Lultimo libro di Susanna Tamaro
nasce da una corrispondenza immaginaria, che si snoda nellarco di un
intero anno, tra lautrice stessa ed una ragazza poco più che ventenne che
è alla ricerca di un senso più alto dellesistere di fronte a scelte
cruciali della propria vita.
Uno stile semplice quello della Tamaro,
accompagnato da meno retorica rispetto al romanzo che lha resa celebre "Va
dove ti porta il cuore", stile che rende piacevole la lettura pur aprendo
molti interrogativi per qualsiasi lettore attento e calato nella realtà
quotidiana, descritta con precisione dallautrice, quella di un mondo
sempre più dominato dal cinismo e dal materialismo, dove le scelte
superficiali costituiscono la base per una sorta di passività
interiore.
In questo contesto è la noia, sempre più appartenente al
mondo giovanile, che sembra avere un ruolo da protagonista attraverso
molteplici aspetti. E lantidoto emerge tra le righe: vivere con il
principio della curiosità e della meraviglia, aprire la mente e tenerla in
movimento per creare e seguire il proprio cammino interiore.
Da dove
partire? Le parole stesse dellautrice, rivelando chiaramente lorigine del
titolo, ci indicano la via:
"Il cammino interiore è simile al
lavoro che
una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco.
Si
batte e si ribatte una pietra contro l'altra, senza stancarsi,
finché
scocca la scintilla.
Per nascere il fuoco ha bisogno del legno
ma
per divampare deve aspettare il vento.
Cerca dunque sempre il fuoco
nella tua vita, attendi il vento,
perché senza fuoco e senza vento i
nostri giorni
non sono molto diversi da
una mediocre
prigionia."
Daniela Iannetta
danyetta_it@yahoo.it