una mocciosetta.

-         Attento a come parli. – lo avvertì Beckman – quello ke ha detto Zoro lo ribadisco anke io. Parla ancora una volta di lei in questo modo ed io ti farò un buco nello stomaco. – e così dicendo, accarezzò il fucile e raggiunse la nave.

 

Napoli, 1 agosto 2002

ORE 10.35

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Inutile dire ke Francesca non aveva chiuso occhio per tutta la notte.

-         Tsk! – disse entrando in cucina – dicono ke il Principe di Corvées abbia dormito tutta la notte prima della battaglia. Io vorrei solo sapere come diavolo ha fatto!

-         Probabilmente non avevano preso in ostaggio la sua ragazza. – commentò pungente Zoro. Tra lui e Francesca non si sapeva davvero ki si fosse svegliato + acido.

-         Non siete gli unici a non aver dormito. – annunciò Sanji mettendo il piatto davanti alla biondina: i 2 si guardarono e Zoro colse al volo quello ke stava succedendo.

-         Io vado a vedere di svegliare Rufy. – annunciò quindi.

-         Ancora sta dormendo?? – si scandalizzò Usopp.

-         E meno male ke è sua sorella quella ke è stata rapita! – constatò Nami.

-         Sta facendo la cosa migliore. – decretò Zoro – almeno sarà in piena forma durante il combattimento. Forza Usopp, anke tu, Nami. Venite con me.

-         Eccoci.

-         No, Zoro. – disse Francesca – io e Sanji non parleremo ora. Lo faremo dopo aver liberato Milena.

-         È giusto così. – concordò il cuoco – Ora siamo troppo nervosi e preoccupati. Specialmente Francesca. Cmq grazie.

-         Di nulla. Ma io lo vado a svegliare lo stesso.

Camera di Rufy

-         Avanti, pezzo di cretino!!! Muoviti!! ALZATIIIIII!!!!!! – Zoro stava decisamente sfogando tutta la sua rabbia ed angoscia sul povero Rufy, ke però non accennava a volersi svegliare.

-         FORZA RUFYYYYYYYY!!!! – strepitò Nami. Ma neanke la sua voce stridula servì a qualcosa: Rufy era lì ke dormiva beatamente. (“Sembro io quando mi devo svegliare la mattina… solo ke se non mi alzo mi buttano giù dal letto a calci!” n.d.: autrice bistrattata).

-         Ho io la soluzione!!! – esclamò trionfante Usopp.

-         E sarebbe? – domandò Nami scettica.

-         È una miscela di piccantissime erbe ke, se spruzzate sugli occhi, provocano un dolore atroce! – concluse con una risata diabolica e una faccia da serial killer ke sta per uccidere la sua ennesima vittima.

-         Ma per favore! – lo rimproverò Zoro dandogli una botta in testa col manico della sua spada. – dobbiamo svegliarlo, non farlo diventare cieco!

-         AAAAHIIIIIAAAAAA!!! – si lamentò Usopp – ma come?! Io credevo ke tu ci tenessi a Milena e invece…

-         IO TENGO A LEI MOLTO + DI QUANTO IL TUO INSULSO CERVELLO RIESCA AD IMMAGINAREEEEEE!!! – urlò lo spadaccino. Poi, qualke istante dopo, aggiunse – scusami Usopp.

-         Non preoccuparti, ho esagerato io. So quanto ci tieni a lei.

-         Cmq volevo dire ke c’è un altro modo per farlo svegliare.

-         E cioè? – chiesero in coro Nami e Usopp.

-         Eh! Eh! Eh! – ridacchiò Zoro – aspettate e vedrete. SAAAAANJIIIIIIII!!!!!

Cucina

-         Ma cosa vorrà Zoro? – chiese Francesca, finendo di bere la sua tazza di thè.

-         Non so. Andiamo a vedere? – propose il biondino.

-         Vai tu, io rimango qui.

Sanji la guardò preoccupato: ke la loro storia fosse destinata a durare così poco?! Proprio ora ke si era finalmente innamorato? Probabilmente era la punizione per aver giocato inconsapevolmente con i sentimenti di tante altre ragazze.

Perkè? Perkè devo essere sempre così sfigata con i ragazzi?!? Si chiedeva nello stesso momento Francesca Non ho forse già sofferto abbastanza?! Poi guardò Sanji in faccia e, vedendo la sua espressione così cupa e triste, gli disse rassicurandolo.

-         Sanji, il nostro rapporto non è irrecuperabile. – era la prima volta ke Francesca prendeva coraggio e faceva la prima mossa. Non era solita prendere l’iniziativa, ma stavolta era innamorata e valeva la pena esporsi. – credo ke dovremmo parlarne, ma + tardi, quando le acque si saranno calmate, ok?

-         Ok. – le sorrise il ragazzo.

-         SANJIIIIIII!!!! Ma ti muovi o no???!!! – li interruppe Zoro.

-         Adesso vengo!! – e si diresse in camera di Rufy, mentre Francesca sorrise flebilmente e sorseggiò un atro po’ di thè.

Camera di Rufy

-         Allora? Ke volevi prima, Zoro?

-         Va’ a preparare il piatto preferito di Rufy, muoviti!!!

-         COOOOOSAAAAA???!!! – esclamarono gli altri 4 – E SAREBBE QUESTA L’IDEA PER CUI CI HAI FATTO TANTO PENAREEE??!!!

-         E ke volete? Non mi è venuto in mente niente di meglio. – tentò invano di difendersi lo spadaccino.

-         Rufy! – chiamò Shanks.

-         Ancora dorme, capitano. – lo informò Usopp.

-         COOOMEEE???!

-         Non sappiamo come svegliarlo! – si discolparono subito gli altri.

-         Ci penso io. E- ehm. – Shanks si schiarì la voce – guarda, Rufy! IL GRANDE BLUUUU!!!!!

-         Cosa?! Il Grande Blu?! Dove? Dove??! – il ragazzo di gomma balzò dal letto e si guardò attorno – ma ke ci fate tutti qui?

-         Complimenti capitano! – si congratulò Zoro – lo conosce davvero bene!

-         Naturalmente.  – rispose il padre del ragazzo. Poi però cambiò espressione da persona tranquilla e composta e padre esaurito e isterico. – Ma dovrai fare molto di + per farti dare da me il permesso di sposare mia figlia, CAPITOOO?????!!!!!

-         O- ok… - disse Zoro, mentre un enorme gocciolone gli scese sulla testa.

-         Ah! – gioì Sanji – io invece non devo chiedere a nessuno il permesso di sposare la dolcissima e bellissima Francesca!

-         È qui ke ti sbagli, caro mio. – lo interruppe Shanks riprendendo la sua proverbiale calma – finché la deliziosa Francesca è qui sulla mia nave è sempre a me ke devi rendere conto!

-         Ah! Ah! – rise Zoro compiaciuto.

-         Prego, capitano. – disse servizievolmente Sanji iniziando a massaggiargli le spalle – si sieda, la prego. Vuole anke una tazza di thè? Ke altro?

-         Un bicchierino di rhum andrà benissimo. – rispose senza scomporsi minimamente. Anzi, sembrava ke ci stesse prendendo gusto. – ah, Zoro? Perkè non prendi quei giornali e mi fai un po’ di aria? C’è un caldo insopportabile qui.

-         Ah… - sospirò Zoro – lo faccio solo per te, Milena!

-         Cosa non si fa per amore, eh? – disse Nami vedendo i 2 ragazzi ke si davano da fare: Sanji riusciva a fare anke la faccia allegra, mentre Zoro aveva un’aria triste ed abbattuta, ma eseguiva lo stesso senza fare storie.

-         Già. – asserì Ben ke era appena arrivato – si arriva addirittura a calpestare il proprio orgoglio e a mettersi contro tutto il mondo per amore.

Zoro lo sentì e gli sguardi dei 2 si incrociarono: lo spadaccino lo guardava truce, mentre Beckman nascondeva col suo sorriso sprezzante l’afflizione per la consapevolezza ke non sarebbe mai stato corrisposto dalla figlia del capitano.

Forse…disse il vice capitano dovrei lasciar perdere ogni speranza e rinuciare definitivamente a lei…Ma ora voglio salvarla! E lo farò senza aspettarmi nulla in cambio! Lo farò solo per amore e sarà il mio ultimo gesto d’amore verso di lei. Ad un certo punto, entrò Lucky Lou.

-         È ora. – disse solamente. Tutta la poca allegria ke si era riuscita a creare in quel breve momento, scomparve e tutti si misero ai loro posti, pronti per combattere.

Ponte della nave

Rufy si stava avvicinando alla ringhiera del ponte, quando, vedendo una figura, sobbalzò.

-         Francesca???!!! Ma sei davvero tu???!!!!

-         Oh, ciao Rufy. – gli rispose la ragazza senza scomporsi minimamente. Intanto era arrivato anke Sanji.

-         Santi numi!!! – esclamò tra lo sconcertato e l’infiammato – Francesca, tesoro, ke ti è successo??

-         Bèh, diciamo ke ho tirato fuori dall’armadio un vecchio vestito. – la ragazza indossava uno strano vestito da pirata, simile a quello ke portava Nami all’inizio, ma la cosa sconcertante era il pugnale attaccato alla cintura. Senza contare ke quel tipo di abbigliamento le conferiva un’aria davvero suadente ed affascinante.

-         N- non mi riferivo proprio al “vestito”. – disse Sanji incerto – ma piuttosto al tuo pugnale…

-         Ah, quello. Cmq non preoccuparti, ho anke una pistola. – ed indicò l’arma legata alla coscia destra (“Tipo Lara Croft, per intenderci.” N.d.: autrice Milena).

-         Somiglia al pugnale di Myhawk. – constatò Usopp.

-         Infatti me l’ha dato lui. – confermò Francesca – e poi, la pistola, è un regalo di tuo padre.

-         È la sua pistola???? – domandò incredulo il ragazzo – ma se non se ne separa mia!

-         Guarda ke questa non è la sua, è simile.

-         Ah, ora tutto si spiega. Non voleva darla neanke a me!

-         Mi pare di capire ke tu abbia intenzione di combattere. – le disse il biondino mutando completamente il suo atteggiamento in uno di rimprovero.

-         Sì, e non potrai fare nulla per fermarmi. Né tu, né Zoro, né Milena se fosse qui.

-         Già. – intervenne Zoro – sono sicuro ke te lo impedirebbe.

-         Ed io forse darei ascolto a lei. Ma ora non c’è e faccio di testa mia! – e così dicendo, la biondina si avviò verso la sua postazione. Poi voltandosi disse – ed ora basta con le chiacchiere. Andiamo a salvare Milena.

 

Napoli, 1 agosto 2002

ORE 11.05

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Myhawk era sulla poppa della nave di Shanks, assorto nei suoi pensieri: si mise a ricordare degli avvenimenti del giorno precedente.

Altra piccola (si fa per dire) nota dell’autrice: i ricordi di Myhawk verranno scritti in un altro tipo di carattere, come per la parte di Sanji di prima.

Mare della Sardegna, 31 luglio 2002

ORE 16.40

Myhawk stava sulla sua piccola bagnarola (“Come hai detto, scusa??!” n.d.: Myhawk con sguardo omicida. “Oh, hai ragione! La vasca idromassaggio di casa mia è molto + grande!” n.d.: autrice Milena ke fa finta di essere smemorata. “Lascio perdere solo perkè sei tu” n.d.: Myhawk ke è arrossito. “Perkè, scusa? Ke vuoi dire??” n.d.: autrice Milena ke ha perso il controllo della situazione)…ok, stava sulla sua piccola barca… Ma ke è quella faccia?! Ma come ti permetti? Uffa, va bene. Stava sulla sua piccola imbarcazio… ma ke palle!!! Ok, stava sulla sua modesta imbarcazione. Va bene così? Ora posso continuare?! Ok, Occhi di Falco ha dato l’ok. Allora, Myhawk stava sulla sua modesta imbarcazione quando il corriere volatile gli portò le ultime notizie.

-          Ke è successo, perkè arrivi così tardi? – notò un biglietto al collo dell’animale – ma cos’è?

Lo aprì e c’era scritto sul biglietto un messaggio da parte di un suo fidato informatore. Sul foglio c’era scritto:

Alle ore 13.10, in seguito ad un assalto apportato da Bugy il Clown contro Shanks il Rosso, è stata presa in ostaggio la figlia di quest’ultimo.

-          Maledizione! Questa non ci voleva! – imprecò l’uomo – ehi tu, dov’è avvenuto lo scontro… ah, stupido animale! Mi conviene andare a Napoli a vedere se la nave di Shanks è ancora ormeggiata lì.

E così si diresse verso la Città Del Sole. Ma perkè? Perkè gli stava tanto a cuore l’incolumità della ragazza? Neanke lui se lo riusciva a spiegare.

 

Luogo indefinito, 1 agosto 2002

ORE 11.10

Mar Mediterraneo

Nave di Bugy

I raggi del sole rendevano ancora + evidente il colore rosso dei suoi capelli, ke ora sembravano una fiammata ardente mentre il vento glieli scompigliava delicatamente.

-         Uffa!! – mugugnò la ragazza – questo maledettissimo sole!!! Mi ha svegliata ed ora non riesco + a riprendere sonno!!!

Si stiracchiò e si accorse ke qualcosa non andava.

-         AAAAHIIIIIIAAAAA!!!!! Ho dormito storta e al freddo ed ora mi fa male dappertutto!!!!

-         Ma tu sai solo lamentarti?! – le domandò Albida.

-         Ah, sei tu. – disse la ragazza senza nemmeno guardarla in faccia – sì, so solo lamentarmi. Sono una ragazzina capricciosa e viziata. Ed ora ke lo sai, perkè non mi vai a prendere qualcosa per fare colazione?

-         Ti credevo una ragazza migliore dalla prima impressione ke ho avuto su di te. Ma a quanto pare mi sbagliavo. – commentò acida la bellissima donna.

-         Senti un po’. – esclamò d’un tratto Milena, cambiando il suo viso da un sorriso accattivante ad un’espressione davvero molto contrariata. – come pensi ke dovrei reagire dopo essere stata rapita in seguito ad uno scontro in cui sono stata colpita a tradimento e dopo aver passato la notte al freddo e al gelo?!

-         Non potevi certo aspettarti un trattamento di riguardo. – ribatté Albida – sei pur sempre una prigioniera.

-         Ah, davvero? Vogliamo vedere cosa dice il vostro capitano? – chiese lei maliziosamente – a quanto ho notato, ha un debole per me.

-         Sì, è vero. – ammise l’altra – ma questo non ti servirà a molto se continuerai ad indispettire Bugy.

-         Grazie del consiglio.

-         Ora vado a vedere se è pronta la colazione.

-         Grazie. – le disse Milena, mentre intanto pensava ad un eventuale modo per liberarsi da sola in caso ci fossero stati problemi.

Bene! Si disse nel Mediterraneo non dovrebbero esserci degli squali, e quando ci sono è un caso e cmq sono stati avvistati nell’Adriatico, qui nel Tirreno non dovrei avere problemi… dovrei solo trovare il modo di rubare un salvagente o qualcos’altro. Una minuscola scialuppa sarebbe l’ideale, ma mi accontento anke di un pezzo di legno e… si voltò e vide alla sua destra un candelotto di dinamite. Spostando lo sguardo + in là, si riusciva a scorgere un buco dal quale si intravedeva una luce. Grande! Esclamò Milena quello deve essere il ripostiglio dove tengono la dinamite e le altre sostanze esplosive! Male ke vada, farò saltare per aria la nave!

-         Salve, dormito bene!? – la voce di un uomo la fece sobbalzare.

-         Ah, lei è il capitano di questa nave!

-         Sì, ma dammi del tu e chiamami pure Bugy.

-         Ok, Bugy. – sorrise la ragazza. Doveva ridurre i sospetti verso di lei al minimo se voleva avere qualke possibilità di andarsene. – sì, ho dormito benissimo!

-         Sicura di non aver avuto freddo?

-         Ki, io? No. Cough! Cough! Assolutamente! Etcì! Sto benissimo. Etcì!

-         La salute degli ostaggi è la cosa fondamentale. Vieni dentro, ti daremo qualcosa. – decretò Bugy il Clown – ehi, voi! Chiamatemi il medico di bordo

Fantastico! Pensò scocciata la ragazza adesso devo pure sorbirmi la diagnosi totalmente sballata di questo medico da strapazzo e le sue assurde medicine! Sicuramente mi rimpinzeranno di limoni: pare ke sulle navi tutto guarisca con quello! Uffa… e- ehi ma!!! Ci sono! Ecco l’idea!!

Infermeria della nave

In quella ke poteva definirsi “l’infermeria” della nave, c’erano: Milena, Bugy, Albida, Kabagy, Moji, il suo leone Richy e, naturalmente, il medico.

-         Io credo ke si tratti di un banalissimo raffreddore. Le basterà assumere un po’ di vitamina C e mangiare quindi tanti limoni. – decretò il medico. E te pareva?! Pensò la ragazza ma ora ti sistemo io! Brutto medico da strapazzo, sei la vergogna di tutto l’ordine dei medici! Meriteresti di esserne radiato! (“Angel, calmati!” n.d.: Francesca con un enorme gocciolone ke le scende sulla fronte. “grrr…!!!! N.d.: Milena versione kittiwa).

-         Ma io… - iniziò la ragazza, inscenando una perfetta interpretazione di un malato terminale. – ecco, dottore, vorrei dirle in confidenza ke… - e si avvicinò all’orecchio di quest’ultimo. – vede, ho molto dolore all’addome e alle ossa.

-         Per le ossa, potrebbe essere l’influenza, ma per l’addome le cose si complicano. Potrebbe essere colite, appendicite o… Sei stata operata di appendicite?

-         No. – rispose Milena con aria preoccupata, come prevedeva la sua recitazione. – ma mi fa male in basso a destra… e centrale anke. Nel basso ventre.

-         Oh, mio Dio! – esclamò il medico.

-         È grave dottore??! – chiese la ragazza con tono struggente, mentre invece rideva tra sé e sé pensando: eh! Eh! Eh! Sentire mio padre mentre faceva il medico è servito a qualcosa! Ora vedrete ke bello spavento ke vi farò prendere!

-         Ecco…Capitano Bugy, venga qui un momento. – e se ne andarono a parlare in disparte.

-         Allora? – domandò preoccupato il capitano. Shanks era capace di farlo a pezzettini molto piccoli se succedeva qualcosa a sua figlia . – è grave?

-         Gravissimo. – annunciò senza il minimo tatto: va bene ke era il medico di una nave pirata, ma almeno… - suppongo sia appendicite, ma…

-         Ma??! – incalzò Bugy.

-         Ma… dal dolore ke prova al basso ventre… è sicuro ke la ragazza non sia incinta?

-         Come…!? – l’altro deglutì a fatica.

-         Andiamo di là, voglio accertarmene.

Milena era seduta sul letto, circondata dagli uomini di Bugy e da Albida, ke aveva intuito facilmente la diagnosi del dottore essendo anke lei una donna.

-         Allora, cara. – esordì il dottore – dimmi, ti fa male la testa o hai nausea?

-         La testa mi gira e mi fa male da morire ed ho una forte nausea. Ma questo l’avevo appena arrivata quando mi sono svegliata e dopo ke questi 2 – indicò Kabagy e Moji – mi hanno colpita allo stomaco col manico della spada.

-         SIETE IMPAZZITI??!!! – strepitò Bugy.

-         Perkè? – si meravigliarono i 2.

-         Probabilmente la ragazza era incinta.

-         OMMIODDIOOOOO!!!! – esclamarono i seguaci di Bugy all’unisono.

-         Ma cosa…?!! – Albida aveva supposto una cosa del genere, ma non si sarebbe mai aspettata ke potesse essere così.

-         Allora? – disse il medico rivolgendosi a Milena.

-         I- io… - e scoppiò in lacrime. – io non lo so! So solo ke il mio ex ragazzo, Ilian, insomma… io non volevo e…!!

-         Basta così. – disse Albida abbracciandola. – coraggio, ora è tutto finito.

-         S- sì, ma ora vorrei rimanere sola…

-         Va bene, andiamo. – dichiarò il medico, mentre gli altri 3, lanciarono uno sguardo compassionevole alla ragazza prima di uscire.

-         Perfetto, se ne sono andati! – disse Milena, poi iniziò a ridere così di cuore ke gli altri pensarono fossero i singhiozzi della ragazza, ed assunsero un’espressione molto triste. – non… non ci posso credere! Ke scemi ke sono!!! Io, incinta?? E di ki??! Di Ilian!??!! Ah! Ah! Ah! Quello secondo me era pure impotente e gay! Ah! Ah! Ah! Ke spasso! E poi come potrei essere incinta se non ho neanke il minimo rigonfiamento nel basso ventre??! E poi, se davvero lo fossi stata, sarei andata a combattere contro i pirati??! Spericolata sì, magari anke suonata, ma non completamente e non da mettere in pericolo altre persone. – queste ultime parole le pronunciò con estrema serietà, serietà ke però non ci mise molto a scomparire lasciando il posto a quell’aria da furbetta e menefreghista ke la contraddistingueva. – ok, ora ho sonno. Buonanotte. Dovrò essere in forma per quando verranno a salvarmi. – poi aggiunse malinconicamente – sempre se verranno.

 

Napoli, 1 agosto 2002

ORE 12.23

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Myhawk era seduto su una cassa contenente delle armi, presumibilmente dei fucili.

-         Myhawk!

-         Beckman? – l’uomo dagli Occhi di Falco non si aspettava proprio quella visita.

-         Volevo chiederti scusa per la mia reazione di prima.

-         Non fa niente, anke Zoro del resto…

-         Ma Zoro è un ragazzo. – lo bloccò Ben – e poi lui è contraccambiato. – disse con una punta di amarezza.

-         Bèh, è tutto a posto. – lo rassicurò l’altro.

-         Ecco, tu… - esitò. Quell’uomo metteva in soggezione anke lui – perkè ci tieni tanto a lei?

-         Perkè mi ci sono affezionato. – poi continuò, vedendo l’espressione sbalordita di Ben – quando sono venuto un anno fa…

-         Quando Milena ha rivisto Shanks per la prima volta ed ha saputo ke era un pirata.

-         Esattamente. – asserì. – allora c’ero anke io per caso e vidi Milena mentre si allenava a tirare di scherma. Il suo stile mi aveva colpito molto, solo ke aveva bisogno di essere guidata e seguita da qualcuno.

-         Te, per esempio. – capì Ben.

-         Già…

Ennesima nota dell’autrice: è la stessa storia di prima, il racconto è scritto in un altro tipo di carattere e i pensieri e commenti dei personaggi con il carattere solito.

Napoli, 5 agosto 2001

ORE 12.23

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

-          Perkè ti stai allenando?

-         Non sono affari tuoi. – mi rispose una ragazzina dai capelli castano chiaro e gli occhi verde - arancio.

-         Sei brava, complimenti. – le dissi io non arrendendomi davanti alla sua strafottenza.

-          Non dire stupidaggini. Sono totalmente un’incapace con la spada, ecco perkè mi sto allenando.

-          No, tu non ti stai allenando con lo sguardo di ki ama l’arte della spada.

-          Ok, hai ragione. Mi sto solo sfogando. Ma si può sapere ki sei?

-          Sono Myhawk e sono uno spadaccino.

-          Myhawk dagli occhi di Falco. – disse la ragazza mentre le si illuminavano gli occhi. – accidenti, non sapevo ke Shanks ti conoscesse.

-         Perkè lo chiami per nome? Non è tuo padre? – le domandai, nascondendo la felicità di essere conosciuto anke sulla terra ferma.

-          Solo per un vincolo di sangue, ma io non lo considero tale. È partito lasciando da sole me e mia madre per andare a fare il pirata! Non può tornare ora e pretendere ke sia tutto come se niente fosse accaduto. Ah, ke scema! Non mi sono ancora presentata: io sono Milena.

-         Bel nome, davvero. Hai qualcuno ke ti segue nei tuoi allenamenti con la spada? – decisi di cambiare argomento.

-         Avevo un istruttore molto giovane, ma non era professionale. Sarebbe andato benissimo come amico con cui uscire ogni tanto, ma non come insegnante. – disse indugiando sull’ultima parte.

-         Come mai?

-         Sai ke sei troppo indiscreto?! – mi disse la ragazza, arrossendo un po’ ma con uno sguardo dolce e timido. – bèh, quando andavo ad allenarmi, mi chiedeva se ero andata in discoteca, in quale ero andata, se volevo dei biglietti per entrare gratis, se ci andavo con lui oppure per andare ad una fiera della musica commerciale con degli amici suoi.

-         E tu non ci sei mai andata? – le domandai.

-         Ma sei matto? Non hai conosciuto Shanks, non sai com’è? Per non parlare poi di mia madre. Non mi ci avrebbero mandata neanke morta! Figurati, una fiera a Rimini in macchina di gente ke neanke conoscevo! – concluse ridendo.

-         Già. – disse Beckman. – effettivamente non si possono definire i genitori + liberali e permissivi del mondo! E poi, com’è andata?

-         Allora…

-         Ok. Secondo me però avresti bisogno di qualcuno con + esperienza ke ti segua e ke ti educhi a questa splendida arte…

-         Come te, per esempio? – disse precedendomi.ne sarei onorata!

-         Anke io ne sarò onorato. Allora si comincia da domani, ok?

-         Da oggi.

-         Accidenti, quanta passione ke hai per la spada!

-         Già, ma ti avverto ke non potrò rimanere qui per molto. Tra poco dovrò tornare a casa con mia madre.

-         Lo ricordo. – asserì Beckman – doveva tornare perkè noi saremmo partiti dopo pochi giorni.

-         Mh mh. – disse Myhawk – ma in quei giorni sono riuscito ad insegnarle cose ke non avrei mai immaginato. Lei è riuscita ad imparare in 2 settimane cose ke io sarei riuscito ad imparare in un paio d’anni minimo!

-         Ma tu non avevi una guida. – gli fece notare il vice di Shanks.

-         Sì, ma è stata cmq molto brava. E poi lei farà + strada di me, così come Zoro.

-         Perkè?

-         Vedi, mentre io ho appreso l’arte della spada per poter sopravvivere, Milena e Zoro lo fanno per passione. Va bene ke Zoro, poi, doveva tener fede ad una promessa fatta, ma entrambi sono spinti da tanto amore per questa disciplina.

-         E allora?

-         Allora… io mi sono affezionato molto. Il rapporto tra maestro ed allievo è un qualcosa di unico e molto forte. E poi c’è un’altra cosa.

-         Cosa?

-         Vorrei farle vedere il mio stile a confronto con quello di Zoro: lo sfiderò un’altra volta!

-         Ok, quindi – iniziò Ben – sei solo molto affezionato a lei. E senti il dovere come suo maestro di salvarla.

-         Esatto.

-         Meglio così. Io intanto finisco di caricare le casse di fucili e munizioni. Buona fortuna, Myhawk.

-         Anke a te, Ben. – e si avviò verso a nave.

 

Napoli, 1 agosto 2002

ORE 13.10

Mar Mediterraneo

Nave di Shanks

Sanji si diresse con aria determinata sul ponte della prora della nave. Davanti a lui, una figura alta, snella, con lunghi e meravigliosi capelli biondi mossi delicatamente dal vento, stava guardando il mare.

-         Francesca!

La ragazza si voltò, per niente sorpresa dell’arrivo del ragazzo.

-         Dimmi Sanji, cosa c’è? – disse solamente.

-         I. io… non ce la faccio ad aspettare di salvare Milena per dirti quello ke provo… e poi sono sicuro ke non sarò abbastanza concentrato per lo scontro, sapendo ke il tuo amore per me non è + una cosa ormai tanto certa.

-         Come…?

-         Io ti amo. E te lo dico non come te l’ho detto la prima volta, lì mi piacevi, mi attraevi fisicamente e come personalità. Soprattutto perkè mi resistevi, ma…quando ho realizzato ke forse ti avrei potuto perdere, io… ho capito… quanto ti amavo. Quanto ti amo e quanto sei importante per me. – nel dire queste ultime parole, Sanji assunse un’espressione così dolce, ke Francesca non poté fare a meno di sorridere anke lei.

-         Sanji, io… io ho capito quanto ti amo appena hanno rapito Milena.

-         Come? E ke c’entra Milena?

-         Ora ti spiego: io e lei siamo come 2 sorelle, anke se ci conosciamo da poco. Io le sono stata vicina mentre lei venne a sapere ke suo padre era un pirata e se ne era andato quando era molto piccola. Lei, invece, mi è stata molto vicina quando è morto mio fratello. Inoltre, - la ragazza orami aveva il viso rigato dalle lacrime – Sanji, mio fratello Luca somigliava in modo impressionante a Milena, soprattutto quando lei aveva i capelli castano chiaro. Si poteva definire la copia di Milena al maschile.

-         Davvero un bel ragazzo, insomma. – concluse il cuoco ridendo e per tirare su il morale a Francesca. Ci riuscì.

-         Grazie. All’inizio odiavo Milena per questo: io volevo dimenticare Luca, ma lei, il suo viso, i suoi occhi… mi facevano inesorabilmente ricordare quello ke avevo cercato invano di cancellare dalla mia mente e dal mio cuore. Poi mi ha detto…

-         Tu non devi dimenticarlo, ma invece devi portarlo sempre con te, nel tuo cuore. – la interruppe il biondino.

-         Accidenti Sanji. È la stessa cosa ke mi ha detto lei, lo sai?

-         Davvero?

-         Sì, e da allora vivo + serenamente, anke se mi manca tanto.

-         È + ke normale.

-         Già. – disse con un’aria + tranquilla e assumendo di nuovo la sua espressione allegra e gioiosa. – cmq… lei è una delle persone + importanti per me, e quando l’hanno rapita e ho compreso ke forse non l’avrei + rivista… bèh, ho capito ke se fosse successo qualcosa a te, Sanji, io… io non avrei saputo cosa fare! Non me lo sarei mai perdonato se ti fosse accaduto qualcosa di brutto, mi capisci?

-         Sì, certo. Comprendo perfettamente quello ke provi, perkè lo sento anch’io. – fece una breve pausa e poi guardò la sua splendida Francesca e sorrise dicendo – Ora andiamo. È tempo di andare a salvare Milena!

-         Sì! – esultò Francesca, mente la nave si dirigeva verso la rotta indicata dalla bandana di Milena.