Comunicato FIST CISL:
Il 28 luglio scorso l’ARAN ha ufficialmente aperto la trattativa per il contratto dei Segretari Comunali (sia dirigenti che direttivi) ed ha comunicato che chiederà al Dipartimento della Funzione Pubblica indicazioni sulla competenza ad emanare direttive per la contrattazione oltre che su questioni di merito, con particolare riferimento alla possibilità di utilizzare lo strumento contrattuale per estendere la qualifica dirigenziale a segretari che attualmente non la possiedono. Si è quindi deciso di riprendere i lavori nei primi giorni di settembre, per iniziare subito ad esaminare la normativa precedente, al fine di ripristinare istituti che possono essere mantenuti anche nel regime attuale.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, presso il Ministero dell’Interno, su iniziativa dell’on.le Vigneri, si è tenuto un incontro a cui hanno partecipato tutte le organizzazioni sindacali CGIL F.P., FIST CISL, UIL EE.LL. e Unione Segretari, rappresentanti ANCI e UPI, il direttore dell’Agenzia Nazionale avv. Morando e dirigenti ministeriali. Dall’esame delle numerose questioni evidenziate da tutti i presenti, è emersa la necessità di elaborare e proporre modificazioni al regolamento in vigore, principalmente sulle questioni di seguito elencate: dotazione organica delle agenzie, loro competenze e risorse; interventi per la copertura delle sedi vacanti, regolamentazione delle iscrizioni all’albo, procedure di mobilità, scuola, convenzioni.. Il prossimo incontro è già stato fissato per il 15 settembre.
Per disciplinare le procedure della nomina e della revoca, inserendo elementi di maggiore garanzia per i segretari, si interverrà in sede contrattuale.
Roma, 30 luglio 1999
Il gruppo di lavoro S.C.P. : Romito-De Zio
Visto:Il Comitato di reggenza-Marco Lombardo
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2 - Sul regolamento di competenza
Il Collega V.C. - che ringrazio per l'accurata tempestività, segnala alcuni dati utili per tenere sotto controllo l'andamento delle varie vertenze giudiziarie che i Colleghi sono stati costretti a mettere in atto, a loro spese, in questo turbinoso ed incerto periodo nel quale le certezze sono davvero poche.
Pur convinto che la via giudiziaria non sia certamente quella più efficace e veloce per dirimere le questioni del lavoro, devo ricordare che il Giudice del Lavoro non è certo stato istituito ieri nè per caso.
C.S.
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Caro Carlo,
ti comunico che la Corte
Cassazione si riunirà in seduta plenaria l' 8 ottobre
1999 per decidere (una volta per tutte !!!, vedi sentenza tribunale di
Firenze su Revoca di un altro collega pubblicata sul SOLE all'inizio di
quest'anno) sulla giurirdizione ordinaria o amministrativa sulla materia
della (mia) REVOCA a seguito di regolamento preventivo sollevato dalla
difesa del Comune.
Ti confermo inoltre che il prossimo 13 Ottobre
avanti il Pretore di Firenze (che ha riconosciuto, al contrario del
superiore Tribunale, la sua competenza sulla vexata quaestio: vedi articolo del
collega Luigi De Marinis apparso sul sito Giust.it di G.Virga )
verrà discussa nel merito la causa promossa da quel
collega.
Sarà interessante vedere come andrà a finire (Prima
sentenza pretorile sulla REVOCA) tenuto conto che la difesa del collega ha
richiesto altresì il risarcinento per il danno di immagine (vedi
pubblicità negativa su la Nazione di Firenze e SOLE) e per il danno
professionale (in previsione che il detto segretario revocato difficilmente
sarà individuato da un
Sindaco, per cui dopo i quattro anni
sarà costretto, a seguito della mobilità obbligatoria, a
cambiare professione a 50 anni !).
Saluti
V.C.
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3 - Una analisi che fa riflettere, anche per la
Il Collega L.O., Vice Segretario che da tempo legge il Bollettino, ha fatto pervenire questo commento che - nel suo abituale linguaggio diretto - inviata ad una riflessione e stimola a continuare il dibattito.
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Egr. Dott. Saffioti,
vorrei intervenire per rispondere a G.I. in
merito alle nomine dei vice segretari. Mi sento, infatti, chiamato in causa,
poichè rivesto anche tale incarico nell'ente presso cui lavoro.
Quanto
afferma G.I. è in gran parte vero. Del resto anch'io nel volume
<<La nuova burocrazia degli enti locali dopo la legge "Bassanini
bis">> segnalai che attraverso il sistema delle nomine, così
come disegnato dal legislatore, era possibile per sindaci particolarmente
disinvolti, non nominare il segretario. E dissi di più: le nomine
privatistiche dei dirigenti, avrebbero potuto consentire al capo
dell'amministrazione di incaricare di volta in volta quel dirigente che
ritenesse più <<consono>> all'incarico del vicario, non
nominare il segretario ed avere sempre un vertice amministrativo <<in
piena armonia>>.
Perciò ha sempre detto e ritenuto che il
profilo professionale di vicario del segretario non può essere assimilato
ad un qualsiasi incarico dirigenziale, ma assegnato solo, tramite concorso, ad
un soggetto particolarmente qualificato ed individuato a priori per svolgere
questo ruolo.
Non so per quali ragioni, molti segretari nutrono astio per i
vicari, che dovrebbero costituire una categoria, invece, a loro vicina e
solidale (tra l'altro, se è in pericolo la figura del segretario,
figurarsi quella del vicario). Proprio questo astio, ha impedito che la legge
127/97
regolamentasse l'albo in modo da creare anche un elenco speciale di
vicari qualificati, i soli autorizzati a svolgere le funzioni legate al ruolo di
vice segretario.
Le sigle dei segretari hanno fatto, invece, un muro contro.
Dal che è venuta fuori la norma abbastanza criticabile che rinvia al
regolamento sull'ordinamento dell'ufficio e dei servizi la previsione della
figura vicaria, con un implicito rinvio al medesimo regolamento anche
delle
modalità per l'individuazione di tale figura. Il che comporta
una completa liberalizzazione dell'individuazione del vicario, che finisce,
evidentemente, col riflettersi negativamente anche sui segretari.
Sarebbe
stato più serio inserire nell'albo - in un elenco a parte - i vicari,
così da essere sicuri che i sindaci non possano scegliere il primo che
passa e poi, non nominando il titolare, imperversare sui vertici
amministrativi.
Tant'è. Addirittura, sempre per le pressioni di alcuni
segretari, si è ormai preclusa la possibilità ai vicari di
accedere alle sede di segreteria per concorso, come da sempre era stato previsto
nel sistema giuridico italiano.
Ma il trionfo di queste frange astiose
è durato poco. Per la solita legge del contrappasso, data mano
libera al partito dei sindaci, è scaturita quell'assurda ed
incostituzionale norma del Dpr 465/97 (tagliata appositamente su figure di certi
funzionari facilmente individuabili, alcuni
dei quali recentemente
candidatisi sindaci o presidenti di provincia nelle elezioni amministrative) che
consente di divenire segretari senza concorso, eventualmente anche acquisendo,
per magia, la qualifica dirigenziale.
Queste storture (che si accompagnano
alle altre consentite dall'agenzia in tema di nomina di segretari privi di
qualifica dirigenziale in enti di seconda classe), comunque, non autorizzano a
fare generalizzazioni sui vice segretari.
E' vero che il G.I. si è
limitato a dire di non conoscere vicari non facenti parte del sistema dei
partiti, nominati non per cooptazione. Non fa piacere però essere
considerato a priori servo dei partiti, perchè appartenente ad una certa
categoria. Comunque, mi presento: io sono uno di quelli che col sistema dei
partiti non ha nulla a che vedere e spartire e che nei posti presso la pubblica
amministrazione è entrato sempre, soltanto e solo vincendo gli
indispensabili concorsi (compresi due da segretario comunale).
La presenza di
vicari cooptati e facenti parte del sistema partitico non piace a nessuno,
compreso al sottoscritto. Ma ciò vale per qualsiasi carica
amministrativa. Sarebbe opportuno lavorare per rendere oggettive e premianti
della professionalità di ciascuno le modalità di ingresso nelle
varie carriere, avendo sempre presente che le scorciatoie o le lotte
interne
vengono presi dal potere politico come atti di debolezza, rafforzando
così i partiti e gli organi di governo, sempre più ringalluzziti
nel seguire la strada dello spoil system, che penalizzerà tutti, nessuno
escluso.
L.O.
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