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Associazione Famiglie Ripabottonesi LE NOSTRE RADICI |
I GIORNI DI FERRAGOSTO A RIPABOTTONI
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La mappa di Ripabottoni é un omaggio del Geometra Leonardo Ciarla |
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| la parte bassa del paese inizia dalla fontana ball fino alle spallate | la parte alta del paese, inizia dalle spallate fino al cimitero |
In giro per le
strade di Ripabottoni, il nostro itinerario inizia dal girone,
perché
dal girone? pensando a quanti di noi ci siamo fermati in questa fontana per bere
la sua acqua, che é stata dichiarata clinicamente buona per la salute e
specialmente per i reni.
Partiamo dal girone anche per i grossi cambiamenti che ci sono stati in questi ultimi cinquantanni, una strada che ci porta a Morrone, una strada che va alla Bifernina per raggiungere Campobasso o Termoli, un albergo ristorante che sfortunatamente ha vissuto poco tempo.
La costruzione di una casa popolare, la ristrutturazione del campo spostrivo con gli spogliatoi.
La costruzione di un piccolo campo da gioco per dare la possibilità a quei giovani che vogliono giocare il calcetto.
La costruzione di varie abitazioni sul pozzillo, l'allargamento del ponte e la copertura del vallone sottostante per fare un parco comunale e per l'installazione di giostre e giochi vari,
La costruzione della caserma dei carabinieri, la croce dei Missionari Compassionisti che é stata situata al lato opposto, la grande abitazione dei Tamilia, la ristrutturazione dell'orto del segretario, opera del generale Pasquale Cappuccilli.
Ed eccoci arrivati
in paese, questa é la casa di Fioravante, qui ci si
fermava
per prendere il primo sole e farsi una lunga chiacchierata.
Questa e la via Armando Diaz, la vecchia nivera, che si ricongiunge con la via Pietro Ramaglia all'incrocio con il Calvario.
Lungo la nivera ci sono quattro ruare che si possono attraversare per raggiungere la via nuova (via Pietro Ramaglia), sono via Giusti, Via Memeli, Via Nino Bixio e via Bellini.
Qui siamo all'incrocio di via Pietro Ramaglia ed il Calvario, iniziamo la nostra discesa, in questo tratto di strada non ci sono ruare fino alla prima curva che si incrocia con via ripetta.
Il secondo tratto incontriamo solo una ruare che é via Bologna che va fino a via Menotti Garibaldi dove si può accedere per via ripetta e per via Pietro Ramaglia, alla seconda curva incrociamo via Bellini che va a sbucare sulla nivera e la traversa Pietro Ramagli che sbuca sulla via dello stesso nome.
Il terzo tratto non ci sono ruare, ma vi é una lapida dedicata ai morti civili della seconda guerra che si legge. ( Ripabottoni 14 ottobre 1943, Stroncati da una bomba assassina pagano il prezzo anche della nostra libertà.
Maria Concetta Di Ioia di anni 35;
Angiola Schiavoni di anni 13;
Maria Incoronata Mattia di anni 6;
Giuseppe Antonio Casacalenda di anni uno.
Sangue innocente sparso, corpi divenuti humus del pianeta terra, perché l'uomo si riconosca amico di ogni uomo.
Il popolo di Ripabottoni con riconoscenza, 14 ottobre 1990).
Siamo arrivati alla curva ed incontriamo via Cima Rosa, da dove si può raggiungere via Ripetta, proseguiamo per il quarto tratto che ci porta fino al corso Vittorio Emanuele, difronte alla Croce, in questo percorso più lungo dei tre precedenti, la prima ruare e la via Benvenuto Cellini che va fino alla via Ripetta, conosciuta come i querdune, la seconda incrociamo nuovamente la traversa Pietro Ramaglia, la terza é una nuova strada cre che la chiamano la strada dell'edificio scolastico e dell'asilo.
Questa strada é stata costruita sul terreno di Donna Roseline, e sbuca sul largo spallate.
Proseguendo per via Pietro Ramaglia incrociamo via Gelso, nuovamente via Nino Bixio, Via Mameli e via Giusti ed eccoci arrivati sul corso Vittorio Emanuele e la Piazzetta della croce, oggi si chiama Largo Cairoli, qui scendiamo per santa Maria, vediamo la Chiesa di Santa Maria costruita intorno al 1600, di stile barocco.
Qui siamo sul largo
spallate con la bellissima fontana luminosa offerta al
Comune
dal baritono ripesi Piero Cappuccilli, difronte alle spallate vi é la chiesa
Cristiana Evangelica Battista.
Questo e il Largo
Guglielmo Marconi, conosciuto come la piazza maggiore, che ospita i suoi tesori,
La Chiesa Santa Maria Assunta, il Monumento, la fontana, e il palazzo baronale
con il suo arco (u spuort da terre vecchie) che ci porta per la via Paolo
Gamba, con pochissime ruare che sbucano sulla strada principale, vi é via Monte
Mileto, Via Chiusi, via Monte e via dei mori.
Siamo arrivati all'incrocio di via tufo (a cost'e du miedech'e) e Corso Garibaldi che ci porta fino alla via Trieste e Trento dove inizia la piazza.
In questo tratto da via tufo a via Trieste e trento ci sono quattro ruare principali che vanno fino alla fontana bal. Sono via Fosso, via Giardino, Via Roma.
Qui siamo davanti al municipio, che da poco é stato restaurato, da qui prendiamo la via Roma conosciuta come la strada da fontan'e bal.
In questa zona della parte bassa del paese le ruare sono ben collegate fra di loro, infatti ci si può spostare con tutta facilità, le strade che incrociamo lungo la via Roma sono, via Quattro Novembre, via Sonnino, via oberdan, via Foggia, via Benevento, via Montre Grappa, via Matteo Renato imbriani, proseguento per via roma si va verso la crocella dove é stata aperta una strada che porta a femmina morta e si ricongiunge con la strada che va a Campobasso.
Risaliamo la parte bassa del paese per la strada Trieste e Trento fino a via Olmo, poi giriamo per via S. Luca che ci porta alla rammalla, continuando il nostro percorso, risalendo la via Fiumicello che ci porta sulla via Ripetta.
La via Ripetta
inizia dal Corso Vittorio Emanuele e la Piazza e sale fino
alla
via Pietro Ramaglia, questa é lunica strada che non é stata ancora resa
carrozzabile.
Lunga la via Ripetta incrociamo moltissime ruare, a parte la via Benvenuto Cellini che sbuca sulla via Pietro Ramaglia, la più semplice e quella di prendere la via Menotti Garibaldi, girare a via Milano, girare ancora a via Cimarosa e si incontra di nuovo via Pietro Ramaglia.
Qui siamo giunti di nuovo sulla via Pietro Ramaglia dove termina la nostra visita del paese.
IL CIMITERO
Mi sembra doveroso
rendere visita ai nostri morti che dormono il sonno
eterno
e che in continuazione vegliano su di noi implorando la grazia di Dio, chisà
quante volte le nostre mamme vedendoci partire per terre lontane avranno pensato
che quello era l'ultimo abbraccio.
Qui vi cito alcuni versi del mio paese.
Figli'e mi, pecché te n'e si jut'e?
Pecché mi lessat'e?
J già u sacce,
p'e t'e tr'evà nu levor'e
dente na fabbreche.
Dente nu chentier'e,
financh'e dent'e nu cemeter'e.
Pe guadegnia i sold'e p'eté e pa femiglie ti'je.
Tu mi lessat'e ch'e j song na terremar'e,
che i songhe na terrevar'e,
però ne te squerdà che i t'e vuoglie ben'e.
Quanne t'e ve a malinguenie de revedé qust'e ciel'e,
de resperà chestarie doce du colle da guardiole,
ereanne figlie mi'e, ereanne eccante me,
j song sembre pronte eggeuj che te,
j songu peese ch'e ta vist'e nasce e che ta viste cresce.
J song u peese endò erreposen'e, losse di antenate tie.
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