Il viaggio di Elisabet - Scena sesta
di Stefano Franchetto


(al centro della scena si trova l’imperatore Augusto tutto fiero di sé che guarda nella direzione dalla quale entreranno gli altri attori. Dall’altra parte del palco c’è il mare come già spiegato in una scena precedente ...)

(entrano in scena ELISABET, EZARELE, GIOSUE’, GASPARE e MURIELE)

EZRAELE (che sta a fianco di Elisabet e sta parlando con lei): quella che vedi laggiù è Costantinopoli (indicando oltre l’imperatore Augusto ed il mare che gli sta alle spalle), la capitale d’Oriente dell’Impero Romano. Siamo già nel 495 e fra meno di cinquecento anni saremo a Betlemme.

(mentre parla Muriele si avvina velocemente all’imperatore seguito dagli altri)

MURIELE (girando intorno all’imperatore Augusto): Non temere! Non temere! Non temere!

(ma l’imperatore Augusto ha lo sguardo fisso avanti a sé e non bada minimamente all’angelo Muriele. Quando arrivano gli altri si rivolge a tutti loro)

IMPERATORE AUGUSTO: Io sono l’imperatore Augusto e vi condurrò oltre il Bosforo. Vi ordino di accettare questo mio gesto senza inutili proteste

(l’imperatore stende una mano ed il mare si abbassa e tutti vi passano sopra)

EZRAELE: anche lui è uno di noi!

ELISABET: non sapevo che l’imperatore Augusto fosse cristiano

EZRAELE: questo antico imperatore romano è nel Vangelo di Natale da molti secoli, ma come una specie di clandestino. Il regno dei Cieli è aperto a tutti, anche a quelli che viaggiano senza biglietto.

GIOSUE’ (battendo il bastone per terra): A Betlemme! A Betlemme!

(tutti escono di scena e le luci si spengono)