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Domenica
27 Gennaio 2002
“Cammariere
«serve» musica di classe”
E’
indicato da molti come una delle nuove promesse della musica italiana d’autore.
Sergio Cammariere, nato a Crotone quaranta anni fa,è un cantautore di stile,
oltre che abile pianista, che nel suo originale modo di fare musica si ispira
al jazz ma anche alla musica classica e alle sonorità sudamericane. Dopo aver
composto diverse canzoni alla fine degli anni ‘80, già nel ‘97 era stato notato
dagli addetti ai lavori che in occasione del premio Tenco di quell’anno gli
conferirono il premio IMAIE come migliore esecutore e interprete della rassegna.
In questi giorni è uscito il suo primo album per la EMI dal titolo «Dalla pace
del mare lontano», un disco frutto di anni di collaborazione con il poeta e
cantautore Roberto Kunstler che firma tutti i testi delle sue canzoni. Si tratta
di un album registrato in presa diretta con la collaborazione di giovani musicisti
del mondo del jazz e di un blues man d’eccezione alle chitarre come Alex Britti.
Un po’ Paolo Conte un po’ Vinicio Capossela, Cammariere è cantautore che in
questo disco riesce ancora ad esprimersi e a stupire accompagnato solo da piano
e violino, come nella struggente «Apri la porta», per poi passare di colpo alle
allegre sonorità latino americane in brani come «Canto nel vento».
«Tengo molto a questo disco che rappresenta un po’ il mio vero esordio - ci
ha detto - nel ‘93 avevo già fatto un disco a metà con Roberto Kunstler, poi
ho avuto modo di scrivere alcune colonne sonore per diversi film italiani come
“Uomini senza donne”, “Quando eravamo repressi”, o “Teste rasate” ma “Dalla
pace del mare lontano” rappresenta il mio vero e proprio album da cantautore»
Un
Album che vive di momenti musicali diversi, quindi.
«Sì,
ma devo dire che anche la seconda parte del disco, quella più swing, più leggera
se vogliamo, sta avendo un ottimo riscontro. Comunque ammetto che è un album
che è nato intorno a quattro canzoni: “Tempo perduto”, “Sorella mia”, “Dalla
pace del mare lontano” e “Per ricordarmi di te” che non a caso sono i brani
che sento di più».
Com’è
nata la collaborazione con Britti?
«Siamo
amici da anni, lui oltre ad essere un grande bluesman è anche una persona molto
generosa, nonostante tutti gli impegni che una star come lui può avere ogni
giorno, è venuto in studio a registrare le chitarre per il disco e questa è
una cosa che ho apprezzato molto».
Jazz,
musica classica, musica latinoamericana: come nascono le tue passioni per questi
generi così diversi?
«La
musica classica in verità l’amavo sin da quando ero ragazzo, ascoltavo soprattutto
la classica da camera, poi crescendo ho scoperto il rock e a vent’anni il jazz.
La passione per la musica sudamericana invece è esplosa quando a metà
degli anni ‘80 suonai per un certo periodo a Rio in Brasile, adoravo ed adoro
ancora oggi quei ritmi, anche loro del resto amano cantare il mare».
Questa
sera alle 21 Sergio Cammariere presenterà il suo ultimo album a Roma con un’esibizione
che terrà presso il locale “La Palma” in via Mirri.
Fabrizio Finamore
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Martedì 18 Gennaio 2000
Parata
di talenti all¹ Alexanderplatz. Domani si esibisce il musicista premiato dal
«Tenco»
"Cammariere,
il jazz che si ispira a Debussy"
In
ordine di uscita, Sergio Cammariere; Abraham Burton con Eric Mc Pherson; Gary
Smulyan con il suo quartetto, e la Swing Machine; senza dimenticare i live act
di Marcello Rosa (quest¹oggi); Lino Patruno (il 23) ed Enrico Pierannunzi in
trio europeo con Hein Van De Geyn - Hans Van Osterraut (dal 26 al 29 gennaio).
Trentasette anni, crotonese di nascita, ma romano di adozione, Sergio Cammariere
(on stage domani e dopodomani) è musicista dalle peculiarità assai singolari.
Ispirato da Beethoven e Debussy, così come dalle calde armonie sudamericane
di Antonio Carlos Jobim; dalle accellerazioni nella ricerca sonora di De Moraes,
e dai suoni caldi ed avvolgenti del jazz di Bill Evans e Keith Jarrett, fa sfociare
la sua ispirazione variegata in composizioni particolarmente raffinate. Nel
1997 se ne accorge la giuria del Premio Tenco che gli assegna la targa come
migliore esecutore ed interprete della rassegna. All'AlexanderPlatz, il suo
irrituale impasto sonoro sarà sostenuto da Amedeo Ariano alla batteria; Luca
Bulgarelli al contrabbasso; Olen Cesari al violino; Simone Haggiag alle percussioni.
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