18 Settembre 2002

 

Immigrazione clandestina – Egoismi e generosità

 

Sabato notte, nel mezzo di una temporale, un barcone di clandestini liberiani termina la sua odissea infrangendosi contro gli scogli al largo di Realmonte (Agrigento). Sotto la pioggia ed il vento la popolazione si adopra come può per portare i primi soccorsi. Un ufficiale dei carabinieri si tuffa in acqua per soccorrere chi può, prima ancora che arrivino i soccorsi che successivamente egli stesso coordinerà. Gesti di umanità, di altruismo e generosità. Eppure stiamo parlando di una delle ultime province d’Italia, che non brilla certo per le alte medie dei redditi ne per servizi ne per infrastrutture sociali  particolarmente efficaci. Stiamo parlando di quella zona, spesso descritta da Camilleri nei suoi racconti con l’immaginario nome di Vigata,  che oggi è purtroppo teatro di tanti di quegli sbarchi di clandestini.

 

Mille chilometri più a nord negli stessi giorni i leghisti lombardi stavano celebrando i loro riti celtici sul Po inneggiando alla lotta alla immigrazione e ad un federalismo che suona troppo di salvaguardia dei privilegi locali. E’ tutta gente che si è arricchita negli ultimi anni, si grazie al loro lavoro, ma grazie anche ad un disposizione strategica che li vede posizionati a pochi chilometri dai maggiori mercati europei, che consente di poter fruire di infrastrutture di comunicazione e trasporto efficaci. Quanti di loro hanno dimenticato che i loro padri o i loro nonni per decenni hanno continuato ad emigrare nel nord Europa ed in America.

 

Quanto contrasto fra la generosità dettata dal coraggio, dal puro senso di solidarietà umana e l’egoismo di chi vuole difendere ciecamente interessi locali e di parte e che spesso negli ultimi anni hanno finito con il trasformarsi in sfruttamento di chi ha bisogno e razzismo.

 

Si può comprendere chi vuol difendere ciò che ha costruito con il proprio lavoro ma non si capisce come essi non si rendano conto che l’immigrazione clandestina incontrollata e di massa è un fenomeno ormai di portata mondiale, epocale legato all’incontrollato  sviluppo ed agli enormi consumi di risorse delle società ipercapitaliste del mondo occidentale a scapito di tutto il resto del mondo.

 

Quei  leaders populisti che oggi trovano grande affermazione giocando proprio sul mantenimento e salvaguardia di interessi locali, che hanno fatto credere che bastasse un governo forte di centro destra a scoraggiare l’immigrazione, farebbero bene a meditare e a fare riflettere sulla portata del fenomeno immigrazione. Farebbero meglio a far riflettere sul nostro modello di sviluppo che sta divenendo purtroppo la causa principale dell’inquinamento, dell’abnorme consumo delle risorse mondiali e sta portando ad accentuare in maniera spropositata il divario fra paesi ricchi e paesi poveri con effetti sempre più imprevedibili in termini di migrazioni incontrollate, di instabilità sociale e politica  o peggio di terrorismo.