Laura Fedele 
PORNOSHOW (2003) 
Intervista 
 
Laura Fedele, cantate jazz di origini napoletane ma ormai naturalizzata milanese, ha vinto un scommessa che ogni artista ha nel cassetto: incidere un disco di canzoni del proprio artista preferito, dandogli un'impronta personale. 
Impresa quasi impossibile in questo caso, se pensate che: primo, l'artista in questione è Tom Waits, e che la forma delle sue canzoni è di per sè perfetta, la forma più adatta a quei brani; secondo, Laura è una donna e ha dovuto reinterpretare un repertorio maschile; terzo: le canzoni sono state tradotte in italiano.  
Ci sono alcuni brani, in questo disco, in cui non era possibile prescindere dall'originale (ma in nessuno l'effetto fotocopia è presente...), ma ce ne sono altri che non hanno bisogno di alcun confronto con l'originale: vivono, insomma, di vita propria. 
Lasciamo che sia Laura stessa a parlarci di questo disco, tramite un'intervista che ci ha gentilmente concesso via email. 
E se siete curiosi, visitate il suo sito internet.
 
 
 
Come è nata l’idea di un disco di cover in italiano di Tom Waits? Un anno e mezzo fa hai diviso il palco dell’Auditorium Demetrio Stratos con Claudio Chianura. Lui leggeva brani da un suo libro, tu interpretavi alcune canzoni che poi sarebbero finite su questo disco…. 
Il mio amore per Tom Waits non è certo nato ieri, anche se devo ammettere di averlo scoperto con un certo ritardo. Già da qualche anno nel mio repertorio comparivano brani suoi: “Tango till they’re sore” e “Pickin’ up after you” fanno parte del mio CD precedente, Pearlstopigs. Ancora in inglese, però. Io amo cantare in inglese: è così che ho iniziato, perché la musica che ho sempre amato nasce così… Però, da un po’ di anni a questa parte, sentivo il bisogno di farmi capire dal mio pubblico, di comunicare con loro anche attraverso le parole, oltre che per mezzo di suoni e di atmosfere. Non a caso, ho iniziato a scrivere canzoni in italiano. Poi, una cosa tira l’altra: un’esperienza musicale-teatrale (“Il ballista e la pianista”) su testi di Fo, ha ulteriormente sensibilizzato la mia parte ‘cantautoriale’; l’incontro con Claudio Chianura, autore del libro “Tom Waits Blues” e l’idea di proporre uno spettacolo di musica e letteratura mi ha stimolato ad approfondire le conoscenze waitsiane. Lo spettacolo a Radio Popolare è stato il primo stadio di un lavoro che, da allora, è cresciuto molto e si è concretizzato in “Pornoshow”
Che difficoltà hai trovato a nel tradurre e interpretare un personaggio così atipico, nel carrozzone dello spettacolo? 
Le difficoltà… innanzitutto i suoni dell’italiano, così diversi, e il fatto che lui usi moltissime espressioni slang, e anche molti riferimenti a cose, credo, estremamente sue e personali delle quali a volte è difficile capire il senso logico, per ovvi motivi. In realtà, il fatto che lui sia un personaggio atipico non mi ha mai spaventato, forse perché, per certi versi, mi sento atipica anch’io…. 
Ho trovato splendide le sue interpretazioni di “29$” (da “Blue Valentine”) e di “Dirt in the ground” (da “Bone Machine”), ascoltandola non ha potuto fare a meno di lasciare da parte i confronti con gli originali… le ho trovate veramente ‘grandi canzoni’ (di Tom Waits, e sottolineo tra parentesi). Mi sembra che lì ti sei veramente ‘lasciata andare’, e che ogni ‘soggezione’ nei confronti dell’autore sia caduta, un po’ come anche in “Pasties & a g-string” (che è diventata “Pornoshow”), fino a farle diventare tue. Ti sei mai confrontata con altri repertori? 
“29 $” è stata una bella vittoria, perché dopo aver ascoltato e cantato per anni valanghe di blues, ovviamente, in inglese, mi sembrava impossibile riuscire ad essere credibile in italiano. Di alcune canzoni ho amato subito le storie (“Christmas card from a hooker..”, ovvero “Biglietto di Natale”, per esempio), di altre mi ha affascinato il mondo musicale (“Temptation”, “Way down in the hole”, cioè “Giù nel buco nero”). 
Ascoltando il disco, ho anche pensato a Vinicio Capossela, un altro cantautore che, pur provenendo da mondi sonori diversi dal tuo, ha non pochi punti in comune con Tom. Mai pensato a una collaborazione? 
Capossela mi piace abbastanza, ma non lo conosco benissimo. 
Quali sono i tuoi punti di riferimento come musicista? E gli artisti con cui ti piacerebbe dividere il palco? 
Riferimenti artistici? Mille e nessuno, nel senso che la mia curiosità musicale mi ha sempre spinto ad ascoltare di tutto, generi anche ben diversi tra di loro, senza fissarmi su nessuno in particolare. Certo, ci sono stati gli innamoramenti, di voci, o di stili: quando ho scoperto la Franklin mi si è aperto un mondo… Poi c’è stata la fase Manhattan Transfer, Billie Holiday (quest’ultima più indotta che spontanea…), la fase etnica… naturalmente, poi, la fase Waits…  
Con chi mi piacerebbe poi dividere il palco? Bè, con Waits non sarebbe male… 
Parlaci un po’ di te, so che sei di origine napoletana ma ormai vivi da molto tempo a Milano. Raccontaci in breve la tua carriera (magari con qualche aneddoto particolare…). 
Le mie origini… sono nata a Genova da genitori napoletani, emigrata a Milano (su di una 126 stracarica di carabattole) per motivi prevalentemente musicali. Sono stata quella che si dice una ‘bambina prodigio’; la prima volta che mi sono trovata davanti a un pianoforte avevo circa 5 anni: non sapevo bene cosa fosse, ma riuscivo a suonarlo. Ciò nonostante ho deciso molto tardi che avrei fatto musica nella mia vita: pensavo di voler fare l’insegnante di ginnastica… poi mi sono detta: “e mò che faccio?” Casualmente, e timidamente, ho iniziato a frequentare il jazz club a Genova, e a propormi prima come pianista e poi, ancor più timidamente, come cantante… Sono nata dal jazz e dal blues, generi ai quali mi sento molto legata. 
Stai già lavorando a qualche altro progetto? Ci puoi fare delle anticipazioni? 
Progetti futuri? Ancora no, devo riprendermi dalle fatiche di “Pornoshow”…
 
 
 
 
 
Tracklist 
1 - Pioggia nelle mani 
2 - 29 Dollari (e una borsetta di coccodrillo) 
3 - Giù nel buco nero 
4 - Discorsi da bar 
5 - Oro e diamanti 
6 - Pornoshow 
7 - Cani Randagi 
8 - Invito ad una vita in blues 
9 - Tentazione 
10 - Biglietto di Natale 
11 - Polvere 
12 - Johnsburg, Ill. 
Musicisti: 
Laura Fedele - Voce 
Massimo Mariani - chitarre 
Marco Mistrangelo - contrabbasso 
Stefano Dall'Ora - contrabbasso 
Davide Santi - violino 
Claudio Chianura - campionamenti