Dolcetta si accorse che non c'era più lo gnomo e disperata continuò ugualmente a preparare tutti i giorni i dolci. Gli abitanti del paese continuavano a comprarli, ma quando li assaggiavano ne rimanevano disgustati e se li buttavano addosso. Tutto il paese in poco tempo era diventato sporco e le persone erano sempre più arrabbiate.
Anche Teo e Neo erano diventati cattivi, infatti, un giorno con un ago bucarono le ruote della bicicletta di Meo che era parcheggiata nel cortile di scuola. Meo all'uscita da scuola vide la bici con le ruote sgonfie, si arrabbiò tantissimo e la portò a casa trascinandola con fatica, perché la strada che doveva percorrere per arrivare a casa era in salita. La mamma lo vide arrivare con la bici in quelle condizioni e sapendo che era monello lo sgridò mettendolo in punizione. Lui non riuscì a spiegare come erano andati i fatti e corse triste in camera sua. Si sdraiò sul letto e dalla rabbia si mise a piangere.
Lo gnomo come per magia uscì dal cassetto e si mise a parlare e gli disse di portarlo da Dolcetta, perché solo così le persone del paese sarebbero diventate buone e anche i suoi compagni non gli avrebbero fatto più i dispetti.
Meo si convinse e lo portò da Dolcetta raccontandole la verità.