PROLOGO

"Sbrigati Rufy!!! Sei  proprio lento sai?!" nel tranquillo villaggio di Hulsha le uniche voci che si sentivano erano quelle d due ragazzini di 6 e 8 anni, che si rincorrevano sulle strade vicino al porto, nel sole tiepido di una mattina di inizio giugno.

"Aspetta Daniel!! Fermiamoci un attimo!" il piccolo Rufy si sedette a gambe incrociate su un lato della strada.

"Uffa Rufy! Ma che uomo sei?!". Lo raggiunse tornando indietro una deliziosa bambina alta un paio di centimetri più di lui, con i capelli rossi scarlatti e lisci, un po' scompigliati, tagliati da maschietto "vedi perché papà non ti vuole sulla sua nave? Non sei affatto forte!"

Rufy fece una smorfia e cacciò fuori la lingua "E invece ti sbagli! Convincerò Shanks a portarmi con voi! Al prossimo viaggio!"

Daniel scoppiò a ridere. In quella risata Rufy riconobbe in tutto e per tutto l'espressione di Shanks, sua figlia gli assomigliava in una maniera che il futuro ragazzo di gomma avrebbe definito impressionante, se non spaventosa.

"Lo credi davvero?" la figlia del capitano lo guardò come per sfidarlo.

"Certo! Vedrai! In questo viaggio porterà di sicuro me!"

Daniel rise di nuovo "Sei debole Rufy, e sei anche più piccolo!"

"Senti chi parla! Hai solo due anni più di me, e per giunta sei anche femmina! E poi io non sono affatto debole!!!"

"Allora provamelo" la voce di Shanks riecheggiò nel silenzio del mattino. "Se riuscirai a batterla potrai venire con me nel mio prossimo viaggio al posto di Daniel!" gli disse, fissandolo con il suo solito sorriso buffo e un po' beffardo.

Rufy sbarrò gli occhi, era finalmente arrivata la sua grande occasione di dimostrare di essere un vero pirata! Tutto il suo entusiasmo però svanì, nel momento stesso in cui incontrò l'espressione decisa e già trionfante di Daniel. La piccola pirata tirò fuori gli otto piccoli pugnali che usava per combattere. Ne prese quattro per mano e li strinse forte negli spazi tra le dita. "Io sono pronta Rufy!"

"Ehi! Non è giusto Shanks! Daniel è armata!!!"

Il padre della piccola rise nello stesso identico modo in cui l'aveva fatto Daniel e gi disse"Ma come Rufy? Il tuo pugno non era micidiale come una pistola?"

Sua figlia gli fece eco "In mare ognuno si arrangia come può. Se non hai un'arma devi saper fare senza!"

Rufy ebbe per un attimo paura, ma fu solo una frazione di secondo. "Io diventerò un pirata!!!" urlò, e si scagliò con forza su Daniel, che sorprendentemente non si mosse fino a un attimo prima di essere colpita. Solo in quel momento si parò con i pugnali e con un sorprendente scatto, soprattutto con una forza e una velocità incredibili per una bambina di soli otto anni, fece sbalzare Rufy di una decina di metri più lontano. Il bambino cadde violentemente e solo dopo qualche secondo si rese finalmente conto della forza incredibile della forza della figlia di Shanks.

Ma lui non sarebbe stato sconfitto, non poteva venir sconfitto, lui sarebbe diventato un vero pirata!

Attaccò Daniel ancora diverse volte, ma l'unica volta che riuscì a colpirla, causandole un piccolo ematoma sullo zigomo destro, si ritrovò dopo un attimo con il pungo segnato da un taglio discretamente profondo. La terra sotto i piedi dei due bambini si macchiò con piccole chiazze scure e irregolari. Rufy si strinse il pungo nell'altra mano, mentre piccoli rivoli di sangue ne macchiavano il dorso. Fece una smorfia di dolore, ma subito colpì nuovamente Daniel, che si difese bene come al solito, forse un po' titubante, colpita non dal pugno di Rufy, ma dalla sua ostinazione.

"Smettila Rufy, sei ferito! Hai perso ormai!" gli gridò lei, continuando a parare i suoi colpi.

"Mai!Non mi arrenderò mai! Voglio diventare un pirata!!"

Daniel lo guardò truce per un secondo, poi evitando il suo ennesimo attacco lo colpì alla base della nuca facendogli perdere i sensi. "Mi dispiace Rufy, non ti cederò mai il mio posto sulla nave di mio padre!"

Shanks si avvicinò alla piccola, che alzò lo sguardo verso di lui. "Verrò sempre con te nei tuoi viaggi, vero papà?!"

Il capitano le poggiò una mano affettuosamente sulla testa e si inginocchiò accanto a lei. L'abbracciò. "Certo Daniel".