BOLLETTINO SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI
n° 106
by Carlo Saffioti
Poichè tutti i cittadini sono eguali,
essi debbono poter accedere in modo eguale
a tutti gli impieghi pubblici, secondo le loro capacità
e senza altro criterio che quello delle loro virtù
e dei loro talenti.
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
(26 agosto 1789)
1 - Aumentano i Colleghi che chiedono il Bollettino
Lentamente ma continuano ad arrivare richieste da parte di Colleghi che vogliono ricevere il nostro Bollettino e che inviano anche lettere, contributi, proposte.
Credo proprio che sia il segno della vitalità della Categoria e della qualità di coloro che la compongono.
Per quanto mi è possibile, garantisco che questo Bollettino - che ovviamente non ha nè potrebbe avere scopi sindacali o politici - continuerà a proporsi come libera palestra di idee con l'unico scopo di favorire l'aggregazione dei Segretari ed il loro scambio di opinioni e proposte.
Di seguito, alcune delle più recenti new entry:
Caro Carlo
Questo è un Comune che ho tenuto a scavalco per 7 mesi e che mi
appresto
alasciare.
Ho fatto installare il collegamento con Internet e qui mi
sostituirà un collega giovane di nomina.
Mi piacerebbe ( e piacerebbe anche a lui che fino ad ora ha letto il
tuo bollettino perché glielo passavo io) che lui ricevesse il tuo bollettino.
Almeno, a parte il Comune gli potrò lasciare una eredità importante.
Si chiama S.S. e ti ringrazia.
P.s. spero che tutte le richieste che ti faccio di diffusione del bollettino non si
facciano ad un certo punto troppo gravose. In tal caso continuerei a passarlo "via
carta".
Un grande abbraccio e grazie di tutto.
....
Ciao G.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Ti comunico il mio indirizzo di posta elettronica per essere inserito nella lista dei
nominativi ai quali inviare notizie professionali e sindacali: ... (email - ufficio)
...(email - personale)
Grazie per l'impegno profuso e la preziosa attività che stai svolgendo per la categoria
dei segretari comunali.
E.B.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Ciao Carlo, mi chiamo F. M. e sono un giovane Segretario Comunale che lavora nella
provincia di A. Sono da poco collegato ad INTERNET, ho avuto il tuo indirizzo da G.R. e mi
piacerebbe ricevere il tuo bollettino.
Ho avuto modo di leggerlo e l'ho trovato molto interessante, in quanto valido strumento di
confronto tra colleghi che operano in realtà profondamente diverse.
Mi complimento per l'iniziativa e spero anch'io in futuro di poter collaborare.
A presto. F.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
2 - A proposito della deliberazione 150 dell'Agenzia Nazionale
Luigi Oliveri, che ha già pubblicato il suo intervento sul Sole 24 Ore, lo propone per il Bollettino che lo accoglie volentieri, anche per quei colleghi che non abbiano avuto modo di leggerlo sul quotidiano.
<<<<<<<<<<<<<<<
Egr. Dott. Saffioti,
la deliberazione 150/99 dell'Agenzia è l'ulteriore testimonianza che detto organo sta agendo tranquillamente contro la legge, senza che nessuno alzi una voce decisa contro tale atteggiamento.
La deliberazione 150/99 è l'ennesimo atto adottato dall'Agenzia nell'esercizio di un potere di cui non dispone, l'introduzione di ius novi, ma del quale sta facendo largo uso, per contentare di volta in volta la lobby dei sindaci, o quella di alcune sigle sindacali particolarmente potenti dei segretari.
Si è così giunti, da un lato, all'ulteriore perdita di una fondamentale garanzia per i segretari: quella di poter contare su un periodo, sia pure non lunghissimo, di 60 giorni di <<moratoria>>, durante il quale il sindaco neo eletto, prima di avviare la procedura di nomina, doveva avere modo di conoscere e valutare la professionalità del segretario della sede, prima di decidere e proprio per decidere con consapevolezza, se disponesse o meno della professionalità necessaria alla gestione del comune, secondo il programma del sindaco.
Questa era la filosofia della legge 127/97: onde evitare uno spoil system preconcetto e <<selvaggio>>, i sindaci dovevano per 60 giorni valutare l'operato ed il valore professionale del segretario, per decidere se rivolgersi all'albo, al fine di ottenere una figura maggiormente valida e idonea ai suoi programmi. Così si sarebbe salvaguardata la professionalità dei segretari, e si sarebbe garantita un'effettiva selezione dei soggetti più qualificati.
La deliberazione 150/99, invece, dà una spallata definitiva a tutto ciò. I sindaci potranno inserire la sostituzione del segretario, sol perché questi ha lavorato per l'amministrazione – soprattutto se di diverso colore – precedente, nella campagna elettorale e trovare così facili consensi per una <<ventata di rinnovamento burocratico>>.
Quello che più colpisce di tale delibera, comunque, non è tanto il merito, che va nella direzione segnata ormai, dell'estinzione della figura del segretario a vantaggio di un sempre più spinto sistema di spoglio delle figure di vertice amministrativo. Quanto il metodo seguito: ovvero, l'adozione di un atto amministrativo che offre un'interpretazione autentica di una norma, in una direzione, peraltro, del tutto opposta a quella del legislatore.
E' obbligatorio tornare a considerazione già precedentemente svolte da chi scrive: le deliberazioni dell'agenzia, nel merito, possono piacere o meno, come ad esempio quelle che intendono attribuire al termine sollecitatorio del procedimento di nomina il carattere della perentorietà, che invece per legge non possiede.
E' ammissibile che l'Agenzia, i segretari interessati e chiunque voglia apportare modifiche e (dal suo punto di vista) perfezionamenti alla riforma del '97, operi sollecitando a provvedere l'unico soggetto dotato del potere, ovvero il legislatore. E' solo il Parlamento, nell'esercizio del potere legislativo (nel quale rientra anche la capacità di dare interpretazioni autentiche delle leggi) che può introdurre nuovo diritto.
E', invece, pericoloso e mortificante per un ordinamento giuridico, che questi alti compiti siano svolti da un'autorità amministrativa, in violazione del precetto costituzionale (e i comuni possono essere sciolti per tali comportamenti), esercitando abusivamente un potere che non ha e, almeno nel sistema giuridico vigente, non può avere.
A colpi di deliberazioni l'Agenzia sta demolendo il già precario sistema legislativo che regge i segretari comunali e gli enti locali. Non si può, per la convenienza del singolo caso, ritenere che l'Agenzia possa esercitare tali poteri. Subito dopo, in un inevitabile contrapasso, l'Agenzia, legittimata dal silenzio o addirittura dal consenso, infierisce con colpi mortali alla dignità professionale.
E' un fatto che la deliberazione 150/99 legittima di fatto la prassi già instaurata da molti sindaci di scegliere il segretario prima ancora di avviare la procedura. Sicchè i 60 giorni divengono un'inutile e stressante attesa, da eliminare. E la procedura di nomina una semplice facciata che abbellisce una scelta discrezionale e completamente slegata dalla valutazione della professionalità dei candidati, mediante un'apparenza selettiva. E' il fallimento totale degli intenti della riforma, che pure era stato segnalato, da chi scrive e non solo, per tempo. Profezie sin troppo facili. Non si poteva, tuttavia, prevedere che ciò avvenisse mediante non scelte del legislatore, di fronte alle quali, piacciano o meno, gli operatori e gli interpreti non possono che inchinarsi, ma mediante atti di un'autorità amministrativa, con tanti saluti alla certezza del diritto ed ai principi cardine di ogni ordinamento giuridico.
Chi scrive approfitta di questo spazio per sottolineare ancora una volta che delibere simili dell'Agenzia sono non solo illegittime, ma nulle, perché adottate nell'esercizio del potere di introdurre nuovo diritto che non le spetta. Augurandosi che al più presto le autorità di vigilanza intervengano (senza crederci troppo, tale è la forza del partito dei sindaci e di alcune sigle sindacali), ma che anche gli interpreti ed i giudici ordinari ed amministrativi levino la loro voce per fermare l'imbarbarimento del diritto.
LUIGI OLIVERI
3 - Un commento "pepato" alla notula dei ... "Due Ghiottoni"
Veramente vivace e scintillante la prosa con la quale un Collega si inserisce, satireggiando sulla scia dei commenti provocati dalla notiziola relativa ad una "colazione di lavoro" recentemente pubblicata dal Bollettino. D'altra parte, scriveva Puskin, "" dove non arriva la spada della legge, là giunge la frusta della satira"".
<<<<<<<<<<<
Al Bollettino segretari comunali e provinciali
Dott. Carlo Saffioti
S E D E
Caro Carlo,
data la corrente stagione estiva, commento velocemente e senza patemi d'animo, come da
invito, la “chicca davvero interessante” della delibera n° 62 in data
8 marzo 1999 del Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia per la gestione del l'Albo dei
segretari comunali e provinciali nella Regione Puglia, avente per oggetto: Rimborso spesa
al Presidente, segnalata da un
anonimo collega su questo prezioso (in quanto unico) foglio, n° 99 del 5 luglio c.a..
Dico subito che non c'è da meravigliarsi, o peggio gridare allo scandalo, perché
semplicemente nessuno ascolterebbe (le grida).
Anzi è elementare cautela stare da parte e in silenzio --- funzione questa assegnata ai
segretari comunali da una lettura un po' più attenta dell'art. 17, comma 68, della legge
127/1997 --- poiché in questa perdurante fase di “impetuosa evoluzione del
costume” (frase letta non ricordo più dove, comunque pronunciata da uno dei
tantissimi guru o, se preferisci, ayatollah del nuovo modo di amministrare la cosa
pubblica, personaggi questi rinvenibili non solo nei convegni e nella stampa più o meno
di regime, ma anche nel mercato rionale sottostante) non è certamente consigliabile
segnalare quello che fino a qualche anno fa si sarebbe chiamato, sic et simpliciter, caso
di sperpero di pubblico danaro.
Si rischia infatti di subire, se non per fortuna la pubblica gogna, almeno le rampogne,
anzi gli anatemi, visto che parliamo di guru o ayatollah, dei tantissimi fautori del
“privato è bello”, per i quali bisogna guardare i risultati, e non i
formalismi. Guai alla burocrazia, fonte di tutti i mali!
Ma come si fa, direbbero costoro, a non vedere in questa operazione l'efficienza,
l'efficacia e l'economicità dell'azione amministrativa? Solo pagando in contanti e subito
il conto del ristorante si garantisce un risultato certo, economico, efficiente ed
efficace, regolarmente
certificato dai Revisori dei Conti, (unico controllo interno oggi funzionante).
D'altro canto, esclusa la responsabilità penale dopo l'ormai lontana era di Mani Pulite,
in mancanza dei difficilissimi da dimostrare dolo o colpa grave, non c'è nemmeno danno
erariale; e se per puro accidente qualche magistrato della Corte dei Conti dovesse dire
che c'è, allora il coro dei guru o ayatollah canterebbe due ritornelli:
1) Sono problemi dei responsabili degli uffici tecnici o amministrativi, o, aggiungo io,
del segretario comunale malauguratamente contrattualizzato anche direttore generale, e non
dei politici (per crederci, leggere l'art. 1, comma 1 ter, della legge n° 20/1994).
2) Il grande problema della spesa pubblica, che aumenta e aumenterà a dismisura nei
secoli a venire è dovuto solamente, a scelta, o (di meno) alla crisi delle borse
asiatiche, o (di più) alle famigerate pensioni di anzianità --- per crederci, leggere il
DPEF 2000 o le dichiarazioni di un giorno sì e l'altro pure del Governatore di
BankItalia), o del direttore di Confindustria, o del commissario UE Monti e ora anche
dell'(ex P.R.?) on. Bonino --- e non di sicuro alle 750.000 misere lirette doverosamente
pagate ai “2 ghiottoni”!
Buone ferie a tutti i colleghi!
P. li 21.07.1999
S.M.
Segretario Generale del Comune di P.
>>>>>>>>>>>>><<<<<<<<<<<<<