![]()
Lunedì 29 Ottobre 2001
SPETTACOLI & CULTURA
"Sul palco dell'Ariston applaudita esibizione del musicista calabrese Sergio Cammariere"
SANREMO
«Sono contento la voce di Sergio Cammariere va e viene, al telefonino
l'ho detto mille volte, sono calabrese di Crotone e ho fatto tanti chilometri
per arrivare a Sanremo... ». Sulla strada del ritorno da una serata memorabile
al Premio Tenco, il cantautore riassume in poche battute il clima della sua
esibizione sul palco dell'Ariston: «E' stata una cosa incredibile, un'ovazione
pazzesca. Enrico De Angelis, seduto in prima fila con Sergio Endrigo, mi diceva
di continuare. Così, invece dei tre pezzi previsti in scaletta, ne ho cantati
cinque». Quali? «Brani vecchi e nuovi fa a tempo a rispondere Cammariere,
prima che cada la linea e poi naturalmente un pezzo di Endrigo, come tutti
i cantautori che hanno preso parte alle tre serate del Premio Tenco quest'anno».
Ecco i fatti. Sergio Cammariere è stato chiamato a Sanremo ad aprire la seconda
serata del Premio Tenco. La platea ha accolto il cantautore crotonese con interesse
e calore. Applausi convinti per pezzi che gli intenditori conoscono bene, come
"Dalla pace del mare lontano", ma anche per novità come "Sorella
mia". Cammariere ha proposto una rilettura de "L'arca di Noè"
di Endrigo (uno dei primi brani ecologisti, presentato dal cantautore triestino
32 anni fa al Festival di Sanremo). Le richieste della platea sono diventate
più forti. E così l'autore crotonese si è seduto nuovamente al pianoforte per
cantare "Tempo perduto" e "Cantautore piccolino". La serata
si è chiusa con Cammariere al pianoforte con Sergio Bardotti, mentre Gino Paoli,
Bruno Lauzi, Enzo Iannacci cantavano in coro con Sergio Endrigo un suo brano
del '94, che si chiama "Fare festa" ed ha una strofa che fra l'altro
dice: «Il venerdi fa festa il musulmano, il sabato l'ebreo, il cattolico la
domenica: il barbiere fa festa lunedi... ». Sceso dal palco dell'Ariston Sergio
Cammariere ha avuto la sorpresa di non trovare più una sola copia dei cento
Cd (è il suo primo album, distribuito dalla Emi) portati con sè a Sanremo. Tutti
venduti, spariti. E il bello doveva ancora venire. «A serata conclusa c'è
di nuovo la linea al telefonino del cantautore siamo scesi tutti al Roof Garden
dell'Ariston, con Paoli, Irene Grandi, abbiamo dato vita ad una "jam session"
indimenticabile». «Quest'anno a Sanremo la butta sullo scherzo c'eravamo
un sacco di Sergio: c'era Sergio Staino, Sergio Bardotti, Sergio Endrigo soprattutto.
A un certo punto ho notato nel pubblico anche Sergio Cofferati». Cammariere
ha già visto riconosciuto il suo talento a Sanremo con il Premio Tenco nel '97.
Ma il successo, gli applausi, il calore di questi giorni sono importantissimi
per il cantautore quarantenne, andato via da Crotone quando di anni ne aveva
diciotto. Iscritto all'università di Firenze, ha lavorato da barista, da cameriere,
ha suonato in orchestre squinternate, in trasmissioni televisive, nei varietà.
Insomma, gavetta vera, dura e pura. Aveva ragione Pupella Maggio, che di Cammariere
era un'estimatrice: vedrai, lo incoraggiava, i veri artisti vengono fuori sempre,
prima o poi. Pianista finissimo, a metà strada fra il la musica classica e il
jazz, Sergio Cammariere l'altra sera a Sanremo ha avuto i complimenti di Meri
Lao: «Lo sai? Così suonava Bartok», gli ha confidato. Che dire della musica
di Sergio Cammariere? Se volete farlo arrabbiare, ditegli che è un cantautore
colto. Rifiuta questa etichetta, spiega che non vuol dire nulla. Con Roberto
Kunstler, autore di quasi tutti i suoi testi, Cammariere racconta il suo mondo,
che è quello ancora una volta di un esule, di un calabrese in cammino. E'
la storia di tanti: da una città all'altra, da una esperienza all'altra, con
il proprio mondo, la terra e il mare, sempre nell'anima. Applausi a Sanremo
per Sergio Cammariere. Intanto, sul palcoscenico dell'Ariston faceva sentire
la sua musica per la prima volta un gruppo calabrese nuovissimo dal nome "Il
Parto delle Nuvole Pesanti". Buona fortuna.
Virgilio Squillace
____________________________________________________________________________________
![]()
Domenica 28 Ottobre 2001
SPETTACOLI & CULTURA
Jannacci ricorda Carlo Giuliani
SANREMO
Enzo Jannacci ha dedicato a Carlo Giuliani, il giovane ucciso durante gli
scontri del G8, una strofa della sua canzone «Lettere da lontano» durante la
seconda serata del Festival Tenco. Nel teatro Ariston si sono esibiti anche
Laurie Anderson, Roberto Vecchioni e Christiano De Andrè, tornato a cantare
brani del proprio repertorio per la prima volta dopo la morte del padre Fabrizio.
«Lettera a Carlo Giuliani e a tutte le vittime innocenti, non sarà servito a
niente ma almeno saprà che non siamo lontani» è la strofa improvvisata da Jannacci,
che ha così sostituito quella dedicata in origine a Silvia Baraldini. «Lettere
da lontano» fa parte dell'ultimo disco dell'artista milanese, che già l'11 ottobre
scorso nella presentazione a Milano dell'album aveva citato Carlo Giuliani.
Applauditissimo dal pubblico, Enzo Jannacci, in gioventù pianista di Endrigo,
ha eseguito «Io che amo solo te» alternando brani più pensosi a pezzi leggeri
e quasi comici come «Cesare». Ad aprire la serata è stato Sergio Cammariere,
esordiente quarantenne di Crotone ma già autore di culto nel mondo della canzone
d' autore italiana e del jazz, pur non avendo mai inciso dischi a suo nome.
Subito dopo è stata la volta di Christiano De Andrè, che accompagnandosi alla
chitarra ha anche eseguito «Adesso sì» di Sergio Endrigo, a cui è dedicata questa
edizione del Festival.
____________________________________________________________________________________
![]()
Martedì 28 Agosto 2001
Cammariere, canzoni firmate
Un
Sergio Cammariere in gran forma ha chiuso la quinta edizione del Kroton Festival
Jazz nell'ambito de "La città delle Muse". Il cantautore ha offerto
al grande pubblico che affollava l'altra sera l'anfiteatro della villa comunale
una bella, generosa esibizione, con una interpretazione in chiave jazz delle
sue canzoni.
Cammariere, al pianoforte, ha cantato ben quattordici canzoni tratte dal suo
recente cd in cui ha raccolto la sua produzione musicale. L'artista crotonese
è stato accompagnato da Amedeo Ariano (batteria), Luca Bulgarelli (contrabbasso)
e Fabrizio Bosso (tromba). Il quartetto ha dato vita ad un raffinato spettacolo,
in cui si sono fuse perfettamente le atmosfere di vari generi musicali. Le belle
canzoni di Cammariere, piene di ritmi che riecheggiano lo swing del jazz e del
blues, ma anche le tonalità dei cantautori italiani e l'amore per la terra natia,
hanno incantato il pubblico della villa, che ha più volte sottolineato il suo
apprezzamento con frequenti, lunghissimi applausi.
L'omaggio dichiarato alla canzone d'autore italiana è stato uno degli elementi
portanti della serata soprattutto con le ironiche canzoni "Cantautore piccolino"
e "Vita d'artista".
Il pianista-cantante crotonese, assieme gli altri tre musicisti, ha con le sue
canzoni dato vita ad uno spettacolo di grande intensità e poesia in cui si sono
fusi i suoni del jazz con l'atmosfera della migliore canzone italiana d'autore.
(g
g.)
____________________________________________________________________________________
![]()
Giovedì 19 Agosto 1999
Cammariere,
parole e musica di un autore vero
Sergio
Cammariere e il suo pianoforte. Tre concerti realizzati con il patrocinio dell'amministrazione
provinciale si svolgeranno giovedì alle 22 al "Cabriolet", venerdì
alla stessa ora all'anfiteatro di Praialonga e sabato sera a Capo Piccolo. Appuntamenti
da non perdere per gli amanti della musica, quella buona davvero, che raramente
si ascolta da queste parti. Sergio Cammariere sarà accompagnato da Alessandro
Svampa alla batteria e da Luca Bulgarelli al controbasso. Nel corso delle serate
saranno proposti alcuni brani del nuovo album dell'artista crotonese: "Sorella
mia", "Via da questo mare", "Vita d'artista". Crotonese
di nascita, Cammariere ne ha fatta di strada. Partito, come tanti, con la sua
valigia carica di sogni è riuscito a ritagliarsi un posto nel panorama musicale
italiano. E che posto! Vita d'artista vita da cani recita una sua nuova canzone.
Ma Sergio Cammariere è l'esempio che l'ostinazione e i sacrifici pagano, se
si è bravi davvero. Il pieno riconoscimento l'ottiene nel 1997, anno in cui
partecipa al Premio Tenco e stravince come migliore esecutore e interprete.
Da allora il suo nome ha cominciato a campeggiare sulle pagine degli spettacoli
dei maggiori quotidiani presentato come artista di talento. Le manifestazioni
che lo hanno visto impegnato negli ultimi mesi danno un'idea del livello toccato
da Cammariere: Festival di Città della Pieve, Asti musica '99, Jazz & Image
di Villa Celimontana a Roma lo scorso giugno, costituiscono le ultime tappe.
«Sul palco c'è un gigante scrivono di lui uno di quei "grandi"
che ti chiedi da dove siano usciti». E' un mondo, quello musicale italiano,
dove a farla da padrone è il dio-denaro, che tutto sottomette compreso originalità
e talento Sergio Cammariere è riuscito invece a mantenere la sua integrità artistica
fondata sulla musica classica, del jazz e delle sonorità sudamericane. La musica
di Cammariere interiorizza un altrove, forse mai visto, solo percepito, che
ha eco nella memoria e visibilità nelle note cariche di malinconia. Il ragazzo
nato e cresciuto respirando la nostra stessa aria, il "nome" se lo
è proprio conquistato. Eppure ogni volta che può torna a esibirsi qui (ben tre
volte nell'ultimo anno), proprio come quando non era ancora conosciuto e il
suo pianoforte suonava su una terrazza del lungomare.
P.P.
____________________________________________________________________________________
![]()
Domenica 20 dicembre 1998
Spettacoli
"Cammariere incanta l'Apollo"
Un pianoforte di notte. Allo stesso modo le note e le parole di Sergio Cammariere
hanno colto di sorpresa il folto pubblico crotonese accorso venerdì sera al
Teatro Apollo. Tutti in religioso silenzio dinanzi alla bravura indiscussa di
Cammariere tornato a casa per suonare nel teatro dove negli anni '70 è incominciata
la sua vita di artista. «Avevo undici anni racconta Cammariere quando fui
scelto dal maestro Campagna insieme ad altri 40 bambini per formare un coro.
Per provare ci ritrovavamo all'Apollo». Da autodidatta ha incominciato a muovere
i primi passi. «La cosa più importante per me da adolescente dice l'artista
crotonese era ascoltare la musica». Poi un giorno, a quasi 19 anni, è arrivato
il momento di partire. «A Firenze spiega Cammariere suonavo in una pizzeria
per quindici mila lire a sera». Nell'84 finalmente la svolta. «Da allora afferma
Cammariere ho iniziato a lavorare per il cinema e a scrivere canzoni». Poi
gli esordi ed il successo quando Pino Quartullo sceglie le sue musiche per la
colonna sonora di "Quando eravamo repressi". Sergio Cammariere partecipa
al ventiduesimo Premio Tenco ed artisti del calibro di Bruno Lauzi e Lucio Dalla
lo contattano per suonare e nasce il caso"Cammariere". Venerdì sera
il pianista crotonese ha regalato un' intensa emozione alla sua città d'origine.
«Suonare qui è qualcosa di emblematico osserva Cammariere è un ascolto pitagorico,
qui quando ti ascoltano lo fanno veramente». E lui non delude il suo pubblico.
Musicista dai mille volti, capace di strappare un sorriso o di emozionare nel
profondo come quando interpreta "Un giorno dopo l'altro" di Luigi
Tenco. Adesso lo aspettano nuove prove. «Presto uscirà il nuovo film di Mauro
Cappelloni "Welcome to Bahamas" con Gianmarco Tognazzi di cui ho curato
la colonna sonora anticipa Sergio Cammariere e ad aprile uscirà il mio nuovo
disco che mi porterà l'estate prossima in tournèe per tutta l'Italia».
P.P