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grafologia letteraria Simone Weil di Paola Madio
Simone Weil: lo spirito esigente
"Il culto della volontà, del dominio di sé, Simone lo metteva in pratica più di quanto non ne parlasse. Fu così che cambiò grafia durante la "cagne" (scuola superiore n.d.r). Invece della grafia un po' sciatta, quasi scarabocchiata, se ne costruì una quadrata, elaborata, disegnata, volitiva, che diventò progressivamente più agile negli anni che seguirono fino a diventare la scrittura bella e pura degli ultimi anni." Così scrive S. Pétrément ne "La Vita di Simone Weil" (Adelphi) la propria biografia sull'amica e filosofa francese.
Forti sono in Simone Weil (Parigi 1909 - Kent 1943) il dominio della volontà ed il culto della chiarezza da lei sentiti come gli strumenti più adatti a "spazzar via", dall'animo, l'inutile ed il ridondante, onde riempire il vuoto dell'effimero con la pienezza della conoscenza, di sé e del mondo, conciliando ragione & sentimento, analisi ed intuizione. Fin da piccola l'autrice degli scritti che verranno pubblicati nei quattro "Quaderni" postumi e, tra gli altri, nei libri "La Prima Radice" e "Riflessioni sulle Cause della Libertà e dell'Oppressione Sociale", favorita e sostenuta da una famiglia di origine ebraica culturalmente aperta ed economicamente agiata, si tempra, si confronta e si esprime, alla ricerca di una personalissima strada formativa.
All'età di 32 anni, nel momento in cui vengono vergate le righe oggetto del profilo, Simone Weil è professoressa "agrégée" di filosofia fortemente impegnata, politicamente e socialmente, a sostegno dei lavoratori, decisa ad abbandonare il mondo della scuola per iniziare a lavorare come operaia generica al fine di sperimentare in prima persona le dure condizioni della fabbrica che verranno da lei vissute come momento di verifica ed ascesi. Si tratta dello stesso periodo in cui decide di intraprendere quel cammino di vita che la porterà a viaggiare, tra America ed Europa, nella Germania hitleriana, nella Spagna della "guerra civile", nell'Italia del "ventennio", dove, il fascino mistico religioso delle antiche chiese umbre ne colpirà indelebilmente l'animo già toccato dalle parole del Vangelo, ed infine, quasi da esule, nell'Inghilterra libera dove morirà precocemente e serenamente a 34 anni, intenta nella stesura continua - giorno e notte - del programma post-bellico di riunificazione e pacificazione sociale; non sostenuta da un fisico troppo esile in rapporto alla forte tempra emotiva e caratteriale e come conseguenza dei numerosi stenti coscientemente patiti onde privilegiare il lavoro: fisico ed intellettivo.

Nella sua grafia si trovano quei segni che rimandano ad una forte predisposizione all'apprendimento, alla comprensione ed alla verifica costante e puntuale. Si tratta della grafia di chi, versato all'insegnamento e alla speculazione filosofica, ha la passione e la tenacia per raggiungere risultati sicuri ed elevati. Si trova quel ventaglio di segni che rimanda ad un'intelligenza acuta ed analitica, atta alla verifica ed al costante miglioramento. Si tratta di una grafia estremamente chiara, piccola, accurata, vergata, generalmente al centro del foglio, con cura, amore ed attenzione. Evidenti risultano le capacità espositive, le ottime abilità discussive, la precisione verbale e di pensiero. La tenacia e l'eccessiva consapevolezza di sé spingono al perfezionismo inducendola ad ingrandire i difetti a discapito dei molti pregi. Il vivace temperamento la porta alla ricerca di verità ed autonomia intellettiva, sostenuta dall'intuito e dalla ricchezza del proprio sentire.
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Il pensiero è aperto e logico.
Lo spirito critico, ed al tempo stesso intuitivo, allontana ogni forma di pregiudizio nei confronti del prossimo, facendole tenere conto e considerazione dei bisogni altrui. In un temperamento vivace e passionale come il suo gli istinti e le sensazioni vengono incanalati nell'amore per la conoscenza, per l'arte e per la verità; il desiderio di gratificazione innalzato verso mete elevate, vincendo, con autocontrollo e precisione, ogni forma di pigrizia e passività (calibro, larghezze, pressione con tratti spostati, curva & chiara, allunghi, lenta & accurata, intozzature, spazi e cenni di ricci).
Le sensazioni rimangono nel suo essere mentalmente mobile, culturalmente attenta, intensa, iperattiva ed eccitabile nonostante la discontinuità energetica dovuta ai molteplici interessi e gravosi impegni. Estremamente discreta, ad eccezione del forte legame che la lega alla famiglia di origine soprattutto alla madre, evita coinvolgimenti nella vita privata. La passione e la comprensione la spingono verso l'amore universale, l'intensità a vivere pienamente e degnamente ogni momento dando senso ad ogni istante della propria esistenza. Personalità autonoma e autosufficiente non tollera né la staticità fattiva né quella culturale. Le energie vengono spese coscientemente in un forte impegno culturale, sociale e politico. Autocontrollo e precisione hanno una duplice funzione: autoprotettiva nei confronti del mondo pulsionale e comunicativa onde assecondare il forte desiderio di chiarezza e la volontà di esprimere senza alcun malinteso il proprio pensiero. Non traggano in inganno le sbadataggini delle piccole cose quotidiane di cui la stessa filosofa si è sempre schernita: il suo pensiero è sempre vigile, attento, alla ricerca della vera conoscenza.

Simone Weil sfugge ogni superficialità e la sua è la grafia di chi impiega tempo e ordine pur di esprimersi con chiarezza e consequenzialità. Nonostante l'intuito e la duttilità mentale, ogni atto, ogni procedimento, deve essere vagliato dalla ragione. La volontà di chiarezza e di autocontrollo creano una tensione interiore che la spinge verso mete "ambiziose" incurante di disagi e privazioni. "Che bel posto per morire..." sono queste le prime parole da lei pronunciate una volta arrivata nel Kent. Piena è la consapevolezza dell'esaurirsi delle proprie energie vitali e piena la serenità d'animo con cui Simone - conscia di non aver mancato la propria esistenza - si appresta a mettersi ancora una volta in viaggio. Il non mancare la propria vita, il non annullarsi nell'effimero, il non distrarsi nell'apparenza dimenticandosi dell'essere, il non nascondersi di fronte alle difficoltà, è questo il cardine del messaggio di Simone Weil attuale, oggi, più che mai.

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Articolo pubblicato su "Grafologia" anno 17 redazione c/o crotti@iol.it