- Costruire
geometricamente:
- dallOrigami alle
costruzioni con riga e compasso
-
- Intervento di Valerio Scorsipa
- Coordinatore del corso
- 14 novembre 2001
Premessa
- Il 6 novembre 01 presso il Liceo Alessi, molti insegnanti, in rappresentanza delle loro scuole, sono intervenuti allincontro per la promozione e la definizione di due corsi sulla continuità nei cicli.
- I partecipanti hanno messo a fuoco differenti forme di continuità che si esprimono attraverso:
- attività di comune progettazione, più
agevoli negli istituti onnicomprensivi, tra insegnanti di cicli
diversi con scambi di alunni e di docenti;
- momenti di accoglienza, durante i quali insegnanti di
un ciclo riferiscono i metodi di lavoro, i risultati ottenuti e le
varie situazioni umane a quelli del successivo;
- servizi offerti da una scuola, quali luso di
attrezzature informatiche o la realizzazione di corsi per
limpiego didattico delle nuove tecnologie, che sono validi
momenti di confronto fra insegnanti di scuole di diverso
grado.
- È emersa limportanza di una valutazione comune su
come si affinano importanti nodi concettuali e competenze nelle
varie tappe delletà evolutiva. La ragione principale
che ci spinge ad un confronto consiste forse
nellinsoddisfazione: il più delle volte, i risultati
del nostro insegnamento ci appaiono o sono un po deludenti,
inferiori, in ogni caso, alle attese.
- È un meccanismo perverso: si finisce per credere che
non sia possibile migliorare lefficacia della nostra azione
didattica.
Contenuto o metodo?
- Il titolo del Corso di aggiornamento Costruire
geometricamente: dallOrigami alle costruzioni con
riga e compasso spinge a riflettere su una prima importante
questione: nella trattazione saremo inclini a discutere di
contenuti o piuttosto di metodi e, di conseguenza, di sistemi di
abilità e competenze?
- Penso che si possa rispondere, in modo abbastanza salomonico,
sia luna che laltra cosa. Lo scopo principale di corso
è mettere in evidenza che il "costruire" induce buone
conoscenze e vere competenze. In ogni età delluomo,
in particolare nellinfanzia, nella fanciullezza e
nelladolescenza, ma anche nella storia che descrive
levoluzione del pensiero scientifico possiamo trovare
abbondanti giustificazioni relative alla precedente
affermazione.
- Il taglio da dare al corso, a mio avviso, deve essere in
sintonia con il titolo, cioè esplorare le
potenzialità di linee didattiche che privilegiano il
momento della costruzione e della scoperta, magari
guidata, per raggiungere soddisfacenti livelli di astrazione con
la contemporanea crescita di adeguate competenze
operazionali.
- Nel 1978 D. P. Ausebel dimostrava come
fossero influenti le immagini del sapere nella mente di giovani
studenti e rivolgendosi agli insegnanti così scriveva: "Se
dovessi condensare in un unico principio lintera psicologia
delleducazione, direi che il singolo fattore più
importante che influenza lapprendimento sono le
preconoscenze che lo studente già possiede. Accertatele e
comportatevi in conformità nel vostro
insegnamento".
- Le esperienze da far compiere allalunno e le strategie
didattiche adottate nelle varie fasi della sua formazione sono,
perciò, da analizzare con cura e in una prospettiva
unitaria da parte di tutti gli insegnanti, che avranno a che fare
con la sua educazione.
-
La
verticalizzazione dei curricoli
- Linsegnamento della geometria fra scuola media e scuole
superiori è stato affrontato da molti studiosi; per gli
spunti che può dare al nostro lavoro mi sembra molto
importante riportare in merito il paragrafo La necessità
di un modulo di geometria elementare tratto dallarticolo
L'analisi a-priori come strumento per la strutturazione di un
percorso di insegnamento/apprendimento per moduli di A.
Ajello.
- "I recenti lavori di raccordo tra la
scuola media e le superiori all'interno di gruppi che si sono
occupati della continuità e dell'orientamento, hanno messo
in luce che spesso la tendenza dell'insegnante di matematica al
primo anno superiore è quella di sottovalutare o
addirittura non considerare affatto lo studio della geometria
degli anni di scuola media ed elementare per cercare di impostare
un discorso che inizia con il metodo assiomatico/deduttivo della
geometria euclidea e finisce per rendere odioso lo studio di tutta
la geometria degli anni a venire.
- La scelta di un modulo di geometria elementare è basata
sui seguenti criteri (emersi dall'analisi delle difficoltà
dei ragazzi e dall'immagine che si fanno della disciplina con
unimpostazione tradizionale):
- recuperare le conoscenze e le abilità acquisite nel
corso di studi precedenti è un punto fondamentale
nell'ottica della continuità e della verticalizzazione dei
curricoli;
- l'uso dei teoremi già noti (teoremi di Pitagora, di
Euclide, similitudine o altro) nella risoluzione di problemi non
deve essere sospeso in attesa che i suddetti teoremi siano
ufficialmente dimostrati;
- stimolare attraverso il disegno le rappresentazioni di
immagini, relazioni, figure e quanto altro nella risoluzione di
problemi permette una consapevolezza maggiore del ruolo di primo
piano della geometria elementare;
- dare un posto rilevante al disegno delle figure, alla
costruzione delle stesse e alle verifiche delle proprietà
geometriche serve ad agevolare il processo di consolidamento dei
percorsi legati alle immagini mentali che porteranno alle
congetture e da qui alle dimostrazioni;
- posticipare le dimostrazioni al momento in cui in qualche modo
se ne faccia intravedere la necessità è più
utile che imporlo precocemente;
- seguire un percorso che tenga conto della storia delle idee
dell'uomo presenta molti vantaggi."
Linterattività
con e senza PC
- Perché gli studenti sono tanto attratti dalle
attività multimediali sviluppate con il computer? Eppure
sul mercato ci sono strumenti multimediali molto più
efficaci e meno costosi quali stereo e videoregistratori.
L'attrattiva principale dei PC e soprattutto dei loro programmi
sta proprio nella capacità e nel grado dinterazione
che sanno instaurare con l'operatore. Tutto questo sta
riproponendo un modello di apprendimento per l'impiego del
computer che nella didattica scolastica sembrava messo da parte,
quello "per tentativi ed errori".
- I giovani in particolare allinizio non sono condizionati
dal "metodo" - Prima so e poi faccio - così spesso ci
surclassano davanti ad una tastiera e a un mouse proprio
perché risolvono i loro problemi immergendosi in un
concreto sistema di conferme e di confutazioni, in una situazione
di apprendimento associativo nella quale la macchina può
fornire retroazioni costanti ed immediate ad ogni azione
dell'utente. Così è quando si comincia ad utilizzare
il PC, poi ci dovrebbe essere dell'altro, almeno si spera.
- Saper analizzare quello che noi insegnanti stiamo facendo e
quello che i ragazzi stanno facendo quando, messi davanti ad un
PC, creano un ipertesto, compilano un database, svolgono una
ricerca diventa allora fondamentale. Dopo che gli alunni hanno
imparato a fare, linsegnante dovrebbe invitarli a valutare
"cosa stiamo facendo" e "perché lo facciamo".
- Le precedenti considerazioni valgono anche in assenza del PC,
perché a pensarci bene la questione che interessa è
trovare uno stile di studio e di lavoro interattivo, per prove ed
errori. Riga e compasso diventano, per esempio, strumenti che
mettono lalunno in condizione di interagire: le domande "che
cosa stiamo facendo" e "perché lo facciamo" hanno senso
proprio attraverso il fare.
- Le costruzioni geometriche, dalle più semplici alle
più complesse, sono un mezzo formidabile non
razionalità solo per scoprire proprietà, ma anche
perché sono espressione di un metodo di lavoro, di
uninterazione fra razionalità e immaginazione, fra
concreto e astratto.
- Edgar Morin afferma che "allinterno o al di sopra delle
teorie si trovano alcuni principi fondamentali, inconsci o
invisibili, che controllano e regolano spesso in maniera occulta
la conoscenza scientifica organizzandola in una certa maniera.
Tali principi non sono logici, o meglio non sono puramente e
semplicemente i principi della logica".
- Credo che qualcosa di simile e certamente ineffabile accada
anche nella didattica sia sul versante dellinsegnamento che
su quello dellapprendimento.
Cabri e Java
- Le tecnologie, di per sé, non sono mai state
fondamentali all'apprendimento dei concetti nella formazione
scolastica. Esse, e in particolare il software didattico,
contribuiscono invece a far crescere una sorta di
"intimità" tra alunno e disciplina grazie alla
ripetitività, alle potenzialità di effettuare
esplorazioni, alle valutazioni alternative che forniscono allo
studente, alla facilità d'uso e alla riduzione di
sovrastrutture organizzative.
- È utile soffermarsi su un software che è stato
salutato favorevolmente nella scuola italiana, dove si contano dei
veri e propri cultori.
- Fin dal 1988 Jean-Marie Laborde, Yves Baulac e Franck
Bellemain hanno presentato la prima versione di
Cabri-géomètre sviluppata per la piattaforma
Macintosh; successivi miglioramenti hanno condotto a Cabri 1.7 per
MS-DOS. Questo programma è stato tradotto in decine di
lingue tra cui litaliano e ha suscitato un grande interesse
nel nostro paese, sia nella scuola media inferiore che in quella
superiore. Ora esiste in italiano un nuovo software,
sostanzialmente identico per le due piattaforme Mac e MS-DOS,
chiamato Cabri II.
- Nel passaggio a Cabri II gli autori hanno completamente
ripensato il programma che, pur mantenendo la caratteristica
essenziale di micromondo modulare per lo studio della geometria,
presenta però opzioni nuove, alcune delle quali sono una
naturale evoluzione delle versioni precedenti (aderendo alla
tendenza dei prodotti informatici di una continua evoluzione),
mentre altre sono radicalmente innovative.
- Linsegnante, attraverso luso di Cabri, può
guidare lalunno con gradualità nell'esplorazione del
mondo della geometria, coinvolgerlo continuamente e sollecitarlo a
rispondere a domande, a completare proposizioni o a effettuare
considerazioni sul lavoro svolto.
- In particolare luso di Cabri consente di perseguire i
seguenti obiettivi cognitivi:
- agevolare il disegno e verificare alcune semplici conoscenze
in geometria;
- visualizzare le proprietà delle figure geometriche in
maniera didattica ed interattiva;
- lavorare in ambienti diversi da quelli quotidiani;
- abituarsi allo scambio di opinioni e fare ipotesi;
- verificare mediante sperimentazione quanto ipotizzato;
- imparare a descrivere e relazionare situazioni
matematiche;
- riconoscere proprietà varianti e invarianti.
Esempi
di Cabri
- Java è un linguaggio di programmazione "orientato agli
oggetti" che ha molti pregi, permette, in particolare, di lavorare
molto bene con le interfacce grafiche della Rete. Rende visibile
su Internet, ad esempio, una geometria interattiva e con
animazioni: di un luogo geometrico, di una curva o di una figura
si possono evidenziare gli invarianti, integrando così le
forme statico-verbali con quelle dinamico-visive.
- Oggi si parla di CabriJava una fusione fra Cabri e
Java, dovuta alla necessità di portare il mondo di Cabri
sui browser della Rete.
Smontare
e rimontare
- La letteratura in merito alle costruzioni geometriche è
generosa e gli apporti, sia nel tempo che nello spazio, ci vengono
da vicino e da lontano. Nelle attività didattiche con riga,
squadra e compasso, sono dati certi oggetti geometrici ed a
partire da questi se ne vogliono costruire altri, rispettando la
geometria del piano. Si tratta quindi di unattività
razionale, che necessita di creatività, ma anche di rigore
per il rispetto delle "regole del gioco". Si tratta di raggiungere
un obiettivo, dove esistono spesso più strade per la
soluzione, senza che il procedimento sia meccanico. Spesso alcuni
aspetti teorici sono messi in luce in modo brillante. Senza la
pretesa di sostituire costruzioni più astratte,
ragionamenti deduttivi o problemi più analitici, questo
tipo di costruzioni geometriche conserva senz'altro una forte
valenza didattica nella scuola contemporanea.
- In quel che segue, naturalmente si danno per acquisite da
parte degli alunni alcune semplici costruzioni e nozioni
geometriche di base, quali:
- saper riportare un segmento congruente ad un segmento dato su
una semiretta assegnata;
- saper riportare un angolo congruente ad uno dato in
unaltra posizione del piano avendo scelto come vertice e
come uno dei suoi lati rispettivamente lorigine di un
semiretta e la semiretta stessa;
- saper effettuare graficamente la somma e la differenza di due
segmenti e di due angoli;
- saper costruire lasse di un segmento e la bisettrice di
un angolo;
- saper costruire la perpendicolare e la parallela per un punto
ad una retta;
- conoscere la disuguaglianza triangolare;
- riconoscere la proprietà metrica comune a tutti punti
di una circonferenza e dei punti di una retta parallela ad
unaltra;
- conoscere le proprietà affini del parallelogramma;
- saper dividere un segmento in parti uguali servendosi della
costruzione del piccolo teorema di Talete.
costruzioni
geometriche elementari
- La corretta concezione, anche intuitiva, dei termini del
lessico geometrico non deve essere data per scontata negli alunni.
È bene accertare preventivamente il significato attribuito
dagli allievi a un termine o a unespressione; i significati
che si possono scoprire saranno uno stimolo per lazione e
per la ricerca didattica. Linsegnante sarà chiamato a
compiere unoperazione di mediazione che la psicologia
cognitiva chiama conciliazione. In altri termini, molto
spesso la mente dei nostri alunni elabora in forza dei propri
vissuti, anche emotivi, significati che contrastano con la
corretta concezione di concetti chiave della disciplina. Questo
contrasto impedisce ai concetti nella nuova impostazione di
ancorarsi alla rete delle conoscenze passate. In proposito il
seguente brano di George Polya è davvero pertinente e
illuminante.
- "Uno dei compiti più importanti
dellinsegnante&emdash; sostiene - è quello di aiutare
i suoi allievi. Non si tratta di un compito semplice: esso
richiede tempo, fatica, entusiasmo e una profonda
preparazione.
- Lo studente dovrebbe acquisire la massima esperienza lavorando
da solo. Ma, se lasciato senza alcun aiuto o con un aiuto
insufficiente dinanzi al suo problema, è probabile che egli
non compia alcun progresso. Daltra parte, se
linsegnante è troppo prodigo di aiuto,
allalunno non resta più nulla da fare; quindi
linsegnante dovrebbe intervenire, non troppo né
troppo poco, in modo che lo studente possa sostenere una parte
ragionevole di lavoro.
- Se lallievo non è in grado di fare molto,
linsegnante dovrebbe lasciagli almeno lillusione di
saper lavorare da solo; a tal fine egli dovrebbe aiutare il
ragazzo con discrezione, in maniera opportuna.
- Comunque la cosa migliore è porgere aiuto allo studente
con naturalezza. Linsegnante dovrebbe perciò
immedesimarsi nellallievo, comprendere il suo livello di
conoscenza, tentare di capire ciò che si agita nella sua
mente e, di conseguenza, rivolgergli quella domanda o indicare
proprio quel passaggio che lo stesso studente avrebbe potuto
formulare."
- Concentriamo lattenzione su alcuni esempi tratti dalla
mia esperienza didattica.
- Costruire un triangolo ABC conoscendo il lato AB, la
mediana CM relativa e un angolo adiacente ad esso, per esempio
quello relativo al vertice A.
- Se il triangolo ABC è rispettivamente ottusangolo o
acutangolo e rettangolo si hanno rispettivamente due soluzioni (la
seconda è individuata dal punto D) o una soltanto. In
particolare, se il triangolo è rettangolo con ipotenusa AB,
è noto che la mediana è pari alla metà
dellipotenusa e che il triangolo è inscritto in una
semicirconferenza. Possiamo apprezzare le variazioni di questi
casi in modo dinamico attraverso un Applet1.
- La costruzione è ottenuta attraverso un lavoro di
gruppo in classe. Gli alunni partono da due segmenti e
dallampiezza di un angolo. Il segreto consiste
nellosservare qualche proprietà in un triangolo
disegnato con la mediana relativa alla base. Le osservazioni vanno
effettuate su parecchi disegni che rappresentano varie specie di
triangoli.
- Costruire un triangolo rettangolo ABC conoscendo
lipotenusa BC, e la somma dei cateti.
- Il problema si può presentare ad una classe in una
forma accattivante, per esempio, immaginando che un fabbro debba
piegare unasta di ferro in modo da ottenere un triangolo
rettangolo avente una data ipotenusa.
- La prima domanda da rivolgere agli alunni può essere
"Pensate che la costruzione del triangolo sia possibile con
qualsiasi scelta dellipotenusa?".
- Dal dibattito appassionato che, in genere, ne nasce tornano a
galla alcune nozioni, come la disuguaglianza triangolare, grazie
alla quale si può affermare che lipotenusa deve
essere minore della somma dei cateti. Non è solo questa la
limitazione, ma per il momento possiamo accontentarci. Più
avanti, lalunno stesso si renderà conto che la
costruzione non è possibile con determinati rapporti fra la
lunghezza dellipotenusa e del segmento somma dei
cateti.
- I ragazzi sono messi in condizione di trovare qualche via
risolutiva solo se imparano a smontare un triangolo rettangolo
piegandone i lati, così che tornino a essere la barra di
ferro iniziale. Pensare la somma di due o più segmenti in
termini di un segmento è un modello mentale indispensabile,
per prendere il via.
- La simulazione grafica sulla carta, attraverso molti schizzi,
assume con lipotesi del fabbro la suggestione e
limpatto di un triangolo rettangolo reale fatto di ferro.
Sotto la guida dellinsegnante non sarà difficile
individuare linvariante del problema, che, senza conoscere
le misure dei cateti, sarà il punto focale per la
costruzione del triangolo richiesto.
- Linterazione con Applet2 consente di vedere e di capire i casi particolari e le condizioni per le quali la costruzione si realizza, come il minimo e massimo dellipotenusa rispetto alla somma dei cateti.
- Da qui il passo per avanzare nella ricerca è breve:
linsegnante e, perché no, qualche alunno più
sveglio potrebbe legittimamente domandarsi se è possibile
affrontare e risolvere il seguente problema simile al
precedente.
- Costruire un triangolo rettangolo ABC conoscendo
lipotenusa BC, e la differenza dei cateti.
- Lesperienza condotta con la precedente costruzione
può essere solo in parte ripresa. Al solito,
simmagini che il triangolo ABC sia stato già
realizzato. Soltanto la rappresentazione della differenza sulla
figura induce, come vedremo, alla scoperta di una soluzione
grafica vincente, perciò dovremo domandare più volte
agli alunni: che cosa è la differenza di due
segmenti?
- La domanda non è per niente peregrina. Gli alunni
devono essere guidati e portati ad accettare che: la differenza
dei cateti è quel segmento che sottratto al cateto maggiore
AC porta ad ottenere il minore AB e che, al contrario, aggiunto al
cateto minore fa avere il maggiore. La differenza di due segmenti
diventa, in questo senso, come un dinamico operatore della mente
che trasforma segmenti disuguali in uguali.
- Il passo successivo consiste nel far leva sul fatto che i
segmenti AB e AD sono uguali. La soluzione è quasi a
portata di mano, ma a volte occorre mostrare agli studenti che si
è in presenza di un triangolo ABD ovviamente isoscele,
dunque con gli angoli alla base di 45°. La difficoltà
per gli alunni nasce dal fatto che gli estremi dei nuovi cateti
non sono, allinizio, uniti dalla necessaria ipotenusa. In
altre parole, tre punti devono essere organizzati dalla mente del
ragazzo nella figura del triangolo, e questo non è per
nulla ovvio e immediato. Il parallelogramma CDBE è il mezzo
con il quale "restituiamo il maltolto" al cateto maggiore.
- Le operazioni necessarie per la costruzione si possono
ricavare rivedendo tutto quello che abbiamo osservato quasi a
rovescio. Ora il triangolo non cè: dobbiamo
utilizzare solo i due segmenti che rappresentano lipotenusa
e la differenza dei cateti. Non sarà difficile portare i
ragazzi ad organizzare la costruzione secondo i seguenti
passi:
- si tracci una retta r orizzontale su cui si prende il punto
B;
- si disegni un arco di centro B e di raggio lipotenusa
data;
- da B si tracci la semiretta s che forma un angolo di 45°
rispetto alla retta r;
- si costruisca un segmento BE perpendicolare alla retta r e di
lunghezza la differenza data;
- si conduca dal punto E la retta parallela ad s fino ad
intersecare larco nel punto C;
- la perpendicolare da C alla retta r interseca
questultima nel punto A e il triangolo ABC così
ottenuto è quello richiesto dalla costruzione.
Si può utilizzare anche in questo caso
lApplet3 per un rinforzo interattivo della costruzione.
Conclusioni
- Il tema del corso è particolarmente ampio. Il mio intervento ha aperto solo alcune porte, dietro alle quali ci sono molte stanze e corridoi, ma ha lasciato altrettante porte chiuse o socchiuse. Intendo dire che mancano i contributi relativi alla scuola elementare e alla scuola media. Agli insegnanti dei due ordini di scuola è demandato il compito di riempire questo spazio aperto. Ci sono stati progetti e riforme che hanno interessato la scuola elementare e la scuola media nellultimo quarantennio e vale la pena ricordarne alcuni.
- Il famoso Progetto Nuffield, nato nel lontano 1963 per linsegnamento della matematica nella scuola primaria in Inghilterra e che per alcuni aspetti è estendibile anche alla scuola media, assumeva la formula "se faccio capisco" come fondamento metodologico. LSMP (School Mathematics Project) partito analogamente agli inizi degli anni 60, lOpen University erano anchessi progetti per la scuola superiore segnati da una impostazione interdisciplinare, sperimentale, attiva. I lavori di T. Varga furono alla base di una delle prime ricerche sperimentali italiane concernenti il curricolo di matematica della scuola primaria il RICME (1976-1980).
- Da questo versante viene un rafforzamento dellidea che tra logica, insiemi e probabilità siano possibili delle sintesi attraverso il gioco, la risoluzione dei problemi e la scoperta, con attività didattiche proponibili sin dai primi anni della scuola elementare. Interessante è la genesi dei programmi del 1979 per la scuola media. I programmi del 1979 costituiscono il compimento di un lungo e radicale processo di riforma scolastica, che ha unificato la scuola media eliminando lavviamento e innalzando di tre anni lobbligo scolastico.
- Nei programmi è evidente lintenzione di ridurre limpatto formalistico e chiuso di una disciplina troppo strutturata, rimandandolo agli studi successivi, per presentare una pluralità di argomenti e di approcci in cui tutti possano trovare la possibilità di studiare proficuamente. Il quadro non sarebbe completo, se non si citasse infine il lavoro di Emma Castelnuovo. Autrice di un diffuso libro di testo spesso aggiornato e rivisto, la Castelnuovo ha rappresentato la tradizione geometrica, dinamica e intuizionista del padre Guido Castelnuovo e di Federico Enriques.
- Per prima, ha pubblicato in Italia un libro di didattica della matematica tradotto in molte lingue, in cui tanti giovani studenti di matematica scoprirono le implicazioni pedagogiche e psicologiche dellapprendimento matematico. Nel 1972 e nel 1974 realizzò, nelle sue classi della scuola media Tasso, due mostre di matematica centrando lattenzione della sua scelta pedagogica sul rapporto tra matematica e realtà. Si tratta di unattività non isolata, legata a numerosi contatti internazionali, tra cui molto importante lEcole Decroly di Bruxelles, tanti colleghi in Italia e un gruppo molto affiatato a Roma.
- Costruire Geometricamente
- verbale del 14 novembre 2001
-
- Dopo lintervento del coordinatore del corso prof. Valerio Scorsipa, si avvia fra i presenti una discussione vivace, anche animata, che pone sul tappeto molte questioni. Alcuni docenti della scuola media nel rispetto delleditoria scolastica corrente, affermano lesigenza di iniziare il curricolo di geometria in modo rigoroso e con unadeguata impalcatura assiomatica. Ci si rende conto, anche in questoccasione, dellimportanza di un linguaggio comune fra docenti appartenenti a differenti ordini di scuola; in una parola, il peso specifico attribuito ai termini in gioco può essere abbastanza diverso.
- Si parla di sistema ipotetico deduttivo, di sistema di assiomi, di esercizio alla deduzione locale. La necessità di "fare retromarcia" nel curricolo di geometria della scuola media e di partire dallosservazione di figure solide è, invece, suggerita da unaltra insegnante, con il fine di garantire maggiore continuità e coerenza al percorso formativo impostato nella scuola elementare. Gli scambi più frequenti fra la scuola elementare e la scuola media in cui presta servizio linsegnante che propone il suddetto cambiamento di rotta, sono, a suo stesso dire, agevolati dal fatto che le scuole dei due cicli insistono su una realtà abbastanza omogenea e circoscritta e che per questo la collaborazione e la conoscenza dei problemi sono maggiori.
- Molte testimonianze confermano la difficoltà di iniziare con gli alunni il curricolo di geometria, in prima media e nel primo anno del biennio della scuola superiore, e confermano un parziale insuccesso dellazione didattica. È ovvio attendersi nel passaggio da un ciclo al successivo un periodo di assestamento, ma emergono motivi più profondi che spingono un po tutti i presenti a costatare lo loro insoddisfazione. La discussione, che allinizio coglie gli aspetti di insoddisfazione e della condizione, anche "emotiva", degli insegnanti, si concentra poi sulla necessità che il docente ponga maggiore attenzione al versante dellapprendimento.
- In altri termini, ci si rende conto che i "problemi" dellinsegnante, benché si manifestino in forme diverse, probabilmente hanno la stessa radice dei problemi dei suoi allievi, che nella ricerca si deve garantire una profonda e rinnovata "capacità di ascolto" verso i vissuti cognitivi ed emotivi del ragazzo e che anche se non si possono "radiografare" i pensieri di chi apprende, è bene che linsegnante si immedesimi, faccia ipotesi, congetturi intorno al perché le traiettorie cognitive che si producono divergono molto spesso dal tracciato atteso.
- Riemerge dunque la necessità, a detta di uninsegnante del liceo, di tener presente il dettato di Ausbell e di impostare il lavoro delle prossime sedute intorno allipotesi di una verticalizzazione di argomenti e di concetti che si rivelano poco assimilati o addirittura malintesi da parte degli studenti, nonostante lapparente semplicità. Indicativa in questo senso è la costruzione dellaltezza relativa ad un lato di un triangolo, o del quadrato "messo a rombo". In situazioni come queste si contano insuccessi abbastanza frequenti e a differenti età, perciò sarebbe opportuna una riflessione da parte di tutti per enucleare proposte didattiche più efficaci e circostanziate, rispetto alle riposte che possono venire dagli studenti.
- Sul tavolo della discussione si aggiungono altre questioni. In particolare, uninsegnante propone di riflettere su un importante obiettivo cognitivo e forse da considerare essenziale, "minimo", alla fine del triennio della scuola media; lobiettivo è il seguente: lalunno sa leggere e correttamente interpretare il testo di un problema geometrico e lo traduce in una figura corretta. Si riafferma limportanza che lalunno sappia fare semplici costruzioni geometriche, come, per esempio, disegnare un triangolo isoscele nel quale la base è i tre quarti dellaltezza.
- Lintervento di un insegnante che lascia intravedere il metodo adottato nella scuola elementare per avviare negli alunni lastrazione di linea retta o di punto porta a riflettere quanto sia importante, in quella fase scolare e nelle successive, che lalunno sia capace di riconoscere e di indicare con nome appropriato un "oggetto" geometrico e le sue parti, come nel caso dellangolo piano, ma che sia anche abbastanza inutile richiedere lorganizzazione dei termini, come avviene in una definizione.
- Non si tratta certo di eliminare le definizioni, si tratta invece di stabilire come verificarne la corretta assimilazione da parte degli alunni alle diverse età, evitando di partire dalla ripetizione verbale, vuota di significati, che sarebbe altrimenti un mero flatus vocis. Si tratta di costruire, nel tempo, azioni didattiche atte a far "cucire" agli alunni le parole in un discorso prima attraverso lesperienza e poi condotto sulla via dellastrazione. La vigilanza dei docenti sui significati attribuiti ai singoli termini da parte degli alunni dovrà essere, perciò, sempre alta.
- Il 10 e il 17 dicembre gli incontri saranno dedicati a conoscere rispettivamente la realtà del costruire geometricamente nella scuola elementare e materna e quella nella scuola media. Gli interventi saranno curati da insegnanti appartenenti dei due ordini di scuola.