(quando si riaccendono le luci al centro si trova il pastore Giosuè, con un bastone in mano. Poco dopo entrano Elisabet ed Ezarele che stanno chiacchierando mentre camminano)
EZRAELE: vedi, non è semplice da spiegare, ma mentre noi scendiamo verso sud, in direzione della Palestina, il tempo scorre a ritroso. Ora siamo già agli inizi del Novecento, ed abbiamo ancora diciannove secoli da percorrere prima di arrivare a Betlemme
ELISABET:ma è meglio di qualsiasi altra cosa abbia mai fatto in vita mia!
EZRAELE: sfido io! non è che capiti spesso di tornare indietro nel passato, no?
(Elisabet si accorge del pastore e si ferma di colpo spaventata)
ELISABET: c’è un uomo laggiù!
EZRAELE: non temere: è uno dei nostri. E’ Giosuè il pastore, e condurrà il gregge del Signore alla mangiatoia dove sarà posto il bambino. Sarà la nostra guida per il seguito del viaggio.
GIOSUE’ (battendo il bastone per terra e con l’altra mano alzata ad indicare la direzione): A Betlemme! A Betlemme
(e tutti e tre si mettono in cammino)
(escono di scena e le luci si spengono)