Venerdì 15 Febbraio 2002

"Il mare lontano di Cammariere"

In concerto stasera alla Palma, il pianista e cantante presenta l'ultimo disco



In una luce soffusa, in rimandi di pagine che s'apprestano a spingere la terra verso un continuo ritorno fatto di frasi e di un suono lungo di pianoforte giunge il verso cantato di Sergio Cammariere, pianista raffinato dal tratto jazzistico e dalla ricercata musicalità. Panorama senza molti orizzonti quello della musica italiana, brilla ora di un percorso nuovo, di una musicalità che appartiene ad un passato-presente fatto di delicate interpretazione, di un cantautorato che appartiene ad una tradizione, ad una storia, ad un continuo brillare di pagine, parole, note, musica.
Stasera, a Roma, al club La Palma, Cammariere presenterà in concerto Dalla pace del mare lontano, il nuovo album che affonda le radici in una scuola che si ritrova agli anni degli inizi, a quel cantare in parole una nutrita speranza d'amore, un verso che era gridato alla luna, ad un mare lontano nel cuore, nel vento.
Cammariere è dolcissimo nel recuperare quella sottile chiosa d'amore che appartiene alla disperazione reale di Luigi Tenco, in un uso di frasi sussurrate, narrate dal suo pianoforte, da quella irreale presenza che sa di non ritornare Tempo perduto, note che scorrono sul velluto di un testo che si ricorda di vivere e di essere in quanto unico e delicato.
L'intero disco si muove sul riordino e recupero del vissuto, di amori sospesi, di cuori lacerati, di una poetica che s'inerpica nelle stelle oscurate, in un senso di apparente pace, di lontane atmosfere rarefatte e considerate uniche.
Saudade di ballate antiche, di occhi chiusi a lasciarsi sprofondare in un sogno che appartiene alla delicatezza delle onde che prendono l'anima e la trasportano.
Cammariere riesce a scoprire la dolcezza di un gesto antico che appartiene all'amore, al sentimento più coltivato nella solitudine del pianoforte distante e carico di delicatezze.
Sorella mia, Via da questo mare, Cambiamenti del mondo e soprattutto Dalla pace del mare lontano giocano il ruolo di presenza incondizionata in una poetica sentita, mangiata dal vento e dalle speranze disilluse e rimpiante.
L'altra voce del ritmo, del gioco sonoro Cammariere la scopre in canzoni come Canto del vento, Paese di Goal (interessantissimo testo giocato su citazioni ed omaggi) e l'irresistibile Cantautore piccolino, una perfetta canzone del giro di note e di parole (con l'ammicamento simpaticissimo a Gino Paoli).
Dolcissime luci soffuse sono anche Ricordarmi di te (è impossibile non sentire il sapore del cuore nelle mani del tempo) e Le porte del sogno e la cover di La mer , il capolavoro di Charles Trenet , interpretato con grande romanticismo da Cammariere che si è avvalso del testo di Pasquale Panella.

Marco Ranaldi
    


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