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Berserk
Disegni e testi: Kentaro Miura Genere: horror-fantasy Edizione giapponese: Edizione italina: l 1996, Planet Mang L'epos di un mondo crudele, sconvolto da un fato senza speranza, nel manga culto del 2000.
(warning: se siete lettori dell'edizione colletion sappiate che ci sono spoilers fino al numero 45 della prima edizione italiana.)
Nel 1996 la casa editrice Planet Manga pubblica il primo numero di Berserk, scritto e disegnato da Kentaro Miura, un mangaka allora del tutto sconosciuto in Italia. L'opera non suscita in un primo momento grandi reazioni, in fondo sembra la classica storia del solito antieroe in cerca di un'oscura vendetta. Presto però il manga riesce a conquistare un numero crescente di lettori, fino a diventare una della pubblicazioni di maggior successo in Italia.
La vicenda narra di Gatsu, detto il guerriero nero, e del suo peregrinare in un medioevo fantastico alla ricerca di un fantomatico Phemt, membro di una casta di semidei, con il quale sembra avere molti conti da saldare. Questa ricerca è costellata da una serie di incontri inquietanti: mostri che per ragioni oscure perseguitano l'eroe, uomini e donne che rivelano la loro bestialità nei momenti più impensati, bambini spettrali dal ruolo misterioso, strani amuleti che in realtà sono chiavi per un'altra dimensione ecc...
L'autore però non si limita ad immergere il lettore in atmosfere violente ed oscure, già a cominciare dal quarto volume (della prima edizione italiana) inizia infatti un viaggio a ritroso, alle radici dell'odio di Gatsu, nel quale Miura dà una prova tangibile della sua abilità di narratore, della sua capacità di scavare nella psiche umana e di creare personaggi indimenticabili, nel bene e nel male.
E' a partire da questo lungo flashback che Berserk vola, superando tutti i cliche del genere e rivelando di essere qualcosa di più di una mera ostentazione di teste che volano e cervelli spiaccicati. Non solo, ma è proprio in questi capitoli che comincia la saga di Gatsu e Griphis, attraverso cui dovrebbe incarnarsi l'eterna lotta tra bene e male. Ma ogni prospettiva usuale viene continuamente rovesciata, poiché il complesso universo di Berserk non permette nemmeno ai simboli più familiari di assumere una funzione rassicurante. Ne è l'esempio più eclatante il continuo scambio di significati tra bianco e nero, luce e tenebre. Ecco, perciò, che l'eroe della vicenda è un guerriero nero, la cui lotta contro il male ha la forma di un delirio sanguinario, durante il quale egli sembra identificarsi, anzichè contrapporsi, alle forze oscure che lo perseguitano: l'uomo che combatte le tenebre è fatto egli stesso di tenebre. D'altro canto Griphis, il male in un'accezione fuori dal comune, è sin dal principio un essere baciato dalla luce, il bianco è il colore che sottolinea la sua figura (i capelli, i vestiti) e tutte le tavole che lo vedono protagonista si distinguono per i retini che creano quasi degli effetti lente. Solo nella sua trasformazione in Phemt, si ammanta di colori scuri, ma poi risorge di nuovo come falco di luce (almeno apparentemente), recuperando una forma che cela ancora una volta la sua disumanità.
Ancora più interessante, è però la dialettica tra bellezza e mostruosità, una contrapposizione che sembra compendiare le tematiche fondamentali di Berserk. Basti considerare l'eclisse, cioè la festa sacrificale in cui vengono consacrate le vittime della Mano di dio: durante tale cerimonia il corpo delle vittime e dei carnefici è sottoposto ad un processo di trasformazione che è il segno di un passaggio dal piano del mondo umano a quello di una dimensione ultraterrena. Il Bejelit stesso (l'amuleto che fa da chiave all'universo parallelo della Mano di dio) appare come la metafora più evidente di questa macerazione fisica, la sua forma di volto distorto, infatti, allude alla condizione primaria attraverso la quale si può accedere al piano della realtà semidivina: la consunzione di ogni traccia di umanità, attraverso la distruzione del corpo e della bellezza. Nell'universo crudele di Miura l'uomo non è assolutamente fatto ad immagine e somiglianza di Dio, anzi diventa simile a Dio solo quando, assumendo una forma mostrusosa, si aliena dall' umanità.
Viene da chiedersi, perciò, che razza di divinità sia questa di Berserk se ogni suo sfiorare il mondo si risolve in una perdita lacerante delle peculiarità umane. L'universo fantastico di Berserk appare, da questo punto di vista, retto da un unico principio e questo principio è di una crudeltà inaudita. Inoltre, questo stesso volere divino assume la funzione di un fato non solo spietato, ma anche imperscrutabile ed immutabile. Secondo le parole del Cavaliere del Teschio il mondo non è altro che il riflesso fisico di una realtà immateriale, i cui i giochi si sono già svolti in passato e sono destinati a ripetersi in modo ciclico nel futuro. All'interno di questo tempo circolare la funzione dell'uomo, finisce per ridursi a quella di una pedina costretta a compiere sempre le stesse azioni, in vista degli stessi avvenimenti che finiscono sempre per sopraffarlo.
Ma, in questa visione cupa, in cui non è l'uomo "a decidere il programma della festa", i due antagonisti del racconto, Gatsu e Griphis, assumono una funzione del tutto diversa rispetto agli altri personaggi del manga. Di fronte alla massa degli "agnelli ciechi", cioè di coloro che subiscono l'eterno alternarsi delle vicende, deciso in un altrove fuori dal tempo e dallo spazio terreno, Griphis è "il signore del desideri", cioè colui che in tutta la sua esistenza persegue un sogno che coincide perfettamente con i disegni della divinità, mentre Gatsu è l'eroe della resistenza, e il senso della sua figura si legge in questa sua incessante ribellione, che finisce per provocare mutamenti imprevisti nella realtà materiale. Entrambi, comunque, scelgono liberamente il loro destino. Anzi, se consideriamo il tutto in un senso più generale, essi finiscono per rappresentare i due diversi modi attraverso i quali l'uomo può manifestare la propria libertà: o agire come se la propria volontà coincidesse perfettamente con quella del destino, pronunciando una sorta di ininterrotto sì, oppure opporsi ad esso in un duello eterno e senza sosta.
Alla fine, perciò, Gatsu e Griphis incarnano una contrapposizione esistenziale radicale: la vita come lotta perpetua o come mistico abbandonarsi ad una volonà suprema. E dopo anni dalla pubblicazione del primo numero mi chiedo se Miura deciderà di dare il sopravvento ad una delle due concezioni o se troverà un modo (e ciò sarebbe più nello stile orientale) di giungere ad una inaspettata sintesi.
Gatsu: trovato ai piedi di una donna impiccata, è adottato da Sys. Dopo la morte della donna viene allevato dal mercenario Gambino. L'ambiente in cui vive lo inizia fin da giovanissimo all'arte della guerra. L'incontro con Grifis, comandante della squadra dei Falchi, cambia la sua vita. L'amicizia e l'amore entrano a far parte della sua esistenza, ma il destino incombe…
Grifis: ambizioso guerriero dalle origini sconosciute. Fondatore e comandante della squadra dei Falchi. Arruola quasi a forza Gatsu e ne fa il primo esecutore dei suoi piani. È un miscuglio imprevedibile di crudeltà ed innocenza, di calcolo e slancio, di generosità e astuzia. Ma la sua sorte è legata al bejelit, un misterioso amuleto che determinerà in modo tragico il suo futuro e quello di tutti coloro che gli sono vicini.
Caska: l'unica donna della squadra dei Falchi, rispettata e temuta per la sua abilità come guerriera. Inizialmente ostile a Gatsu, in seguito diventa la sua donna. Unica sopravvissuta insieme a Gatsu all'eclisse, perderà però la ragione e si troverà in balia di mostri affamati della sua carne. A Gatsu e al suo bambino spettrale toccherà il compito di difenderla.
Charlotte: principessa dalle Midlands, innamorata di Griphis, la notte d'amore tra i due rappresenta il climax da cui inizia la tragedia del comandante dei falchi e la fine dell'età dell'oro.
Lady Farnese: comandante dell'ordine della Sacra Catena, incaricata di scovare gli eretici e di indagare sulla natura del falco di luce. E' una piromane tormentata da profondi sensi sensi di colpa, dalla solitudine e dalla paura verso se stessa. L'incontro con il cavaliere nero le fa perdere la fede cieca, o forse sarebbe meglio dire l'illusione, in un ordine provvidenziale che regge il mondo.
Serpico: fratellastro di Farnese, un po' vittima delle nevrosi della donna, ma in fondo anche suo complice in una maniera oscura ed inquietante. E' uno dei personaggi più enigmatici ed affascinati di Berserk.
Pak: un elfo, compagno di viaggio di Gatsu, ha capacità empatiche e la sua polvere guarisce le ferite. Fa un po' da grillo parlante e, soprattutto all'inzio della storia, da portavoce del disagio e dei dubbi del lettore. Il suo sguardo straniante puntato su Gatsu, serve a dare una prospettiva ancora più angosciante alle azioni, a volte discutibili, di un eroe violento e maledetto.
Rickert: il più giovane membro della squadra dei Falchi, per un caso fortuito non viene coinvolto nell'eclisse. Rimasto all'oscuro della fine dei suoi compagni e del tradimento che li ha portati alla rovina, vive una vita tutto sommato serena in compagnia della giovanissima Erika. Almeno fino al ritono di Griphis...
La squadra dei Falchi: gruppo di mercenari giovanissimi, fondato e capeggiato da Griphis. E' protagonista della guerra nei capitoli dell'Età dell'oro, e grazie al valore e all'abengazione dei suoi componenti il regno delle Midlands può vantare grandi vittorie. I suoi membri saranno tutti sacrificati durante l'eclisse, ma alcuni di loro rimangono lo stesso nei cuori dei lettori di Berserk (sigh!), personaggi come Pipin, il gigante buono, o Judo il saggio lanciatore di coltelli, o persino l'infido Kolcas, con la sua lingua di serpente.
Zodd: mostruoso essere dalla forza smisurata. È uno degli Apostoli della Mano di Dio. Predice la sorte di Grifis e di Gatsu ed è a fianco di Griphis quando quest'ultimo rinasce come falco bianco, ma il suo vero ruolo è ancora avvolto nel mistero.
Il cavaliere del Teschio: misterioso personaggio che appare sempre nei momenti cruciali della vicenda. Nemico di Zodd e della Mano di Dio, salva Gatsu e Caska in occasione dell'eclisse. Dalla sua bocca si apprendono alcuni dei dettagli più interessanti in merito alla struttura dell'universo di Berserk. Peccato che parli sempre per enigmi...(poveri nostri tre neuroni!!!)
I cinque della Mano di Dio: condizionano da sempre la vita dell'uomo, in un ciclo infinito, volgendola verso il male. Onnipotenti presenze che guardano al mondo da un universo parallelo e alieno. Si rivelano durante le eclissi, la festa in cui gli Apostoli si nutrono dei sacrificati. Essi sono: Boid, "il capo degli angeli", che ha il compito di soprassedere all'eclisse e di apporre il marchio sacrificale; Conrad, muto assistente di Boid; Urbick; che ha la capacità di controllare lo spazio e il tempo e di materializzare i pensieri; Slan, l'unica donna del gruppo, sembra che rappresenti la lussuria; Phemt, il signore dei desideri, il quinto e forse ultimo membro.
Apostoli: sono gli aiutanti demoniaci della Mano di Dio. Esseri umani votati al male, che si sono trasformati in mostri assetati di sangue e carne umana. Possiedono una forza fuori dal comune e possono celare la loro condizione mostruosa sotto una forma apparentemente umana, anche se vagamente bestiale. Si scatenano durante l'eclisse, la loro festa, in cui banchettano con la carne dei sacrificati. Alcuni di essi sono davvero memorabili, come il falso elfo Lucine, bambine ribelle al mondo dei grandi e perduta in un'eterna infanzia, che mima in modo inconsapevolmente disumano la crudeltà dei giochi degli adulti; o come l'apostolo senza nome, un essere deforme, conscio dell'orrore del mondo e del desiderio di luce degli uomini, che sacrifica se stesso perchè possa incarnarsi il falco bianco.
Bejelit: non è un vero personaggio, piuttosto un amuleto, anche se in qualche modo è vivo. In realtà è una chiave che serve ad aprire la dimensione in cui opera la Mano di Dio. Ce ne sono di due tipi, il primo serve a mettere in comunicazione coloro che sono destinati a diventare Apostoli, l'altro, più raro, è il bejelit scarlatto, detto anche l'uovo del re conquistatore, che designa il nuovo membro della congrega dei semidei.
By Pec-chan
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