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Agata e la tempesta

Ancora una volta il regista Soldini (ricordiamo il successo del suo Pane e Tulipani) ha fatto centro per il cinema italiano.

Agata e la tempesta è un film multicolore negli abiti e negli ambienti, un film che vede la coabitazione di momenti ora comici ora drammatici. Un terzetto di fratelli d’elezione: Maglietta (Agata), Solfrizzi (Gustavo) e Battiston (Romeo), alla ricerca della propria identità. Agata, libraia amante appassionata della lettura, confonde spesso la realtà con le vicende lette in qualche romanzo. Scopre che l’amato fratello Gustavo, architetto sposato con una psicologa da teleschermo, è stato adottato e quindi in realtà non è suo fratello. Ed è proprio Gustavo che inizia la fuga da una vita che non sente più sua (si dedicherà alla cura della gallina Bianchina!), ritrovando il fratello Romeo. Quest’ultimo, rappresentante d’abiti, ha una moglie invalida che ama molto, ma al tempo stesso non riesce a resistere alle tentazioni femminili. Ha inoltre un sogno: costruire un vivaio di trote.

E’ l’incontro di questi 3 personaggi la vera chiave del film: soggetti singolari che arriveranno alla costituzione di una stramba famiglia con una vita tutta da inventare. Colpiscono soprattutto le immagini in questo film, oltre all’importanza data dal regista ai libri e alla lettura. Così, seduti sulla sdraio i personaggi leggono libri tra i più vari e il libro è anche il miglior compagno di Agata nelle sue notti insonni…Agata, lei così elettrica al punto da far saltare le lampadine e la luce ovunque…proprio così anche per lo spettatore che viene coinvolto in questi tratti surreali del film: si è spesso elettrizzati, a volte si immagina la propria vita come un bel romanzo, altre ancora si vorrebbe essere colorati come i vestiti di Agata!

Daniela Iannetta

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