Apologist

Autore: Sybety
Data: 17/02/01/0

Nella mia vita ho imparato cosa significa essere un'anima libera. Il mio discepolo Apologist ha incarnato le mie lezioni di vita senza che gli impartissi alcuna lezione.

Trovai lui e suo fratello nel bosco, ma stranamente non ha mai pianto, neppure da infante. Il che mi fece preoccupare in principio per la sua salute, era strano infatti che un bambino di poche settimane non piangesse neppure per annunciare che la fame assaliva il suo stomaco.

Visto che gli uomini di medicina, in realtà tutti alchemici, non sapevano da cosa fosse dovuto un tale comportamento, mi recai a Moonglow dal santone al lucernario.

"Questo è tuo figlio?" mi chiese...

"No, è come se fosse mio figlio ma non sono il vero padre." risposi.

"Non devi chiederti quale sia il problema di tuo figlio, in quanto esso è di salute ottima, devi chiederti cosa diventerà. Non sei il suo padre naturale, ma il destino ha voluto che tu lo fossi appositamente per lui. Non è stato un caso che tu lo abbia trovato."

Non seppi se credere o meno a quelle parole. In principio ho creduto che le avesse dette solo per rassicurarmi e, per rendere tutto più credibile, avesse aggiunto delle frasi mistiche.

Ma il tempo mi smentì, a differenza del fratello, Apologist aveva un non so che di diverso, come se ci fosse un'aura che lo circondava, ma non magica e ne benigna ne maligna.

Spesso l'ho sentito rispondere a domande di cui non avrebbe potuto conoscere le risposte, oppure parlare di argomenti a lui sconosciuti, come se avesse avuto in se conoscenze nascoste e pronte a esplodere.

Un giorno, quando ancora era ragazzo mi disse:

"Ti prego padre, devo partire, non chiedermi dove, non chiedermi perchè. So solo che devo, che non posso più attendere, è ormai arrivato il tempo che io sappia cosa mi attende."

Anche se ero preoccupato per i pericoli a cui poteva incorrere, non potei fare altro che lasciare che partisse, non chiesi neppure cosa lo spingesse a partire e dove fosse diretto. Sarebbe stato inutile, probabilmente neppure lui sapeva realmente dove stava andando.

Quando tornò, il nome che gli avevo dato nel momento del ritrovamento non esisteva più. Al suo posto c'era un nome che identifica non una persona, ma una antica classe ormai dimenticata nel tempo e dalla storia.

Tutti lo chiamano Apologist, che sta per "L'Apologeta", colui che si scusa sempre, ma in realtà quel nome nasconde molto di più di ciò. Ancora non sono riuscito a scoprire nulla, e non credo che mai ci riuscirò.

"Non ti sforzare a cercare di capire e conoscere ciò che non puoi, io sono sempre il tuo figlio, in me non è cambiato nulla, sono sempre stato così fin dalla nascita, solo che ora sono consapevole del mio destino."

In una terra dove la guerra spesso è la padrona di tutto, capii che il suo potere non era distruttivo, era il potere della comprensione, dell'intelletto. Ma sono sicuro che ora solo una piccola parte di ciò che potrebbe fare mi sia stato rivelato dalle sue azioni e parole.

"Non mi illudo di cambiare il mondo, mi basta potere cambiare la goccia di un oceano."

Non so se lui sia capace di cambiare il mondo, ma di certo sarà capace di cambiare ben più di una goccia dell'oceano.

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