MEDDLE
(1971)
Un disco caratterizzato dalla canzone ECHOES che occupa un intero lato dell' LP, molto strumentale, è per il gruppo la seconda prova per la realizzazione del loro progetto principale: LA SUITE, già provata con poco successo in Atom Heart Mother, in questa opera si nota però la perfetta integrazione del suono di Gilmour con gli altri suoni adottati dal gruppo, con passaggi musicali unici di chitarra elettrica, in vero stile rock, il disco è un insieme di improvvisazioni personali del gruppo montate a mo' di collage in sala di registrazione, il risultato un disco che riflette la vera filosofia dei nuovi Pink Floyd.
(Stai ascoltando Echoes)

1. ONE OF THESE DAYS
2. A PILLOW OF WIND
3. FEARLESS
4. SAN TROPEZ
5. SEAMUS
6. ECHOES

ECHOES

L'albatro lassù sospeso plana nell'aria
E giù nel profondo dei flutti
in labirinti di caverne coralline
L'eco d'un tempo remoto
giunge tremante attraverso le sabbie
E ogni cosa è verde sotto il sole
E nessuno ci mostra alla terra
E nessuno sa i dove o i perchè
Ma qualcosa è all'erta, qualcosa si muove
E comincia a salire verso terra.
Stranieri passano in strada per caso
separano incontri impossibili
Ed io sono te, e quel che vedo sono io
E ti prenderò per mano per guidarti nel paese
E aiutami a capire meglio che psoo
E nessuno ci chiama a veder l'alba
E nessuno ci fa abbassare gli occhi
E nessuno parla, nessuno prova
Nessuno vola intorno al sole
Serena, ogni giorno ti mostri ai miei occhi che si destano
M'inviti guardandomi ad alzarmi
e dal muro, attraverso la finestra
arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
Un milione di ambasciatori splendenti del mattino
E nessuno mi canta ninne nanne
E nessuno mi fa chiudere gli occhi
Così spalanco le finestre
E nuoto fino a te, attraverso il cielo...

A PILLOW OF WINDS

Il lembo del piumino avvolto intorno a me
raddolcisce il rumore
Ora disteso sonnolento a fianco del mio amore
E lei respira piano, e la candela muore
Quando scende la notte tu spranghi la porta
il libro cade sul pavimento
Come cade l'oscurità e le onde scorrono
le stagioni sono cambiate, il vento è tiepido
Ora si desta la civetta, ora dorme il cigno
contempla il sogno, il sogno è andato
Verdi campi, pioggia fresca
Sta cadendo nel calore dorato
E profondi, sotto terra, i primi rumori del mattino
Ed io mi abbandono
ora sonnolento sto a fianco del mio amore
e lei respiera piano e io mi desto come un uccello
Nella nebbia, quando i primi raggi sfiorano il cielo e le brezze notturne muoiono.

FEARLESS

Dici che la collina è troppo ripida
arrampicati
Dici che vorresti vedermici
bene
Tu scegli il posto e io il momento
e salirò a modo mio
aspetta solo il giorno giusto
e ascenderò sopra orizzonti e nubi
Guarderò in basso per sentire il suono
di quel che hai detto oggi
Impavido l'idiota fissa la folla
sorride
impietoso il giudice si volta
aggrottato
e chi sarà il folle incoronato?
discendi a tuo modo
ogni giorno è il giorno giusto
e ascenderai sopra la sua fronte corrugata di paura
guarderai in basso per sentire il suono
dei volti della folla
Non cammini mai solo, non sei mai solo
cammina, prosegui, la speranza nel cuore
e non sarai mai solo a camminare...

SAN TROPEZ

Mi faccio una pesca e mi becco un passaggio dietro
uno chauffeur a San Tropez
spezzando uno stecco con un mattone sulla sabbia
cavalco un'onda sulla scia di una vecchia berlina
dormo da solo nel mormorio dell'oscurità
graffiato dalla sabbia caduta dal mio amore
tenendomi i miei sogni, e la sento ancora chiamarmi
Se sei solo, tornerò a casa
Di nuovo in viaggio verso casa, un piccione
Una colomba partita col vento, la pioggia
su un aereo. Con casa senza argenteria
bevo champagne come un riccone
piuttosto d'attendere che cambi il tempo
riunirò i miei pensieri lanciati lontano
filando nel vento verso un nuovo giorno
ma se sei sola, tornerò a casa
Mi fermoun pò con dei provinciali
li ascolto raccontarsi le loro cose
cercandomi l'oro in mano
Apro il libro, guarda come va a finire
mentre mi porti là vicino al mare
Sento la tua voce soffusa che mi chiama
e fissa un appuntamento con Rita Pavone
Ma sei sola, tornerò a casa....

SEAMUS

Stavo in cucina
Seamus, il cane, era là fuori
Già, stavo in cucina
E Seamus, il mio segugio, era la fuori
Sai? Il sole calava lentamente
E il mio cane da caccia, accoccolato e triste
ululava

ONE OF THESE DAYS

Uno di questi giorni
Penso proprio che ti farò a pezzettini