Costruire geometricamente:
dall’Origami alle costruzioni con riga e compasso
Sintesi di Valerio Scorsipa
Coordinatore del corso
25 gennaio 2002




È l'ultimo incontro di Costruire geometricamente. Si distribuiscono un documento sintesi della riunione precedente e una scheda di valutazione del corso.
Dopo un breve riassunto delle finalità e delle azioni, che hanno caratterizzato la seduta del 18 gennaio 2000, e dopo aver illustrato, in particolare, la terza parte della scheda di valutazione rivolta a stabilire la strutturazione e il tema del corso su Matematica nei cicli relativamente al prossimo anno scolastico, il coordinatore cede la parola alla professoressa R. Sollevanti.

Si parte con una provocazione "imparare qualcosa nel senso di saper ripetere o nel senso di sapersene servire?". Il concetto di media si presta per illustrare il senso della precedente affermazione. Si porta all'attenzione dei presenti l'esercizio tratto dal testo di fisica di Tipler:
Entrando in un'autostrada notate che un cartello indicatore segna 500 chilometri. La percorrete tutta, fino a cartello che indica 0 chilometri, in 6 ore. A questo punto, tornate indietro di 40 chilometri in 30 minuti. Qual è stata la velocità media dell'intero percorso?
Gli alunni in generale assumono una linea risolutiva abbastanza prevedibile: calcolano le velocità medie relative ai due tratti per concludere che il valore medio aritmetico di queste è la velocità media richiesta. È evidente l'errore: si contraddice la definizione di velocità media consistente nel rapporto tra lo spostamento totale, 540 chilometri, e il tempo occorrente, 6 ore e mezzo. Gli alunni hanno difficoltà nel discriminare il concetto di velocità media da quello di media aritmetica.
È sufficiente cambiare riferimento per ricondurre lo studente sullo stesso problema sotto altre spoglie. Si verifica l'importanza che riveste il contesto per raggiungere la soluzione. Il problema di prima può essere rivisitato con un esercizio come questo:
Un genitore guadagna 1500 ¤ in 20 giorni, l'altro 2000 ¤ in un mese. Qual è il guadagno mensile della coppia?
L'alunno si cala in una situazione concreta e carica di un vissuto reale o immaginabile, tanto che stavolta egli è capace di dirigere una corretta strategia risolutiva. In questo consiste il potente strumento mentale del transfert cognitivo.
Mettere in parallelo le situazioni dei due problemi è compito dell'insegnante, che farà rilevare l’isomorfismo strutturale che le accomuna. L'occasione non va certo perduta perché la classe deve essere intesa come un vero e proprio laboratorio, dove occorre usare oggetti e significati della vita quotidiana, per sviluppare il senso critico ed imparare ad estrarre strutture, relazioni, funzioni e rapporti numerici. La matematica può essere concepita come una palestra per il ragionamento dove sviluppare le capacità logiche. La relatrice passa al tema della continuità attraverso un noto problema, presentato nel 1974 all’Esposizione di Matematica degli allievi di Scuola Media di Emma Castelnuovo. Il problema consiste nel determinare a partire da un cartone quadrato una scatola di volume massimo.
Si ha un cartoncino di lato L. Si tagliano ai quattro vertici dei quadratini di lato x. Ripiegando le strisce mancanti dei quadratini si ottengono varie scatole. Le scatole avranno lo stesso volume? Esiste una scatola di volume massimo?

L'insegnante mette in evidenza quattro fasi in cui si può scandire una continuità didattica e cognitiva in verticale, in altri termini, capace di sviluppare l'intero percorso problema- teorema.
La prima fase è quella della manipolazione, nella quale si possono cogliere e identificare molti momenti.