29/08/2002

Muore in cella e nessuno avverte i familiari.

Accade nelle «lussuose» carceri di Castelli

 

Ha scoperto che il fratello, detenuto a Poggioreale per spaccio di droga, era morto da alcuni giorni e nessuno lo aveva avvisato. E’ venuto a conoscenza del fatto casualmente, quando già si eseguiva l'autopsia sul suo corpo, e soltanto grazie alla telefonata di alcuni conoscenti. Una storia davvero singolare che sfiora la farsa se di mezzo non ci fosse la tragedia della scomparsa di una vita umana. Vittorio Montescuro, questo il nome della persona deceduta, 39 anni, sarebbe morto nel carcere napoletano lo scorso 16 agosto, nove giorni prima della conclusione dei tre anni di pena ai quali era stato condannato per spaccio di stupefacenti.

La vicenda è stata resa nota da un penalista napoletano, l’avvocato Vittorio Trupiano che ha raccolto la denuncia di Carmine Montescuro, fratello del detenuto deceduto a Poggioreale.

Perché le cose devono andare cosi? Perchè funzionano così le carceri italiane? E i diritti umani che cosa sono? Se un uomo è morto di morte naturale allora vuol dire che era malato. E se era malato vuol dire che in carcere non lo potevano curare adeguatamente.

E allora perché nessuno ha evidenziato a chi di dovere l'incompatibilità con il regime carceraio?