Nel covo dei pirati Noir Desire

Prendete un gruppo controcorrente francese, mettetegli vicino il più popolare cantore di protesta d'Oltralpe e ottenete il vero tormentone dell'estate. Noir Désir, Manu Chao, "Le Vent Nous Portera". La band alternative francese dei Noir Désir (inizialmente Psychoz, poi Station Désir, quindi Noir Désirs al plurale) si forma a metà anni Ottanta: la line-up prevede Bertrand Cantat (voce, chitarra), Serge Teyssot-Gay (chitarra), Frédéric Vidalenc (basso) e Denis Barthe (batteria). Alternano tante ore in sala prove e vari concerti nei piccoli locali della loro Bordeaux e dintorni. Evidenti le influenze del punk e della new wave, mentre i testi di Cantat – in francese e in inglese – si distinguono già per il tipico taglio poetico (Mallarmé e Rimbaud sono tra i suoi preferiti). Il sesto album in studio, "Des Visages Des Figures", è stato registrato in diverse fasi (una vera novità: i precedenti erano frutto di un'unica sessione in un'unica sala d'incisione) a Marrakech, Nîmes, Lione e New York, con la supervisione artistica di Nick Sansano (già collaboratore di Public Enemy e Sonic Youth) e Jean Lammot (Alain Bashung). L'LP si rivela un vero e proprio successo in patria: vende un milione e mezzo di copie e conquista due "Grammy Award" d'Oltralpe come Miglior Album Rock Dell'Anno e Miglior Video Dell'Anno ("Le Vent Nous Portera"). Nella tarda primavera 2002 è finalmente pubblicato anche in Italia, grazie all'etichetta indipendente Carosello. Il riscontro è subito molto positivo, grazie alla hit istantanea "Le Vent Nous Portera", che si aggiudica la heavy rotation in radio e nelle tv musicali: quella canzone sembra accompagnare il pubblico ovunque, proprio come il vento di cui parla.


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