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La macchina


Non odi, o Divino, il novello
prodigio rombare e squassare?
Non vedi i novelli corčuti
levargli, cantando, un altare?

Pių orecchio non v'ha che sia immune
dal rombo intronante, continuo.
Ma pure, la Macchina esige
tributo di osanna e di lodi.

E guarda com'essa si vendica,
impazza, si avventa e precipita:
com'essa ci fiacca e deforma!

Se trae, da noi vivi, la forza
a lei, senza gioia di sensi,
dato č solo affannarsi e servire.


di Rainer Maria Rilke
da Liriche e prose -Sansoni editore


 
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